Archivio Mensile: maggio 2009

L’Abruzzo dimenticato. Si lavora solo per il G8 – Pietro Orsatti

L’Abruzzo dimenticato. Si lavora solo per il G8 – Pietro Orsatti.

A cinque minuti da Onna lavora un’azienda di prefabbricati antisismici. Ma non ha ordini, per un conflitto tra amministrazioni locali e Bertolaso
di Pietro Orsatti da L’Aquila su
Terra

ComeDonChisciotte – STERMINIO INFINITO: IL MASSACRO IN SRI LANKA È PARAGONABILE

ComeDonChisciotte – STERMINIO INFINITO: IL MASSACRO IN SRI LANKA È PARAGONABILE SOLO AL GENOCIDIO DI GAZA.

Centinaia di morti, cadaveri insepolti, e feriti senza cure mediche

Secondo osservatori internazionali, quello che sta succedendo in Sri Lanka solo è paragonabile col massacro militare compiuto da Israele nella Striscia di Gaza nel gennaio passato. Circa 50.000 persone sono rimaste intrappolate – come successe a Gaza – in una piccola striscia di territorio per 24 ore sotto il fuoco incrociato di batterie terrestri, carri armati ed aeroplani del Governo, alleato degli stati Uniti e “dell’asse occidentale”.

Come ha scritto un corrispondente della BBC: “L’esercito stà praticando una specie di ‘tiro al piccione’ coi rifugiati”, tra i quali combattono i ribelli dell’Esercito delle Tigri Tamil (Ltte). Alcuni corrispondenti risaltano la ferocia senza limiti del massacro e l’impotenza (e/o complicità) degli organismi internazionali nel fermarla. Si tratta di un genocidio su grande scala il cui sviluppo ed interessi in gioco vengono sistematicamente occultati o deformati dalla stampa “occidentale”, che lo presenta come un conflitto tra un gruppo “terroristico” ed il governo che “cerca” di ristabilire l’ordine. Al contrario, lo sterminio in massa di civili in Sri Lanka non è determinato da una guerra contro il “terrorismo Tamil”, come si vuole fare credere, bensì da interessi geoeconomici e geopolitici militari strategici, che hanno a che vedere col controllo dell’Oceano Indiano e delle rotte del petrolio.

Nella foto: civili morti e feriti in un attacco di artiglieria delle forze governative contro i ribelli Tamil.

L’importanza geopolitica strategica dello Sri Lanka per la futura sopravvivenza energetica di USA, Giappone e Unione Europea, unisce queste potenze in un’azione comune per sterminare la ribellione nazionalista delle Tigri Tamil, che in caso uscissero vittoriose, potrebbero tracciare un’alleanza strategica con l’asse “Russia-Cina-Iran”. L’altro attore presente nella disputa per il controllo delle fonti e le rotte petrolifere. Questo è, in essenza, l’obiettivo del massacro perpetrato da un esercito finanziato dagli USA ed addestrato da Israele. Come affermano gli esperti, le casualità non esiste. L’assassinio di civili in Sri Lanka è un modello ripetuto, una specie di operazione da manuale, che le potenze imperiali (Usa per primi), ripetono compulsivamente nei paesi dove esistono ribelli e risorse naturali da depredare. Questa in breve, è la logica della “guerra contro il terrorismo” iniziata da Bush e continuata da Obama.

Protetta dal totale silenzio dei governi e del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, il massacro militare ha già causato un centinaio di morti e feriti nel fine settimana scorso, comprese donne e bambini che non possono essere sepolti né soccorsi a causa dell’intensità e della continuità degli attacchi.


[Soldato geurrigliero bambino delle Tigri Tamil]

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR), unica organizzazione straniera che ha accesso alla zona dei bombardamenti in Sri Lanka, ha abbandonato temporaneamente la sua missione di aiuto ed evacuazione della popolazione civile intrappolata nel nord del paese, argomentando che la “situazione” è molto pericolosa.

Secondo quanto dice Elizabeth Byrs, portavoce dell’ONU a Ginevra, la nave d’aiuti umanitari, alimenti e medicine di base – che si manteneva in attesa di scaricare – è dovuta ritornare al porto di Trincomalee, nell’est del paese.

“La situazione dominante ha impedito ai soccorritori di scaricare i beni di prima necessità ed evacuare i malati e i feriti dalla zona del conflitto”, ha detto alla BBC.

“Gli intensi combattimenti di oggi hanno reso impossibile alla Croce Rossa evacuare le persone ferite e i malati dalla zona di combattimento (…) e a ripartire le 25 tonnellate di cibo alle migliaia di civili incastrati lì”, dice in un comunicato la Croce Rossa.

L’Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari (OCHA), ha informato che in Sri Lanka circa 900 civili sono riusciti a scappare dalla striscia di territorio nel nord del paese, dove l’Esercito ha “rinchiuso” sotto un fuoco incrociato oltre 50.000 persone tra le quali combattono le “Tigri per la liberazione della patria Tamil” (LTTE).

Questo fine settimana in Sri Lanka sono morti più di un centinaio di bambini tra le centinaia di civili tamil morti in questo massacro eseguito dal Governo, appoggiato dagli USA e dalle potenze europee – ha affermato il portavoce dell’ONU a Colombo, Gordon Weiss.

L’ONU, questo lunedì, ha descritto la situazione nel nord dello Sri Lanka come un “bagno di sangue”, dopo aver ricevuto notizie di centinaia di morti civili a causa dei bombardamenti da parte del Governo contro i ribelli Tigri Tamil, situati nel nord del paese.

La portavoce dell’ONU a Ginevra ha spiegato che da ottobre del 2008, “più di 196.000 persone sono fuggite dalle aree controllate dal Governo nella zona di conflitto, e delle quali più di 194.000 si trovano in accampamenti temporanei, in condizioni di ammassamento.”

La portavoce ha sottolineato che alla data di oggi sono stati ricevuti solamente il 32% dei 155 milioni di dollari richiesti alla comunità di donatori per assistere la popolazione.

“La mancanza di sicurezza ha obbligato la nostra nave a rimanere ancorata in mare a pochi chilometri dalla zona di conflitto. Al tramonto, è dovuta tornare alla sua base, più a sud in Pulmoddai”, ha spiegato il capo della delegazione della Croce Rossa in Sri Lanka, Paul Castella, da Colombo.

“Evacuare i feriti e malati, tra i quali ci sono bambini ed anziani le cui vite si trovano in pericolo, è l’unica maniera affinchè possano ricevere il trattamento medico appropriato: devono essere evacuati il prima possibile”, ha aggiunto.

I combattimenti si stanno spostando sempre più vicino alle aree abitate da civili e questi si vedono obbligati a rifugiarsi in trincee o rifugi improvvisati per potersi proteggere dal conflitto tra le truppe srilankesi e le “Tigri per la Liberazione della Patria Tamil” (LTTE). La popolazione civile soffre di mancanza d’alimenti, acqua potabile e cure mediche, dice la Croce Rossa.


[Soldati dell'Esercito di Sri Lanka contano le armi consegnategli dai guerriglieri delle Tigri per la Liberazione della Patria Tamil, LTTE, nel Marzo di 2008. Foto EFE]

“La situazione delle persone che sono nella zona di combattimento è disperata”, ha detto Castella. “Abbiamo bisogno di poter accedere alla zona senza limitazioni per poter salvare vite”, ha aggiunto. Dalla metà di febbraio la Croce Rossa ha evacuato quasi 14.000 persone dalla zona di combattimento e ha distribuito 2.350 tonnellate di cibo e generi essenziali.

Secondo le Nazioni Unite, 6.500 civili sono morti e altri 14.000 sono risultati feriti nel periodo di tempo che va da gennaio e metà aprile, periodo dell’’offensiva dell’esercito contro l’insurrezione separatista.

L’ONU crede che in quattro mesi circa 200.000 persone siano fuggite dalle zone di combattimento e ora si trovano in campi profughi nel nord del paese insulare, nei quali viene limitato l’accesso alla stampa.

Attraverso un comunicato il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha denunciato le conseguenze che “il terribile impatto del conflitto in Sri Lanka sta producendo nei bambini” e ha ricordato che nelle ultime 48 ore è aumentato il numero dei minori morti e feriti.

Il Direttore Regionale dell’UNICEF per il Sud dell’Asia, Daniel Toole, ha stimato in 50.000 i civili intrappolati nell’area dove si continuano a svolgere i combattimenti. “Temiamo che molti altri bambini moriranno se l’attuale offensiva del Governo continua e le Tigri Tamil rifiutano il permesso ai civili d’abbandonare la zona del conflitto”, ha aggiunto Toole.

Allo stesso tempo riconosce che l’inasprimento della violenza “è una catastrofe per l’infanzia e dimostra di non tenere in conto la situazione di vulnerabilità dei civili”.

