Archivi del mese: settembre 2008

Il piano nazionale degli inceneritori

Inceneritore

Da :http://www.pressante.com/ambiente-e-salute/1162-il-piano-nazionale-degli-inceneritori.html

…il club degli inceneritoristi italiani), che propone di ricoprire il suolo patrio di nuovi inceneritori di rifiuti urbani e assimilati: per l’esattezza, 100 impianti da 170.000 tonnellate all’anno ciascuno, per soddisfare il fabbisogno del paese. In subordine, solo 80, oppure, tanto per cominciare, 35 da 250.000 tonnellate all’anno nel periodo 2008-2015 e 15 (totale 50) entro il 2020. Ovviamente, per bruciare rifiuto senza quel trattamento preliminare – prescritto dall’Ue – che estrae dalla frazione indifferenziata solo la parte combustibile non altrimenti recuperabile, il cosiddetto Cdr (combustibile derivato dai rifiuti); trattamento che l’Anida considera un costo superfluo, dato che gli inceneritori possono bruciare tutto. Con il prezzo attuale del petrolio, il Cdr e’ diventato conveniente per impianti di altro tipo (cementifici, altoforni, fornaci, centrali termoelettriche e persino navi), che se lo disputano come additivo al combustibile di base, rischiando di lasciare a secco gli inceneritori.

E’ la linea di condotta adottata 7 anni fa in Campania dal gruppo Fibe-Impregilo, che, per non cedere a altri il Cdr che avrebbe dovuto estrarre dai rifiuti campani, sui quali contava di lucrare i ricchi incentivi cosiddetti Cip6 destinati al futuro inceneritore di Acerra, ha riempito le campagne della regione con 8 milioni di tonnellate di “ecoballe”; che non sono Cdr, ma rifiuto indifferenziato malamente imballato e accatastato in discariche non a norma e che, dato il loro dubbio contenuto, la normativa europea proibisce anche di bruciare in un inceneritore.

….

Ma la reintroduzione a tappeto del Cip6 e’ soprattutto l’obiettivo non dichiarato dell’Anida e delle imprese che essa rappresenta, che sanno bene che senza sostanziosi incentivi un inceneritore non e’ in grado di andare avanti. Perche’ oltre che nocivo per la salute – la cancerosita’ delle sue emissioni e’ comprovata – e deleterio per l’ambiente – spreca, con rendimenti energetici risibili, oltre all’energia contenuta nei materiali che brucia anche quella consumata per produrli – l’inceneritore e’ un disastro anche in termini economici e puo’ funzionare solo se lautamente sovvenzionato. Con tanti saluti per il mercato e le sue regole: quelle a cui nessun fautore dell’incenerimento sosterra’ mai di volersi sottrarre. Infine, il documento dell’Anida non dice chi siano i “diversi partiti politici che hanno sostenuto la necessita’ e l’utilita’ della termovalorizzazione dei rifiuti urbani durante la campagna elettorale dell’aprile scorso”. Ma basta andare a vedere da chi sono partite le proposte e le iniziative per estendere gli incentivi Cip6 per rendersi conto che su questo punto c’e’ stata, gia’ in campagna elettorale, un’intesa cosiddetta bipartisan tra i partiti dell’attuale maggioranza e quelli dell’attuale opposizione. Un’intesa per di piu’ segreta, o mai dichiarata, che puzza di tangenti, o comunque di spartizione dei benefici a spese del contribuente e dell’utente elettrico.

E, cosa che desta maggiore orrore, un’intesa che si e’ consolidata prendendo a pretesto le sofferenze inflitte per oltre dieci anni alla popolazione campana, accusata di essere precipitata nel marasma attuale per neghittosita’ nei confronti della raccolta differenziata, o addirittura per complicita’ con la camorra, che agli impianti “moderni” preferirebbe le vecchie discariche. Invece di riconoscere che all’origine della crisi campana c’e’ solo la decisione del gruppo Fibe-Impregilo, e di chi lo ha assecondato, di accumulare quanta piu’ monnezza indifferenziata possibile da destinare ai futuri inceneritori; in violazione del decreto Napolitano che li obbligava a produrre vero Cdr da destinare a impianti di altre regioni: per lo meno fino a quando l’inceneritore di Acerra non fosse entrato in funzione. Una storia che oggi ci viene riproposta – alla grande; e per tutto il paese – dal Pnt dell’Anida.

Ancora sui mandanti esterni

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=585:la-testimonianza-del-dott-genchi-al-processo-borsellino-bis&catid=14:i-mandanti-occulti&Itemid=20

Il volto di questi “soggetti esterni” a Cosa Nostra é a tutt´oggi coperto o meglio sui nomi di questi individui o gruppi di persone o entitá che hanno condiviso e verosimilmente contribuito materialmente alla pianificazione della strage di via D´Amelio non c´é una pronuncia definitiva di condanna della magistratura. Ma leggendo con attenzione le sentenze e le testimonianze di chi in prima persona ha condotto quelle indagini si trovano indizi e tracce molto chiare di quel “contesto esterno” che ha affiancato e supervisionato la mano di Cosa Nostra.

I “soggetti esterni” che hanno interagito con l´associazione mafiosa negli anni del tritolo 1991-92-93 hanno nomi e volti ai quali le indagini si sono avvicinate in modo concreto e tangibile, ma non appena i contorni di questi “contatti esterni” hanno preso forma abbiamo visto investigatori ostacolati nelle proprie indagini e trasferiti di punto in bianco, magistrati costretti a chiedere il trasferimento per “la mancanza delle condizioni per andare avanti”, giornalisti accusati di “manipolare i documenti”. Chi ha toccato quei fili é certamente “morto”, perlomeno da un punto di vista professionale, nel senso che la sua attivitá lavorativa é stata profondamente segnata dalla scelta di fare fino in fondo il proprio dovere.

Una nota deve essere fatta su chi allora occupava i vertici delle Istituzioni ed aveva la piena responsabilitá politica di talune scelte. Dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1994 fu in carica il primo governo Amato del quale facevano parte:

– Giuliano Amato, presidente del Consiglio
– Nicola Mancino, ministro degli Interni
– Claudio Martelli, ministro di Grazia e Giustizia
– Salvo Andó, ministro della Difesa

La scelta di trasferire il dott. Genchi ed il dott. La Barbera ad altri incarichi durante lo svolgimento di indagini cosí complesse e delicate rimanda quantomeno ad una chiara responsabilitá politica di chi all´epoca ricopriva gli incarichi ai vertici delle Istituzioni.

