Antimafia Duemila – P3, l’inchiesta tocca Berlusconi

Fonte: Antimafia Duemila – P3, l’inchiesta tocca Berlusconi.

di Maria Elena Vincenzi – 12 settembre 2010
ROMA – La procura di Roma potrebbe presto convocare Silvio Berlusconi come testimone nell’inchiesta sulla P3.  Per la precisione, il presidente del Consiglio potrebbe essere sentito dai magistrati come persona informata sui fatti.

Una svolta che arriva dopo che Arcangelo Martino, uno dei tre arrestati della “loggia P3″, durante un interrogatorio del 19 agosto non ha lasciato dubbi sul fatto che il “Cesare” citato nell’ordinanza dei carabinieri è, effettivamente, il premier. Parole che confermano la contestata nota a piè di pagina in cui gli investigatori dei carabinieri scrivevano che “Cesare” era l’appellativo con cui la loggia chiamava il presidente del Consiglio. La notizia uscì a metà luglio e l’entourage del capo dell’esecutivo, primo fra tutti il suo legale e deputato del Pdl, Niccolò Ghedini, si affrettò a precisare che “Cesare” non era Berlusconi. Che le date, citate dagli indagati, non coincidevano e che si “trattava di un’ipotesi oltre che inveritiera, ridicola”.

Ma ora le dichiarazioni dell’imprenditore arrestato danno nuova forza agli elementi che gli inquirenti hanno raccolto in questi mesi. Ed è per questo che il procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e il sostituto Rodolfo Sabelli stanno valutando la convocazione del presidente del Consiglio a palazzo di Giustizia. D’altronde, tutte le persone citate dagli indagati sono state sentite dai magistrati. All’appello mancava solo Berlusconi. E, a questo punto, la convocazione si fa concreta.

La novità si affaccia nel giorno in cui il legale di Arcangelo Martino, Giuseppe De Angelis, fa sapere di essere pronto “a presentare appello al Riesame contro l’ordinanza del gip che ha respinto l’istanza di scarcerazione sulla quale la procura aveva espresso parere favorevole”. Mentre Renato Borzone, difensore di Flavio Carboni, parla di notizie fatte filtrare “ad arte” dopo la decisione della Cassazione: “Tutto questo quadro denuncia il nervosismo di una tesi accusatoria che inizia a scricchiolare pesantemente”.

Indagati costretti a fare dichiarazioni, tesi che viene sposata anche dalla maggioranza. Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha detto: “Le dichiarazioni dell’avvocato di Martino sono molto inquietanti: oramai è evidente che c’è una ulteriore ipotesi che riguarda l’arresto ed è quella di forzare le dichiarazioni dell’imputato”. Così Gaetano Quagliariello, vicecapogruppo del partito di maggioranza al Senato che, come il collega, definisce le notizie apparse ieri sui giornali “inquietanti perché evidenziano quanta attualità abbiano ancora talune pratiche inquisitorie che speravamo fossero confinate ai periodi bui dei primi anni ’90″.

Tratto da: repubblica.it

Una risposta a Antimafia Duemila – P3, l’inchiesta tocca Berlusconi

  1. Processo Hiram/ 1 Banche dati di Cassazione e Polizia violate da Cosa Nostra e massoni con la benedizione di un gesuita…
    Inizia oggi, venerdì 15 maggio a Palermo, la fase dibattimentale del “Processo Hiram” in cui – come non accadeva da tempo – confluiscono in un’unica fogna dal tanfo nauseabondo Cosa Nostra, colletti bianchi, poliziotti corrotti, massoneria deviata (e no), Chiesa deviata (e no).
    Questo processo – per farla breve – scoperchia, secondo l’accusa rappresentata dai validissimi magistrati Fernando Asaro, Paolo Guido e Pierangelo Padova, un’associazione a delinquere – su cui le indagini sono partite nell’estate 2005 – che cercava di aggiustare o ritardare processi in Cassazione (affinchè cadessero in prescrizione) di affiliati (e non solo) alle cosche delle province di Agrigento e Trapani.
