ComeDonChisciotte – LA TRAGEDIA NASCOSTA DEGLI ESPERIMENTI DELLA CIA SUI BAMBINI

Gesù disse:

“Chi scandalizza anche uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata ad asino e fosse gettato negli abissi del mare…”

Fonte: ComeDonChisciotte – LA TRAGEDIA NASCOSTA DEGLI ESPERIMENTI DELLA CIA SUI BAMBINI.

DI H.P. ALBARELLI JR. E DR. JEFFREY S. KAYE
Truth-out.org

Bobby ha sette anni, ma questa non è la prima volta che viene sottoposto a elettroshock. E’ la sua terza volta. In tutto, durante il prossimo anno, Bobby sperimenterà otto sessioni di elettroshock. Posto sul tavolo, è tenuto fermo da due assistenti di sesso maschile, mentre il medico gli mette una soluzione sulle tempie. Bobby lotta con i due uomini che lo tengono giù, ma i suoi sforzi sono inutili. Grida e cerca di divincolarsi. Uno degli assistenti cerca di mettergli in bocca una spessa zeppa di gomma. Gira la testa bruscamente e grida: “Lasciami andare, ti prego. Non voglio stare qui. Per favore, lasciami andare”. Il medico di Bobby sembra irritata e gli dice: “Dai adesso, Bobby, cercare di comportarti come un ragazzo grande, sta fermo e rilassati”. Bobby gira la testa verso la donna e apre la bocca per la zeppa che gli impedisce di mordersi la lingua. Inizia a piangere in silenzio, le piccole spalle tremano e irrigidisce il corpo contro quello che sa è in arrivo.

Maria ha soltanto cinque anni. Si siede su una piccola sedia dallo schienale dritto, muovendo le gambe avanti e indietro, canticchiando le stesse quattro note continuamente. La sua testa, incorniciata in un groviglio di riccioli d’oro, si muove su e giù con ogni nota. Per i primi tre anni della sua vita, Maria ha creduto di essere una bambina per lo più normale. Poi, dopo che cominciò a comportarsi in modo strano, è stata data ad una famiglia affidataria. Il padre e la madre non la volevano più. Era diventata troppo strana per il padre, il cui alcolismo annebbiava ogni consapevolezza della sua giovane figlia.

La madre di Maria non l’aveva mai voluta comunque ed era felice di averla piazzata in un’ altra famiglia. Quando l’LSD che viene dato a Maria comincia a fare i suoi effetti, smette di muovere la testa e le gambe e si siede a guardare il muro. Non si muove affatto. Dopo circa dieci minuti, guarda il medico vicino a lei che la sta osservando, e dice: “Dio non tornerà oggi. E’ troppo occupato. Non tornerà qui di nuovo per settimane”.

Dall’inizio del 1940 al 1953, la dott.ssa Lauretta Bender, un neuropsichiatra infantile di tutto rispetto che esercitava al Bellevue Hospital di New York, usò molto una terapia con elettroshock su bambini a cui era stata diagnosticata una “schizofrenia autistica”. In tutto, fu segnalato che la Bender aveva somministrato una terapia con elettroshock ad almeno 100 bambini di età compresa tra i tre anni e i 12 anni, ma alcuni rapporti indicano che il totale potrebbe essere il doppio. Una fonte riferisce che, incluso il lavoro della Bender, il trattamento con elettroshock fu utilizzato su più di 500 bambini al Bellevue Hospital dal 1942 al 1956, e in seguito al Servizio Pediatrico del Creedmoor State Hospital dal 1956 al 1969. La Bender era una donna sicura e dogmatica, che reagiva alle critiche, spesso rifiutandosi di riconoscere la realtà anche quando essa stava nuda e cruda davanti ai suoi occhi.

Nonostante pubblicamente assicurasse buoni risultati della terapia con elettroshock, in privato la Bender diceva che era seriamente delusa degli effetti postumi apparsi nei bambini. Infatti, la condizione di alcuni dei bambini sembrava essere solo peggiorata. Un bambino di sei anni, dopo essere stato trattato più volte, è passato dall’ essere un bambino timido e chiuso a comportamenti sempre più aggressivi e violenti. Un’ altra bambina di sette anni, dopo cinque sedute di elettroshock era diventata quasi catatonica.

Anni dopo, un altro dei piccoli pazienti della Bender, che dopo circa 20 trattamenti era diventato troppo aggressivo, ormai cresciuto, fu condannato in tribunale come “pluriomicida”. Altri, in età adulta, secondo quanto riferito, furono dentro e fuori dai guai e dal carcere per una serie di piccoli crimini e violenze. Uno studio scientifico del 1954, condotto da due psicologi su 50 pazienti sottoposti da giovani a elettroshock dalla Bender, evidenziò che quasi tutti erano peggiorati dopo la “terapia” e che alcuni si erano suicidati dopo il trattamento. Uno dei bambini studiati nel 1954 era il figlio della nota scrittrice Jacqueline Susann, autrice del bestseller “La valle delle bambole”. Al figlio della Susan, Guy, fu diagnosticato l’autismo poco dopo la nascita e, quando aveva tre anni, la dott.ssa Bender convinse Susann e il marito che Guy poteva essere curato con successo sottoponendolo a terapia con elettroshock. Guy ritornò a casa dalle cure della Bender quasi senza vita. Susan raccontò poi alla gente che la Bender aveva “distrutto” suo figlio. Dopo il trattamento, Guy fu affidato alle istituzioni.