Il dott. Genchi cita poi i cognomi di due degli individui da lui identificati come operanti all´interno del CERISDI ed appartenenti ad organi di sicurezza interna dello stato: Coppolino, un ex ufficiale dei carabinieri successivamente trasferito prima all´amministrazione dell´interno e poi, forse, alla questura di Caltanissetta, e Marchese, figlio di un ufficiale dell’esercito e con un ruolo molto vicino all’onorevole Sergio Mattarella. A parte questi due individui, il dott. Genchi ricorda poi che il prefetto Pietro Verga, giá alto commissario per la lotta alla mafia nel 1987 e nella prima metá del 1988, fu successivamente nominato direttore del CERISDI.

Il dott. Genchi sottolinea poi che presso il CERISDI operavano anche soggetti dell’ambito paraistituzionale della Regione Siciliana, sul conto dei quali si era pure appuntata l’attenzione investigativa, e cita in particolare un soggetto, il professore Alessandro Musco, che era stato un’eminenza grigia della Regione Siciliana ed il consigliere personale del presidente Nicolosi. Il prof. Musco aveva curato tutti i rapporti con le imprese ed i piu’ grossi gruppi imprenditoriali italiani.

Nel capitolo quinto della sentenza la corte da un alto parla espressamente di complicità e connivenze nei grandi delitti di mafia che il sistema non riesce ad individuare e a portare alla luce per tutta una serie di ragioni a causa del livello complessivo strutturalmente basso di legalitá nel nostro paese e dall´altro ribadisce il ruolo centrale di Cosa Nostra nell´organizzazione della strage di via D´Amelio

Quello che stava portando avanti Paolo Borsellino avrebbe avuto effetti rivoluzionari. Se Paolo Borsellino avesse avuto il tempo e la possibilitá di concludere quello che stava facendo non erano solo dei mafiosi ad andare in carcere. Chi rischiava il carcere da un momento all´altro erano personaggi delle istituzioni e della magistratura

Le tappe che accompagnanano la preparazione dell´attentato, dal furto della FIAT 126 alla predisposizione dell´attentato, all´organizzazione dell´intercettazione telefonica presso l´abitazione della madre di Paolo Borsellino, sono perfettamente convergenti e coincidono cronologicamente con le fasi in cui Borsellino stava assumendo le dichiarazioni di Gaspare Mutolo. Mutolo ha dato in piú fasi delle dichiarazioni a Borsellino che questi ha progressivamente verbalizzato. In un´occasione, mi ricordo quello che mi fu detto dai familiari, Borsellino, tornando da un interrogatorio di Mutolo pochi giorni prima di essere ucciso, aveva pure vomitato tanto era sconvolto delle cose che Mutolo gli aveva detto. Io ritengo che proprio in questa fase si siano innescati il pericolo e la preoccupazione di qualcuno che il lavoro di Borsellino portasse a risultati che potevano essere micidiali non solo per Cosa Nostra, ma anche per chi con Cosa Nostra a Palermo aveva convissuto per tanti anni. Ed é lí che si innesta il progetto stragista

L´esplosione e´ avvenuta alle 16.58 e 20 secondi. Noi rinveniamo dei contatti telefonici nei secondi e nei minuti immediatamente successivi fra cellulari che eseguono delle chiamate e ne ricevono delle altre: probabilmente qualcuno é informato di quello che é avvenuto in via D´Amelio molto prima di quanto non lo fossero state le forze di polizia che a distanza di 10-15 minuti dopo l´esplosione ancora continuavano a dare comunicazioni varie nelle diverse centrali operative di un incendio e di un´esplosione in zona fiera. Chi invece ha avuto comunicazione prima di quanto non l´abbiano avuta le forze di polizia non poteva che averla avuta da coloro che avevano eseguito l´attentato

Chi ha premuto il telecomando lo ha fatto non solo sapendo che il giudice stava andando a casa dalla madre ma anche che doveva necessariamente avere la visuale diretta del luogo dell´attentato. In ogni punto nell´area di via D´Amelio o delle vie limitrofe o delle vie da cui si aveva la visuale diretta (su via D´Amelio, ndr) noi abbiamo trovato, anche nel palazzo piú distante, le finestre e gli infissi sventrati all´interno. Quindi chiunque si fosse posto in uno di questi luoghi ad avere la visuale diretta e premere il telecomando, sarebbe stato travolto dall´onda d´urto che ha devastato tutto. Ecco quindi che noi abbiamo guardato al crinale di monte Pellegrino perché il crinale con i suoi percorsi ed i suoi punti di vedetta era il luogo ideale perché ad occhio nudo o con un binocolo di modeste dimensioni si poteva avere in copertura totale da parte di chi andava ad eseguire l´attentato la visuale diretta del luogo della strage.
Della strage di via D´Amelio si sa molto poco perché probabilmente non é solo Cosa Nostra che deve spiegare come questa strage é avvenuta ma probabilmente ci sono soggetti non facenti parte direttamente a Cosa Nostra

Infine in merito alla sparizione dell´agenda rossa di Paolo Borsellino il dott. Genchi afferma: “Puó darsi che qualcuno con quell´agenda si sia fatta la polizza assicurativa per sé ed oggi continui a vendere polizze assicurative ad altri che, probabilmente, trovandosi scritti in quell´agenda rossa, hanno fatto chissa´ quali grandi carriere e quali grandi fortune”.

Il sostituto procuratore di Caltanissetta Luca Tescaroli, titolare dal luglio 1998 alla fine del 2001 delle indagini sui mandanti ed esecutori della strage di via D´Amelio, incontró analoghe difficoltá e resistenze nel condurre le indagini. Tescaroli chiese ed ottenne nel 2001 il trasferimento presso la procura di Roma affermando come a Caltanissetta “non vi fossero piú le condizioni per continuare a lavorare” (Tescaroli: “Ma Brusca e Cancemi non si contraddicevano”, Giovanni Bianconi, CORRIERE DELLA SERA, 27 marzo 2001). Nell´inchiesta condotta da Tescaroli figuravano indagati gli on. Silvio Berlusconi e Marcello Dell´Utri la cui posizione fu archiviata il 3 maggio 2002 dal GIP Giovanbattista Tona.