Anche l’UNICEF ha espresso la sua preoccupazione per le condizioni di vita nella zona del conflitto, dove la popolazione non dispone di medicine, alimenti ed acqua potabile.

L’annuncio della Croce Rossa è avvenuto dopo che fonti dell’ospedale provvisorio in Mullivaikal e dei ribelli Tigri Tamil hanno informato che le forze del governo avevano lanciato una bomba contro l’ospedale, provocando la morte di almeno 49 persone.

I ribelli hanno informato che l’ospedale temporaneo di Mullivaikal ha ricevuto l’impatto durante la mattina del martedì, ma un portavoce del governo ha detto non avere informazione dell’incidente.

L’informazione è impossibile da verificare perché le autorità governative non permettono l’entrata di giornalisti all’area.

Come si può vedere, le somiglianze con Gaza non sono una casualità.

Titolo originale: “Exterminio sin límites: La masacre de Sri Lanka solo es comparable al genocidio de Israel en Gaza”

Fonte: http://www.iarnoticias.com

Blog di Beppe Grillo – CINQUE DOMANDE PER NAPOLITANO

Blog di Beppe Grillo – CINQUE DOMANDE PER NAPOLITANO.

Il Presidente della Repubblica rappresenta tutti gli italiani. E’ la più alta carica dello Stato. Chi la presiede è Giorgio Napolitano. Da cittadino desidero porgli cinque domande. Napolitano la prego di rispondere. La Repubblica Italiana è al collasso economico e politico. Lei è il garante della Repubblica. Se non se la sente di fornire delle spiegazioni per motivi a me sconosciuti si dimetta. Il suo gesto sarà apprezzato.

PRIMA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano che consente l’impunità a Silvio Berlusconi nel processo Mills?
SECONDA DOMANDA:
Perché non si è auto escluso dal Lodo Alfano dato che non risultano reati a Lei imputati?
TERZA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano in un solo giorno quando invece poteva rimandarlo alle Camere?
QUARTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano senza consultare la Corte Costituzionale per un parere preventivo?
QUINTA DOMANDA:
Perché ha firmato il Lodo Alfano sapendo che in precedenza era stato bocciato dalla Corte Costituzionale il Lodo Schifani che del Lodo Alfano è una fotocopia?

Invito tutti gli italiani a porre queste domande al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

ComeDonChisciotte – IL BILDERBERG VUOLE UN DIPARTIMENTO MONDIALE DELLA SANITA’ E DEL TESORO

ComeDonChisciotte – IL BILDERBERG VUOLE UN DIPARTIMENTO MONDIALE DELLA SANITA’ E DEL TESORO.

L’esperto giornalista investigativo Jim Tucker ha svelato il programma del Bilderberg 2009, che racchiude il progetto per un Dipartimento Mondiale della Sanità e del Tesoro e una depressione abbreviata piuttosto che una prolungata flessione economica.

Partecipando all’Alex Jones Show, Tucker ha detto che l’ex primo ministro svedese nonché abituale partecipante al gruppo Bilderberg Carl Bildt, “ha tenuto un discorso nel quale appoggiava la trasformazione dell’OMS in un Dipartimento Mondiale della Sanità e la trasformazione dell’FMI in un Dipartimento Mondiale del Tesoro, entrambi naturalmente sotto l’egida delle Nazioni Unite.”

Tucker ha fatto notare che tali manovre rappresenterebbero dei passi enormi verso il governo mondiale che il Bilderberg si sta accingendo a realizzare ma il cui completamento, negli ultimi 10 anni, è sempre fallito.

A seguito: Bilderberg 2009 – L’elenco dei partecipanti (versione corretta), (Infowars.com);

Tucker ha spiegato che il Bilderberg è molto determinato nel porre l’accento sui problemi causati dalla crisi economica, oltre alla minaccia di una pandemia, come strumento per giustificare la centralizzazione del potere.

Secondo Tucker, Bildt ha parlato anche del riscaldamento globale nel contesto di una tassa a livello mondiale sulle emissioni di carbonio, da tempo una parte del programma del Bilderberg. Questa tassa globale, che verrebbe pagata direttamente alle Nazioni Unite, sarebbe introdotta in maniera graduale, innanzitutto come un’imposta appena percettibile alla pompa di benzina, prima di essere aumentata una volta perfezionata, ha detto Tucker.

In merito all’importante Trattato di Lisbona, che è stato messo al tappeto dopo la bocciatura dei cittadini irlandesi lo scorso anno, Tucker ha detto che il Bilderberg, per farlo approvare, sta pensando di inviare in segreto dei suoi rappresentanti in Irlanda per parlare con i leader politici locali. L’Unione Europea richiede che tutti gli stati membri ratifichino il Trattato prima della sua approvazione e ai cittadini irlandesi verrà di nuovo chiesto di votare un referendum alla fine di quest’anno, nonostante avessero già dato parere negativo al Trattato tredici mesi fa.

Tucker ha detto che un aspetto importante della riunione del Bilderberg di quest’anno è stato l’impegno per convincere il Presidente Obama “ad introdurre di nascosto la ratifica del Trattato del Tribunale Penale Internazionale [1]”, inviandolo al Senato per la sua votazione.

“Le loro strategie sono queste,” ha detto Tucker. “Obama dovrà adulare i tanti membri delle frange più a sinistra dei Democratici che vogliono davvero il Trattato del Tribunale Penale Internazione ma che hanno così paura a votarlo perché la gente è fortemente contraria a rinunciare alla propria sovranità… vigliacchi politici… così Obama dovrà adularli e dirà loro di non preoccuparsi, avremo altri liberali al Senato dopo le elezioni del 2010 e poi nel gennaio 2011, quando il nuovo Senato si sarà insediato, potrete ratificarlo un sabato notte quando sarà troppo tardi per i giornali delle domenica pubblicare la notizia e i talk show non potranno riprogrammare i loro palinsesti… non ci saranno delle ritorsioni politiche.”

Tucker ha confermato le informazioni divulgate inizialmente da Daniel Estulin, secondo cui il Bilderberg avrebbe discusso se far affondare l’economia in modo rapido oppure trascinarla in una lenta e straziante depressione. “Il Segretario al Tesoro Geithner e Carl Bildt hanno caldeggiato una recessione di breve durata e non una recessione lunga 10 anni… in parte perché una recessione di 10 anni danneggerebbe gli stessi industriali che aderiscono al Bilderberg… anche se vogliono avere un Dipartimento Mondiale del Lavoro e un Dipartimento Mondiale del Tesoro, desiderano ancora fare un sacco di soldi e una recessione lunga costerebbe troppo a livello industriale perché nessuno comprerebbe più i loro giocattoli… la tendenza è quella di tenerla breve,” ha detto Tucker.

Tucker ha concluso osservando che i membri del Bilderberg alla riunione di quest’anno avevano delle facce molto serie e che geopoliticamente “le cose si stanno mettendo male per loro. Gli americani stanno rispondendo, gli europei stanno rispondendo e il loro programma si sta bloccando.”

Paul Joseph Watson
Fonte: www.infowars.com
Link: : http://www.infowars.com/bilderberg-wants-global-department-of-health-global-treasury/
16.05.2009

Scelto e tradotto da JJULES per www.comedonchisciotte.org

Note di traduzione

[1] Il Trattato del Tribunale Penale Internazionale è stato firmato a Roma il 17 luglio 1998 ed è ufficialmente in vigore dal 1° luglio 2002. La competenza del Tribunale, che ha sede a L’Aia nei Paesi Bassi, è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, come il genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e il crimine di aggressione. La Corte ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solamente quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire crimini internazionali. Attualmente aderiscono al Tribunale Penale Internazionale 108 paesi nel mondo. Nel 2002 Stati Uniti e Israele se ne sono dissociati [NdT]

Abruzzo, prospera l’ecomafia

Abruzzo, prospera l’ecomafia.

È la regione dei parchi, una delle aree più verdi d’Europa. Eppure l’Abruzzo è crocevia dei traffici di scorie, di rifiuti, è territorio per gli sversamenti abusivi, cave dismesse e riempite di veleni. Fiumi altamente inquinati, depuratori (tantissimi) che non depurano, con la costa turistica devastata e troppo spesso off limits ai bagnanti. Una regione verde, di mari e di monti, una regione dall’alta vocazione turistica, una regione petrolifera.

Sembra un paradosso, ma non è così: sono diverse le concessioni per l’estrazione dell’oro nero presente nel sottosuolo, anche in zone dall’alto valore paesaggistico e ambientale. Una vicenda che non sfocia nel terreno delle mafie, ma va considerata come esempio dell’abuso e dello scempio legalizzato.