A loro merito, alcuni dei colleghi della dott.ssa Bender considerarono il suo uso con elettroshock sui bambini “scandaloso”, ma pochi si pronunciarono contro di lei, una situazione ancora oggi comune tra quelli della professione medica. Disse il dott. Leon Eisenberg, un medico ampiamente rispettato e vero pioniere nello studio dei bambini autistici, “[Lauretta Bender] ha sostenuto che alcuni di questi bambini sono guariti [a causa del suo uso di trattamento con elettroshock]. Una volta ho scritto un articolo in cui mi sono riferito a diversi studi di [dr. E. R.] Clardy. Era a Rockwin State Hospital – alle spalle di Bellevue – e ha descritto l’arrivo di questi bambini. Li considerava psicotici e forse peggiorati rispetto a prima del trattamento”. (Questo studioso non trovò neppure un caso in cui uno solo dei colleghi della Bender si fosse espresso contro il suo punto di vista decisamente razzista. La Bender disse chiaramente che riteneva che gli afro-americani fossero coloro che più si distinguevano per la loro “inclinazione alla pigrizia” e “abilità nel ballare”, essendo entrambe le caratteristiche, la Bender affermò, parte degli “impulsi cerebrali specifici” degli afro-americani).

All’incirca nello stesso periodo in cui la dott.ssa Bender conduceva i suoi esperimenti con elettroshock, stava anche ampiamente sperimentando sui bambini autistici e schizofrenici quelle che lei chiamava altre “cure alternative”. Queste includevano una vasta gamma di prodotti psico-farmaceutici, alcuni dei quali forniti dalla Sandoz Chemical Co. di Basilea, in Svizzera, come anche il Metrazol, l’ insulina per terapia sotto-shock, anfetamine e anti-convulsivanti. Metrazol era il nome commerciale del pentylenetetrazol, un farmaco usato come stimolante circolatorio e respiratorio. Dosi massicce causano convulsioni, come fu scoperto nel 1934 dal neurologo e psichiatra ungherese-americano Ladislas J. Meduna.

Il Metrazol era stato utilizzato nella terapia convulsiva, ma non era mai stato considerato efficace e gli effetti collaterali, come le convulsioni, erano difficili da evitare. Le cartelle cliniche di alcuni pazienti che erano stati rinchiusi nel Vermont State Hospital, una struttura mentale pubblica, rivelano che il Metrazol fu loro somministrato dal concessionario della CIA, il Dr. Robert Hyde, in numerose occasioni, al fine di “canalizzare un comportamento eccessivamente aggressivo”. Ad una di questi pazienti, Karen Wetmore, fu somministrato il farmaco in una serie di occasioni senza alcuna visibile ragione medica. Durante lo stesso decennio in cui fu utilizzato il Metrazol dal Vermont State Hospital, i decessi dei pazienti salirono alle stelle. Nel 1982, la FDA revocò la sua approvazione al Metrazol.

Va anche notato che, durante gli anni della guerra fredda, gli investigatori della CIA e del Counter-Intelligence Corps (CIC) dell’esercito, lavorando nell’ ambito dei progetti Bluebird e Artichoke, qualche volta iniettavano grandi quantità di Metrazol in nemici selezionati o agenti comunisti con lo scopo di spaventare a morte altri agenti sospetti, costringendoli ad osservare la procedura. Gli effetti quasi immediati del Metrazol per molti sono scioccanti da guardare: i colpiti si scuotono violentemente, contorcendosi e rigirandosi su loro stessi. Tipicamente, si inarcano, sobbalzano e contorcono i loro corpi, facendo smorfie di dolore. Con il Metrazol, come con l’elettroshock, non sono rare fratture ossee – tra cui collo e schiena spezzati – e lussazioni alle articolazioni, a meno che non vengano somministrati, anticipatamente, forti sedativi.

Un articolo della rivista Time del novembre 1936 mise seriamente in dubbio i vantaggi del Metrazol, segnalando lo “shock irreversibile” come un “grande pericolo”. L’articolo descriveva una tipica iniezione di Metrazol in questo modo: “Un paziente non riceve cibo per quattro o cinque ore. Poi gli vengono iniettati nelle vene circa cinque centimetri cubici del farmaco [Metrazol]. In circa mezzo minuto tossisce, getta sguardi terrorizzati per la stanza, si scuote violentemente, emette un nitrito da cavallo, si blocca con la bocca spalancata, le braccia e le gambe rigide come assi. Poi passa alle convulsioni. In uno o due minuti le convulsioni finiscono e passa gradualmente in un stato comatoso che dura circa un’ora. Dopo una serie di scosse, la sua mente potrebbe essere libera da delusioni …. Ad un paziente, raramente vengono somministrate più di 20 iniezioni e se non si notano miglioramenti dopo dieci trattamenti, è di solito considerato senza speranza”.

L’esercito, la CIA e il Metrazol

Gli interrogatori militari CIC, che lavoravano con la CIA nei campi di prigionieri di guerra e in case protette nella Germania del dopoguerra, occasionalmente usavano anche Metrazol, morfina, eroina e LSD sui soggetti incarcerati. Secondo l’ex ufficiale CIC Miles Hunt, in alcune “case protette e aree di partecipazione appena fuori Francoforte, vicino Oberursel” – un centro di interrogatorio nazista preso dagli americani – operava una “unità speciale gestita dal capitano Malcolm S. Hilty, dal mag. Mose Hart e dal capitano Herbert Sensenig. L’unità era particolarmente nota per i suoi metodi di interrogatorio [compreso l'uso di elettroshock e Metrazol, mescalina, anfetamine e altre droghe] “. Hunt disse: “L’unità era molto orgogliosa dei suoi soprannomi, i ‘Rough Boys’ e il ‘Kraut Gauntlet,’ e non si tirava indietro all’uso di qualsiasi farmaco o tecnica … bastava nominarli e li usavano”. Hunt aggiunse: “Sensenig era davvero deluso quando vide che non poteva utilizzare nulla su Herman Goering [ex Reich], che fu processato nel campo. Goering non aveva bisogno di incentivo per parlare”.

Alla fine, gli interrogatori CIC che lavoravano in Germania furono assistiti, nel loro uso di droghe per l’interrogatorio, da vari “ex” scienziati nazisti reclutati dalla CIA e dal Dipartimento di Stato americano nell’ambito del Progetto Paperclip. All’inizio del 1952, i Rough Boys del CIC facevano sistematicamente uso di Metrazol durante gli interrogatori, così come di LSD, mescalina e di elettroshock convenzionale.

