Ricapitolando su Alberto Di Pisa

Ricapitolando su Alberto Di Pisa

Fonte: IL Blog dei marsalesi “normali” (amici di leonida): Un uomo per tutte le stagioni.

Da una nota su FB del nostro amico Salvatore.

1. Alberto Di Pisa. Di Pisa fu processato a Caltanissetta per essere stato il corvo che scrisse l’anonimo che accusava Giovanni Falcone, Gianni De Gennaro e altri, fra l’altro per aver spalleggiato il rientro in Sicilia del pentito Totuccio Contorno affinché quest’ultimo uccidesse gli alleati di Riina. La prova definitiva che il corvo fosse Di Pisa (a conferma dei sospetti fin da subito espressi da Falcone ed altri) fu un’impronta digitale raccolta all’alto commissariato antimafia Sica. L’impronta coincideva con quella lasciata sulla lettera anonima. Per questa ragione Di Pisa fu condannato nel 1992 dal Tribunale di Caltanissetta in primo grado.

In appello l’impronta raccolta da Sica (e soprattutto il modo con cui venne periziata dal Sismi) fu dichiarata inutilizzabile e solo per questo Di Pisa il 14 dicembre 1993 fu assolto. Pm nel processo d’appello su l’allora sostituto procuratore generale Marianna Li Calzi. La Li Calzi omise di fare ricorso per cassazione e così procurò l’immediato passaggio in giudicato dell’assoluzione per Di Pisa. Il punto è che nel processo venne formalmente meno la prova che incastrava Di Pisa perché nessun’altra impronta utilmente comparabile si trovava agli atti del processo. Né lo stesso Di Pisa fornì spontaneamente le sue impronte….

Nel 1994 la Li Calzi volò alla Camera dei Deputati con Forza Italia. Poi passò con Rinnovamento italiano di Dini e nell’ottobre 1998 con Mastella appoggiò il governo D’Alema, nel quale la Li Calzi fu sottosegretario alla giustizia, carica che ricoprì anche nel successivo governo Amato. Il pentito Francesco Campanella, che pure iniziò a collaborare con la giustizia sotto il controllo del prof. Alessandro Musco, accusò la Li Calzi di avergli confidato, insieme al capo di gabinetto della Li Calzi avvocato Bruno (amico personale di Campanella), di essere indagato e di avere i telefoni sotto controllo. Poi Campanella smussò in po’ le accuse sulla Li Calzi. Nel frattempo, nel 2008, pur raggiunta dalle accuse di Campanella, Marianna Li Calzi entrò nel consiglio d’amministrazione del Banco di Sicilia e poi dell’Unicredit.

2. La Procura di Marsala segnala gli “abusi” di Genchi.

“” Repici aggiunge: «La perquisizione è nata da una segnalazione della Procura di Marsala. Credo di non dover aggiungere altro. Basti ricordare chi è il procuratore di
Marsala…». Il riferimento è al procuratore capo Alberto Di Pisa. Sembra che Genchi abbia eseguito alcuni controlli nell’anagrafe tributaria di due persone che sarebbero risultate estranee agli accertamenti che stava eseguendo. Tutto ciò sarebbe stato reso possibile con una password assegnata su richiesta dei pm di Marsala. Genchi, in passato, aveva lavorato spesso con la Procura di Marsala nell’inchiesta sulla sparizione della piccole
Denise Pipitone. “”

3. Salvatore Borsellino, recentemente è stato anche citato, in giudizio civile, dal proc Di Pisa, ed a risarcirlo per ben 250 mila euro, in merito all’intervento che, Borsellino, fece in occasione dell'”Information Day” a Marsala, lo scorso 26 aprile 09, “aggrappandosi” ad alcune parole che Borsellino citò; una fra tutte la parola “ignominia”, detta da Borsellino per evidenziare quanto sia assurdo che il Di Pisa sia a capo della procura, in cui fu procuratore Paolo Borsellino.

Abbiamo voluto segnalare queste info per alcuni motivi.Primo: Siamo stati i promotori dell’information day di Aprile dove si sono raccontati Borsellino, Genchi, De Magistris e Maniaci. Ora sapere che Di Pisa abbia citato in giudizio Borsellino per ben 250 mila euro ci addolora e ci sentiamo in parte come corresponsabili di questa vicenda. Conoscendo Salvatore , fratello di Paolo, non possiamo che stringerci attorno a lui e sperare che il suo grido di giustizia arrivi al cuore delle persone. Secondo: nessuno è intoccabile. Il procuratore è un uomo come tutti. La procura in generale lavora bene, i poliziotti fanno dei mezzi miracoli visto che lo stato non gli dà risorse ma la verità storica su un personaggio importante come il procuratore Di Pisa è giusto che i cittadini la conoscano. Terzo: Vogliamo contribuire a rendere l’informazione a Marsala la piu completa possibile.

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