    HIRAM E L’ALLEGORIA MASSONICA
    Hiram è il nome della rivista ufficiale del Grande Oriente d’Italia ma – nel rituale massonico – Hiram Abif è una figura allegorica: è l’architetto capo della costruzione del Tempio di Salomone (988 a.C.)
    L’architetto Hiram Abif venne ucciso da tre capomastri che lavoravano alla costruzione del tempio nello sforzo di sottrarre informazioni segrete al grande capomastro. Qualunque fossero queste informazioni o segreti, Abif non le rivelò se non un attimo prima della sua morte.
    In massoneria il concetto di “Himam risorto” sta a indicare il raggiungimento dell’Illuminazione.
    E di illuminazione la Direzione distrettuale di Palermo ne ha avuta molta se ha avuto la costanza e la forza – nonostante i silenzi, le connivenze e le anomalie che ha incontrato e che incontrerà – di accusare 11 mesi fa a vario titolo per concorso esterno in associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici e rivelazione di segreti di ufficio, una decina di persone.
    Questa storia non è stata raccontata – proprio per la paura o l’appartenenza che molti giornalisti hanno nei confronti della massoneria e delle varie “piovre”– da nessun giornale tranne che per alcuni minimi stralci da Libero e dal Corriere della Sera. Approfonditamente, invece, solo da un maestro del giornalismo d’inchiesta su Cosa Nostra: Saverio Lodato dell’Unità a cui va tutta la mia riconoscenza per il lavoro che svolge da anni.
    Ho deciso dunque di raccontarvela io questa storia. A puntate, come si addice a un processo che si annuncia di grandissimo interesse e che – proprio per questo – cappucci, compassi, grembiulini e alte gerarchie ecclesiastiche non vogliono che si racconti.
    LA RAGNATELA MASSONICA, POLITICA E… GESUITICA
    I personaggi coinvolti il 12 giugno 2008, giorno in cui fu richiesto l’arresto dai pm, sono innanzitutto: Nicolò Sorrentino, Michele Accomando e Calogero Licata, ex assessore a Canicatti per la Dc. Gli ultimi sono due massoni di logge diverse: a Trapani e Agrigento. Accomando si sarebbe dato – secondo l’accusa – un gran daffare per insabbiare o ostacolare i processi nei quali erano coinvolti Dario Gancitano, Riserbato Davide, Giovanbattista Agate e Epifanio Agate, figlio di Mariano Agate, capomafia di Castelvetrano.
    Calogero Licata e Nicolò Sorrentino si sarebbero invece prodigati per Calogero Russello (anche egli arrestato per il processo Hiram e poi scarcerato per motivi di salute), che all’epoca dei fatti era coinvolto a Palermo nel processo “Alta Mafia” e inizialmente condannato il 28 luglio 2005 a 6 anni per associazione mafiosa e poi ricorrente in Cassazione (l’8 gennaio 2007 la Corte di appello di Palermo lo assolse per quel reato e lo condannò a 2 anni per corruzione ma il 3 dicembre 2007 è stata annullata la sentenza di assoluzione e il processo dovrebbe essere pendente presso altra corte di appello). Russello è stato scarcerato ed è sottoposto a misure restrittive della libertà
    Da annotare che Licata ha consegnato ai magistrati un memoriale – ora al vaglio degli inquirenti – in cui sembrerebbe ammettere diverse circostanze..
    Ci sono poi Renato De Gregorio (vedremo la sua figura più avanti),
    Rodolfo Grancini, avvocato e secondo l’accusa gran faccendiere tra la Cassazione e i clienti, Guido Peparaio, ausiliario nella seconda sezione della Cassazione e Francesca Surdo, agente di polizia, la cui posizione fu stralciata dal Gip Roberto Conti e gli atti furono mandati a Roma.