Farmaci simili al Metrazol sono ancora in uso negli interrogatori di oggi. Secondo quanto riportato da vari ex sottufficiali, che hanno fornito dettagli in un rapporto relativo alla sicurezza in Turchia, Pakistan e Romania, i farmaci che producono effetti molto simili al Metrazol sono ancora stati utilizzati nel 2010 dal Pentagono e dalla CIA su militari nemici imprigionati e soggetti trattenuti nei molti “siti neri” mantenuti in tutto il mondo. Un ex ufficiale di recente ha osservato, “Si contorcevano come fossero di gomma, nelle forme più incredibili e sobbalzavano e agitavano come pazzi, con gli occhi che quasi schizzavano fuori di testa.”

Nel 2008, su ordine dei Senatori Carl Levin, Joe Biden e Chuck Hagel e in reazione ad un articolo del marzo 2008 sul Washington Post, il Pentagono ha avviato una Relazione Ispettiva Generale sull’ utilizzo di “sostanze che alterano la mente dal personale del DoD [Dipartimento della Difesa] nel corso degli interrogatori dei detenuti e/o prigionieri catturati durante la guerra al terrore “. Non è noto se l’indagine sia stata completata. Tra i più recenti casi di uso di farmaci sui detenuti, uno riguarda l’ex presunto “nemico combattente” Jose Padilla, che era stato inizialmente accusato di voler far esplodere una “sporca bomba”. L’accusa poi decadde, ma Padilla fu tenuto in isolamento per molti mesi e fu costretto a prendere LSD o altre droghe potenti mentre era trattenuto in una prigione militare della Marina a Charleston, South Carolina.

Il governo ha compiuto sforzi enormi per nascondere al pubblico l’ uso delle droghe sui detenuti. In un articolo di Carol Rosenberg del luglio del 2010 per il McClatchy News, Rosenberg ha riferito che, mentre le commissioni militari di Guantanamo svolgevano i processi, quando la domanda su “quali droghe psicotropiche fossero state date ad un altro accusato di cospirazione per l’ l1 settembre, Ramzi bin al Shibh, il giudice del tribunale premeva un rumoroso pulsante bianco così i giornalisti che guardavano da una cabina di vetro non potevano sentire i nomi dei farmaci. Sotto le attuali istruzioni della Navy per l’uso di soggetti umani nella ricerca, il sottosegretario della Marina militare è descritto come l’ autorità responsabile della ricerca in materia di “farmaci che alterano la coscienza o tecniche per il controllo mentale, mentre, allo stesso tempo, è anche responsabile di ‘argomenti di per sé controversi’ che potrebbero attirare l’ interesse dei media o di ‘contestazioni delle parti interessate “.

La dott.ssa Bender scopre l’LSD

Nel 1955 e 1956, la dott.ssa Bender iniziò a sentire entusiastiche spiegazioni sul potenziale dell’ LSD, capace di produrre notevoli risultati in bambini affetti da disturbi psichici, autismo e schizofrenia. Il precedente lavoro della Bender, mediante la terapia con elettroshock, l’aveva portata a contatto con numerosi altri medici di primo piano che, al momento, erano contrattori segreti dei progetti MK / ULTRA e Artichoke della CIA. Fondamentali fra questi medici furono i dottori Harold R. Abramson, Paul Hoch, James B. Cattell, Elkes Joel, Max Fink, Isbell Harris e Hubbard Alfred. Alcuni di questi nomi possono essere familiare ai lettori. Il dott. Abramson, un noto allergologo che clandestinamente lavorò sia per l’ esercito americano che per la Cia fin dalla fine degli anni ‘40, fu il medico condotto a vedere Frank Olson, poco prima del suo assassinio a New York, nel novembre del 1953. Circa un anno prima, i dottori Hoch e Cattell furono gli inconsapevoli responsabili dell’ iniezione ad Harold Blazer, paziente del New York State Psychiatric Institute, di una massiccia dose di mescalina che lo uccise. Il dott. Elkes fu uno dei primi medici in Europa a sperimentare l’ LSD, dopo aver chiesto i campioni del farmaco alla Sandoz Chemical Co. nel 1949. Elkes era uno stretto collaboratore del dottor Abraham Wikler, che aveva lavorato a stretto contatto con il dott. Harris Isbell presso l’ormai chiusa fattoria-carcere di Lexington, nel Kentucky, dove centinaia di detenuti tossicodipendenti ricevevano eroina in cambio della loro partecipazione a esperimenti di LSD e di mescalina, finanziati dalla CIA e dal Pentagono. Elkes lavorò a stretto contatto con la CIA, il Pentagono e la MI6 inglese sugli esperimenti con droga in Inghilterra e negli Stati Uniti.

Il dottor Fink, che fu molto ammirato dalla Bender, è considerato il padre della terapia con elettroshock negli Stati Uniti. Nei primi anni ‘50 ed oltre, Fink fu consulente a tempo pieno dell’Artichoke Project della CIA. Nel 1951, funzionari della CIA sotto la direzione di Paul Allen Gaynor e Morse dell’agenzia Security Research Service (SRS) che supervisionava Artichoke, lavorarono a stretto contatto con Fink a New York nel tentativo di esplorare a fondo i vantaggi delle tecniche di elettroshock negli interrogatori. La CIA era particolarmente interessata all’uso di apparecchiature standard per l’elettroshock al fine di procurare amnesia, inducendo i soggetti a parlare e a renderli più esposti al controllo ipnotico. Secondo un documento della CIA, Fink disse ai funzionari “un individuo potrebbero essere progressivamente ridotto, con l’impiego della terapia con elettroshock, al livello di un vegetale”.

