Archivi del giorno: 4 settembre 2008

Il “momento unipolare” degli USA: in Caucaso finisce la grande illusione

Su Pressante un articolo che delinea i termini e i presupposti dello scontro globale che si cela dietro la recente guerra in Georgia:

http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/il-momento-unipolare-degli-usa-in-caucaso-finisce-la-grande-illusione.html

La grande stampa non se n’è accorta subito, ma la guerra caucasica dell’agosto 2008 è uno degli eventi più importanti degli ultimi vent’anni.

Zbigniew Brzezinski, noto politologo, esperto di strategia e analista internazionale, membro del Council on Foreign Relations (CFR) e della Commissione Trilaterale, capostipite della politica del nuovo espansionismo nordamericano, nonché consigliere per la sicurezza nazionale durante la presidenza Carter e grande consigliere, oggi, di Barack Obama, aveva elaborato una grandiosa analisi geopolitica proiettata sul XXI secolo nel libro La Grande Scacchiera (Milano, Longanesi, 1998). L’analisi faceva perno su alcuni capisaldi:

    La fine del sistema sovietico lascia agli Stati Uniti il ruolo di unica superpotenza in termini politici, militari, economici e tecnologici, con interessi considerati vitali in ogni parte del mondo.
    È fondamentale che nel XXI secolo gli Stati Uniti mantengano la loro supremazia mondiale, estendano la loro area di influenza ed esportino il loro sistema politico e sociale e il proprio sistema di valori.
    Per conservare la leadership mondiale occorre controllare lo spazio geopolitico dell’Eurasia. Chi egemonizza l’Eurasia, e ne controlla le risorse, domina il mondo. Questo perché «fin da quando i continenti hanno cominciato ad interagire politicamente, circa cinque secoli fa, l’Eurasia è stata il centro del potere mondiale», e perciò diventa «assolutamente indispensabile che non emerga alcuna potenza capace d’instaurare il proprio dominio sull’Eurasia e di sfidare per ciò stesso l’America». Il continente eurasiatico, in termini geopolitici e geostrategici, ha un’area chiave definita come i «Balcani dell’Eurasia», un’area estesa che include Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Turkmenistan, Azerbaigian, Armenia, Georgia, Afghanistan e parte dell’Iran e della Turchia.
    Bisogna impedire che si affaccino sulla scena mondiale tanto delle potenze globali eurasiatiche, come l’Europa e la Cina, quanto delle potenze «regionali» come l’India e l’Iran, nonché far recedere la Russia dal tentativo di riacquisire lo status di potenza globale sulle orme dell’URSS.
    Occorre creare, sul piano interno, fra masse abituate a un certo costume democratico, un’adesione alla politica di potenza, sapendo che «la democrazia è nemica della mobilitazione imperiale».

Non ci sorprende perciò che i ministri chiave del governo di Tbilisi (primo ministro, difesa e gestione delle aree contese) sono retti da cittadini israeliani. Nessun cenno su questo lo avete letto o sentito sui media mainstream, più realisti del re. Lo apprendo invece dai giornali israeliani, che rivelano anche che il primo ministro di Tbilisi, Lado Gurgenidze, pochi minuti prima che iniziasse l’attaco all’Ossezia del Sud, ha chiesto per telefono una benedizione del vecchio rabbino Aharon Leib Steinman, leader del partito più ultraortodosso e razzista di Israele.

Nel frattempo, la corsa agli armamenti è in atto. Lo segnala l’ultimo rapporto del SIPRI di Stoccolma, uno degli istituti più quotati in materia. Le spese militari su scala planetaria sono ora arrivate all’enorme somma di 1.200 miliardi di dollari (a valori costanti del 2005), la più elevata di tutti i tempi, in costante incremento.

    Gli Stati Uniti, orientati secondo le loro dottrine militari ufficiali a non concedere a nessuno la più lontana possibilità d’insidiare la loro supremazia militare, restano di gran lunga in testa per le spese militari, con un bilancio di 547 miliardi di dollari.
    Le spese militari della Russia sono di circa 15 volte inferiori (34,7 miliardi di dollari), e sono indirizzate soprattutto a rendere più moderno un apparato militare sì imponente, ma trascurato per anni. La cosa fa riflettere, se si pensa che i media mainstream attaccano la ‘corsa agli armamenti’ del presidente russo Putin, con allarmi gonfiati.
    Il bilancio del Regno Unito, per dire, è molto più voluminoso (59 miliardi di dollari), così come quello della Francia (53 miliardi), o perfino quello di un paese ben poco proiettato all’esterno dal punto di vista militare, come il Giappone (43,7 miliardi di dollari).

