Archivi del giorno: 28 ottobre 2008

Ancora salva furbetti

Da http://www.antoniodipietro.com/2008/10/ancora_salva_furbetti.html


Mediobanca è il cuore finanziario italiano. C’era Cuccia una volta, quello che non parlava mai e faceva tutto. Oggi non solo fanno tutto, ma parlano pure.
Oggi si sa che anche la figlia del Premier, Marina Berlusconi, entra in Mediobanca, ma soprattutto ciò è possibile perché in Mediobanca c’è Mediaset. Ma non solo, ci sono tanti personaggi: c’è Ligresti, Tarak Ben Ammar, c’è Tronchetti Provera, c’è soprattutto Geronzi, che ne è presidente, sotto processo per vicende come Parmalat.

Insomma, la mattina non si sa più se il nostro presidente del Consiglio quando decide qualcosa lo decide per questo gruppetto di imprenditori, finanzieri, e anche qualche speculatore, che sta dentro Mediobanca, o lo fa per gli italiani? Certo è che quando si è messo a dire quali azioni comprare ha detto proprio quelle che stanno presenti in Mediobanca. E’ certo, quindi, che se ha fatto dei favori indicando cosa comprare, in termini di mercato azionario, ha fatto un favore ai suoi amici.

Un po di queste azione sono le stesse che ci troviamo anche in Alitalia. O meglio, visto che è fallita, in quella compagnia aerea “strana strana” nata all’ultimo momento e che si è presa la polpa di Alitalia.

In tutto questo conflitto d’interesse, che fino a quando non si risolve il nostro Paese rimarrà sempre a scartamento ridotto sul piano economico finanziario internazionale, voi mi direte “ma perché ce lo dici ancora oggi?”. C’è una novità, fresca di giornata: è stato depositato, sempre dal governo Berlusconi, un disegno di legge che è già stato messo in calendario – manco fanno in tempo a depositarlo che già lo mettono in discussione, mentre quello sulla non candidabilità dei condannati se lo scordano sempre – che prevede la riforma dei reati fallimentari.

Non è una riforma, ma una delega in bianco che si da al governo: il Parlamento deve approvare una legge che dice “caro governo, io non riesco a farla. Fai tu la legge sui reati fallimentari”. La norma si chiama “norma in bianco”, però in questa inserisce una clausola: “mi raccomando governo, quando fai il reato di bancarotta prevedi una pena che va nel massimo dagli 8 ai 10 anni”. Uno si chiede perché è stata messa. Molto semplice, perché attualmente è fino a 10 anni, se lo mette da 8 a 10 si da la possibilità al governo, cioè a Berlusconi, di decidere pure di metterla a 9 anni.

Sapete qual’è la differenza fra avere una pena a 9 anni e una a 10 anni? Se hai una pena a 10 anni, come massimo edittale, la prescrizione scade dopo 15 anni. Se hai una pena anche di un giorno meno a 10 anni, come per esempio 9 anni, allora la prescrizione scade dopo 10 anni, e non 15.

In definitiva cosa hanno fatto? Hanno previsto un nuovo reato di bancarotta con una pena ridotta in modo che la prescrizione sia minore. E allora?

E’ vero o non è vero che Geronzi di Mediobanca è sotto processo per la vicenda Parmalat? Si.
E’ vero o non è vero che scade nel 2011? Si.
E’ vero o non è vero che siamo ancora alle fasi preliminari del dibattimento di primo grado? Si.
E’ vero o non è vero che con questa giustizia che non può funzionare in tempo al 2011, che è dietro le porte, arriva in prescrizione? Si.

Berlusconi non avrà preso questa decisione sulla bancarotta per salvare il suo amico Geronzi? Ai posteri la sentenza, ma voi non aspettate i posteri: agite adesso.

MA QUALE CRISI?

Da http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/10/ma-quale-crisi.html:


Sono gli stessi banchieri, in una certa misura (non sono infallibili), a provocare o rendere possibili le crisi, sia attraverso il meccanismo “immettere o sottrarre banconote dal mercato”, sia attraverso il sistema delle bolle speculative. Occorre notare che le crisi possono persino servire a provocare affezione al sistema, attraverso la paura del cambiamento.
Nel 1929, i banchieri fecero aumentare i prezzi delle azioni, fino a quando raggiunsero livelli molto elevati. L’aumento vertiginoso doveva servire ad attrarre molte persone. A metà del 1929, ben nove milioni di americani avevano investito in borsa. A questo punto, i banchieri avevano tutto l’interesse a provocare la crisi. Il crollo sarebbe servito ad impossessarsi di una quantità enorme di beni (negozi, industrie, piccole banche, case, automobili ecc.) di coloro che non avrebbero più potuto pagare i debiti.
L’aumento o il ribasso azionario sono dovuti ad elementi di natura informativa o psicologica, e i banchieri possono controllare e condizionare le notizie che riguardano la Borsa.
Nell’ottobre del 1929, la caduta del valore delle azioni, provocata dai banchieri di Wall Street, produsse effetti devastanti. Le banche esigevano i pagamenti e i clienti non potevano pagare. Le industrie cessarono la produzione, e molte persone rimasero disoccupate. Piccole banche e industrie diventarono proprietà dei grandi banchieri che avevano innescato la crisi. Milioni di persone rimasero disoccupate o andarono in bancarotta, e alcune di esse si suicidarono.
La truffa del crollo del 1929 era stata ben compresa da Emile Moreau, governatore della banca di Francia, che l’8 febbraio del 1928 aveva scritto nel suo diario: “Le banche avevano ritirato improvvisamente dal mercato diciottomila milioni di dollari, cancellando le aperture di credito e chiedendone la restituzione”.(1) I banchieri avevano agito in modo da bloccare l’economia, e questo si sarebbe riversato anche sul mercato borsistico. Sarebbe inevitabilmente scoppiata una grave crisi, che si ebbe il 29 ottobre del 1929.

Ormai sappiamo che il sistema bancario, la Borsa e il sistema detto “capitalistico” hanno al loro interno aspetti paradossali, che siamo indotti ad accettare come “normali” o “essenziali”. Sappiamo che i cosiddetti organismi di “vigilanza” o di “controllo”, sono una truffa, in quanto lo stesso gruppo di persone è al contempo controllore e controllato. Le stesse persone che hanno il dominio finanziario si “travestono” da autorità che “tutelano” interessi collettivi.
Capiamo che si tratta di una messinscena, architettata in modo tale da far credere alle persone ciò che esse sono abituate a credere: che l’attuale sistema sia voluto dal popolo, sia a servizio del popolo, o comunque l’unico possibile.
Dobbiamo ricordare che sono le grandi banche ad avere nelle loro mani il potere speculativo della Borsa. Almeno il 70% del credito speculativo mondiale è nelle mani di tre grandi banche: Morgan Stanley, Goldman Sachs e Ubs.

Le riforme del Fmi avevano messo l’intera economia argentina nelle mani di privati stranieri, che non avevano alcun interesse a rispettare le esigenze della popolazione, e ancora meno desideravano sacrificare facili profitti per i diritti dei lavoratori

Il Fmi, pur essendo il maggiore responsabile del collasso argentino, si considerò estraneo al disastro, e spacciò le strategie per saccheggiare il paese come “un programma che poteva essere sostenuto economicamente e politicamente”.(3) Le autorità della Bm e del Fmi cambiarono la versione dei fatti, per far apparire che avevano cercato di aiutare il paese ma non vi erano riusciti, nascondendo che proprio le loro “riforme” avevano causato la bancarotta.

7 miliardi l’anno per inalare veleni. Grazie Berlusconi!

http://www.danielemartinelli.it/2008/10/28/7-miliardi-lanno-per-inalare-veleni-grazie-berlusconi/

I dettami del protocollo di Kyoto sul contenimento delle emissioni e l’aumento delle fonti rinnovabili che l’Ue ha assunto a modello, sono per l’Italia un volume di geroglifici. Tanto che Bruxelles non concederà nessun allungamento dei tempi come ha già chiesto Berlusconi su lamentela di Confindustria, visto che per l’Italia inadeguata il termine del 2020 è rimandato ai posteri stile Renzo Bossi. Barroso ha smentito per l’ennesima volta il piduista ribadendo che siccome la crisi finanziaria non riduce la minaccia del cambiamento climatico, salvare il pianeta non è un optional. Ebbene, mentre Germania, Francia e Inghilterra hanno già avviato politiche di adeguamento, l’Italia preferisce pagare le multe per continuare ad inquinare l’aria come prima più di prima. L’importo sarà di 7 miliardi di euro l’anno già a partire da quest’anno come dice nell’intervista il consigliere regionale lombardo dei Verdi Marcello Saponaro, che per l’Italia ha addirittura evidenziato un aumento delle emissioni inquinanti negli ultimi anni.