Oltre a Fink, la Bender ammirava molto anche il lavoro del dott. Lothar B. Kalinowsky, uno psichiatra consultato spesso dalla CIA in materia di elettroshock. Kalinowsky, che era per metà ebreo ed era fuggito dalla Germania nel 1933, era intimo di Fink e, come Fink, era ampiamente riconosciuto come esperto di terapia con elettroshock. Kalinowsky incontrava spesso Allen e Gaynor della CIA e qualche volta era accompagnato dal dott. Fink al New York State Psychiatric Institute, dove lavorava insieme al dottor Hoch.

Poiché dalle carte della dott.ssa Bender risulta evidente che ella considerava anche il lavoro del “dott.” Alfred M. Hubbard di Vancouver, Canada, con l’ LSD “molto consistente e utile,” è importante chiarire che Hubbard non era un medico, né aveva avuto alcuna formazione medica. Hubbard, un personaggio gioviale che a volte lavorava con l’FBI e la CIA, era un grande assertore dell’ uso di LSD. Nonostante non avesse credenziali mediche e che una volta fosse stato in prigione per contrabbando, infinocchiò la Sandoz Chemical Co. la quale gli fornì una tale quantità di LSD, che lui poi disseminò a piene mani, che si guadagnò il titolo di “Giovannino Semidimela di LSD”. L’ uso di LSD da parte di Hubbard in una presumibile cura per l’alcolismo è ancora citata oggi. Come mai Hubbard fosse così facilmente passato come medico non è noto. Anche un documento del 1961 pubblicato dal New York Medical College, Dipartimento di Psichiatria, e scritto dal dott. A.M. Freedman, diceva che l’impiego di LSD di Hubbard con “i bambini, soprattutto delinquenti” aveva avuto successo all’85%”.

Gli altri medici che la dott.ssa Bender consultò in merito agli effetti dell’ LSD sui bambini furono i dottori Ronald A. Sandison, Thomas M. Ling e John Buckman. Questi tre lavoravano in Inghilterra, sia alla Clinica Chelsea di Londra che al Potwick Hospital di Worcestershire, fuori Londra. Sandison è ritenuto la prima persona che ha portato l’ LSD in Inghilterra, questo nel 1952 dopo aver incontrato Albert Hofmann a Basilea, in Svizzera, nei laboratori di chimica Sandoz. Hofmann consegnò a Sandison una scatola di circa 600 fiale, contenenti ciascuna 100 microgrammi di LSD. Tornato in Inghilterra, Sandison condivise il suo dono psichedelico con i soci, i dottori Ling e Buckman. Prima della fine dell’anno, Sandison introdusse anche Hubbard all’ LSD, guidandolo nel suo primo “viaggio”. Sandison iniziò anche un nuovo programma di trattamento presso il complesso gotico del Potwick dove già faceva Terapia Psicolitica. I pazienti del suo programma erano per lo più schizofrenici. Nel 1958, un’ unità di trattamento con LSD fu fissata a Potwick. Nel corso degli anni, è stato segnalato che la CIA, l’MI6 e la Fondazione Macy hanno segretamente contribuito a finanziare l’unità. Il dott. Elkes aiutò portando a circa $ 75.000 il funzionamento dell’unità. Nei seguenti dieci anni, l’unità somministrò oltre 15.000 dosi di LSD a circa 900 pazienti.

I dottori Buckman e Ling lavoravano insieme a Sandison nell’unità di Potwick. Nel 1963, Buckman e Ling scrissero in una pubblicazione che descrive i “buoni esempi” del consumo di LSD in psicoterapia psicolitica: “Le esperienze dei pazienti sotto LSD non hanno appoggiato la tesi di Marx che la religione è l’oppio dei popolo, ma piuttosto che ci sia una basilare profonda fede in un Essere Supremo, sia che la religione originaria sia cristiana, ebraica o indù “.

Il dott. Buckman lavorò anche a Londra, alla Clinica Chelsea, curando spesso gli adulti e, a volte, i bambini. Buckman credeva fortemente che la “frigidità” nella donna poteva essere trattata con successo con l’ LSD. Nel 1967, disse dell’ LSD: ” Molti terapeuti credono che un’ esperienza trascendentale – la sensazione che si viva in un mondo buono e che uno sia parte di esso – è un’ esperienza curativa di per sé”. Secondo diverse fonti ben informate a Londra, per anni l’ MI6, il servizio segreto britannico, e la CIA seguirono da vicino il lavoro condotto da Sandison, Ling e Buckman sull’ LSD.

Due sorelle, l’ LSD e il dott. Buckman.

Marion McGill, oggi avvocato e professore di college negli Stati Uniti occidentali, e sua sorella Trudy, nel 1960 furono mandate dai genitori alla Clinica Chelsea di Londra, per essere intervistate dai dottori Ling e Buckman. Allora, Marion aveva 13 anni e sua sorella ne aveva 15 anni. Marion dice che sia sua madre che suo padre erano “abbastanza presi dai benefici dell’ LSD e pensarono che anche noi avremmo tratto vantaggio dalla droga”. Entrambi i genitori erano stati sottoposti a una serie di dieci “trattamenti” di LSD presso la clinica Chelsea. Marion prosegue:

“Come 13enne, al momento, la mia capacità decisionale era molto limitata. Fui, per natura, compiacente e docile, abbastanza desiderosa di compiacere i miei genitori. Non capivo nulla di ciò che veniva proposto a me e a mia sorella di 15 anni – ossia che partecipavamo ad una sorta di ‘ricerca’ a cui anche i nostri genitori avevano entrambi partecipato. Non ricordo se la parola “esperimento” fu usata. Il termine ‘LSD’ era, tuttavia, vagamente familiare, perché i miei genitori stavano ‘prendendo’ questo farmaco come una forma di ‘terapia veloce’ – il loro modo di chiamarla – raccomandata da mio zio, uno psichiatra di una ben nota scuola di medicina orientale della costa orientale. Dal mio punto di vista, entrambi i genitori avevano bisogno di terapia Sebbene di grande successo da un punto di vista professionale, mio padre era un uomo insicuro, fortemente agitato, piuttosto arrabbiato; un accademico completo, ma un ‘prodotto industriale narcisista’, come l’ho poi chiamato. Mia madre era una donna sottomessa, obbediente, cattolica senza una sua vera identità personale, se non quella di essere la moglie di un medico.