Gli investigatori indipendenti che hanno provato ad andare oltre il livello degli esecutori della strage di via D´Amelio affiliati a Cosa Nostra si sono trovati di fronte ad “un limite insormontabile” nella comprensione dei fatti. Ma questo limite non deriva da mancanza di elementi d´indagine, quanto piuttosto da un´azione di contrasto allo sviluppo delle inchieste condotta da soggetti appartenenti alle Istituzioni che evidentemente agiscono per confinare le responsabilitá degli autori della strage all´orbita della sola Cosa Nostra. Il dott. Gioacchino Genchi ha dimostrato per tabulas come gli uomini di Cosa Nostra non abbiano agito da soli nella pianificazione ed esecuzione della strage ed i risultati investigativi del suo lavoro indicano con chiarezza in quale direzione nuove ed ulteriori indagini devono essere sviluppate per fare piena chiarezza su quanto accaduto in via D´Amelio a Palermo il 19 luglio 1992.

Fino a quando i responsabili politici e materiali di questa strategia del tritolo non verranno messi di fronte alle loro responsabilitá, i pilastri della cosiddetta “seconda repubblica” rimarranno affondati del sangue e le Istituzioni saranno occupate da individui che hanno costruito le loro fortune sul ricatto. Le conseguenze le tocchiamo con mano nella nostra vita di tutti i giorni.

Wackernagel e l’impronta ecologica

Dal Blog di Beppe Grillo: http://www.beppegrillo.it/2008/09/mathis_wackerna.html

“I monaci italiani introdussero il concetto di contabilità per i soldi. L’impronta ecologica è qualcosa di simile applicato alle risorse: se pensiamo come contadini, invece che ai soldi pensiamo a quanto territorio abbiamo disponibile per i pascoli, le coltivazioni eccetera. Questo è ciò che abbiamo a disposizione e quello che usiamo per il cibo, l’energia, eccetera.
Se guardiamo quante risorse consumiamo dal primo gennaio al 23 settembre, l’Overshoot Day, e facciamo un confronto con la produzione annua totale vediamo che dal primo gennaio al 23 settembre abbiamo consumato tutte le risorse che la Terra è in grado di rigenerare in un intero anno.
Quando sono nato, nel 1962, l’umanità usava la metà delle risorse rigenerabili in un anno.Finora siamo riusciti, con la tecnologia, a spremere il pianeta. Alcune aree del mondo hanno sperimentato il collasso perché sono troppo povere per importare risorse extra rispetto a quelle che riescono a produrre in loco.
La Svizzera, ad esempio, che è abbastanza ricca consuma tre volte le risorse che il suo ecosistema riesce a rigenerare. Finché avrà sufficienti risorse finanziarie, potrà comprare le risorse naturali. Le ultime stime per l’Italia sono per il 2003: 4,2 ettari di spazio ecologico produttivo rispetto a 1,8 disponibili nel mondo; un po’ meno di tre volte quello che è disponibile nel mondo. La biocapacità dell’Italia è di un ettaro per persona, un po’ di più della metà della media mondiale. Ci vogliono quindi 4 Italie per supportare il consumo degli italiani. Altri casi sono Haiti o il Darfur, che sono molto più limitati nella disponibilità di risorse in loco e finite queste non sono in grado di importare risorse extra da fuori e si trovano a fare i conti con gravi carenze di materie prime.
Ci sono bellissimi esempi storici, belli anche perché lontani nel tempo. Quando l’impero romano era al suo apice, a Roma abitavano un milione di persone. Quando l’impero collassò, la città non riuscì più a trasportare le risorse dai posti più lontani. La città in pochissimo tempo, un anno o poco più, scese a 50.000 abitanti appunto perché poteva contare sulle risorse locali non riuscendo a trasportarne da fuori. Questo è il miglior esempio storico.
Ci sono tre aree su cui ci dobbiamo concentrare: la prima è che, come per l’economia, dobbiamo essere coscienti di quanto spendiamo e quanto utilizziamo.Una buona contabilità non salva dalla bancarotta, ma aiuta a capire quanto ci siamo vicini.
La seconda: se si guarda alle infrastrutture costruite oggi o nel passato… le infrastrutture rimangono per decenni. Pensate a come sono costruite le vostre città: questo determina come vivete in queste città, determina per decenni quanto le case consumano.
La terza, è orientare l’innovazione nella giusta direzione. L’innovazione è il miglior strumento per risolvere i problemi, ma se non è concentrata sui problemi giusti questi non verranno risolti. Se abbiamo chiare le questioni da risolvere possiamo raggiungere gli obiettivi dell’innovazione più facilmente e iniziare a investire in questi obiettivi.
Posso dirvi quale energia useremo, è abbastanza ovvio: oggi usiamo circa 15 terawatt di energia per alimentare l’economia mondiale. Il Sole fornisce 175.000 terawatt al nostro pianeta. Quindi di sicuro questa sarà la fonte utilizzata maggiormente, come abbiamo fatto nel passato, nei primi 500.000 anni della storia dell’uomo.
Io spero che inizieremo a capire che i rifiuti non sono la fine del ciclo, ma l’inizio.I nostri rifiuti possono diventare una significativa risorsa per la nostra economia: la cosa peggiore che possiamo fare con i rifiuti è mescolare rifiuti diversi, è uno spreco.Separandoli hanno molto più valore: dalla carta si ricava carta, dal metallo il metallo, eccetera.L’organico può diventare concime tramite il compostaggio senza contaminare il resto dei rifiuti.Alcune parti possono avere un valore energetico che si può ricavare dalla combustione.I rifiuti dunque possono essere una grande opportunità e una risorsa per l’economia e non il problema che sono oggi.
” M.Wackernagel

Il mandante Mantovano

È sempre più evidente che una parte delle istituzioni anzichè combattere la criminalità, la favoriscono in ogni modo:

