La pista americana

Da http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=820:la-pista-americana&catid=19:i-mandanti-occulti&Itemid=39:

Quanti misteri restano nelle indagini sulle stragi di mafia del 1992-93: il biennio in cui è nata la nuova mafia, ma anche la nuova politica. Allora la parola-chiave era: trattativa. Tra gli uomini di Cosa nostra e lo Stato. E oggi?

SILENZIO, PARLA RIINA. Oltre ai magistrati, c’è un altro protagonista che negli ultimi tempi ha preso a chiedere a gran voce la verità sulla trattativa con lo Stato: è Totò Riina. Ha cominciato il 25 marzo 2003, nell’aula del processo per le stragi di Firenze: «Il pentito Di Carlo dice che è stato avvicinato in carcere, in Inghilterra, dai servizi segreti inglesi e americani, che gli chiedevano di fare male a qualcuno. Allora lui gli diede come referente suo cugino di Altofonte, un certo Nino Gioè, che poi sappiamo com’è andato a finire. Quindi io non so più niente di cosa fanno questi servizi segreti, se vennero in Sicilia, se incontrarono Gioè. Però la verità è che quando io mi vengo a fare questo processo di Firenze, mi vengo a trovare Gioè e Paolo Bellini che discutono insieme ad Altofonte». Dopo una pausa, Riina si rivolge direttamente al presidente della Seconda corte d’assise di Firenze: «Ma quanto a Paolo Bellini che affaccia nella strage di Bologna, che affaccia in certi processi e poi non si vede più, ma che ci andò a fare a discutere con Gioè ad Altofonte, dove gli ha detto e gli ha messo in testa di potere fare queste stragi a Firenze, verso Pisa, verso l’Italia?». Poi il finale a effetto: «Signor presidente, io questo Bellini me lo trovo in mezzo ai piedi con i servizi segreti… ma che cosa c’è?».

6 risposte a “La pista americana

  1. che bello, finalmente si inizia a parlare come si deve, ed è un nostro dovere farlo, questo articolo è stupendo ma vorrei aggiungere qualcosa “sperando che l’autore concordi” ovvero lo stesso riina nella stessa deposizione credo parla di un elicottero che sorvola la zone dell’attentato a falcone, dopo lo scoppio sparisce e non se ne sa piu nulla. parla anche di agenti dei servizi segeti americani in un hotel sul monte pellegrino il giorno dell’attentato a paolo borsellino, e stranamente sparisce l’agendina rossa che il magistrato portava sempre con se, agendina nella quale registrava gli appunti piu scottanti. grazie! spero di ricevere conferma alle mie parole da parte dell’autore dell’articolo

  2. Ciao mori, l’autore dell’articolo non sono io, ma Gianni Barbacetto e Salvo Palazzolo e l’articolo è apparso sulla rivista Diario del 22 ottobre 2004 ed è stato ripreso dal blog di Salvatore borsellino a cui si riferisce il link all’inizio.

    In ogni caso ti invito a leggere tutto l’articolo perchè questo è chiaramente solo un breve estratto.

    Gianni Barbacetto ha un blog, se vuoi contattarlo sicuramente puoi farlo lì:
    http://www.societacivile.it/blog/index.html

  3. Caro TOTO RIINA,no ti capisco,tu e Bernardo:come voi a poso fare fiducia al Berlusconi-Dell utri!e come si mi ho fiducia al “DUTCH SCHULTZ”o VINCENT COL!mai,adesso voi al carcere,che peccato per voi e famiglia,ma tuo figlio giuseppe e tranquilla,ma no fare fiducia al gentes,buono coraggio,anche buono compleanno 78 anos,ciao,LUCKY LUCIANO

  4. ehi lucania, ma non è che fai parte del gruppo di gennariello e NM?

  5. ciao maxhky, grazie per il link comunque ti consiglio di cercare su you tube la deposizione di riina,,,,, barbacetto e palazzolo, hanno ripreso quella deposizione in cui riina parla anche dei fatti che ho citato io.

  6. lucania……………… il tuo messaggio ……….da dove scrivi? dall’america veramente? fai veramente lucania di cognome?

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