“Io e mia sorella, tuttavia, eravamo ‘normali’ come potevano esserlo due adolescenti qualsiasi. Eravamo le più brave delle nostre classi a scuola, entrambe avevamo un sacco di amici, partecipavamo ad attività extra-scolastiche. Non avevamo bisogno di ‘terapia’. Ci era stato detto che avremmo avuto un giorno libero da scuola dopo ogni pernottamento in clinica per questo LSD. E’ stata forse la prospettiva di un giorno di vacanza da una scuola cattolica femminile, che ci persuase ad accettare. Non ero consapevole di star prendendo una ‘decisione’. Lo scopo di questo programma non ci fu mai spiegato. Dovevano esserci 10 sessioni – una volta a settimana per 10 settimane. Credo che iniziarono nel gennaio 1960.

“Le esperienze presso la clinica dove veniva somministrato l’ LSD erano abbastanza strane. Ci fu una breve ‘intervista’ del dott. John Buckman, che faceva domande banali su temi di salute (nessuno), ma che non forniva nessuna informazione su cosa aspettarsi dall’ LSD. Non vi fu alcuna menzione, ad esempio, di allucinazioni o distorsioni percettive o qualcosa di spaventoso. Non fui informata di alcun effetto persistente, come gli incubi. Certamente la possibilità di un danno permanente non fu menzionata. La parola ‘esperimento’ non fu utilizzata. In altre parole, non c’era nessun consenso consapevole di sorta o cose simili. Non mi fu detto che avrei potuto rifiutarmi di partecipare, che avrei potuto uscire in qualsiasi momento (come previsto dal Codice di Norimberga). Visto che ero al di sotto dell’ età consentita, saranno stati i miei genitori ad acconsentire a questo. In effetti, furono loro a suggerire che noi fossimo utilizzate in questi esperimenti. Altrimenti non sarebbe successo. Ma i miei genitori non hanno mai parlato di questo negli anni successivi e non hanno mai spiegato perché l’ abbiano fatto.

“Durante le 10 sessioni, ognuna delle quali prevedeva un’ iniezione, io e mia sorella eravamo tenute in stanze separate, buie, di solito con qualcuno presente nella stanza, ma non so chi fosse. Occasionalmente, era presente anche mia madre A volte ero così spaventata dalle allucinazioni che urlavo e cercavo di scappare dalla stanza. Ricordo che una volta effettivamente raggiunsi il corridoio e fui rimessa a letto a forza da mia madre. Vedevo una serie di immagini feroci – visioni da incubo, che a volte mi provocavano una risata isterica, seguita immediatamente da singhiozzi strazianti. Non avevo idea di quello che mi stava succedendo. Era terrificante.

“Non ci fu nessuno tentativo di consigliarci durante o dopo ciascuna di queste sessioni. Non ci fu interrogatorio, nessuna spiegazione di quanto stava accadendo o perché ci veniva fatto. Perché non mi rifiutai di partecipare, dopo averlo sperimentato la prima volta, non lo so. Ma, da adulta e poi da studiosa di etica professionale dei medici, ho riconosciuto questa mancanza di resistenza come una funzione della stessa infanzia. La maggior parte dei bambini vittime degli abusi dei genitori, non sa come resistere. A quanto pare, temono il rifiuto dei genitori più di quanto ne temano l’abuso. Il ‘differenziale di potere e’ enorme tra genitori e figli e la dipendenza dai genitori è praticamente assoluta. Al momento, vivevamo a Londra, lontano dai nostri amici. A mia sorella e me era stato detto di non parlare di quello che stavamo facendo. Eravamo cattolici, obbediente ai genitori, ecc. Nostro padre era un medico, dopo tutto – era difficile comprendere che ci avrebbe fatto del male o che lo avrebbe fatto nostra madre. I bambini non pensano in questo modo inizialmente. Di solito, la dipendenza di un bambino significa fidarsi dei propri genitori o di chi si prende cura di lui.

“Anche se ogni sessione individuale era spesso terrificante, le prolungate conseguenze dell’ LSD svanivano gradualmente. Nelle settimane immediatamente successive alla sessione finale, ho avuto incubi frequenti – visioni di insetti striscianti, maschere orribili, ecc. Non riuscivo a dormire. Avevo paura di chiudere gli occhi. Ho cominciato ad avere paura del buio. I miei genitori erano sprezzanti e insensibili. Il loro atteggiamento fu, per certi versi, più inquietante per me che gli stessi esperimenti perché voleva dire che i miei genitori era perfettamente consapevoli che l’esperimento sarebbe stato molto probabilmente spaventoso – e non se ne erano importati.

“Ho scoperto che i miei genitori sono stati disonesti e insensibili in un modo che non riuscivo a comprendere. Dissero a mia sorella e me, di non parlare degli esperimenti con l’ LSD, di non rivelare quanto era accaduto a Londra. Questo ruppe ulteriormente il nostro rapporto con loro, un rapporto che era stato, da allora, irrimediabilmente danneggiato. Ero però ancora a loro carico, e così lo era mia sorella.

“Due anni dopo questi esperimenti, durante il suo primo anno di università, mia sorella ebbe un esaurimento nervoso. Non so fino a che punto l’ LSD possa averlo condizionato. Ma la risposta dei miei genitori a quello che era probabilmente un danno di lieve entità che mia sorella avrebbe potuto recuperare, fu coercitiva e drastica. Questa volta fu lei a fare domande sull’ LSD. Era arrabbiata. Lo eravamo entrambe. Ne abbiamo parlato insieme, ma io avevo paura di affrontare i nostri genitori. Mia sorella no. Più si arrabbiava, più veniva ‘diagnosticata’ come un caso “psichiatrico” e più le venivano dati farmaci. A tutt’oggi, mia sorella è ancora in cura. Non si è mai ripresa completamente da quel primo episodio.