Il ciclo dei rifiuti
Già dal secondo rapporto annuale sulle ecomafie, nel 1997, Legambiente avvisa i naviganti: i traffici illegali passano da qui, i camion di rifiuti tossici si fermano nelle tantissime cave e nei tanti luogo desolati della regione. E così l’Abruzzo diventa la pattumiera delle scorie del Nord del Paese. Una delle pattumiere, considerato che il business diventa presto ingentissimo e a occuparsene saranno più di cento cosche di mafia. Un affare enorme, che coinvolge parecchie zone del Belpaese. La commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti rileva una pratica soft: tonnellate di rifiuti urbani, provenienti dalle regioni in emergenza come la Lombardia, inviati nel Centro Italia per essere trattati e recuperati. Un trattamento che avverrà spesso solo sulla carta, anche in Abruzzo. Da segnalare due prese di posizione in stile nimby, quelle dell’allora presidente dell’Antimafia Ottaviano Del Turco e, pochi mesi dopo, quella dell’allora ministro dell’Ambiente Edo Ronchi: l’Abruzzo è un’ isola verde e felice.

La tendenza
Si continuano ad accendere i riflettori sul pericolo ecomafie. Preoccupa il fiume di fango tossico, quei 270mila quintali di residui di lavorazione industriale scaricati a due passi da Pescara (Legambiente 2000). Preoccupa la presenza sempre più massiccia delle mafie nelle regioni centrali (commissione sul ciclo dei rifiuti, 2001). Quasi dei ponti tra il Sud ad occupazione mafiosa e il Nord da colonizzare. E c’è anche un allarme dal mare: la rotta adriatica per lo smaltimento illegale dei rifiuti (Dossier Codici, 2007).

Il riciclo creativo
Nel marzo del 2007 si scopre un pericolosissimo traffico di rifiuti industriali. Prima l’esportazione in Cina via mare, quindi la trasformazione e poi la vendita in Italia come materiali plastici semilavorati. Così le scorie tornavano ripulite e riciclate in Italia, tra il Lazio, la Campania, la Sicilia e la Lombardia, oltre che l’Abruzzo.

La discarica più grande d’Europa
Cave dismesse e cunicoli, aree deserte e canali di scolo, sono decine i siti utilizzati per ammassare rifiuti di ogni tipo, anche altamente tossici. Ma il caso più eclatante resta quello della discarica illegale di Bussi Sul Tirino (Pescara). Un’area gigantesca lungo il fiume Pescara scoperta nel 2007, 38mila metri quadri, 240 tonnellate di scorie. I dubbi sull’inquinamento della falda acquifera sono a zero: impossibile altrimenti.

Si inquina per legge
L’Abruzzo dovrebbe essere tra le regioni più depurate d’Italia: ha 1300 impianti, una media altissima per i suoi 1,3 milioni di abitanti. Eppure il mare è inquinato e le stagioni balneari sono intossicate dai liquami. In definitiva, quegli impianti non funzionano per mancanza dei fondi necessari. Assurdi da record: la Regione ha condonato i comuni per i continui abusi, e ha innalzato per decreto la soglia dell’inquinamento dei fiumi (+280%).

Il ciclo del cemento
L’Abruzzo è all’undicesimo posto della classifica di Legambiente: sono tantissime le cave illegali, in un territorio che ha il 30% di aree protette. C’è anche l’abuso edilizio selvaggio. Un esempio eclatante: una villetta a Vasto costruita in un’area non edificabile con tanto di autorizzazione comunale.

L’oro sporco
Sono nove le concessioni petrolifere rilasciate dal ministero dell’Ambiente nell’area tra Pineto e Termoli. C’è il progetto di un enorme petrolchimico sulla costa teatina, il Centro Oli (nome ingannevole) dell’Eni a Ortona. Un cento enorme contro il quale da anni si batte, con successo, il Coordinamento per la tutela della Costa Teatina, guidato dalla battagliera Fabrizia Arduini. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: un’area dall’alto valore ambientale (riconosciuto per legge tanto da avviare le procedure per l’istituzione di un parco naturale), la stessa area destinata all’industria pesante. Petrolchimico che arriva in tempo di dismissioni, in un’area che è anche tra le principali aree vinicole del Paese (Montepulciano). Un corto circuito provocato dai cambi al governo nazionale e regionale e comunale. Discorsi politici a parte, uno studio tecnico ha rivelato l’enorme imbroglio che si celerebbe dietro il progetto, che dovrebbe creare occupazione a costi ambientali contenuti: le stime d’inquinamento dell’Eni sarebbero inferiori ad oltre venti volte quelle normalmente calcolabili. Con danni incalcolabili all’economia turistica e vitivinicola.

NAUTILUS: LETTERE DAL TERREMOTO – “HO VISTO L’AQUILA”

NAUTILUS: LETTERE DAL TERREMOTO – “HO VISTO L’AQUILA”.

A un mese e mezzo dal terremoto che ha devastato la provincia de L’Aquila, la situazione è tesa, drammatica e irrisolta.

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L’Aquila non ci sono ancora stati.

Voglio partire da qui per far luce su cosa sta accadendo in Abruzzo. Ho contattato volontari e abitanti affinchè ci fosse un supporto alle parole di Andrea o (magari) una smentita, perciò man mano che mi arriveranno altri riscontri aggiornerò questo blog.
Oggetto: HO VISTO L’AQUILA

Lettera a mia moglie scritta ieri notte
Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.

Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini”.
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

Si dice il corrotto ma non il corruttore – Marco Travaglio – Voglio Scendere

Si dice il corrotto ma non il corruttore – Marco Travaglio – Voglio Scendere.

Immagine di Roberto Corradi“Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”. Lo dice Gesù all’apostolo Tommaso, che ha dovuto infilare la mano nella piaga del costato per credere nella resurrezione.

Il processo Berlusconi-Mills (noto a tutti, grazie a un’informazione serva, soltanto come il “processo Mills”: si diceva il corrotto, ma non il corruttore) non ha nulla di spirituale né di trascendente. E’ una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile.

lI suo gruppo comprava la Guardia di Finanza perché chiudesse gli occhi sui libri contabili taroccati. Comprava politici, da Craxi in giù, in cambio di leggi à la carte. Comprava giudici, da Vittorio Metta in giù, per vincere cause civili perdute in partenza, come quella che scippò la Mondadori a De Benedetti per dirottarla nelle mani del Cavaliere. Pagava persino la mafia, per motivi facilmente immaginabili. Per sapere tutto questo non era necessario attendere la sentenza di ieri: bastavano tutte le altre, emesse negli ultimi 15 anni nella beata indifferenza della quasi totalità della stampa e della totalità della televisione, per non parlare della cosiddetta opposizione.

Ora il Tribunale di Milano ci informa che il Cavaliere comprò con 600 mila dollari anche un falso testimone, il suo ex consulente inglese David Mackenzie Mills (che gli aveva costruito un sistema di 64 società occulte, nei paradisi fiscali), per garantirsi “l’impunità e i profitti” nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. Il tutto nel 1998-99, quando era già travestito da politico, aveva già guidato un governo e si accingeva a guidarne altri due. Ma anche questo si sapeva da anni. O meglio: lo sapeva chiunque avesse dato un’occhiata alle carte del processo o ne fosse stato informato. La sentenza doveva semplicemente sanzionare penalmente una condotta già assodata. Perché uno dei due protagonisti, David Mills, aveva confessato tutto al suo commercialista Bob Drennan, in una lettera che pensava sarebbe rimasta top secret: “… la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo… Nel 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi… 600 mila dollari furono messi in un hedge fund… a mia disposizione…”.

Purtroppo per lui (e per “Mr B.”), Drennan lo denunciò al fisco inglese
, così la lettera finì sul tavolo dei pm milanesi. Interrogato a botta calda, Mills confessò a verbale che era tutto vero, salvo poi ritrattare con una tragicomica e incredibile retromarcia. La sentenza di ieri aggiunge la sanzione a ciò che chi voleva o poteva sapere già sapeva: il nostro presidente del Consiglio è, per l’ennesima volta, un corruttore, per giunta impunito per legge. Ha comprato un testimone in cambio di una falsa testimonianza. Un reato commesso per occultarne altri, a loro volta commessi per nasconderne altri ancora. Ora che è di nuovo al governo, per garantirsi l’impunità non ha più bisogno di corrompere nessuno: gli basta violare la Costituzione con leggi come la Alfano, approvata e promulgata nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto contrastarla e respingerla. La stessa indifferenza, salvo rare eccezioni, ieri ha accolto un verdetto che in qualunque altro paese avrebbe portato su due piedi all’impeachment. Lo stesso silenzio di Mills. Che però, almeno, si faceva pagare bene.
(Immagine di Roberto Corradi)

Blog di Beppe Grillo – Grillo168 – La tempesta perfetta

Blog di Beppe Grillo – Grillo168 – La tempesta perfetta.