    Indagati per concorso esterno per associazione mafiosa ci sono intanto anche: 1) Stefano De Carolis Villars, all’epoca Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia (in stretto contatto con parlamentari, onorevoli, senatori, politici, oltre che con il Venerabile Licio Gelli, il cui ruolo apparirà nelle prossime puntate) e 2) un potente uomo di Chiesa, padre Ferruccio Romanin, gesuita, Rettore all’epoca dei fatti nella capitale della Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola.
    LA BANCA DATI DELLA CASSAZIONE,
    QUELLA DELLA POLIZIA DI STATO …E LA NUOVA P2
    Alcuni mesi fa scrissi alcune inchieste sul Sole-24 Ore e su questo blog in cui affermavo che la “nuova P2” che stava scoperchiando Luigi De Magistris con le inchieste Poseidone e Why Not aveva tra gli interessi vitali il controllo delle banche dati dello Stato: a partire da quelle della Giustizia, delle Forze di Polizia e della Guardia di finanza. Colpire il cuore dello Stato “al” e “dal”suo interno: questo è (e sarà) lo scopo della nuova P2.
    Non mi sbagliavo. Questo processo – per quanto mi riguarda e aldilà delle figure chiave che di volta in volta racconterò – mette in luce un elemento di una gravità inaudita: l’accesso abusivo – apparentemente semplicissimo – al sistema informatico e telematico (Ced) della Cassazione e delle Forze di Polizia.
    Ma andiamo con ordine. Un addetto di cancelleria (più o meno un commesso) della Corte di Cassazione, tal Guido Peparaio, ternano da Ficulle, a pochi passi da Orvieto (e poi vedremo perché è importante) secondo l’accusa istigava pubblici ufficiali (che non sono ancora stati identificati) a entrare nel Ced della Cassazione – teoricamente protetto da misure di sicurezza a prova di bomba nucleare – al solo scopo di fornire allo stesso addetto di cancelleria documenti pendenti presso la seconda sezione. E che ci faceva Peparaio con questi documenti? Gli aeroplanini di carta?
    Nossignori: secondo l’accusa forniva notizie e informazioni riservate ai suoi sodali su operazioni o provvedimenti giudiziari o amministrativi “caldi” a carico di ricorrenti affiliati alle cosche siciliane e grazie a una fitta rete di complici interni al Palazzaccio, faceva in modo di ritardare processi, consentire il decorso dei termini di un processo penale, dilazionare il passaggio in giudicato di una sentenza, creare intoppi burocratici, disperdere documenti.
    Ora: come poteva un semplice ausiliario accedere a un pc e combinare questo terremoto senza complicità? Secondo i pm non poteva ma – ungendo le ruote giuste a suon di euro – c’era chi lo faceva per lui con le password in dotazione.
    E qui il processo che parte oggi rischia di aprire – attraverso la fessura di Peparaio – una voragine, perché senza dubbio nella disgustosa consorteria non mancavano figure dirigenziali e apicali: vale a dire (tra gli altri) i magistrati. Provarlo sarà un’impresa ma intanto presidenti di sezione e consiglieri saranno ascoltati come testi.
    A fornire al gaio Peparaio le pratiche da seguire era un avvocato-faccendiere di, di, di…Ma di Orvieto, come lui, ovvio! Un avvocato con grandissimi agganci nella massoneria ufficiale (anche se lui nega ogni affiliazione), gerarchie ecclesiastiche e politiche. L’avvocato si chiama Rodolfo Grancini ed è un arzillo nonnino di 69 anni. Il vispo Rodolfo – riporto testualmente dall’ordinanza del Gip Roberto Conti “avvalendosi di persone prezzolate note e ignote all’interno della Cassazione, tra le quali il Peperaio…era riuscito a congegnare un sistema che gli consentiva di acquisire notizie riservate sullo stato dei procedimenti e di pilotare la trattazione stessa dei ricorsi proposti in Cassazione dai suoi clienti”.
    Il vispo Rodolfo – cito testualmente un’Ansa del 7 aprile 2009 – “è presidente di uno dei Circoli del buon governo di Marcello Dell’Utri, con il quale sono stati individuati contatti telefonici e diversi incontri”.
