Cossiga a Manganelli: ”Lasciare che gli studenti facciano danni, poi una dura repressione”

Da http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.2686393283

In una lettera aperta inviata al capo della polizia Antonio Manganelli, l’ex ministro dell’Interno pone ancora una volta l’accento sulla necessità che sia l’opinione pubblica, stanca delle violenze, a sostenere l’uso della forza contro i manifestanti. ”Un lancio di bottiglie contro le forze di polizia, insulti rivolti a poliziotti e carabinieri, l’occupazione di stazioni ferroviarie, qualche automobile bruciata – scrive Cossiga – non è cosa poi tanto grave”. Ecco allora la strategia da seguire. ”Il mio consiglio è che in attesa di tempi peggiori, che certamente verranno, Lei – continua il senatore a vita – disponga che al minimo cenno di violenze di questo tipo, le forze di polizia si ritirino, in modo che qualche commerciante, qualche proprietario di automobili, e anche qualche passante, meglio se donna, vecchio o bambino, siano danneggiati”.

Il mio commento:

  • Ma il ministro dell’interno non dovrebbe essere dalla parte della legge?
  • Ma quello che dice questo signore non è reato?
  • Se è vero che questo era il suo metodo quando era ministro, non andrebbe indagato e processato?
  • Perchè lo si tiene ancora in parlamento?

Aggiornamento: vedo e condivido il commento di Salvatore Borsellino sulle dichiarazioni di Cossiga:
http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=822:cossiga-istigazione-a-delinqueue&catid=2:editoriali&Itemid=4


A prima vista sembrano le farneticazioni di un demente e le espressioni facciali, come quelle riportate nelle foto, sembrano convalidare la legittimità di questa ipotesi
Ma poi, considerando i trascorsi di quest’uomo che, insieme ad Andreotti, è una delle anime nere della nostra Repubblica, quando mi vengono in mente i nomi di Pier Francesco Lorusso, Giorgiana Masi, Roberto Crescenzio, Fulvio Croce, di tutte le vittime di quella strategia della tensione della quale in queste sue esternazioni, all’apparenza farneticanti, Cossiga non fa altro che ipotizzare, suggerire e sollecitare il ritorno, allora mi rendo conto che non abbiamo e che fare con le dichiarazioni di un demente ma con una vera e propria, lucida, determinata, istigazione a delinquere.
In ogni caso, a fronte delle due ipotesi, non ci sono che due soluzioni, o Cossiga deve essere interdetto e privato, per manifesta indegnità, della sua carica di senatore a vita, o per il reato reiterato di istigazione a delinquere deve essere processato e condannato.

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