“I nostri genitori risposero alla rabbia di mia sorella in un modo che mi spaventò ulteriormente. Anch’io provavo un tremendo senso di colpa per non essere stata in grado di evitare gli orrori che mia sorella aveva subito. Una volta che era ‘classificata’ come una paziente psichiatrica, era perduta. Ogni cosa che le veniva fatta come ‘trattamento’ mi sembrava una forma continua di abuso e di tortura.

“Il fatto che nostro padre fosse un medico importante, di fama internazionale e ampiamente rispettato – e suo fratello, che ci aveva introdotto a questo orrore con LSD, fosse un eminente psichiatra, conosciuto a livello internazionale e ampiamente rispettato – rese impossibile esporli o andare contro di loro. Per loro la reputazione era più importante della salute e del benessere di mia sorella.

“La mia risposta fu semplicemente quella di andarmene di casa. Non mi sono mai fidata di nuovo dei miei genitori dopo l’esperienza londinese con l’ LSD. Ho scoperto molti altri modi in cui mio padre e mio zio mentivano, coprivano, dissimulavano e infine mi minacciavano, al fine di evitare che questa storia venisse raccontata.

“Su una nota positiva, l’esperienza ha influenzato le mie scelte professionali sia verso i diritti umani che verso l’etica medica, ma mi ha anche messo in allerta verso i modi in cui la medicina accademica era – ed è – danneggiata dall’ industria della droga stessa e dall’ abuso continuo su soggetti umani per favorire lo sviluppo di farmaci come armi – per il potenziale interrogatorio, ma anche per il controllo, in maniera più sottile, del comportamento su larga scala. La mia esperienza mi ha sensibilizzato anche verso la particolare vulnerabilità dei bambini e degli adolescenti in ambiente medico.

“Anche quando affrontai mio padre, con le prove che l’ LSD era stata sperimentata dalla CIA per usarla come arma militare negli anni ‘50 e ‘60, egli respinse il suo coinvolgimento, dicendo che si era trattato di un ‘esperienza illuminante, come visitare una galleria d’ arte’. Quando gli feci notare che non era stata quella la mia esperienza di bambina, lo negò, includendo la presunzione che io dovevo essere un ‘teorico della cospirazione’ per proporre una cosa del genere. All’ età di 91, ha finalmente ammesso che forse non fu una buona idea sottoporre me e mia sorella all’ LSD.

“Il dottor Buckman e Ling conoscevano i partecipanti della continua attività della CIA con farmaci che alterano la mente. “Incontrai” Buckman a Londra quando avevo 13, ma lo incontrai di nuovo anni più tardi, negli Stati Uniti presso la facoltà di medicina dove era docente.

“Andai a vedere il dottor Buckman nel suo ufficio. Gli chiesi cosa pensasse dell’ etica di utilizzare i bambini in un esperimento con l’ LSD. In un primo momento non sembrava capire chi fossi. Mi presentai come uno dei suoi ‘soggetti’ e gli diedi il mio biglietto da visita di studioso di etica medica e avvocato. Era chiaramente sconvolto, si alzò in piedi, rifiutò di parlare con me e mi disse di lasciare il suo ufficio. Poco dopo, ricevetti una telefonata da mio padre. Suo fratello, lo psichiatra e collega del dott. Buckman, era stato avvertito della mia visita improvvisa. Successivamente, sia mio zio che mio padre mi minacciarono dicendo che mi avrebbero sicuramente fatto perdere la mia posizione universitaria se avessi rivelato pubblicamente qualcosa sugli esperimenti con l’LSD a Londra.

“‘Non potrai mai lavorare in bioetica di nuovo’, dissero.

“La risposta di tutti questi uomini per la minaccia di divulgazione indica la loro mancanza di scrupoli etici, la loro mancanza di empatia, la loro stessa patologia. Non so quale potrebbe essere il termine esatto, ma sospetto che ci sia una forma di ‘sdoppiamento’ psicologico sul lavoro – il genere di cosa che è stata descritta nel libro di Robert Jay Lifton, I Medici Nazisti i quali erano in grado di ignorare il loro giuramento di Ippocrate ‘primo, non nuocere’, e di infliggere orrori inimmaginabili ad altri esseri umani.

“La perdita di mia sorella è stata causa di dolore per tutta la vita per me. Io l’ attribuiscono all’ LSD e alla sua copertura, sia che le sostanze chimiche abbiano ‘provocato’ o no la sua disgregazione. Da un punto di vista legale, questa viene chiamato ‘concausa’. Ho imparato che le persone coprono le cose più terribili, non solo all’ interno di una famiglia, ma nelle comunità, nelle università, nella ‘buona società’. Probabilmente non esiste nessuna barriera assoluta che impedisca che queste cose vengano fatte, ma esse devono essere rese note e chiamate per quello che sono, ogni volta che si verificano. “


[Un documento declassificato riguardante la sperimentazione dell'LSD durante il programma segreto CIA MK-ULTRA]