    GRUVIERA CASSAZIONE: SISTEMA DI CORRUZIONE AMPIO
    Nel dibattimento e in fase di disamina dei testi ci sarà da ridere (per non piangere). Il gaio Peperaio e il vispo Rodolfo, entrambi da Orvieto vantavano (o millantavano, starà al processo accertarlo) agganci e conoscenze non solo nella seconda sezione, dove il gaio Peperaio era applicato, ma anche nelle altre.
    Godetevi questa intercettazione in cui il riferimento è a un medico ginecologo palermitano, Renato De Gregorio di Canicattì, condannato anche in appello alla pena finale di 5 anni. Contro la condanna – per violenza sessuale – De Gregorio, che ora starebbe collaborando con i magistrati, aveva fatto ricorso in Cassazione.
    Intercettazione dell’1 agosto 2006 ore 11.31.14
    Grancini Rodolfo: Uh, ho un cliente nuovo. Alla quarta com’è?
    Peperaio Guido:-Eh è una sezione [ride] ;
    Rodolfo:-Eh! È un primario di ospedale.
    Guido:-Eh! Ah ah.
    Rodolfo:-Lo sai che gli hanno fatto?
    Guido:-Eh ;
    Rodolfo:-Gli è andata una paziente che ci aveva 18, 19 anni a visitarsi.
    Guido:-Eh eh.
    Rodolfo:-Siccome è pieno di soldi!
    Guido:-Eh.
    Rodolfo:-Poi questa si è fatta scopare sul lettino!
    Guido:-Eh! [ride]
    Rodolfo:-Che poi gli ha detto, mi ha violentato [ride];
    Guido:-[ride] Ma che hanno ricorso lì?
    Rodolfo:-Alla quarta!
    Guido:-Ho capito ho capito
    Avrete capito che la quarta non è la misura di reggiseno della malcapitata, ma è la sezione della Cassazione che non sta propriamente a genio ai due.
    E per capirlo meglio leggete quest’altra intercettazione, al termine della quale vi svelerò una sorpresa…amara.
    Intercettazione dell’1 agosto 2006 alle 21.41.45
    Rodolfo-Eh, che la sezione non è una di quelle simpatiche.
    Francesca-Eh immagino.
    Rodolfo-Eh la quarta e la settima sono un po’ le più..eh, se era la seconda era un frego meglio. Però qualcosa possiamo fare, su, poi ne parliamo a voce…
    Francesca-Va bene, giovedì mattina ne parliamo
    IL SISTEMA INFORMATICO DELLE FORZE DELL’ORDINE:
    UNA FALLA DOPO L’ALTRA
    E qui c’è la sorpresa amara. Francesca, con cui parla amorevolmente Rodolfo Grancini, è Francesca Surdo, 36enne palermitana con un segno distintivo che dovrebbe rassicurare la collettività: poliziotto in servizio presso la Questura di Palermo prima, e poi presso il servizio centrale anticrimine del Viminale.
    Francesca Surdo – che ha patteggiato la pena ed è uscita dal processo e di lei si sono perse le tracce al punto che sarebbe interessante sapere se è sospesa, se è stata trasferita ad altro incarico o se è stata mandata via dalla Ps – in diverse occasioni avrebbe violato l’archivio informatico delle Forze di Polizia (Sdi) protetto teoricamente anch’esso da misure a prova di Diabolik, allo scopo di fornire a Grancini e a mafiosi, notizie su precedenti di polizia, su denunce e indagini.
    IL SISTEMA SI ARROCCA SU SE STESSO
    Prima di lasciarvi e darvi appuntamento alla prossima puntata dove compariranno grembiulini e compassi e proprio mentre probabilmente si sta aprendo la fase dibattimentale a Palermo, vorrei lasciarvi con un piccolo promemoria.