http://bennycalasanzio.blogspot.com/2008/09/il-mandante-mantovano.html

Non avevo mai visto una Istituzione consegnare nelle mani dei killer un uomo. Mai visto uno Stato democratico darsi così tanto da fare affinchè un suo uomo venga sterminato. Dal 18 settembre la n’drangheta può colpire quando vuole colui che la mise in seria difficoltà, undici anni fa, denuciando un intero sistema di potere in Calabria. Per uccidere Pino Masciari basterà collegarsi al suo sito internet, decidere in quale città di Italia colpirlo guardando il calendario degli incontri, e mandare lì un gruppo di fuoco, nemmeno troppo consistente (per risparmiare, visti i prezzi del petrolio). A difendere Pino non troveranno infatti poliziotti, blindate e mitragliette che fino ad adesso lo hanno sempre accompagnato durante i suoi incontri. Solo un gruppo di ragazzi che circondano Pino e lo difendono con il loro corpo. Civili, ragazzi, alcuni ragazzini. Che fanno da scorta a Pino. E’ il fallimento di uno Stato arrivare a ciò. Perchè fino al 17 settembre Pino Masciari era un testimone di giustizia a rischio imminente di vita. Oggi non più. Quando Pino, come fa ormai da due anni a questa parte, comunica gli spostamenti per aver assegnata la protezione, gli risponde Alfredo Mantovano, presidente della Commissione sui programmi di protezione per collaboratori e testimoni di giustizia, non a caso il più vituperato dalla maggioranza dei testimoni. Gli dice, testualmente: “In esito alle istanze presentate dal sig. MASCIARI Giuseppe, con le quali ha chiesto l’accompagnamento e scorta durante i suoi viaggi, nonchè gli anticipi delle spese connesse a tutti gli spostamenti che avranno luogo nel periodo (…), non sono state accolte. Il teste potrà in ogni caso, effettuare tali spostamenti in piena autonomia”. Tradotto, vuol dire: Masciari, faccia quello che vuole, ma senza scorta. Parafrasato, vuol dire: amici della n’drangheta, Pino è vostro. Grazie per non averlo ucciso mentre era sotto scorta, ci avrebbe creato dei problemi. Ora potete fare quello che volete. Quando Pino diffonde la notizia, i suoi ragazzi scrivono un comunicato stampa in cui denunciano la sentenza di morte in carta bollata. Quando le agenzie lanciano la notizia, Mantovano, deliberatamente, decide di mentire. Guardate, a fronte delle parole inviate a Masciari, come replica: ”La notizia secondo la quale la Commissione centrale sui programmi di protezione per i testimoni di giustizia avrebbe revocato la scorta al signor Pino Masciari è del tutto infondata”. Ma non è stato lui a scrivere l’accompagnamento e scorta durante i suoi viaggi, nonchè gli anticipi delle spese connesse a tutti gli spostamenti che avranno luogo nel periodo (…), non sono state accolte. Dovete sapere però, che il dipendente Mantovano (Dott.Jekill e Mr Hide) ha pure scritto un libro dal titolo illuminante: Testimoni a perdere

Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più

Roberto Saviano

Roberto Saviano

Saviano: “Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più”: http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9148/48/

Ho visto che nella mia terra sono comparse scritte contro di me. Saviano merda. Saviano verme. E un’enorme bara con il mio nome. E poi insulti, continue denigrazioni a partire dalla più ricorrente e banale: “Quello s’è fatto i soldi”. Col mio lavoro di scrittore adesso riesco a vivere e, per fortuna, pagarmi gli avvocati. E loro? Loro che comandano imperi economici e si fanno costruire ville faraoniche in paesi dove non ci sono nemmeno le strade asfaltate?

Loro che per lo smaltimento di rifiuti tossici sono riusciti in una sola operazione a incassare sino a 500 milioni di euro e hanno imbottito la nostra terra di veleni al punto tale di far lievitare fino al 24% certi tumori, e le malformazioni congenite fino all’84% per cento? Soldi veri che generano, secondo l’Osservatorio epidemiologico campano, una media di 7.172,5 morti per tumore all’anno in Campania. E ad arricchirsi sulle disgrazie di questa terra sarei io con le mie parole, o i carabinieri e i magistrati, i cronisti e tutti gli altri che con libri o film o in ogni altro modo continuano a denunciare? Com’è possibile che si crei un tale capovolgimento di prospettive? Com’è possibile che anche persone oneste si uniscano a questo coro? Pur conoscendo la mia terra, di fronte a tutto questo io rimango incredulo e sgomento e anche ferito al punto che fatico a trovare la mia voce.

Perché la devastazione cresce proporzionalmente con i loro affari, perché è irreversibile come la terra una volta per tutte appestata, perché non conosce limiti. Perché là fuori si aggirano sei killer abbrutiti e strafatti, con licenza di uccidere e non mandato, che non si fermano di fronte a nessuno. Perché sono loro l’immagine e somiglianza di ciò che regna oggi su queste terre e di quel che le attende domani, dopodomani, nel futuro. Bisogna trovare la forza di cambiare. Ora, o mai più.

Il ritorno del principe

Sto leggendo “Il ritorno del principe”, lo consiglio a tutti per capire i legami tra mafia e potere.

http://www.chiarelettere.it/?id_blogdoc=1955252

Il potere non è nel Consiglio comunale di Palermo. Il potere non è nel Parlamento della Repubblica. Il potere è sempre altrove. Lo stato per me è la Costituzione e la Costituzione non esiste più.
Leonardo Sciascia

Non è vero che la mafia è quella che si vede in tv, e che i corrotti e i criminali sono una malattia della nostra società. Qui, in Italia, la corruzione e la mafia sembrano essere costitutivi del potere, a parte poche eccezioni (la Costituente, Mani pulite, il maxiprocesso a Cosa nostra). Ricordate il Principe di Machiavelli? In politica qualsiasi mezzo è lecito. C’è un braccio armato (anche le stragi sono utili alla politica del Principe), ci sono i volti impresentabili di Riina, Provenzano, Lo Piccolo, e poi c’è la borghesia mafiosa e presentabile che frequenta i salotti buoni e riesce a piazzare i suoi uomini in Parlamento. Ma il potere è lo stesso, la mano è la stessa.

Il libro è questo: racconta il fuori scena del potere, quello che non si vede e non è mai stato raccontato ma che decide, fa politica e piega le leggi ai propri interessi. Ci avviamo verso una democrazia mafiosa? Gli italiani possono reagire, è già successo.

Su Clementina Forleo e Luigi De Magistris è calato il silenzio totale globale

http://toghe.blogspot.com/2008/09/su-clementina-forleo-e-luigi-de.html

Su Clementina Forleo e Luigi de Magistris è calato il silenzio totale.

Eppure ciò che sta accadendo in questi giorni non ha precedenti nella storia repubblicana.

Poiché con una mossa del genere Alfano non solo mette a repentaglio un procedimento delicato qual è Toghe Lucane, ma sferra un altro colpo micidiale alla credibilità della giustizia, o di ciò che ne resta.

Eppure nessuno dice niente.

Dobbiamo parlarne qui, su un blog, nemmeno fossimo esuli o clandestini.

I fatti commentati da Carlo Vulpio sono noti a chi fa informazione, ma misteriosamente non vengono raccontati e di essi si trovano solo frammenti fra la ventesima e la trentaduesima pagina di uno o due quotidiani.

