Piero Ricca » La Casa della libertà (con vista Colosseo)

Piero Ricca » La Casa della libertà (con vista Colosseo).

Ieri Scajola, oggi Verdini. E prima Fitto, Bertolaso, Cosentino, Dell’Utri… Non basta la gragnuola di leggi ad personas di questi anni. Né l’intimidazione costante dei magistrati scomodi. La grande riforma immunitaria, meglio se con il concorso esterno dei falsi oppositori e l’alto patrocinio del Quirinale, è questione di vita o di morte per la Banda. Ormai è una lotta contro il tempo: se non distruggono quel poco che resta della giustizia e dell’informazione, vengono arrestati tutti. La pretesa di impunità dei dominanti riflette la corruzione morale di un popolo. Milioni di italiani (con l’aggravante della buona fede) non se ne curano. Non vedono l’assurdo o non vogliono vederlo, molti addirittura lo giustificano: così fan tutti, anzi io al loro posto farei peggio.Te lo senti dire anche da poveri disgraziati che, se non pagano una multa, ricevono la visita dell’ufficiale giudiziario e vengono chiamati davanti al giudice di pace. Ammirano la corruzione e l’impunità degli altri. Se lo vedessimo in un film, stenteremmo a crederlo possibile. C’è un complotto contro il governo, dice ora il capobanda, che fino a ieri rivendicava l’esclusiva. No, è che siete ladri. Avidi, vigliacchi, senza dignità né vergogna. La feccia che ha risalito il pozzo. Ci tocca pure sentire frasi come questa: se si accertasse che qualcuno ha pagato a mia insaputa una parte della casa dove vivo, darei mandato ai miei avvocati di annullare il contratto. L’ha detto Claudio “Sciaboletta” Scajola, il responsabile dell’ordine pubblico durante il G8 di Genova, il responsabile della sicurezza privata di Marco Biagi, poi insultato da morto ammazzato. Ieri si è dimesso. Beccato con le mani nella marmellata, era diventato imbarazzante perfino per la Banda. Chi lo accusa ricorda gli assegni da lui ricevuti direttamente al ministero. Per un appartamento vista Colosseo, nell’era dei conti cifrati estero su estero e delle corruzioni miliardarie! Praticamente un dilettante, da mettere alla porta. Fino a nuovo incarico. Perché il silenzio è d’oro. A meno di un grande cambiamento, a questo punto difficile da immaginare se non traumatico, capace di ricacciare nei tombini questi maiali orwelliani e la loro Italia di fogna.

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