Archivi del giorno: 1 giugno 2008

Il Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC)

PNAC
Illuminante un articolo sul “Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC)”:

Adesso è in piena attuazione (con precisione incredibile) e molti dei suoi autori sono nell’amministrazione Bush.

Uno sconvolgente documento in cui è già scritta tutta la storia del mondo dei recenti e dei prossimi anni come nelle intenzioni di questa loggia neocon.

E’ su Internet da 9 anni il sito con il “Progetto per un nuovo Secolo Americano”, opera di un gruppo di neocon fondato tra gli altri da Rumsfeld e Cheney e con base a Washington, che già da anni progettava la guerra permanente in Medio Oriente prima all’Iraq, poi all’Iran, alla Siria e così via, per affermare, espandere e difendere il dominio degli Stati Uniti sul mondo intero. Questa presentazione la trovate scritta nella home page. I teorici del Nuovo Secolo Americano facevano notare nel PNAC che un’accelerazione positiva ai loro progetti sarebbe stata possibile solo in concomitanza di un “evento catastrofico e catalizzatore – come una nuova Pearl Harbor”

Jeb Bush, fratello del Presidente USA e governatore della Florida dal 1998 (ricordate come divenne presidente George W Bush?…).
Dick Cheney, vicepresidente USA.
Donald Rumsfeld, ministro della Difesa USA.
Paul Wolfowitz, teorico della guerra preventiva e nominato da Bush Presidente della Banca Mondiale.
Il presidente è William Kristol, direttore di “the Weekly Standard” e corrispondente della TV FOX News.
Tra gli altri membri PNAC si segnalano:
John R. Bolton, ambasciatore USA all’ONU.
R. James Woolsey, ex direttore della CIA.
Richard Perle, fondatore del PNAC, strettamente legato alla destra israeliana.
Steve Forbes, multi-miliardario, editore di Forbes Magazine.
Donald Kagan, professore della Yale University

Ora tocca all’Iran. E’ scritto dal 1997. Iran dove nel 1953 la CIA effettuò il primo golpe prima di quelli sudamericani (Cile, Argentina eccetera), mettendo al potere un dittatore e rovesciando il premier che voleva nazionalizzare il petrolio. Decenni di dittatura feroce e petrolio agli americani. Poi gli USA hanno perso il controllo in Iran, dunque il Progetto ne prevede la riconquista. In Iran hanno capito che l’unico modo per difendersi da una storia già scritta è lavorare sul nucleare. Il resto verrà da sè e staremo a vedere.

Il piano mostra come il gabinetto di Bush intendesse prendere il controllo della regione del Golfo, fosse o no al potere Saddam Hussein. Vi si legge: “Da decenni gli Stati Uniti tentano di giocare un ruolo più permanente nella sicurezza della regione del Golfo. Se l’irrisolto conflitto con l’Iraq offre la giustificazione immediata, la necessità per una consistente presenza americana nel Golfo trascende la questione del regime di Saddam Hussein”.
Il documento PNAC conferma un “progetto per il mantenimento della supremazia globale degli USA, impedendo l’ascesa di una grande potenza rivale e modellando l’ordine e la sicurezza internazionali in linea con i principi e gli interessi americani”.

La “grandiosa strategia americana” dovrà essere perseguita “più a lungo possibile nel futuro”, dice il rapporto. Esso richiede inoltre che gli USA “combattano e riportino vittorie decisive in contemporanea su più teatri di guerra di importanza strategica” come “missione chiave”.

Rubbia sull’energia Solare

Centrale solare termodinamica

Ancora delle dichiarazioni del premio nobel per la fisica Carlo Rubbia sull’energia solare:

«Da capo dell’Enea ho bussato al governo Berlusconi chiedendo di investire sul solare termodinamico. Niente. Sono andato in Spagna e lì hanno dato il via libera a decine di impianti. Che producono gli stessi Megawatt di una centrale atomica. Possiamo farlo anche noi».