Ho la voce un po’ roca perché sto facendo due, tre spettacoli al giorno nelle piazze. Sto tornando bambino. È fantastico. Non me lo aspettavo così, dal punto di vista mio, umano. Mi cambio in macchina, sudo, vado sul palco, cambio città. È fantastico. Riempiamo le piazze. Non una riga sui giornali, né un pezzettino di televisione. Niente. Una cappa di silenzio assoluta. Hanno paura. Hanno paura di migliaia di persone che vengono a sentire le liste civiche, e io che le presento nelle varie cittadine. La cosa che non riesco bene a capire è tutta questa gente che viene e aspetta una risposta da me. Mi guarda e la domanda che traspare dallo sguardo è: “siamo in crisi? C’è la crisi? Cosa dobbiamo fare? L’economia va male. Cosa c’è? C’è la ripresa o no?” Ecco, a volte vado in crisi anche io. C’è questa crisi? Dov’è? È già passata? Non c’era? Il ministro Tremorti ci rassicura. Lo psicopapi, Berlusconi, dice che siamo ormai fuori dal tunnel. Forse hanno ragione loro? Allora vado a vedere due dati. E allora ecco che tutte le variabili cominciano a prendere il loro posto. E allora sta succedendo una cosa che è di una chiarezza e di una semplicità incredibile. Tutte le variabili si collocano. Abbiamo un PIL – Prodotto Interno Lordo – che diminuisce, Tremorti diceva solo dello 0,5%, di quasi il 6%.

Antimafia Duemila – Nuove norme sul 41 bis: il commento di Giovanna Chelli

Antimafia Duemila – Nuove norme sul 41 bis: il commento di Giovanna Chelli.

Bene a nuove norme sul “41 bis” e nuove carceri per i detenuti a tale regime, anche se le supercarceri sulle isole come Pianosa e Asinara, sono già pronte e mettere tempo in mezzo alla realizzazione di un progetto così necessario per porre liniti ai mafiosi detenuti a “41 bis”, noi lo riteniamo una grave perdita di tempo.

Il 27 Maggio prossimo saranno 16 anni che “cosa nostra” per soddisfare le sue esigenze e quelle di quanti facevano affari con l’organizzazione criminale, ha rovinato la vita ad una intera comunità a Firenze.

Con chi stanno i politici che per voce dell’Avv. Alessandro Gerardi gridano all’incostituzionalità per le nuove norme sul 41 bis ?

Questi Signori, Vogliono stare dalla parte di chi si inventa che Salvatore Riina e Bernardo Provenzano possono socializzare con gli altri detenuti, o una buona volta sono disposti a prendere coscienza che 300 chili di tritolo in via dei Georgofili, a Firenze , in Italia, sono stati usati per far annullare il “41 bis”?

E’ morta la speranza di far reinserire nella società civile delinquenti come i fratelli Graviano e Gioachino Calabrò, è morta là dove politici compiacenti da sedici anni pensano a come far uscire dal carcere i mafiosi rei di strage eversiva, piuttosto che supportare le vittime nelle loro battaglie civili e battersi quindi per la confisca dei beni alla mafia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Antonio Di Pietro: Berlusconi Indegno

Antonio Di Pietro: Indegno.

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L’avvocato inglese David Mills ha agito certamente da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati atttraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute dallo stesso Berlusconi fino a quella data” questo oramai è fatto accertato , come si legge dalle motivazioni rese note oggi, della sentenza di condanna dell’avvocato inglese per aver intascato nel 1997, una mazzetta pari 600 mila dollari . La somma, ricevuta dal suo corruttore Silvio Berlusconi, serviva a comprare le sue false testimonianze in due processi legati a fondi neri di società off-shore del Presidente del Consiglio.

In qualsiasi altro Paese, con una sentenza del genere, sarebbero immediatamente giunte le dimissioni del Primo Ministro. E’ di oggi, ad esempio, la notizia delle dimissioni di Michael Martin, presidente della Camera dei Comuni inglese, per una vicenda di minore entità legata ai rimborsi spese dei deputati. Ma siamo in Italia, e siamo sotto una democrazia dittatoriale. Il Presidente del Consiglio si è fatto una legge che lo rende immune, con altre tre cariche dello Stato, da qualsiasi reato: il Lodo Alfano.

Questa legge se l’è fatta e approvata da se’, conoscendo gli esiti di questo processo che lo avrebbe visto imputato per corruzione e che, di riflesso, avrebbero confermato anche reati di evasione fiscale e frode da lui commessi nei confronti dello Stato.
Berlusconi non rinuncerà al suo scudo salva-processi, non può farlo perché verrebbe processato e condannato.

Inoltre non pagherà nulla per le ingenti somme di denaro sottratte con l’evasione fiscale allo Stato e ai cittadini dei quali oggi è il rappresentante nelle istituzioni.

Il massimo che potrà fare e venire in Parlamento per cercare un’assoluzione politico mediatica dove la sua claque governativa avrà l’ordine di applaudire più forte dei fischi dell’opposizione dell’Italia dei Valori.

Questo signore oramai rappresenta soltanto la sua fetta di Parlamento e un vasto gruppo di amici e gregari ai quali ha distribuito soldi pubblici e potere in modo privatistico. Le televisioni ed i giornali di cui dispone, inoltre, proclamano un consenso basato sulla menzogna sistematica, prendendo esempio ed in modo assolutamente degno del proprietario.

Silvio Berlusconi deve dimettersi poiché non è degno di rappresentare lo Stato ed il popolo italiano.

Terremoto – Ricostruzione, una farsa – Pietro Orsatti

Terremoto – Ricostruzione, una farsa – Pietro Orsatti.

Fondi scarsi e ancora scontri tra Protezione civile e amministrazioni locali. Le nuove costruzioni, pronte in 7 giorni, vengono bloccate. A farne le spese gli sfollati
di Pietro Orsatti da L’Aquila per Terra

L’Aquila e nella valle dell’Aterno, epicentro del sisma, l’atmosfera sembra congelata. Si gestisce, forzatamente, la vita nei campi. I lavori, in particolare nel centro storico, sono più o meno fermi. Di ricostruzione o meglio di pre ricostruzione, nemmeno l’ombra. Ma la militarizzazione del territorio rimane comunque invariata. «Siamo tanti, troppi e siamo inutili – racconta un agente di a un posto di blocco sulla statale 17 che segue la valle incassata fra Gran Sasso e Sirente e Maiella -. Abbiamo l’ordine di fare un tot di controlli ogni giorno, che servano o meno. Fra noi e le altre forze dell’ordine non c’è affatto coordinamento. Ieri abbiamo fermato un locale ed era la quarta volta in meno di mezz’ora. Era giustamente esasperato. Dopo il , di sicuro, diminuiranno il nostro numero. Ora l’ordine è farci vedere». Ma è vero che stanno smantellando i campi e molta gente sta rientrando in casa? «Ma dove?». Già, dove?


Antimafia Duemila – L’editoriale di Roberto Morrione – La mafia approfitta della crisi

Antimafia Duemila – L’editoriale di Roberto Morrione.

“Esiste il rischio che le organizzazioni di stampo mafioso possano approfittare dell’attuale crisi per acquisire il controllo di aziende in difficoltà, con un’invasiva presenza in tutte le regioni del Paese”.

L’allarme è stato lanciato da Giorgio Napolitano, nel corso della festa della polizia. Un allarme che è insieme un richiamo, il più autorevole finora giunto dalle massime autorità della Repubblica, contro la colpevole sottovalutazione di un fenomeno che si è finora diffuso nel silenzio di chi a livello politico pur rappresenta gli interessi nazionali e nell’indifferenza dell’opinione pubblica. Perché in realtà le mafie sono già fortementeradicate in tutti i territori, fondendosi attraverso il riciclaggio in ogni ramo dell’economia e della finanza cosiddetta “legale” e oltretutto dilagando in Europa.

Dichiarazione di voto alle europee | Il blog di Daniele Martinelli

Dichiarazione di voto alle europee | Il blog di Daniele Martinelli.

Alle prossime elezioni europee voterò ancora Italia dei Valori. Sulla scheda scriverò i nomi di Luigi De Magistris, Sonia Alfano e Carlo Vulpio, tutti candidati nel collegio Italia Nord-ovest di cui faccio parte.
3 nomi e cognomi soltanto perché di più non se ne possono votare, altrimenti non avrei esitato a dare la mia preferenza anche a persone come Giorgio Schultze o Maruska Piredda.

L’Italia dei valori rimane l’unico partito votabile anche per queste elezioni. Dei 3 candidati che ho deciso di preferire nell’urna, oltre che conoscerne i rispettivi percorsi personali, ho la fortuna di conoscerli personalmente. Ho sufficienti elementi per ritenerle 3 persone affidabili e con i contro coglioni. Spero lo rimarranno anche quando – mi auguro – saranno stati eletti.

Antimafia Duemila – De Magistris: ”Rischio piduismo e dissenso non e’ terrorismo”

Antimafia Duemila – De Magistris: ”Rischio piduismo e dissenso non e’ terrorismo”.