I Memoriali di Vincenzo Calcara

Ecco i memoriali completi di Vincenzo Calcara fanno luce sui rapporti tra mafia, politica e potere in Italia:

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=663:provvisorio&catid=2:editoriali&Itemid=4

Ed ecco lo stesso articolo in formato PDF:
memoriali-di-vincenzo-calcara

Da leggere per capire i rapporti tra la mafia e gli altri poteri e perchè la mafia finora non è stata combattuta da tutto lo stato in modo compatto, ma solo da una parte di esso.

Il re dei rifiuti accusa il coordinatore campano del Pdl

da http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9084/48/:

Il re dei rifiuti accusa il coordinatore campano del Pdl: lo vidi incontrare il capoclan. E parla di un patto segreto tra il deputato e i casalesi.

Una gigantesca zona grigia, dove diventa impossibile distinguere i confini tra camorra, imprenditoria e politica. I verbali di Gaetano Vassallo, l’imprenditore che per vent’anni ha gestito il traffico di rifiuti tossici per conto dei boss casalesi, vanno al cuore del patto criminale che ha avvelenato una regione. Descrivendo accordi inconfessabili che sostiene di avere visto nascere sotto i suoi occhi. Una testimonianza che chiama direttamente in causa i vertici campani di Forza Italia, quelli a cui Silvio Berlusconi ha affidato proprio la pulizia di Napoli. Oltre al sottosegretario Nicola Cosentino, uomo forte del Pdl nella regione, il gran pentito dei rifiuti ha accusato anche il coordinatore del partito, l’onorevole Luigi ‘Gigi’ Cesaro.

Il parlamentare, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato “un fiduciario del clan Bidognetti”: la famiglia di Francesco Bidognetti, detto ‘Cicciotto ‘e Mezzanotte’, il superboss condannato all’ergastolo in appello nel processo Spartacus e che assieme a Francesco ‘Sandokan’ Schiavone ha dominato la confederazione casalese.

Rovinare le scuole di Stato

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=662:discorso-di-piero-calamandrei-in-difesa-della-scuola-nazionale&catid=20:altri-documenti&Itemid=43

Piero Calamandrei – discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l’11 febbraio 1950

Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito?

L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico”

UKUSA, il Grande Fratello mondiale: rapporto UE

echelon
Ecco il rapporto finale dell’UE sul sistema di sorveglianza globale, noto con il nome di ECHELON:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//NONSGML+REPORT+A5-2001-0264+0+DOC+PDF+V0//EN

ed ecco la versione italiana:

http://www.privacy.it/ueechelon.html

Il sistema d’intercettazione denominato “ECHELON” si differenzia da altri sistemi dei servizi d’informazione in virtù di due caratteristiche che dovrebbero renderlo peculiare:

La prima caratteristica è la capacità di consentire una sorveglianza pressoché totale. Ogni informazione trasmessa via telefono, telefax, Internet o e-mail, indipendentemente dal soggetto che la invia, deve poter essere intercettata in particolare da stazioni di ricezione satellitare e da satelliti spia, allo scopo di venire a conoscenza dei contenuti della stessa.

La seconda caratteristica di ECHELON è che il sistema funziona globalmente, grazie all’interazione di diversi Stati (Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda), circostanza che rappresenta un valore aggiunto rispetto ai sistemi nazionali: gli Stati che aderiscono al sistema ECHELON (Stati UKUSA)9 possono mettere reciprocamente a disposizione le apparecchiature di intercettazione, accollarsi assieme le relative spese ed utilizzare assieme le informazioni di cui vengono a conoscenza. Questa interazione internazionale risulta particolarmente indispensabile per la sorveglianza a livello mondiale delle comunicazioni via satellite, perché solo in tal modo è possibile assicurare l’intercettazione di entrambi gli interlocutori nelle comunicazioni internazionali. È infatti evidente che le stazioni di ricezione satellitare, in considerazione delle loro dimensioni, non possono essere installate sul territorio di uno Stato senza l’autorizzazione dello stesso. È quindi indispensabile il reciproco consenso e l’interazione di vari Stati in diverse aree del mondo.

I possibili pericoli per la vita privata e l’economia derivanti da un sistema del tipo ECHELON non vanno tuttavia individuati solo nel fatto che si tratta di un sistema d’intercettazione particolarmente potente, ma piuttosto nel fatto che esso opera spesso in assenza di diritto. Un sistema d’intercettazione destinato alle comunicazioni internazionali non riguarda solitamente gli abitanti del proprio Stato. La persona intercettata non gode quindi, quale straniero, di alcuna protezione giuridica nazionale. I soggetti intercettati sarebbero quindi totalmente esposti a tale sistema.

Inceneritori e disinformazione


Su Pressante un articolo sulla pericolosità degli inceneritori e la disinformazione praticata dall’establishment per nascondere la loro pericolosità e lucrare sul business collegato.

http://www.pressante.com/ambiente-e-salute/1148-zero.html

Zero! Lo scienziato di corte era stato chiaro, mostrando vistosamente la sua pazienza ai milioni di spettatori inochiti dal maggiordomo RAI che gli era stato messo a disposizione per la sua riverita epifania.

La scienza dice che una sostanza chiamata 2,3,7,8-tetraclorodibenzo-p-diossina (solo diossina per gli amici)… si produce negl’inceneritori.

gli enti di protezione ambientale taroccano con grande impegno i dati relativi all’inquinamento, che gli autocontrolli, quelli eseguiti dal controllato stesso, sono una buffonata, che spesso i sindaci, massime autorità sanitarie del comune, chiudono non uno ma ambedue gli occhi, che chi sta sopra i sindaci controlla che tutto sia fatto perché nessuno sappia, che i partiti politici trovano nei rifiuti linfa vitale per mantenere la loro corte dei miracoli, che le analisi “indipendenti” eseguite sono limitate ad alcuni inquinanti e si fa in modo che nessuno s’impressioni per i risultati

il “termovalorizzatore” di Pietrasanta (Lucca) emette quantità rilevantissime di diossina e i dati sono stati reiteratamente falsificati… Il vecchio proprietario dell’impianto lo ha venduto al colosso dei rifiuti, la francese VEOLIA (uno degli sponsor dello scienziato di corte), e VEOLIA si è accorta di essere stata bidonata: la diossina in uscita è esageratamente generosa e nulla di tutto ciò compariva nei dati consegnati prima del passaggio di proprietà.


