Archivi del giorno: 24 ottobre 2008

Energia:Rubbia, adottare solare e nucleare senza uranio

Da: http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=10094&Itemid=48:

22 ottobre 2008
Santiago del Cile. Il Premio Nobel per la Fisica italiano Carlo Rubbia ha sostenuto a Santiago del Cile, dove ha fra l’altro ricevuto una laurea honoris causa dalla locale Università cattolica, che per affrontare la crisi energetica “non bastano le politiche di risparmio”, ma si devono esplorare altre vie, come il solare e il nucleare senza uranio.

In una conferenza sul tema ‘Energia e ambiente nella cooperazione internazionale’ pronunciata nella sede della Commissione economica per l’America latina (Cepal) dell’Onu, Rubbia ha sostenuto che si deve avanzare verso “una energia nucleare, non quella già conosciuta, ma una nuova”, visto che l’uranio mostra già segni di esaurimento mentre il torio è un metallo ampiamente disponibile. Comunque, ha avvertito, questo nuovo stadio “sarà raggiungibile solo se si realizzerà una ricerca vasta e innovatrice”. Per quanto riguarda l’energia solare, il Nobel italiano ha sottolineato che la sua utilizzazione “é facile come una bicicletta” e ha aggiunto che la ricerca in questo campo deve dirigersi verso “nuove possibilità di immagazzinamento”, problema chiave per questo settore.

ANSA

Cossiga fuori dal Parlamento

Intervista a cossiga ripresa e commentata da http://www.beppegrillo.it/2008/10/maroni_dovrebbe.html. Il contenuto è di una gravità inaudita.

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.

Commento molto saggio di Beppe Grillo che condivido pienamente:

Cossiga ha confessato. Ne va preso atto. In fin dei conti ne va apprezzata la sincerità, neppure Totò Riina aveva osato tanto. Ha solo detto quello che la maggior parte degli italiani sapeva: l’Italia non è una vera democrazia. Forse non lo è mai stata. Quante fandonie ci hanno raccontato da Piazza Fontana in avanti? Sul G8 di Genova? Chi ha attivato il timer delle stragi di Stato?
Cossiga ci ha fornito una lezione magistrale della strategia della tensione. Però, ora, dopo quelle frasi , va dimesso dal Senato e ritirata la sua nomina a presidente emerito della Repubblica Italiana. Voglio vedere se un deputato o un senatore avanzerà la proposta in Parlamento.
Se rimane al suo posto è una vergogna per il Paese e un insulto ai professori e agli studenti. Non va picchiato, è anche lui un docente anziano. Va solo accompagnato in una villa privata. Propongo, per non farlo sentire troppo solo villa Wanda di Arezzo. Insieme a Licio Gelli potrà rinverdire i vecchi tempi, parlare di Gladio, di Moro, dei servizi segreti…

Gandhi, la scuola e le televisioni

Da: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2068730.html:

Non c’è nulla di casuale nelle dichiarazioni seguite da smentita di Silvio Berlusconi sulla polizia nelle scuole. Il Cavaliere quando parla segue una strategia precisa. Da una parte vuole saggiare le reazioni dell’opinione pubblica abituandola a poco a poco all’idea che contro gli studenti si può utilizzare la forza, dall’altra tenta di distogliere l’attenzione dal nocciolo del problema: ai tagli di spesa nella scuola si è provveduto con un decreto legge senza consultare nessuno.

Col passare dei giorni e il crescere delle proteste la probabilità che si verifichi qualche incidente (quasi inevitabile quando migliaia di persone molto giovani scendono in piazza) aumenta. E gli incidenti, che Berlusconi con i suoi interventi sembra voler evocare, rappresenterebbero per lui una vittoria. Le tv ci metterebbero un secondo ad amplificarne la portata innescando una serie di reazioni a catena difficilmente prevedibili.

Che fare allora? Quattro cose: ricordarsi di Gandhi che con la non violenza liberò una nazione, non accettare provocazioni, organizzare proteste sempre più “mediatiche” che possano trovar spazio nei telegiornali, presentare poche e chiare controproposte.