“il solare che intendo non è quello che abbiamo visto finora. Per due motivi: il primo è che, da un punto di vista energetico, il fotovoltaico è troppo costoso da realizzare. Il secondo è che dipende in tutto e per tutto dagli orari del sole e dalle bizze del cielo: di notte o quando è brutto tempo non serve a nulla. Il solare di cui parlo è quello termodinamico: uno specchio che, come quelli di Archimede, raccoglie il calore del sole in un tubo ricevitore riempito con un liquido speciale che raggiunge circa 550-600 gradi centigradi e lo convoglia verso un contenitore isolato termicamente che, a tutti gli effetti, è un serbatoio di energia. E questa è la grande differenza: il calore che ho immagazzinato può essere rilasciato anche durante la notte o quando il cielo è coperto. Ho un accumulo di energia a bassissimo costo. A questo punto basta collegarla a una turbina come quelle che già si usano oggi nelle centrali a gas e il gioco è fatto: l’energia del sole diventa energia elettrica”.

E questo è proprio ciò che avviene in Spagna nei nove impianti da 50 Megawatt di potenza in fase di costruzione e dal costo di 200 milioni di euro. «Un chilometro quadrato di terreno ricoperto di specchi», dice Rubbia, precisando che questo è l’unico impatto ambientale del sistema. «Il liquido che usiamo è una miscela di sali fusi, nitrati di sodio e potassio che qualcuno chiama “Sale del Cile”: è un fertilizzante a basso costo (un euro al chilo) che fonde a 100 gradi, ma che a temperatura ambiente solidifica subito. Non ha alcun impatto ecologico e, nel caso di fuoriuscite, si forma uno strato solido che viene facilmente rimosso. Casomai ci cresce l’insalata: più verde di così…».

Il gioco grande

Strage di via d'Amelio

Ecco un articolo interessante sulle stragi di mafia del 1992 di cui riporto un estratto qui sotto:

Nomi di cardinali in attività, rispettabili uomini politici. Affari tra mafia, massoneria, politica e Vaticano. Ora si comincia a ballare. Ora si comincia a capire il “gioco grande” che Falcone aveva capito, e che Borsellino stava iniziando a decifrare. Ecco un assaggio di Giorgio Bongiovanni: Tra i mesi di aprile e maggio del 1981 mentre si trovava a Milano dove, su disposizione della propria famiglia, era impiegato presso l’aeroporto di Linate al fine di agevolare il traffico di droga proveniente dalla Turchia e diretto negli Stati Uniti via Sicilia, gli venne ordinato di far rientro al suo paese natale poiché c’era un «lavoretto» da svolgere. Una volta a Castelvetrano si era recato a casa di Francesco Messina Denaro nella quale erano riuniti diversi uomini d’onore di spicco a lui noti: Vincenzo Culicchia, deputato al consiglio regionale in Sicilia, Stefano Accardo detto «cannata», Vincenzo Furnari, Enzo Leone, componente del Consiglio Regionale della Sicilia, Antonino Marotta e il suo padrino Tonino Vaccarino. Su un tavolo all’interno dell’abitazione due grosse valigie, una delle quali ancora aperta. Conteneva un enorme quantità di biglietti da cento mila lire. Caricate le valige, tutti i presenti, ad eccezione di Messina Denaro, si diressero all’aeroporto di Punta Raisi dove, grazie all’ausilio di uomini già predisposti, imbarcarono il voluminoso e prezioso carico sottobordo. Allo stesso modo ne ripresero possesso una volta giunti a Fiumicino. Ad attenderli un corteo di lusso. Tre auto scure di grossa cilindrata, Monsignor Paul Marcinkus, direttore dello IOR, la banca vaticana, un altro cardinale e il notaio Francesco Albano. Tutti gli uomini di spicco salirono su due delle tre auto con le valigie, mentre Calcara e altri sulla terza autovettura. L’appuntamento era presso l’abitazione del notaio Albano situata sulla via Cassia. Il pentito, travestito da carabiniere e il maresciallo Giorgio Donato, che aveva percorso tutto il tragitto da Milano con lui, rimasero di guardia davanti all’entrata dell’edificio fino a quando non ricevettero la comunicazione che tutto era a posto e quindi potevano andarsene. In compagnia del militare il Calcara fece ritorno a Paderno Dugnano, alle porte del capoluogo lombardo, dove si trovava in stato di sorvegliato speciale dopo un periodo di detenzione. Il responsabile incaricato di controllare i suoi movimenti era proprio il maresciallo Donato.

Ecco anche il link al sito di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo.