Archivi del giorno: 2 novembre 2008

Cossiga, Gelli e il rapimento Moro

Da http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cossiga:

Nel marzo 1978, quando fu rapito Aldo Moro dalle brigate rosse, creò a tempo di record ben due “comitati di crisi”, uno ufficiale e uno ristretto, per la soluzione della crisi.

Molti fra i componenti di entrambi i comitati sarebbero in seguito risultati iscritti alla P2; ne faceva parte lo stesso Licio Gelli sotto il falso nome di ingegner Luciani. Tra i membri anche lo psichiatra e criminologo Franco Ferracuti. Cossiga richiese ed ottenne l’intervento di uno specialista americano, il professor Steve Pieczenik, il quale partecipò ad una parte dei lavori.

Circa la presunta fuga di notizie per la quale le BR parevano a conoscenza di quanto si discutesse nelle stanze riservate, Pieczenik ebbe ad affermare nel 1994 che aveva via via richiesto di ridurre progressivamente il numero dei partecipanti alle riunioni. Rimasti solo Pieczenik e Cossiga, affermò lo statunitense «la falla non accennò a richiudersi». Cossiga in seguitò non smentì, ma parlò di «cattivo gusto».

La nuova P2 e le vecchie BR

Da http://www.beppegrillo.it/2008/11/la_nuova_p2_e_le_vecchie_br.html

Licio Gelli: ”Se tornassero le Brigate Rosse ci sarebbero ancora piu’ stragi: il terreno e’ molto fertile perche’ le BR potrebbero trovare molti fiancheggiatori a causa della poverta’ che c’e’ nel Paese”. E’ un avviso ai naviganti? A P2, PDL, PDmenoelle e criminalità organizzata?
Gelli ha ragione, il terreno è MOLTO fertile. Le cause sono due: l’economia che farà a pezzi il nostro Paese nel 2009 con milioni di nuovi disoccupati. L’impossibilità di controllare l’informazione rispetto agli anni di piombo. Allora si uccideva Pecorelli e si stava tranquilli per un decennio. Oggi si dovrebbe mettere la mordacchia alla Rete. Ci proveranno, ma forse è troppo tardi, forse è troppo difficile.
Tanta gente, un fiume di giovani, sa tutto di Dell’Utri e di Andreotti, il condannato e il prescritto, senatori della Repubblica (una volta un titolo d’onore, oggi fa ribrezzo). La coppia ospite della trasmissione “Venerabile Italia” condotta da Gelli su Odeon TV. I ragazzi sanno chi è Gelli, sanno delle infiltrazioni dei servizi segreti nelle stragi di Stato. Sanno del depistaggio operato da Gelli nella strage di Bologna, 85 morti e 200 feriti, sentenza definitiva della Cassazione.
La pagliacciata del camion bianco di Piazza Navona e le parole di Cossiga sono i segnali di una nuova strategia della tensione. Nuova perchè non ci sono più partiti contro partiti. Ma cittadini contro politici. Basteranno gli stadi? Si dovrà interrompere il campionato per rinchiudere i manifestanti. Le BR non torneranno, i cittadini incazzati e senza futuro invece sono pronti. Quando si accorgeranno di non avere più niente da perdere, chi potrà fermarli? Gelli lo sa. I suoi migliori allievi, dallo psiconano a Cicchitto, sono al Governo. E’ come se ci fosse lui. Infatti ha chiesto il copyright sul Piano di Rinascita Democratica. Gli altri si prendono i meriti mentre lui sta rinchiuso a Villa Wanda con il grembiulino liso.
Prevenire è meglio che curare. L’esercito nelle strade sta diventando un’abitudine, come in Colombia. L’Italia del resto è la portaerei mondiale della cocaina. Il cittadino informato è un cittadino incazzato. Il cittadino informato e disoccupato può diventare un terrorista della libertà. Disinformare e occupare allo stesso tempo è un’equazione difficile da risolvere. La P2 al governo ci sta lavorando giorno e notte. Il tempo fugge e forse, tra poco, anche i piduisti. Loro non molleranno mai, noi neppure.

Cossiga e Gladio

Da http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cossiga:

Le asserite responsabilità di Cossiga nei confronti di Gladio furono confermate dal medesimo interessato che, ancora presidente, ebbe a chiedere di essere processato e a definirsene «l’unico referente politico», precisando di «essere stato perfettamente informato delle predette qualità della struttura». Vi sono state differenti valutazioni politiche sul suo coinvolgimento nella vicenda di Gladio.

Mentre Cossiga ha recentemente dichiarato che sarebbe giusto riconoscere il valore storico dei gladiatori così come avvenne per i partigiani, il presidente della Commissione Stragi Giovanni Pellegrino ebbe a scrivere: «[…] se in sede giudiziaria un’illiceità penale della rete clandestina in sé considerata è stata motivatamente e fondatamente negata, non sono state affatto escluse possibili distorsioni dalle finalità istituzionali dichiarate della struttura, che ben possono essere andate al di là della sua già evidenziata utilizzazione a fini informativi…».

L’attività della organizzazione “Gladio” non è tuttora sufficientemente chiara sin nei dettagli, e si sono reiterate ipotesi di “organizzazione illegale” nonché di “cospirazione”, essendo stata una struttura gerarchizzata operante in violazione all’articolo 18 della Costituzione, che vieta il perseguimento di scopi politici da parte di associazioni organizzate secondo strutture militari.

Secondo Cossiga ci sarebbero stati due ministri della Margherita del governo Prodi II nell’Organizzazione Gladio.