Nessuno, invece, parla seriamente e con competenza di nanopolveri… Si sappia che, al contrario di quanto afferma nella sua ingenua bizzarria qualche bello spirito che imperversa in quegli sgangherati palcoscenici da farsa che sono troppo spesso le nostre università, le nanopolveri di cui ci occupiamo sono non biodegradabili, non biocompatili, aggressive per la salute (se qualcuno anche in Italia ha voglia di leggersi il libro Nanopathology…) e, ahimé, praticamente eterne. Continuando a far finta di nulla come facciamo ora, continuando ad eseguire analisi i cui dati sono affidati a persone che, nella migliore delle ipotesi, non hanno l’esperienza indispensabile per decifrarli dal punto di vista sanitario, continuando ad eseguire analisi non significative non ci limiteremo a fare del male a noi stessi ma, quel che è peggio, avveleneremo il mondo dei nostri figli in una maniera irreversibile.

Lo Stato protegga Massimo Ciancimino

Sul sito di antimafia 2000 un articolo su Massimo Ciancimino, che fu uno dei testimoni della trattativa tra mafia e istituzioni avvenuta nel 1992 dopo la strage di capaci:

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/9026/78/


Una fine che gli eventi hanno riservato all’ala più oltranzista dei corleonesi e che ha permesso a Provenzano di riprendere le fila dell’organizzazione per ricostruire il suo impero attraverso la famosa strategia della sommersione. Una manovra degna di un grande stratega che ha trasformato una mafia violenta in mafia imprenditrice, elevandola ai piani alti della società.

Resta forte il sospetto sulle alleanze che in questi anni lo hanno coperto. Ed è qui che i magistrati hanno il compito di chiarire l’inerzia di Mori e Obinu per il mancato blitz che nel ’95 avrebbe potuto consegnare Provenzano alle patrie galere. Un’occasione mancata. L’ennesima, visto che “Zu Binu” ha beneficiato di 43 anni di clandestinità, sfuggendo in questi anni a manette e microspie.

In realtà il “Ragioniere” di Corleone ha evitato la galera perché si è sempre avvalso delle confidenze dei suoi informatori. Lo dimostrano le ultime inchieste. In particolare quella sulle “talpe” palermitane che ha fotografato una rete di spionaggio investigativo senza precedenti di cui i boss più vicini al capo di Cosa Nostra si servivano per anticipare le mosse della Procura, grazie alla compiacenza di sottufficiali all’interno dell’Arma. Si tratta di sporadiche collusioni? Oppure rappresentano la punta di quell’iceberg che legittima ciò che legittimo non è? Comprendere questo osmotico rapporto tra ambienti delle istituzioni e Cosa Nostra è fondamentale per capire quanto il confine tra le due parti sfumi sistematicamente sul piano dei grandi giochi di potere.

Semplicemente agghiacciante

Strage di Capaci

Sul sito di antimafia 2000 un estratto dal Decreto di archiviazione stragi Falcone e Borsellino:

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/8984/48/

Nel decreto di archiviazione nei confronti di Marcello dell’Utri e Silvio Berlusconi (3 maggio 2002) il Gip di Caltanissetta Giovanbattista Tona archivia le posizioni di Dell’Utri e Berlusconi in merito al procedimento aperto nei loro confronti quali possibili mandanti delle stragi del 1992 di Capaci e via D’Amelio.
Nel documento lo stesso Gip riporta lo stralcio della precedente archiviazione nei confronti di Dell’Utri e Berlusconi firmata dall’Ufficio Gip di Firenze in data 14/11/1998. Decreto di archiviazione stragi Falcone e Borsellino
“Le indagini svolte – si legge nel decreto – hanno consentito l’acquisizione di risultati significativi solo in ordine all’avere Cosa Nostra agito a seguito di input esterni, a conferma di quanto già valutato sul piano strettamente logico; all’avere i soggetti (cioè gli odierni indagati Dell’Utri e Berlusconi, n.d.r.) di cui si tratta intrattenuto rapporti non meramente episodici con i soggetti criminali cui è riferibile il programma stragista realizzato, all’essere tali rapporti compatibili con il fine perseguito dal progetto”.
Semplicemente agghiacciante.

L’ipotesi stegocratica

Ecco un altro articolo interessante di Antonella Randazzo: “L’ipotesi stegocratica”

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4410

Per indicare l’attuale sistema di potere molti studiosi utilizzano la parola “oligarchia” o la definizione “élite egemone”. In realtà la parola esatta sarebbe il neologismo “stegocrazia”, parola che deriva dal greco stégos, che significa “tetto, coperchio” (che nasconde) o stèganos (nascosto), e kratos (da kratéo, comandare, governare). Ossia “mi nascondo ma esercito il potere”.

Stegocrazia significa dunque “Potere esercitato da chi si nasconde, da chi non appare”.
Le persone che attualmente dominano su tutti i settori importanti dell’esistenza umana, basano il loro potere sul nascondersi, e non risultano nemmeno nella lista dei più ricchi, pubblicata da riviste come “Forbes”. La segretezza risulta essere dunque una delle caratteristiche essenziali dell’attuale gruppo al potere, insieme all’uso dell’inganno e del crimine.
L’ipotesi stegocratica può spiegare molte cose altrimenti inspiegabili, come le guerre, la morte misteriosa di personaggi importanti, il controllo viscerale della popolazione, e altri aspetti dell’attuale sistema, apparentemente assurdi


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L’intero vertice di Cosa Nostra è affiliato alla massoneria

Sul blog di Antonella Randazzo due articoli interessanti sulla massoneria e sui suoi legami con la mafia:
prima parte

seconda parte

Secondo il pentito Leonardo Messina, la collaborazione fra mafiosi e massoneria non è affatto rara, al contrario, quasi tutti i capimafia frequentano assiduamente le logge massoniche, e l’intero vertice di Cosa Nostra è affiliato alla massoneria. Mutolo parlò delle logge come di “un punto d’incontro per tutti”.

“Cosi’ ho avvelenato Napoli”

Rifiuti tossici

Antimafia 2000 riporta le confessioni di Gaetano Vassallo, il boss che per 20 anni ha nascosto rifiuti tossici in Campania pagando politici e funzionari.

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/8946/48/

Ulteriori dettagli sul sito de lEspresso:
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Cosi-ho-avvelenato-Napoli/2040653//0

In particolare, intendo riferire sullo smaltimento illegale dei rifiuti speciali, tossici e nocivi, a partire dal 1987-88 fino all’anno 2005.