Lo sfogo di Beatrice Borromeo, oscurata da Rai 2 | Il blog di Daniele Martinelli

Lo sfogo di Beatrice Borromeo, oscurata da Rai 2 | Il blog di Daniele Martinelli.

Beatrice Borromeo sceglie la Rete per dare la sua versione dei fatti, dopo la censura arrivata all’Era glaciale di Daria Bignardi in onda su Rai 2, che in apertura di programma registrato giovedì scorso, aveva annunciato la presenza dell’ex collaboratrice di Annozero assieme a Vauro, che nessuno ha visto nemmeno un secondo.

Il direttore di Rai 2 Antonio Marano ha censurato i 2 ospiti perché avrebbero fatto un sequel di Annozero, ma in realtà pare abbiano risposto soltanto alle domande della Bignardi.
Antonio Marano è direttore di una rete pubblica a tassa obbligatoria per intercessione del partito del razzista Mario Borghezio e del fustigatore di bimbi Giancarlo Gentilini. La Lega nord. La stessa che ha votato il lodo alfano, il falso in bilancio e che si appresta a votare china a 90 gradi il bavaglio alle intercettazioni, oltre che alla cronaca giudiziaria per assecondare le manie di persecuzione di Silvio Berlusconi.

In Rai si sta vivendo la stagione degli amori. In periodo di nomine i tromboni di partito come Marano temono di rimanere trombati. Ecco che servilismo e ossequiosità spudorate, come la prudenza, non sono mai troppi verso il gruppo del piduista, lo stesso che in tempi di par condicio è libero di sbraitare una serata intera dal suo servo Bruno Vespa senza il contradditorio della moglie che invoca aiuto. Direttori e giornalai a mezzo busto lustrano natiche a destra e a manca pur di non rischiare il posto. Berlusconi è l’intoccabile.

Meno male che la televisione è moribonda e il suo baccanale di paraculi senza futuro. Gli italiani, soprattutto giovani, si stanno svegliando in Rete. Basta vedere tutti quelli che sono venuti a Marsala in questo fine settimana per assistere agli incontri del Festival del giornalismo d’inchiesta, al quale anche Beatrice Borromeo ha partecipato assieme a Vauro, Marco Travaglio, Pino Corrias e Peter Gomez.
Con l’informazione libera si riparte da qui, dalla Sicilia dei siciliani orgogliosi che ringrazio. Non mi aspettavo tanta stima. Viva la Rete.

Benny Calasanzio Borsellino: Appunti per un film su un testimone di giustizia

Benny Calasanzio Borsellino: Appunti per un film su un testimone di giustizia.

Surreale telefonata tra uno scrittore di sceneggiature e un regista per un film su un testimone di giustizia e un sottosegretario che lo condanna

UGUALE PER TUTTI: Il berlusconismo dell’Associazione Nazionale Magistrati

UGUALE PER TUTTI: Il berlusconismo dell’Associazione Nazionale Magistrati.

di Felice Lima
(Giudice del Tribunale di Catania)


Ci sono cose che sai, ma che sono talmente gravi e clamorose che a volte, sotto sotto, è come se non ci volessi credere nonostante la loro evidenza.

Ho scritto tante volte che il potere interno alla magistratura, gestito dalle correnti, disgraziatamente è diventato identico al potere esterno, gestito dai politici, e ho illustrato in molti modi questa convinzione.

Ho scritto anche in diverse occasioni come i gestori del potere interno della magistratura difendano ormai solo il loro personale potere usando la asserita difesa dell’indipendenza della magistratura (e, si badi, NON dei magistrati) solo come alibi di facciata.

Ho scritto queste cose, che appaiono del tutto evidenti, ma probabilmente, da qualche parte dentro di me, speravo in una qualche smentita, in un cambio di atteggiamento, in una presa di coscienza.

Per questo le reazioni del “potere interno” alla sentenza con la quale il T.A.R. del Lazio ha dichiarato illegittimo e annullato il trasferimento di Clementina Forleo disposto dal C.S.M. sono riuscite a stupire anche me.

Di quella sentenza, della sua fondatezza in diritto e della irragionevolezza della reazione dei consiglieri del C.S.M. iscritti al Movimento per la Giustizia (una delle correnti dell’A.N.M.) ho scritto in due articoli ai quali rinvio: “Il C.S.M. e Clementina Forleo: ovvero dei pessimi rapporti fra il potere e la legge” e “Il Movimento per la Giustizia il potere e la legge”.

Ieri l’Associazione Nazionale Magistrati ha emesso un comunicato su quella sentenza che offre la prova evidente che i capi dell’A.N.M. pensano esattamente come il Silvio Berlusconi al quale dicono di volersi contrapporre.

Nel citare qui Silvio Berlusconi non intendo riferirmi solo alla persona del Presidente del Consiglio, ma alla cultura politica che egli esprime e che – bisogna prenderne atto – risulta nei fatti condivisa da ampia parte del panorama politico italiano di qualunque colore politico. La vicenda Forleo riguarda proprio un caso – la vicenda delle c.d. scalate bancarie – che coinvolge esponenti di primo piano della sinistra, le cui linee di condotta sono state del tutto identiche a quelle che in altre occasioni hanno criticato alla destra.

Il comunicato dell’A.N.M. sulla sentenza del T.A.R. può essere letto a questo link.

Esso si connota per le seguenti caratteristiche, che, dopo avere elencato, illustrerò analiticamente, punto per punto:

1. Si finge che quella del T.A.R. sia una interpretazione della legge, mentre, invece, è pacifico – ed emerge dallo stesso comunicato dell’A.N.M. – che ciò che ha affermato il T.A.R. è puramente e semplicemente ciò che dice la legge.

2. Non si contesta al T.A.R. di avere violato la legge, ma si adducono argomentazioni secondo le quali ciò che dice la legge non starebbe bene e si dà ad intendere che il T.A.R. avrebbe dovuto violare la legge – come già aveva fatto il C.S.M. – perché questo starebbe meglio.

3. Manca qualsiasi riferimento, foss’anche minimo, al fatto che risulta ormai giuridicamente certo che il C.S.M. ha agito illegalmente e che Clementina Forleo è stata vittima di una grave ingiustizia commessa dall’organo che avrebbe dovuto tutelarne l’indipendenza.

4. Si dà l’ennesima prova del fatto che il potere interno alla magistratura è un blocco unico e che vi è una intollerabile commistione di ruoli fra A.N.M. (e dietro l’apparenza di essa, le correnti) e il C.S.M..

5. Ci si lamenta del «sistema disciplinare» tacendo del tutto sul fatto che esso è nelle mani della magistratura e non di imprecisati enti esterni.

6. Si reclama per il C.S.M. un tipo di potere che è ESATTAMENTE quello che vogliono Berlusconi e i politici di potere (di destra e di sinistra).


Questi non li votiamo. Le elezioni per il Parlamento di Strasburgo

http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=15910&Itemid=48

di Peter Gomez – 15 maggio 2009
Condannati come Bonsignore e Sgarbi. Inquisiti come Mastella e Storace.

I candidati nei guai con la giustizia spuntano nelle liste per le europee di tutti i partiti

C’è chi è ancora sotto inchiesta oppure l’ha fatta franca grazie alla prescrizione o all’amnistia. C’è chi si è salvato per un cavillo. C’è chi è stato riconosciuto colpevole addirittura in Cassazione, ma è lì lo stesso. Da anni. E con tutta probabilità sarà lì di nuovo. C’è chi, invece, avrebbe dovuto star fuori dalla politica ab eterno, perché lo aveva garantito il suo partito vista la pessima prova di sé fornita al Paese e al mondo. Ma che, dopo una sentenza sfavorevole incassata in primo grado, è stato ripescato e riammesso al ballo. Forse perché la pena, dice la Costituzione, è sempre tesa alla riabilitazione del condannato. Infine c’è lui, l’ineleggibile e l’improcessabile per eccellenza: Berlusconi Silvio da Milano, classe 1936, uno dei quattro mariti d’Italia – con il presidente della Repubblica e quelli di Camera e Senato – che oggi, in virtù del lodo Alfano, potrebbero persino scegliere non di divorziare, ma di strangolare la consorte, certi di non finire davanti ai giudici sino al termine del mandato.

Sono cose che voi umani non avreste nemmeno potuto immaginare quelle che emergono dalle liste elettorali depositate in vista delle europee del 7 e 8 giugno. Se il caso Berlusconi-Lario-minorenni ha portato alla precipitosa esclusione di una dozzina di veline, evitando così che gli elettori del Pdl entrassero nelle urne con lo stesso spirito con cui si partecipa al televoto per la casa del ‘Grande Fratello’, molte delle altre candidature fanno adesso rimpiangere le stesse veline. E per accorgersene basta analizzare i curricula, penali e politici, di una ventina di aspiranti euro-deputati.

Popolo della libertà
Berlusconi è capolista ovunque, ma non andrà mai a Strasburgo. Se lo facesse, dovrebbe rinunciare alla poltrona da premier e soprattutto vedrebbe ricominciare due suoi processi: quello per i falsi in bilancio Mediaset e quello per la corruzione del testimone David Mills. Così il Pdl è costretto a consolarsi con altri quattro cavalli di razza dati per vincenti nella corsa (con preferenze) per l’Europarlamento. In pole position, secondo i bookmakers, c’è l’ex ministro della Giustizia, Clemente Mastella, indimenticato e indimenticabile autore di ben due ribaltoni: nel ’98 passò dalla destra alla sinistra, nel 2008 dalla sinistra alla destra. In attesa di sapere dove andrà tra dieci anni, Mastella morde il freno. Alle politiche il Cavaliere, per premiare il suo essenziale contributo alla caduta del governo Prodi, gli aveva garantito dieci senatori e 20 deputati. Ma i sondaggi – impietosi – e le pressioni di Lega e An avevano fatto saltare l’accordo. Oggi però Mastella è di nuovo in pista, dopo un anno trascorso ai box facendo la comparsa a ‘Quelli che il calcio’: ossia il tempo necessario per far dimenticare che l’indagine di Santa Maria Capua Vetere, per cui si era dimesso, non era affatto infondata. Parola della Corte di Cassazione, che ha descritto la moglie di Mastella, Sandra Lonardo, come impegnata in “una politica di occupazione e di spartizione clientelare nei posti di responsabilità”. E parola dei pm di Napoli, a cui l’inchiesta è passata per competenza, che da poco hanno depositato gli atti alle parti: una mossa che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Tra gli indagati, oltre al consuocero di Mastella, Carlo Camilleri, c’è anche l’ex guardasigilli che deve giustificare due presunte concussioni, una tentata concussione (ai danni del governatore Bassolino) e qualche abuso d’ufficio. Ma lui non si scompone. A Strasburgo c’è posto per tutti, come dimostra la storia di un altro Fregoli della politica: l’europarlamentare uscente Vito Bonsignore, ex Dc, ex Ppi, ex Udc, oggi passato con il Pdl. A lungo socio di Marcellino Gavio nell’autostrada Milano-Torino, Bonsignore si divide da sempre tra affari e politica. Nel ’96 è stato condannato definitivamente a 2 anni per tentata concussione nello scandalo per la costruzione del nuovo ospedale di Asti. Un’altra indagine, nata dalle dichiarazioni del manager Italstat Mario Zamorani, che sosteneva di avergli versato una tangente da 250 milioni di lire nascosta in una scatola di cioccolatini, è invece finita nel nulla a Roma. A Milano però si attende ancora l’esito dell’udienza preliminare per il caso della scalata Unipol a Bnl in cui l’eurodeputato è imputato di concorso in aggiotaggio. Bonsignore, insomma, aspetta. E con lui attende anche il molisano Aldo Patriciello, ex Dc, ex Ppi, ex Udeur, ex Udc, ex Forza Italia, ora Pdl.

Pure Patriciello ha già la sua bella condanna: 4 mesi per un finanziamento illecito, e adesso fa i conti con una richiesta di rinvio a giudizio e un dibattimento ai nastri di partenza. A Isernia il gup deve decidere se processarlo per truffa e frode al termine di un’inchiesta, denominata Piedi d’argilla, sulle forniture di materiali scandenti all’Anas. A Campobasso invece è appena stato rinviato a giudizio per lo scandalo di un centro di riabilitazione mai entrato in funzione. Le accuse vanno dal concorso in tentata truffa, all’abuso e alla malversazione. Bazzecole, al confronto delle peripezie affrontate dal catanese Nino Strano, da poco condannato in primo grado a 2 anni e 2 mesi per abuso d’ufficio patrimoniale e falso. Nel 2005, tre giorni prima delle elezioni, Strano, assieme all’allora sindaco di Catania Umberto Scapagnini ed altri allegri componenti della giunta comunale, pensò bene di far trovare nelle buste paga di 4 mila dipendenti municipali una somma compresa tra i 300 e i mille euro, per risarcirli dai danni causati da un’eruzione di cenere lavica. Essendo un ottimo gestore della cosa pubblica, Strano nel 2006 era così stato nominato senatore, ma a Roma si era ritrovato a strafare. Tanto che, in occasione della caduta del governo Prodi, tutti i tg del mondo si erano accorti della sua esistenza. Non solo perché aveva festeggiato l’accaduto mangiando volgarmente in aula fette di mortadella abbondantemente innaffiate di champagne, ma anche perché aveva urlato frasi del tipo “pezzo di merda”, “checca squallida” e “venduto” a un senatore dell’Udeur che non aveva votato la sfiducia all’esecutivo. Per questo il suo partito (An) assicurò che non sarebbe stato ricandidato. Ma oggi An non c’è più: c’è il Pdl e c’è anche Strano.

Partito democratico
Molti problemi (per usare un eufemismo) ce li ha pure il Pd al Sud. In lista c’è finito, tra gli altri, Andrea Cozzolino, delfino di Bassolino e assessore regionale campano alle Attività produttive, perquisito e indagato due giorni dopo il suo sì alla euro-candidatura. La vicenda è brutta: si ipotizza un giro di tangenti legato alla costruzione di centrali elettriche a biomasse. Ventitré persone sono state già arrestate, mentre il segretario di Cozzolino è accusato di aver ricevuto 140 mila euro sotto forma di consulenze. Campano è anche il secondo indagato delle liste del Pd, l’ex demitiano Angelo Montemarano, sotto inchiesta a Napoli per corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio. Mentre il terzo è un calabrese, l’assessore regionale Mario Pirillo. La Procura generale di Catanzaro, dopo aver avocato al pm Luigi De Magistris l’indagine Why Not, ha chiesto il suo rinvio a giudizio, e di un centinaio di suoi coindagati, per reati che, a seconda dei casi, vanno dall’abuso d’ufficio al peculato, per arrivare sino alla truffa aggravata. Pirillo, e altri assessori, avrebbero violato la legge affidando a una società riconducibile al locale leader della Compagnia delle Opere, Antonio Saladino, il compito di combattere il virus della ‘tristezza degli agrumi’. Un affare che avrebbe procurato a Saladino 1,6 milioni di euro, frutto del “corrispettivo previsto nelle convenzioni illecitamente stipulate”.

Lega Nord
Corre verso l’Europa, ma come Berlusconi, non arriverà mai anche il druido di Gemonio, Umberto Bossi, ministro della Repubblica italiana, nonostante un curriculum degno di uno squatter: 8 mesi definitivi di condanna per 200 milioni di lire di finanziamento illecito incassati da uno dei rivoli della maxi-tangente Enimont; un anno e 4 mesi (poi commutati in 3 mila euro di multa e interamente indultati) per vilipendio alla bandiera (“Il tricolore lo uso per pulirmi il culo”); un anno di reclusione per istigazione a delinquere comminato dopo un comizio in cui il Senatur aveva invitato gli astanti “a individuare i fascisti per cacciarli dal Nord anche con la violenza”. Resta poi aperta a Verona l’inchiesta, ormai in udienza preliminare, sulle gesta delle Guardie padane, in cui Bossi è tra l’altro accusato di aver creato una struttura paramilitare. Niente di preoccupante. Intanto in Europa potrebbe arrivare anche uno degli storici avvocati del leader del Carroccio, il messinese Matteo Brigandì, oggi parlamentare italiano (legali è sempre meglio averli a portata di mano). Nel 2003 Brigandì era stato arrestato a Torino e condannato in primo grado a due anni per truffa aggravata ai danni della Regione per una storia di contributi pubblici, assegnati a un amico. In appello però è arrivata l’assoluzione. Ora il caso è in Cassazione. Definitiva è invece la condanna di Mario Borghezio a 2 mesi e 20 giorni per l’incendio aggravato da “finalità di discriminazione” delle baracche di alcuni immigrati, da parte delle ronde da lui capitanate.