    Detto che dal processo Francesca Sudo è uscita, vale la pena di raccontare qualcosa del gaio Peparaio. La Cassazione – investita sul punto e chiamata a pronunciarsi sul suo arresto – ha annullato l’arresto stesso con una dettagliatissima sentenza che probabilmente mai più rivedremo nella nostra misera vita da cronisti, rinviando il carteggio al Tribunale del riesame. Quest’ultimo ha parzialmente accolto le motivazioni del Gip ma ha disposto gli arresti domiciliari. Evviva la Cassazione, Tempio…del diritto!
    E come dicono gli americani 1.to be continued
    roberto.galullo@ilsole24ore.com
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    nanni64 15/mag/2009 17:15:46
    La seguo sempre con attenzione. Non commento perché é da tempo che non ho più parole.
    Lei non si occupa di casi isolati, ma di normalità. Ricordo un passo del libro di Scarpinato in cui il giudice chiedeva ad un indagato perché si era fatto corrompere per poche lire. L’indagato rispondeva che aveva accettato i soldi perché era il suo capo ad offrirglieli, perché i suoi colleghi facevano altrettanto: si faceva corrompere non per l’utilità dei soldi, ma per non rimanere isolato, per non essere colpito.
    Per essere accettati socialmente bisogna essere ricattabili e moralmente “elastici”.
    Questo é il nostro paese (non é un caso la minuscola).
    Mi chiedo se informarsi serva ancora a qualcos’altro che a farsi del male. Ma non riesco a smettere .
    Un caro abbraccio, Roberto, e grazie sempre per il suo impegno e per la sua onestà.

    rebyjaco 15/mag/2009 19:06:57
    Noi scemi, continiamo ascrivere sui vizietti di Berlusconi, nel frattempo le Organizzazioni Patriotiche Massone e Mafiose, dilagano. Quello che mi angoscia maggiormente è il fatto che con La Sinistra al Governo, le cose non migliorerebbero. Forse l’unica soluzione potrebbe essere la costruzione di un muro come quello fra Palestina e Israele lungo il confine del Lazio con la Toscana, isolando il centro Nord. Datemi un’altra soluzione più ragionevole. Il Centro Nord, dovrebbe essere rinchiuso in una gabbia, magari lo salviamo.
    galullo 15/mag/2009 20:07:31
    Cara Nanni64 e caro Rebjaco,
    due risposte. Anche io cara Nanni64 sono sempre più spesso assalito dal senso di impotenza e di inutilità per le cose che descrivo. Per una che ne racconto mille ne sfuggono. Ai giudici, probabilmente, per una che ne colpiscono 1 milione ne sfuggono. In quei momenti mi soccorre il pensiero del mio amico Don Ciotti che ripete sempre: “E se non ci fossimo?”. Già, se non ci fossimo – ciascuno per il proprio – sarebbe da fuggire. Ma per andare dove poi’?
    E qui vengo alle riflessioni paraleghiste (e molti di voi sanno che considero il leghismo la più distruttiva delle demagogie parolaie e razziste) di Rebjaco che forse non si è reso conto ancora di due cose. Una antica come il mondo: il Sud è patria di cultura e civiltà. La seconda è che le mafie almeno da 40 anni vivono e prosperano al Nord facendo grassi affari non solo a danno dei settentrionali ma “con” i settentrionali. Si consoli Rebjaco, i settentrionali non sono una razza eletta e pura: siamo tutti – nel bene e nel male – italiani. E io – nonostante spesso mi vergogni – ne sono fiero.