Gli esperimenti con LSD della dott.ssa Bender sui bambini

Poco dopo la scelta di iniziare i suoi esperimenti con l’ LSD sui bambini, la Bender partecipò ad una conferenza sponsorizzata da un gruppo di copertura della CIA, la Fondazione Josiah Macy. La conferenza era incentrata sulla ricerca LSD e aveva come relatore il dottor Harold A. Abramson. Nel 1960, Abramson condusse i suoi esperimenti con LSD su un gruppo di sei bambini d’ età compresa tra i 5 e i 14 anni. Pochi mesi dopo la conferenza della Fondazione Macy, alla dott.ssa Bender fu comunicato che i suoi previsti esperimenti con LSD sarebbero stati parzialmente e segretamente finanziati dalla Società per le Indagini di Ecologia Umana (Sihe), un altro gruppo di copertura della CIA che all’ epoca aveva sede a Forest Hills, New York. La Società, presieduta da James L. Monroe, un ex ufficiale dell’aviazione americana che aveva collaborato ai progetti top-secret di guerra psicologica e di propaganda, supervisionò circa 55 esperimenti top-secret finanziati dalla CIA. Questi progetti riguardavano l’ LSD, l’ ESP, la magia nera, l’ astrologia, la guerra psicologica, la manipolazione dei media e altri soggetti. A quanto pare, il lavoro della Bender con i bambini e l’ LSD sollevarono alcune preoccupazioni presso la Divisione dei Servizi Tecnici (TSD) della CIA. Una nota della TSD del 1961 scritta da Monroe metteva in dubbio i “vantaggi operativi del lavoro della dott.ssa Bender con i bambini e l’ LSD,” e chiedeva di essere tenuto “strettamente a conoscenza dei possibili legami tra il progetto della dott.ssa. Bender e quelli condotti con finanziamento separato dell’ MK / ULTRA nelle prigioni selezionate a New York e altrove “.

Nel 1960, la dott.ssa Bender diede il via ai suoi primi esperimenti con l’ LSD e i bambini. Essi si svolsero all’interno dell’ Unità Pediatrica del Creedmoor State Hospital nel Queens, New York. L’ LSD che ella usò fu fornito dal dott. Rudolph P. Bircher della Sandoz Pharmaceutical Company. (Il dott. Bircher rifornì la Bender anche con UML-491, un farmaco anch’esso prodotto dalla Sandoz, molto simile all’ LSD, ma a volte dall’effetto più “sognante” e più durevole.) Il suo gruppo iniziale di giovani soggetti era formato da 14 bambini diagnosticati schizofrenici, tutti al di sotto degli 11 anni. (Poiché i criteri diagnostici per la schizofrenia, l’autismo e altri disturbi sono cambiati nel corso dei decenni, non è possibile valutare quali fossero le condizioni effettive di questi bambini.) Erano 11 ragazzi e tre ragazze, di età compresa tra i sei e i dieci anni.

Jean Marie ha quasi sette anni. E’ venuta qui quasi un anno fa, dopo che i suoi genitori l’ hanno abbandonata alle cure di una zia che non aveva alcun interesse a tirarla su. Marie, che preferisce essere chiamato Jean, è timida, chiusa e diffidente della maggior parte degli adulti che incontra. Si rapporta che potrebbe essere stata sessualmente molestata da suo zio… Nonostante la sua natura introversa, sorride facilmente e le piace la compagnia di altri bambini. Dopo aver ricevuto l’ LSD per tre volte all’ inizio di questo mese, Marie ha smesso di sorridere a tutti e ha perso ogni interesse per gli altri della sua età … La scorsa settimana, sembrava diventare facilmente agitata e ha perso qualsiasi interesse per la lettura, cosa che sembrava piacerle molto prima del trattamento.

In un rapporto pubblicato sui suoi 196 esperimenti con LSD su 14 bambini “schizofrenici autistici”, la Bender afferma che inizialmente diede a ciascuno dei bambini 25 mcg. di LSD “per via intramuscolare, sotto continua osservazione”. Scrive: “I due ragazzi più grandi, più di dieci anni, in prossimità o durante la pubertà precoce, hanno reagito con disturbato comportamento ansioso. Il più grande e disturbato ha ricevuto 150 mg di sodio Amytal intramuscolare ed è tornato al suo comportamento abituale”. Entrambi i ragazzi furono poi esclusi dalla sperimentazione.

Ai 12 bambini rimasti furono poi fatte iniezioni di 25 mcg. di LSD e poi, qualche giorno dopo sono state date 100 mcg. di LSD, una volta alla settimana. La relazione della Bender afferma: “Poi è stato aumentato gradualmente fino a due e tre volte alla settimana in quanto non sono stati osservati pregiudizievoli effetti collaterali…. Infine, è stato dato ogni giorno e questo ha continuato per sei settimane, fino al momento della presente relazione”.

Le risultanze e le conclusioni della Bender riguardo i suoi esperimenti con LSD indicavano che ella trovava l’uso del farmaco promettente. La Bender riferiva: “In generale, essi [i bambini] erano più felici, il loro stato d’animo era ‘alto’ nelle ore seguenti l’ ingestione del farmaco … giocavano più spontaneamente con palle e palloncini … il loro colore è roseo piuttosto che blu o pallido e hanno guadagnato peso “. La Bender concludeva: “L’uso di questi farmaci [LSD, UML-401, UML-491] … ci darà più conoscenza sia per il processo schizofrenico di base che per l’autismo difensivo nei bambini e anche a riguardo della reazione di questi derivati dell’acido lisergico come stimolanti del sistema nervoso centrale autonomo e degli antagonisti della serotonina. Speriamo che queste droghe daranno un contributo anche ai nostri sforzi nel trovare migliori agenti terapeutici per la schizofrenia della prima infanzia. “

In un articolo pubblicato nel 1970, la dott.ssa Bender riportò i risultati di dosaggio di LSD su “due adolescenti che erano leggermente schizofrenici”. Ella riferì che i ragazzi sperimentarono distorsioni percettive. Pensavano che i ricercatori stavano facendo loro smorfie, che le loro matite stavano diventando “gommose”, e un ragazzo segnalò che la faccia dell’ altro ragazzo era diventata verde. I ragazzi cominciarono a lamentarsi degli esperimenti fatti su di loro. Ma anche così, la Bender e il suo socio mantennero i due adolescenti, di sesso maschile, su un regime di 150 mcg. di LSD al giorno, in dosi suddivise. Mentre uno dei ragazzi apparentemente “trasse molto beneficio” la Bender riportò che, più tardi, egli era ritornato in ospedale come ” adulto schizofrenicamente disturbato”. L’ altro ragazzo continuava a lamentarsi degli esperimenti su di lui e che smettessero di dargli l’ LSD, non a causa degli effetti del farmaco stesso, Bender spiegò, ma “a causa del comportamento del ragazzo stesso verso il farmaco”, che attribuì alla “sua personale psicopatologia”.