Unione di centro
Il volto nuovo di Ciriaco De Mita è al suo esordio nel partito di Casini e porta con sé i suoi molti voti e suoi molti procedimenti penali, dai quali è però sempre uscito indenne. Nonostante le parole dell’ex segretario amministrativo della Dc, Severino Citaristi, secondo il quale De Mita era perfettamente al corrente delle modalità (illecite) con cui si finanziava il partito. Ma sono storie vecchie e tutto è stato coperto da amnistia. E così si sono prescritte, nel 1999, anche le accuse di corruzione mosse a De Mita per le tangenti legate alla costruzione della centrale elettrica di Gioia Tauro. Ma se lui l’ha fatta franca (alla prescrizione e all’amnistia si può sempre rinunciare), nell’Udc almeno un condannato definitivo c’è: è il tesoriere del partito Giuseppe Naro, celebre per aver speso a Messina 800 milioni di lire di soldi pubblici per acquistare 462 ingrandimenti fotografici e per aver strappato le sue belle prescrizioni nelle indagini sulla tangentopoli dello Stretto. Niente al confronto del miracolo che ha salvato Angelo Maria Sanza, parlamentare ininterrottamente dal 1972. Nel ’94 Sanza aveva avuto il privilegio di essere il primo onorevole indagato della seconda Repubblica. Tutta colpa di 200 milioni di lire ricevuti dal finanziere Florio Fiorini, tramite una società svizzera. Il gip, accogliendo le tesi del difensore, però lo prosciolse sostenendo che i finanziamenti prevenienti dall’estero possono pure non essere dichiarati. Chiude, infine, il parterre de roi delle liste centriste, Ferdinando Pinto, condannato in sede civile a risarcire 57 miliardi di lire per non aver assicurato il teatro Petruzzelli di Bari, di cui era presidente. Secondo i pm il teatro fu distrutto da un incendio doloso richiesto alla malavita locale dallo stesso Pinto. L’obiettivo sarebbe stato quello di lucrare sulla ricostruzione, visto che Pinto era indebitato con un usuraio. In primo e secondo grado l’ex big boss del Petruzzelli era stato riconosciuto colpevole, ma poi la Cassazione ha annullato il processo e sono arrivate le assoluzioni. Pinto ha però modo di rifarsi: contro di lui pende una richiesta di rinvio a giudizio per concorso in falso materiale e ideologico, contraffazione di pubblici sigilli, calunnia, falso giuramento della parte, falsa testimonianza, violenza privata e violenza per costringere qualcuno a commettere reati, con l’aggravante di aver voluto favorire i boss del clan Capriati depistando le indagini. Vicino ai clan, secondo l’accusa, è poi anche Francesco Saverio Romano, indagato dalla procura di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa.

Altre liste
L’esponente più celebre è Vittorio Sgarbi, noto alle cronache giudiziarie a causa di una condanna definitiva a 6 mesi e 10 giorni di reclusione, per truffa aggravata e continuata e falso ai danni dello Stato. Nei primi anni ’90 , quando era un dipendente della soprintendenza di Venezia, Sgarbi per tre anni non si era quasi mai presentato al lavoro. E al processo era arrivato a giustificare le assenze con scuse fantasiose e malattie improbabili (parlò di cimurro, singhiozzò, persino di “allergia al matrimonio”). Se arriverà a Strasburgo, non ci saranno però per lui conseguenze di sorta. Lì il cartellino non si timbra. E poi non è stato proprio il suo capolista, il governatore della Sicilia Raffaele Lombardo, a dire in una celebre intervista su Garibaldi, che bisogna “rivalutare i briganti”? Parole da soppesare con cura, visto che Lombardo (due volte in carcere, due volte assolto) ora ha di nuovo a che fare con i giudici. Sia la Corte dei Conti che la Procura lo hanno messo sotto inchiesta assieme al suo predecessore,Toto Cuffaro, per aver assunto nell’ufficio stampa della Regione ben 23 giornalisti tutti con la carica di capo-redattore. Il danno erariale è stimato in 4 milioni di euro. Lui comunque è serafico. In lista, in fondo, c’è chi sta peggio. Per esempio l’ex presidente del Lazio, Francesco Storace, oggi imputato per accesso abusivo ai sistemi informatici. Secondo l’accusa, nel 2005 uomini dello staff di Storace e alcuni investigatori privati andavano a caccia di notizie riservate per screditare gli avversari politici alle elezioni regionali e trafficavano con i computer dell’anagrafe. Roba da Repubblica delle banane. Come, a ben vedere, sono da Repubblica delle banane pure le candidature nelle fila dell’Idv, dell’ex pm De Magistris e del giornalista Carlo Vulpio, che seguiva le sue inchieste. Non però perché i due siano indagati, in virtù di denunce già in parte risultate infondate. Ma perché il Csm, prima, e il quotidiano per cui Vulpio scriveva, poi, invece che difenderli, li hanno sollevati dagli incarichi.

Blog di Beppe Grillo – Quarta Stella: Connettività

Blog di Beppe Grillo – Quarta Stella: Connettività.

Connettività gratuita per i residenti nel Comune è una stella delle Liste Civiche a Cinque Stelle. Maurizio Gotta di Anti Digital Divide è intervenuto a Firenze l’otto marzo sul tema della connettività. Quando la Rete si diffonderà in tutta Italia per questa classe politica sarà la fine. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Punti dell’intervento:
Italia senza connettività
La svendita di Telecom Italia
Politica e lobbies contro la Rete
Comuni connessi

Testo:
“Voglio parlarvi della situazione della connettività in Italia. Per motivi di lavoro sono stato per sei anni all’estero, una fuga del cervello, ma il cuore era rimasto qua e, per tornare dove era il mio cuore, sono ritornato e ho fatto forse la più grossa stupidaggine della mia vita.
In Paesi del nord Europa è assolutamente impensabile quello che succede nel nostro Paese: ho lavorato in Belgio, in Olanda e in Francia, non è neanche previsto, per esempio in un colloquio di lavoro, che ti venga chiesto se sai usare il computer: sarebbe come chiedere: “Sai leggere? Sai scrivere?”, questo non viene neanche chiesto, altrimenti se si scopre che qualcuno non sa utilizzare gli strumenti informatici gli si chiede: “Scusi, perché si è presentato al colloquio?”.

Italia senza connettività

Da noi purtroppo non è ancora così e ci sono tante ragioni: culturali, tecnologiche e infrastrutturali. Abbiamo creato un’associazione per fare vedere che non tutto quello che veniva reclamizzato nelle pubblicità di Telecom Italia e dei suoi concorrenti corrispondeva a realtà: nel nostro Paese il 25% circa dei Comuni, quasi tutti piccoli ma non tutti piccoli, sono senza connettività, che non sia una connettività parziale a 56 K.

La svendita di Telecom Italia

Come è possibile questo? E’ possibile perché abbiamo una delle reti telefoniche forse più antiche del mondo, che è stata costituita con la ex Sip Tel, poi diventata Telecom Italia, la quale Telecom Italia, come ben sapete, è stata privatizzata nel 1999. ma come è stata privatizzata questa azienda di importanza nazionale? E’ stata privatizzata praticamente svendendo l’azienda e i contenuti di quest’azienda e, tra i contenuti di quest’azienda, c’è la rete telefonica nazionale. In questa rete telefonica nazionale dal 1999 ad oggi non si fanno praticamente più investimenti di manutenzione o di allargamento di questa rete: cosa vuole dire questo? Vuole dire che chiunque abbia lavorato nel settore delle telecomunicazioni sa che mediamente c’è un 10% di apparati, sulla rete, che si guastano all’anno. Il budget di quest’azienda, da quando è stata privatizzata, praticamente prevede degli investimenti massimi in manutenzione del 2% e ciò vuole dire che ogni anni si guastano delle cose che non vengono mai più sostituite.
Il problema della connettività, a maggior ragione in un Paese come il nostro, che è schiavo dell’informazione televisiva e dell’informazione leggermente di parte da parte dei mass media, è ancora più sentito, perché personalmente per esempio sono una persona che guarda pochissimo i telegiornali e si informa moltissimo su Internet. Non tutti possono fare altrettanto, perché non tutti sono raggiunti dalla connettività a banda larga: perché non sono raggiunti dalla connettività a banda larga? Perché dicevamo che la nostra infrastruttura è abbastanza vecchia e perché non è stato ritenuto conveniente investire per ammodernarla. Ma perché non è stato ritenuto conveniente investire per ammodernarla? Perché poiché Telecom Italia è stata privatizzata alle condizioni che tutti conosciamo, ha praticamente assorbito il debito, come ha sempre spiegato molto bene Beppe, ha assorbito il debito che è stato necessario per finanziare l’acquisto. Per cui non è finanziariamente in condizioni di fare nuove coperture, di estendere la banda larga e di migliorare il servizio. Negli ultimi anni sono stati conclusi degli accordi con alcune regioni nei quali, a fronte di non si capisce bene quale meccanismo, le regioni hanno dato soldi pubblici a Telecom Italia per allargare la copertura Adsl. Telecom Italia ha ringraziato e ha portato delle connessioni, le cosiddette mini – Adsl, che sono delle connessioni con le quali, tanto per capirci, non è neanche possibile vedere per esempio dei video YouTube, perché anziché transitare sulla fibra ottica come transitano nelle grandi città, transitano invece sul doppino di rame tradizionale e, tanto per capirci, poiché queste centrali non saranno mai ammodernate, hanno utilizzato una tecnologia vecchia per cercare di fornire un servizio nuovo, ma purtroppo i risultati non sono assolutamente quelli sperati.