    Un abbraccio
    Roberto Galullo
    rebyjaco 16/mag/2009 17:09:42
    Egregio Dottore. La Sua difesa d’ufficio è nobile e scontata, purtroppo la realtà mostra tutt’altra cosa. Pure i Francesi ed i Tedeschi, per non parlare degli USA, fanno affari con la Criminalità, però ne Lei nè altri, si sognano di paragonarli al nostro Meridione. LEI sa che la parte “”marcia “” della nostra politica, vive e si espande grazie alla forza dirompente di quell’Armata illegale. Non vale la pena entrare nei dettagli che Lei conosce molto meglio di me e ne scrive costantemente. La Sua nobile difesa d’ufficio, è nobile perchè è sincera, la cultura, la storia, le tradizioni, niente hanno a che vedere con l’argomento di cui stiamo parlando, il peggio della Politica Italiana, si nutre del Meridione, cresce col Meridione, I Gava, De MIta, Mastella, ecc. ecc., non hanno paragone al Nord del Lazio, Andreotti, non sarebbe stato niente senza la “” Sicilia “” per non parlare del partito che cerca di prendere la Sua bandiera, comunque, va bene così, Lei ha ragione, ed io, torto. Però nel mondo civile, l’Italia è vista come “”IO “” vedo il Meridione, non per niente una enciclopedia USA. parlando dell’Italia “”dice”" Paese notoriamente corrotto, siamo colti, ovunque il guardo io giro immensa arte vedo, però, i nostri POLITICI, sono visti come “”roba da chiodi”" inaffidabili, e tutto il resto. Mi scusi lo sfogo, ma la Lega è il Fascismo più truce, io parlo come UN ITALIANO (vecchio)
    galullo 16/mag/2009 18:04:59
    Caro Rebyiaco,
    io di ufficio non ho alcuna difesa ma solo la stanza dove svolgo il mio lavoro da inviato al Sole (quando ci sono visto che spesso sono fuori, ovviamente). Non devo convincerla e non me ne frega neppure nulla in vero. Anche se, questo sì, mi sono divertito un mondo di fronte alla sua straordinaria conoscenza degli Usa. Si tenga pure le sue idee parafasciste e paraleghiste e creda pure quello che vuole. E si vergogni – se può – della sua idea di muro per dividere l’Italia. Mi vergogno per lei, da italiano, anche se la sua fosse mera allegoria.
    Ah, a proposito. Una piccola curiosità per la sua enciclopedica ignoranza paraleghista: il Gava che cita lei era veneto, così come il padre. Svilupparono entrambi la loro verginità politica in Campania con i risultati che sappiamo. Auguri e mi saluti la sua idea di nord puro e ariano.
    roberto
    bartolo 16/mag/2009 21:44:03
    Gentile Rebyjaco,
    la sua diagnosi, a me, pare sensata. Si perde, invece, nella cura che vuole somministrare. In parole semplici, è la stessa applicata da Maroni e Berlusconi e il loro Governo contro donne e bambini: la terapia del RESPINGIMENTO!!!
    Federico Peretti 18/mag/2009 12:03:11
    A Rebyiaco
    Studiamo un po’ di storia? è unanimemente provato che in seguito all’unità d’italia il Nord sfruttò il sud impoverendolo di tutto quello che di buono era stato costruito in secoli di storia. I “piemontesi” scesero al Sud come in una zona di conquista uccidendo, saccheggiando e imponendo la propria forma di governo. Il discorso sarebbe molto lungo, ma se leggesse qualche libro di storia, conoscerebbe meglio alcuni particolari.
    Ora, secondo me, paragonare il Nord al Sud d’Italia è come paragonare il Nord e il Sud del Mondo. Vogliamo dire che gli Africani devono essere abbandonati a uccidersi tra di loro in Sudan, Ciad e tutti gli altri paesi, oppure dobbiamo considerare che NOI abbiamo sfruttato le risorse minerarie e UMANE (schiavismo) per secoli, dando loro in cambio armi e soldi? La degenerazione cui sono andati incontro è conseguenza della loro cultura o della nostra intromissione?
    Inoltre, il Nord ha il favore di una posizione geografica centrale rispetto all’Europa. Quando, durante l’Impero Romano il Mediterraneo era il centro del mondo, il Sud era molto ma molto più ricco e civile del nord (barbari).