La Cia ha lavorato per creare il pericolo atomico terrorista

Sul sito di antimafia 2000 un articolo su CIA e pericolo atomico terrorista:

http://www.antimafiaduemila.com/content/view/8796/48/

Il New York Times del 24 agosto dedica infatti un ampio servizio alla storia di un ingegnere svizzero, Friedrich Tinner, esperto nella tecnologia del vuoto, fondamentale per la costruzione delle centrifughe atomiche degli impianti nucleari

risulta infatti che, almeno a partire dal 2000 (ma su questa data ovviamente i dubbi sono più che legittimi), Urs Tinner, figlio dell’ingegnere, sarebbe stato reclutato, con stipula di un regolare contratto, dalla Cia.

Il lavoro per cui la brillante azienda familiare, operante attraverso una serie di società di comodo, alcune delle quali chiaramente controllate dalla Cia, sarebbe stata così lautamente retribuita dai servizi statunitensi, consisteva nel fornire progettazione e strumentazione, idonea sì alla fabbricazione di impianti atomici, ma in realtà non correttamente funzionante: al punto che gli ispettori dell’AIEA avrebbero effettivamente riscontrato più volte, nel 2003-2004, in Libia ed in Iran, la singolare stranezza di strumenti, quelli forniti proprio dai Tinner, così abilmente inabili alla bisogna da provocare un grave incidente nell’impianto iraniano di Natanz, nel 2006.
Si vede bene che queste informazioni trasformano radicalmente il quadro fornito in questi anni dagli Usa e, di seguito, dai media internazionali, rispetto al pericolo nucleare proveniente dai cosiddetti rogue States: è infatti come minimo ovvio che la Cia era perfettamente consapevole del fatto che la minaccia nucleare di simili impianti era in verità pari a zero, dato che ne controllava la fornitura degli elementi più delicati. Ma quel che appare assai più inquietante è il fatto che le modalità di questa collaborazione si prestano ad una ben più grave interpretazione, cioè a dire che la famiglia Tinner sia servita proprio alla “creazione” della minaccia nucleare dei Paesi ritenuti terroristi, in realtà del tutto inconsistente. E dunque, ad esempio, la rete quaedista che avrebbe operato per la costruzione di bombe atomiche di uso terroristico, diretta secondo i media occidentali dal dott. Kahn, arrestato in Malesia ai primi del 2004, si rivelerebbe i realtà pilotata e controllata da parte della Cia attraverso i ben retribuiti servigi della famiglia Tinner.

La Chernoyl d’Italia

Ecco un articolo del Los angeles Times sul problema rifiuti in Campania. Sul sito di Antonio Di Pietro la traduzione in italiano:

http://www.latimes.com/news/nationworld/world/la-fg-ecomafia30-2008aug30,0,1579890.story?page=1

http://www.antoniodipietro.com/2008/09/menzogna_di_stato.html

Questo non è un problema nuovo. Per più di 15 anni, con il governo che ha speso più di un miliardo e 300 milioni di euro e che ha nominato sette “zar della spazzatura”, il problema non è scomparso. Non si risolve perché i mafiosi, e i politici che tengono in pugno, non vogliono che lo sia.

Il racket funziona così. Centinaia di fabbriche, complessi industriali e aziende di ogni tipo nel ricco nord Italia e in altre parti d’Europa contattano il mediatore per avere i loro rifiuti rimossi. Per ridurre i costi, questi mediatori si rivolgono a circa 20 ditte di smaltimento in Campania, quasi tutte, dicono i Pubblici Ministeri, controllate dalla Camorra.

La Camorra ha entusiasticamente reso il povero sud Italia la discarica del mondo, o almeno parte del mondo. Camion trasportano i rifiuti al sud di giorno e di notte, per tutto l’anno, e lo depositano principalmente in discariche illegali e senza regole.

Nessun tipo di spazzatura è troppo orrenda: scorie metallurgiche, liquami di concerie, pneumatici, frigoriferi e cucine economiche scartate, carcasse putride di animali, rifiuti medici – un nauseante pozzo nero di schifezze.

I camorristi hanno gradualmente cacciato via gli agricoltori e hanno ottenuto il controllo di sempre più terra, dove scaricano la roba. Ma la Campania si sta riempiendo.

E così la Camorra è diventata globale.

Enormi containers, che arrivano dalla Cina pieni di giocattoli scadenti e abbigliamento firmato falso, scaricano e poi si riempiono di spazzatura, dicono i Pubblici Ministeri. In un intervento della polizia di due anni fa, gli agenti della dogana hanno confiscato 9 mila tonnellate di rifuti che erano stati messi di contrabbando su navi da carico, la metà destinate alla Cina.

In alcune zone fra Napoli e la città di Caserta, i residenti hanno da due a tre volte più possibilità di sviluppare un cancro al fegato che quelli nel resto del paese, secondo il Consiglio Nazionale di Ricerca italiano.