Politica e lobbies contro la Rete

Abbiamo un problema infrastrutturale, in alcuni casi si è cercato di superare questo problema utilizzando delle tecnologie alternative, come quelle legate al wireless e quindi, a partire dal 2005, è stato possibile cominciare a realizzare delle reti di connessione a Internet in modalità wireless e, mentre nel 2005 si autorizzava questo tipo di servizio, nel 2006  se non erro la Legge Pisanu, citata prima da Beppe, praticamente impediva ai cittadini la libera connessione ai servizi wireless, per cui tutti dovevano essere identificati con il documento d’identità. Avevamo pensato che potesse venirci in soccorso, come diceva giustamente in tanti dei suoi spettacoli, per esempio in Reset vedevo Beppe andare in giro con l’antenna Wi Max , abbiamo pensato che potesse venirci in soccorso il Wi Max. Si sono accorti che questo presentava un problema di libertà di scelta e hanno fatto una cosa molto semplice: una tecnologia che poteva essere in assoluto la più utile per superare questo tipo di problemi è stata semplicemente inglobata nel concetto di aste delle frequenze, che era già stato usato per la telefonia mobile, in modo tale che praticamente hanno tagliato fuori dalle gare l’80 /90% delle aziende che, sul territorio, però erano già in modalità wireless, per andare a assegnare le frequenze tramite gare a – non so se conoscete quest’azienda, tanto per dirne una – Telecom Italia e a altri, un altro paio di operatori che in realtà sono dei soggetti abbastanza strani, in quanto ricordano per molti versi le multinazionali dell’acqua, in quanto sono delle società che sono state create allo scopo di partecipare a queste gare e che hanno conoscenze tecniche praticamente pari a zero, ma capitali di rischio che hanno investito per avere queste connessioni.

Comuni connessi

Che cosa potete fare voi, che andrete a occupare dei posti di responsabilità nei comuni, come mi auguro? Anche perché non vorrei essere costretto nuovamente a emigrare, per cui nonostante Beppe non voglia accendere troppe speranze, io ripongo molte speranze in voi. Voi potete fare una cosa molto semplice: potete usare la tecnologia a vostro vantaggio e a vantaggio dei cittadini di cui sarete gli amministratori. Parlavamo prima del caso del Consigliere Comunale di Treviso che ha magnificamente implementato il sistema di comunicazione per il Comune, sappiate che se in un qualsiasi modo, anche incatenandovi ai ripetitori di telefonia mobile, insomma qualsiasi cosa vi venga in mente, riuscite a fare passare il concetto che a connettività è uno dei beni fondamentali nella società moderna, in questo modo potreste per esempio avere delle reti comunali dove il comune distribuisce la connettività gratuitamente agli abitanti, ai residenti, ma anche agli eventuali turisti: abito in una zona… abito nel sud del Piemonte, nelle Langhe e facciamo del buon vino, non abbiamo tanta connettività ma abbiamo tanti turisti. Vedo delle facce di turisti stralunati, loro arrivano nella nostra zona e dicono: “Ma come? Non avete il Wi-FI, non avete l’Adsl? Cosa avete i segnali di fumo? Come facciamo a mandare un’e – mail?”, gli fa: “No, ma mandi un fax”, “Un fax? Siete matti? Io vado in giro con il fax in vacanza?! No, io vado in giro con il portatile perché voglio trovare la connettività Wi – Fi”.
Insomma, voi potete fare molto: potete aiutare a predisporre queste reti civiche e, sulle reti civiche, vi accorgerete che può passare un’infinità di servizi, può passare la telefonia a costo zero; voi potete, con un semplicissimo software, che sia esso Skype o qualsiasi altro software di telefonia, potete fare in modo che i cittadini del comune che accedono gratuitamente alla vostra rete parlino gratuitamente tra loro. Ora capisco, magari mia nonna a 90 anni avrà delle difficoltà a capire come si usa Skype, però se le mettete in mano un telefono e alla parte tecnologica tanto ci pensa appunto la tecnologia, non c’è bisogno di sapere che sta usando Skype, mia nonna e le sue sorelle parleranno per un’ora, mia nonna si sentirà meno sola, le vostre mamme, le vostre nonne, i vostri amici si sentiranno meno soli e ci sarà modo di ammortizzare completamente questa spesa. Inoltre potete fare un uso veramente rivoluzionario di queste reti, se penserete per esempio a trasmettere e a diffondere gratuitamente, di modo che tutti possano captarle, le sedute del Consiglio Comunale, tanto per dirne una.
Se esiste una rete Wi – Fi comunale- sia essa gratuita o meno, in realtà sarebbe meglio che fosse gratuita: se non lo è, se ci sono dei costi va bene, si cercherà di assumerli in qualche modo – a cui tutti possono accedere, ovviamente andate con la vostra bella web-cam o con la vostra bella telecamerina, vi connettete al vostro telefono Wi – Fi e mandate in onda quello che sta succedendo o nel Consiglio Comunale. Insomma, le applicazioni sono tantissime: pensate, per esempio, al telesoccorso; è possibile, con le reti wireless, che tanto comunque hanno dei costi di installazione e di manutenzione estremamente bassi e possono tra l’altro essere sistemate quasi ovunque, è possibile avere un sistema che gestisce il telesoccorso, ossia la famosa nonna non si sente bene, schiaccia il bottone e, anziché partire la telefonata classica, magari in posti dove non arriva neanche il telefono o non prende neanche il telefonino, con la vostra antenna Wi – Fi della vostra rete comunale potete assistere anche questa persona in difficoltà. L’unica cosa che dovete sapere è questa – e lo sa bene, giustamente, Beppe – quando andate a toccare il settore delle telecomunicazioni è come se andaste, in un certo senso, a toccare il settore dell’acqua e dei rifiuti: andate a mettervi contro degli interessi veramente forti, perché chi comanda le telecomunicazioni in un Paese ha in mano tutto il Paese e quindi tenetevi stretti, siate saldi, cercate di pensare con la vostra testa, di informarvi, sappiate che, tanto per capirci, un ripetitore Wi – Fi emette circa venti volte meno onde elettromagnetiche rispetto a un telefonino che, quasi tutti, portiamo in tasca vicino ai gioielli di famiglia. Quindi per la loro natura questi tipi di onde, le onde del Wi – Fi, dell’iperlan e del WiMax sono delle onde che, se non sono ricevute direttamente a 30 cm di distanza, sono già attenuate in natura, per cui vi prego, non dormite con gli access point sopra la testa, ma per il resto non ci sono grossi rischi per la salute, fino a adesso. Se poi ci saranno ce lo diranno gli specialisti. Vi ringrazio e vi auguro di cuore di riuscire a riportare un po’ di legalità in questo Paese!”. Maurizio Gotta di Anti Digital Divide

Antimafia Duemila – Masciari: Incontro al Viminale, un disastro

Antimafia Duemila – Masciari: Incontro al Viminale, un disastro.

15 maggio 2009
Il comunicato stampa di Pino Masciari in risposta al sottosegretario all’Interno e la proposta degli Amici di Pino Masciari.

«Masciari: le sentenze si eseguono!
Pino  Masciari: non ritengo di dover replicare alle dichiarazioni dell’On. Mantovano.
Ad oggi, a quanto mi risulti, in Italia non è dato di accettare o meno l’applicazione di una sentenza. Principio ovvio, se così fosse, nessun delinquente “accetterebbe” il carcere.
Le sentenze, semplicemente si applicano. »

Di seguito il comunicato stampa degli Amici di Pino Masciari in seguito a quanto accaduto

«Torino sa da che parte stare
Abbiamo vissuto con grande trepidazione la giornata odierna nella quale la famiglia Masciari è stata ricevuta al Viminale dalla Commissione Centrale.

Abbiamo nutrito fino all’ultimo momento la speranza in una soluzione, anche per il  rispetto dovuto alla puntuale presa di posizione della segr. Gen. della Presidenza della Repubblica del 12 Maggio 2009.

Abbiamo preso atto con immenso dolore dell’esito dell’incontro che ci pare, per le modalità e per il contenuto, l’ennesima umiliazione a cui questa famiglia viene sottoposta.

Ribadiamo ancora una volta che le sentenze non devono essere accettate dalle parti ma eseguite.

Siamo determinati a stare accanto alla famiglia Masciari nella continuazione di questa battaglia giuridica e per la loro dignità, volendogli evitare di tornare in quella casa in località “protetta” che, oggi più che mai, rappresenta l’inadeguatezza dello Stato.

Volendoci stringere  attorno alla famiglia Masciari, chiediamo loro pubblicamente di accettare l’invito a trasferirsi in questa città che ha già riconosciuto istituzionalmente il loro valore concedendo con voto unanime la cittadinanza onoraria a Giuseppe Masciari il 10 Novembre 2008.

Torino sa da che parte stare.»

Tratto da: pinomasciari.org