    Inoltre, nel Nord si crede ancora che la mafia non esista (come 40 anni fa in Sicilia). Quando lo scopriranno anche loro…
    Le parlo in quanto trentino per metà.
    rebyjaco 18/mag/2009 14:57:44
    Evidentemente l’argomento è troppo complesso per essere discusso con “”quattro righe”", buttate la da un dilettante contro professionisti. Rimane “”il problema”". Irrisolto da decenni, che non sarebbe poi così grave, se non si aggravasse col passare del tempo, se tutto il “”negativo che porta questa criminalità”" non invadesse le parti più ricche del Paese col rischio REALE di corrompere anche le parti rimaste sane. Comunque, io, voto a sinistra, forse è la sinistra Leghista, non lo sò, quello che mi pare di capire, è che Lei sia uno Stalinista che vede TUTTI i buoni schierati dietro di Lei, e i cattivi, TUTTI dall’altra parte. Evidentemente quello che scrive, lo scrive perchè è il Suo mestiere e no perchè ne sia convinto. Ho capito, scusi se le ho fatto perdere del tempo
    Maurizio 18/mag/2009 21:31:30
    Segnalo quest’inchiesta su La voce delle voci, su un echelon italiana: http://www.lavocedellevoci.it/inchieste1.php?id=199
    bartolo 19/mag/2009 10:43:47
    Gentile Rebyjaco,
    non esistono professionisti bensì, persone!
    Più queste evolvono (nel rispetto di tutto ciò che li circonda e non a dispetto) più si differenziano dagli animali!
    Purtroppo, nell’attualità sono impegnati nella fase involutiva.
    rebyjaco 20/mag/2009 13:51:14
    Egregio Galullo: Ha perfettamente ragione, i Professionisti come Lei, o Sgarbi, o Gasparri, potremmo aggiungere i Capezzone ecc., si distinguono perfettamente dai comuni “animali” mortali come me e il novanta per cento della popolazione. LORO, utilizzano le loro conoscienze per ottenere (per la via più corta) quello che Noi semplicioni non otterremo mai. Lei, apparentemente, si dedica a scoperchiare “pentoloni”, ma, ho come un sospetto che, allo stesso tempo, ne copra altri. Comunque sia, non mi sembra il caso di insistere sull’argomento, non ne vale la pena, il SUD (genericamente) è “”così”", non lo cambierà il Suo buonismo “”pietoso”" e che presumo “”assistenzialista”". Sono sessant’anni di Repubblica che andiamo di male in peggio, e continuiamo (continuate) a dare la colpa ai cattivi nordisti, e forse, alla sfortuna. Faccio notare solamente una cosa, pure il Friuli ecc., dopo la guerra era alla miseria, così come pure LORO, hanno avuto cataclismi naturali. C’è una bella differenza. Il nocciolo dell’argomento, è la classe politica che è venuta fuori da una e l’altra parte, quando Pannella (poveretto) sosteneva che “”la Mafia è a Roma”", o non sò chi, poco tempo fa ha detto che, “”nei dintorni di Monte Citorio, si parla NAPOLETANO, non credo che volessero significare che vi era il sopravvento dei COLTI come Lei su i Bruti come me, credo invece che fino a che, i COLTI riusciranno a “”fabbricare”" le leggi a misura, avremo un Paese sempre più diviso, ingiusto e immorale. é quello che ci stiamo godendo.
    galullo 20/mag/2009 14:07:32
    Rebyaco,
    potrei querelarla per il sol fatto che mi ha accostato a Sgarbi, Gasparri e Capezzone. Ma ho rispetto delle persone anziane come lei – non intendo solo negli anni – e dunque mi limito a ridere delle cose che scrive e del suo italiano. Solo una cosa non le permetto più: pensi di me ciò che vuole ma si astenga dal paragonarmi a chi ha qualcosa da nascondere. La mia vita professionale e umana è improntata solo a regole e trasparenza. Chiaro caro il mio nordista superiore! Io da nascondere ho solo la vergogna che provo per chi, come lei, continua ancora a perorare la causa della superiorità della razza padana. Direbbe Toto, grande filosofo, ma mi faccia il piacere…Un’ultima cosa: si astenga dalla lettura di ciò che scrivo, visto che nascondo qualcosa. Se vorrà continuare a leggere ciò che scrivo è il benvenuto, ma visto che le beghe personali non interessano i nostri lettori, scriva a me e non nel blog. Se proprio non ne può fare a meno.
    roberto galullo
    Ornella Gemini 21/mag/2009 07:02:20
    Vorrei, se mi permette Dr Galullo, spendere due parole (che ritengo davvero inutili) per il Sig. Rebyjaco, ma ha riletto i suoi post? Ma Lei si rende conto di ciò che ha scritto?