Gli esperimenti con LSD della dott.ssa Bender continuarono fine alla fine del 1960 e, durante quel periodo, continuò ad eseguire esperimenti multipli sui bambini con UML-401, una droga poco conosciuta, dello stesso tipo dell’ LSD fornitole dalla Società Sandoz, così come anche con l’ UML-491, altro prodotto della Sandoz. Le relazioni della Bender sui suoi esperimenti con LSD non danno alcuna indicazione se i genitori o i tutori legali dei bambini fossero a conoscenza o meno degli esperimenti, o li autorizzassero. Senza dubbio, i genitori o i tutori non furono mai informati del fatto che la CIA finanziava il lavoro della Bender. Nel corso degli anni, ci sono stati molteplici rapporti sul fatto che molti dei soggetti-bambini della Bender erano o “figli dello Stato” o orfani, ma la letteratura disponibile sugli esperimenti non rivela nulla su questo. La letteratura stessa rende evidente che i bambini venivano confinati nel Creedmoor State Hospital per lunghi periodi di tempo e che molti, se rilasciati, avevano bisogno di “case o sistemazioni adeguate nella comunità”. Non c’è alcuna prova che successivi studi furono condotti su uno qualsiasi dei bambini-cavia della dott.ssa Bender. Oggi, la dott.ssa Bender è più conosciuta e apprezzata in alcuni ambienti come creatrice del Test Bender-Gestalt, che misura le capacità motorie nei bambini.

Sull’ uso di LSD che la Bender operava sui bambini, il dottor Leon Eisenberg anni più tardi disse: “Ha fatto un sacco di cose. Lauretta Bender ha raggiunto il successo nella sua carriera molto prima che degli studi a campione controllati si fosse sentito parlare. Lei non vedeva la necessità di sperimentare farmaci perché era convinta di sapere ciò che funzionava “. (Vedi: “A History of Autism: Conversazioni con i pionieri” di Adam Feinstein, Wiley-Blanchard, 2010.) Molti altri medici, parlando in privato, furono molto meno diplomatici nel condannare il lavoro della Bender con l’ LSD, ma, ancora oggi, molti sono riluttanti a criticarla, e, incredibilmente, molti dei vecchi sostenitori delle discutibili “virtù” e “potenziali” dell’ LSD continuano a citare il suo lavoro con i bambini come scienza innovativa.

Oggi, dopo quasi 60 anni dagli orrori degli esperimenti finanziati dalla CIA della dott.ssa Bender sui bambini, poche persone sono consapevoli del fatto che essi furono eseguiti. Per molte persone, indipendentemente dalla loro consapevolezza degli esperimenti, è difficile capire come medici e scienziati intelligenti, altamente istruiti potessero partecipare a tale brutali, insensibili, immorali e illegali esperimenti sui bambini. Qual fu la base della loro motivazione? Fu forse la ricerca di una sorta di inafferrabile Graal medico? Fu per un guadagno economico? O fu semplicemente il risultato di una fuorviata ricerca per la conoscenza che appariva così infinitamente importante che qualsiasi senso di compassione e di rispetto verso i diritti e la dignità umana fu messo da parte in nome di un obiettivo più alto o buono – una ricerca, a volte così esaltante per la sensazione di essere sul punto di una scoperta importante che ogni parvenza di rispetto per il genere umano fu gettato via?

Si può facilmente arrivare ad una e tutte queste conclusioni solo leggendo i documenti professionali di scienziati e ricercatori. Nemmeno una volta uno qualsiasi di questi documenti esprime preoccupazione per i soggetti coinvolti o indica eventuali rimorsi di coscienza nel violare i giuramenti, i codici e le leggi in materia di diritti dei pazienti, di diritti umani e di dignità umana. Il fatto che il periodo più vergognoso d’America della sperimentazione sull’uomo, dagli anni 1950 fin quasi al 1979, sia scaturito sulla scia della preparazione e adozione del Codice di Norimberga, non fa che aumentare la vergogna e l’ipocrisia. Oggi, la sperimentazione umana è ancora condotta aggressivamente dai governi finanziati dagli USA e che impiegano medici e scienziati, indipendentemente da questo Codice, che deriva direttamente dalla scioccante follia dell’ era nazista. Il fatto che la sperimentazione finanziata dal governo ancora si verifichi, si fa beffe di tutti gli sforzi governativi, comunque validi, fatti per proteggere le persone da una scienza fuori controllo – e una nazione che usa i suoi giovani, i suoi figli, per tali conseguimenti è una nazione il cui impegno per i diritti umani e per i principi democratici dovrebbe essere seriamente messo in discussione e contestato.

(I nomi Marion McGill e di sua sorella, Trudy, sono pseudonimi. Marion è un avvocato molto rispettato e un professore universitario, che ha chiesto che il suo vero nome non venga usato in questo articolo. Tutti gli altri nomi in questo articolo sono reali.)

H.P. Albarelli Jr. è l’autore di “Un Terribile Errore: l’omicidio di Frank Olson e gli esperimenti segreti della CIA della guerra fredda”, (TrineDay, 2010). Il suo libro documenta e dettaglia numerosi esperimenti militari finanziati dalla CIA su persone inconsapevoli. E’ socio fondatore del North American Truth e Accountability Commission on Human Experimentation.

Jeff Kaye è uno psicologo molto rispettato a San Francisco e un esperto sulle tecniche e gli sviluppi interpretativi della tortura attuale. Scrive in materia di tortura e di altri argomenti per i siti web Firedoglake e Truthout.

Titolo originale: “The Hidden Tragedy of the CIA’s Experiments on Children “

Fonte: http://www.truth-out.org
Link
11.08.2010

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di CONCETTA DI LORENZO

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