Smaltimenti realizzati in cave, in terreni vergini, in discariche non autorizzate e in siti che posso materialmente indicare, avendo anche io contribuito… Comincia così il più sconvolgente racconto della devastazione di una regione: venti anni di veleni nascosti ovunque, che hanno contaminato il suolo, l’acqua e l’aria della Campania. Venti anni di denaro facile che hanno consolidato il potere dei casalesi, diventati praticamente i monopolisti di questo business sporco e redditizio. La testimonianza choc di una follia collettiva, che dalla fine degli anni Ottanta ha spinto sindaci, boss e contadini a seminare scorie tossiche nelle campagne tra Napoli e Caserta. Con il Commissariato di governo che in nome dell’emergenza ha poi legalizzato questo inferno.

Gaetano Vassallo è stato l’inventore del traffico: l’imprenditore che ha aperto la rotta dei rifiuti tossici alle aziende del Nord. E ha amministrato il grande affare per conto della famiglia Bidognetti, seguendone ascesa e declino nell’impero di Gomorra.

I primi clienti li ha raccolti in Toscana, in quelle aziende fiorentine dove la massoneria di Licio Gelli continua ad avere un peso. I controlli non sono mai stati un problema: dichiara di avere avuto a libro paga i responsabili. Anche con la politica ha curato rapporti e investimenti, prendendo la tessera di Forza Italia e puntando sul partito di Berlusconi.

Il gran pentito dei veleni parla anche di uomini delle forze dell’ordine ‘a disposizione’ e di decine di sindaci prezzolati. Ci sono persino funzionari della provincia di Caserta che firmano licenze per siti che sono fuori dai loro territori. Una lista sterminata di tangenti, versate attraverso i canali più diversi: si parte dalle fidejussioni affidate negli anni Ottanta alla moglie di Rosario Gava, fratello del patriarca dc, fino alla partecipazione occulta dell’ultima leva politica alle società dell’immondizia.

Il racconto è agghiacciante. Sembra che la zona tra Napoli e Caserta venga colpita dalla nuova febbre dell’oro. Tutti corrono a sversare liquidi tossici, improvvisandosi riciclatori. “Verso la fine degli Ottanta ogni clan si era organizzato autonomamente per interrare i carichi in discariche abusive. Finora è stato scoperto solo uno dei gruppi, ma vi erano sistemi paralleli gestiti anche da altre famiglie”.

Ci sono trafficanti fai-dai-te che buttano liquidi fetidi nei campi coltivati in pieno giorno. Contadini che offrono i loro frutteti alle autobotti della morte. E se qualcuno protesta, intervengono i camorristi con la mitraglietta in pugno.

Come si genera una crisi finanziaria?

Subprime
Ecco un articolo interessante sui cicli di espansione e crisi finanziaria:

http://www.usemlab.com/index.php?option=com_content&task=view&id=269&Itemid=51

La bolla immobiliare negli Stati Uniti e la crisi dei mutui subprime hanno fatto tornare alla ribalta il pensiero di un economista, Hyman Minsky, che aveva elaborato un’interessante teoria sull’instabilità innata delle economie capitaliste.

La tesi di Minsky è che l’economia capitalista, durante i periodi di prosperità tenda da sola a diventare instabile ed a generare quelle bolle speculative il cui scoppio porta alla inevitabile crisi finanziaria.

La spiegazione suona più o meno così: quando le cose vanno bene, per chi è impegnato nelle aree più remunerative dell’economia, diventa molto appetibile indebitarsi. In sostanza più ci si indebita e si investe nel settore favorevole più si fanno soldi. Poiché l’economia sembra solida e le finanze dei debitori sembrano essere in buona salute, anche le banche sono meno restie a concedere prestiti.

Col passare del tempo i debiti si accumulano ed iniziano ad aumentare più dei profitti con i quali i debitori intendono ripagarli. Si arriva quindi ad un punto di non ritorno (Minsky moment)…

… e si innesca la crisi.

Minsky fa distinzione tra tre tipologie di debitori:
– Il primo tipo sono gli hedge borrowers, ovvero coloro i quali sono in grado di ripagare sia il montante, sia gli interessi.
– La seconda categoria raggruppa gli speculative borrowers, cioè coloro i quali possono ripagare gli interessi ma che devono nuovamente indebitarsi per poter rimborsare il prestito originale.
– La terza categoria è infine quella dei Ponzi borrowers, cioè coloro i quali non possono né pagare gli interessi, né rimborsare il prestito ma fanno affidamento sul fatto che il prezzo degli asset che hanno acquistato continuerà a salire per poter rifinanziare il loro debito.

Durante un periodo di stabilità e crescita, secondo Minsky, le economie capitaliste tendono spontaneamente a muoversi da una situazione in cui vi è una maggioranza di hedge borrowers ad una dominata dalla finanza speculativa dei Ponzi borrowers, sino a giungere all’inevitabile collasso.

Il processo è aggravato dal fatto che le banche, durante il periodo di crescita, cercano di convincere gli investitori a comprare titoli di debito, magari offrendo prodotti finanziari dal nome accattivante o presentati come innovativi.

La ricerca del profitto “sempre più alto” e “ad ogni costo” dirige quindi i risparmi verso investimenti ad elevato rischio e poca sostanza, ma che offrono però un alto rendimento potenziale.
Quando cambiano le condizioni e viene rivelata la vera natura di questi “investimenti” la bolla speculativa scoppia e si genera la crisi.

Senza un intervento correttivo dall’alto, sempre secondo Minsky, la crisi può sfociare in un vero e proprio tracollo finanziario ed è quindi compito delle autorità politiche e monetarie intervenire regolamentando il mercato e fornendo liquidità al sistema bancario in modo che non collassi.

Minsky descrive perfettamente le crisi finanziarie degli ultimi anni: chi, leggendo queste righe, non ha riconosciuto il disastro dei bond argentini, delle obbligazioni Parmalat sino arrivare alla odierna crisi dei mutui subprime?

Il “momento unipolare” degli USA: in Caucaso finisce la grande illusione

Su Pressante un articolo che delinea i termini e i presupposti dello scontro globale che si cela dietro la recente guerra in Georgia:

http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/il-momento-unipolare-degli-usa-in-caucaso-finisce-la-grande-illusione.html

La grande stampa non se n’è accorta subito, ma la guerra caucasica dell’agosto 2008 è uno degli eventi più importanti degli ultimi vent’anni.