    E parliamo di integrazione globale? Lei non accetta gli italiani solo perchè abitano al di sotto del muro immaginario…che Le posso assicurare esiste solo nella sua mente, come potrebbe aprirsi a ciò che è realtà da molti anni nel nostro paese, cioè una Società multietnica? Per quanto riguarda le leggi ad personam, mi sembra più realistico e concreto addurle
    al Milanese e non al romano (dove si semplicemente ratificano…), per non parlare poi del suo concetto di criminalità organizzata, del Sud (???)…. La invito ad una lettura interessantissima che la potrebbe aiutare molto a comprendere la “Vera” criminalità, il libro è “Trame Atlantiche” di Sergio Flamigni, Le aprirà orizzonti a Lei sconosciuti(si renderà conto che quel muro forse aiuterebbe il Sud … e non il contrario!!!)
    Approfitto a salutarLa Dr Galullo,(ma cosa ci nasconde?????)
    e vorrei se non le dispiace, approfittare a salutare anche Nanni64 (avevo fatto un appello anche sul mio blog per rintracciarti!! un caro saluto)
    Ornella Gemini
    annalaura 29/mag/2009 12:02:45
    Io la ringrazio veramente per quello che fa. Continui a difendere la parte di questa povera Italia che crede ancora nella giustizia e che lotta contro la sopraffazione del potere e del denaro.
    Una del “SUD” che cammina con la testa alta perchè ama la giustizia e la rispetta!
    All’articolo ho voluto aggiungere questi copiati e incollati appena ritrovati oltre al mio commento che qui sotto riporto. Credo che, una buona parte della sinistra sia aggiogata alla PIOVRA perché almeno in questi ultimi trenta’anni, hanno approvato leggi che l’hanno alimentata. All’interno dei vari tentacoli e file di ventose; ” l’eredità lasciata forzatamente dal Venerabile Licio”, con tutto il suo seguito: finanza, banchieri, Confindustria, parlamentari, magistrati, Ordini professionali, esercito, forze dell’ordine, servizi segreti, magistratura, porporato e manovalanza del confessionale, mafie ecc. ecc., nonché tutte le manovalanze delle ventose elencate, compresa l’eredità Rasini con tutto il suo seguito arrivando a tangentopoli e tutti gli altri “affari”, prima e dopo, includendo tutti gli “affari FIAT”, moltiplicato non so per quanto e arriviamo allo sfacelo democratico e sociale dei giorni nostri. Bisogna lodare i giornalisti come Lodato, Saviano, Galullo e come tutti quelli che fanno inchieste o ricordano a questo paese di smemorati quello che accade ed è accaduto nel nostro paese. Dovrebbe farlo più spesso quasi ogni giorno il Vaticano, denunciando quello che di sconcio accade nel paese e nel mondo, rimbrottando sia i complottisti che i truffatori politicanti come le guerre preventive o “democratiche”; forse non lo fa perché dovrebbe fare autocritica, autodenunciarsi. Il Vaticano stesso dovrebbe chiedere a tutti i paesi del mondo di non far cadere in prescrizione i reati in generale, ma soprattutto quelli esercitati dai colletti, dai parlamentari e quelli sulla pedofilia. Dovrebbe dire di dotare le magistrature di più sofisticati strumenti di indagine compresa la macchina della verità e di far gestire alle stesse i servizi segreti. Come dovrebbe abiurare e scomunicare la massoneria e scatole cinesi. Tutto quello sopra denunciato, si riscontra in tutte le schifezze accadute in tutte le truffalderie accadute e la rimozione di magistrati da inchieste scottanti e che riguardano la confraternita, fa capire come questa organizzazione si sia insediata nella da tempo anche nella giustizia.

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