Zbigniew Brzezinski, noto politologo, esperto di strategia e analista internazionale, membro del Council on Foreign Relations (CFR) e della Commissione Trilaterale, capostipite della politica del nuovo espansionismo nordamericano, nonché consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza Carter e grande consigliere, oggi, di Barack Obama, aveva elaborato una grandiosa analisi geopolitica proiettata sul XXI secolo nel libro La Grande Scacchiera (Milano, Longanesi, 1998). L’analisi faceva perno su alcuni capisaldi:

    La fine del sistema sovietico lascia agli Stati Uniti il ruolo di unica superpotenza in termini politici, militari, economici e tecnologici, con interessi considerati vitali in ogni parte del mondo.
    È fondamentale che nel XXI secolo gli Stati Uniti mantengano la loro supremazia mondiale, estendano la loro area di influenza ed esportino il loro sistema politico e sociale e il proprio sistema di valori.
    Per conservare la leadership mondiale occorre controllare lo spazio geopolitico dell’Eurasia. Chi egemonizza l’Eurasia, e ne controlla le risorse, domina il mondo. Questo perché «fin da quando i continenti hanno cominciato ad interagire politicamente, circa cinque secoli fa, l’Eurasia è stata il centro del potere mondiale», e perciò diventa «assolutamente indispensabile che non emerga alcuna potenza capace d’instaurare il proprio dominio sull’Eurasia e di sfidare per ciò stesso l’America». Il continente eurasiatico, in termini geopolitici e geostrategici, ha un’area chiave definita come i «Balcani dell’Eurasia», un’area estesa che include Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Azerbaigian, Armenia, Georgia, Afghanistan e parte dell’Iran e della Turchia.
    Bisogna impedire che si affaccino sulla scena mondiale tanto delle potenze globali eurasiatiche, come l’Europa e la Cina, quanto delle potenze «regionali» come l’India e l’Iran, nonché far recedere la Russia dal tentativo di riacquisire lo status di potenza globale sulle orme dell’URSS.
    Occorre creare, sul piano interno, fra masse abituate a un certo costume democratico, un’adesione alla politica di potenza, sapendo che «la democrazia è nemica della mobilitazione imperiale».

Non ci sorprende perciò che i ministri chiave del governo di Tbilisi (primo ministro, difesa e gestione delle aree contese) sono retti da cittadini israeliani. Nessun cenno su questo lo avete letto o sentito sui media mainstream, più realisti del re. Lo apprendo invece dai giornali israeliani, che rivelano anche che il primo ministro di Tbilisi, Lado Gurgenidze, pochi minuti prima che iniziasse l’attaco all’Ossezia del Sud, ha chiesto per telefono una benedizione del vecchio rabbino Aharon Leib Steinman, leader del partito più ultraortodosso e razzista di Israele.

Nel frattempo, la corsa agli armamenti è in atto. Lo segnala l’ultimo rapporto del SIPRI di Stoccolma, uno degli istituti più quotati in materia. Le spese militari su scala planetaria sono ora arrivate all’enorme somma di 1.200 miliardi di dollari (a valori costanti del 2005), la più elevata di tutti i tempi, in costante incremento.

    Gli Stati Uniti, orientati secondo le loro dottrine militari ufficiali a non concedere a nessuno la più lontana possibilità d’insidiare la loro supremazia militare, restano di gran lunga in testa per le spese militari, con un bilancio di 547 miliardi di dollari.
    Le spese militari della Russia sono di circa 15 volte inferiori (34,7 miliardi di dollari), e sono indirizzate soprattutto a rendere più moderno un apparato militare sì imponente, ma trascurato per anni. La cosa fa riflettere, se si pensa che i media mainstream attaccano la ‘corsa agli armamenti’ del presidente russo Putin, con allarmi gonfiati.
    Il bilancio del Regno Unito, per dire, è molto più voluminoso (59 miliardi di dollari), così come quello della Francia (53 miliardi), o perfino quello di un paese ben poco proiettato all’esterno dal punto di vista militare, come il Giappone (43,7 miliardi di dollari).

La Cia ha lavorato per creare il pericolo atomico terrorista

Sul sito di antimafia 2000 un articolo su CIA e pericolo atomico terrorista:

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/8796/48/

Il New York Times del 24 agosto dedica infatti un ampio servizio alla storia di un ingegnere svizzero, Friedrich Tinner, esperto nella tecnologia del vuoto, fondamentale per la costruzione delle centrifughe atomiche degli impianti nucleari

risulta infatti che, almeno a partire dal 2000 (ma su questa data ovviamente i dubbi sono più che legittimi), Urs Tinner, figlio dell’ingegnere, sarebbe stato reclutato, con stipula di un regolare contratto, dalla Cia.

Il lavoro per cui la brillante azienda familiare, operante attraverso una serie di società di comodo, alcune delle quali chiaramente controllate dalla Cia, sarebbe stata così lautamente retribuita dai servizi statunitensi, consisteva nel fornire progettazione e strumentazione, idonea sì alla fabbricazione di impianti atomici, ma in realtà non correttamente funzionante: al punto che gli ispettori dell’AIEA avrebbero effettivamente riscontrato più volte, nel 2003-2004, in Libia ed in Iran, la singolare stranezza di strumenti, quelli forniti proprio dai Tinner, così abilmente inabili alla bisogna da provocare un grave incidente nell’impianto iraniano di Natanz, nel 2006.
Si vede bene che queste informazioni trasformano radicalmente il quadro fornito in questi anni dagli Usa e, di seguito, dai media internazionali, rispetto al pericolo nucleare proveniente dai cosiddetti rogue States: è infatti come minimo ovvio che la Cia era perfettamente consapevole del fatto che la minaccia nucleare di simili impianti era in verità pari a zero, dato che ne controllava la fornitura degli elementi più delicati. Ma quel che appare assai più inquietante è il fatto che le modalità di questa collaborazione si prestano ad una ben più grave interpretazione, cioè a dire che la famiglia Tinner sia servita proprio alla “creazione” della minaccia nucleare dei Paesi ritenuti terroristi, in realtà del tutto inconsistente. E dunque, ad esempio, la rete quaedista che avrebbe operato per la costruzione di bombe atomiche di uso terroristico, diretta secondo i media occidentali dal dott. Kahn, arrestato in Malesia ai primi del 2004, si rivelerebbe i realtà pilotata e controllata da parte della Cia attraverso i ben retribuiti servigi della famiglia Tinner.