Archivi del mese: novembre 2008

La cattura di Provenzano? Un problema ”incancrenito”

Da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=10668&Itemid=78

Riccio, senza mai travalicare i limiti della riservatezza investigativa, gli aveva confidato la sua frustrazione poiché, a suo dire, non si sentiva sufficientemente appoggiato dai suoi superiori e in particolare gli era stato chiesto di condurre le indagini in modo più celere. Ad un certo punto poi la cattura di Provenzano era passata in secondo piano era ritenuto un problema “incancrenito”, per tanto era consigliabile ripiegare su altre inchieste.

Ricorda che il colonnello, dopo essere passato dalla Dia al Ros, lamentava di non aver ricevuto il supporto necessario per poter riuscire nella cattura di Provenzano. Per questo, qualche mese più tardi, aveva dovuto rinunciare all’arresto del capo dei capi perché, fortemente pressato dai suoi superiori, aveva convinto Ilardo a collaborare formalmente con lo Stato esaurendo così la pista investigativa.
Come noto pochi giorni dopo l’incontro con i magistrati Ilardo venne assassinato. Riccio, tra le lacrime, “giacché il suo rapporto con il confidente era diventato di affettuosa amicizia”, gli aveva raccontato che Ilardo, incontrato Mori nel corridoio gli aveva detto:
“La mia collaborazione sarà completa, totale e non riguarderà solo Cosa Nostra ma anche ambienti massonici, delle istituzioni e molti altri fatti come l’utilizzo degli esplosivi militari utilizzati per fare le stragi”
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Grasso: ”Entita’ esterne hanno armato Cosa Nostra”. Ma chi sono?

Da http://www.antimafiaduemila.com/content/view/10658/

E’ passata poco più di una settimana da quando il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, invitato all’inaugurazione dell’istituto superiore di tecniche investigative dell’Arma a Velletri, ha spiegato ancora una volta, con parole più che preoccupanti, la reale natura di Cosa Nostra.

“E’ un errore grossolano considerare Cosa nostra un ‘antistato’ perché talvolta è dentro lo Stato e la sua connivenza con il sistema di potere è molto più di una semplice ipotesi investigativa”. Nonostante queste gravissime dichiarazioni la notizia non ha avuto praticamente nessuna eco. La grancassa mediatica continua a propugnare una concezione della mafia siciliana (ma si potrebbe applicare un discorso analogo anche alle altre organizzazioni criminali) limitata alla violenza o alla scontro tra famiglie per il predominio del territorio e per la spartizione del pizzo all’indomani della cattura di Provenzano e degli altri superlatitanti lasciando presagire una sconfitta del sodalizio mafioso. O facendo credere che la repressione giudiziaria o militare possano bastare per risolvere questo atavico problema che affligge il nostro Paese.
Eppure il procuratore nazionale è stato piuttosto chiaro: “La forza della mafia è quell’area grigia costituita da individui che vivono nella legalità, forniscono un supporto di consulenza per le questioni legali, per gli investimenti, per l’occultamento dei fondi, per manovrare l’immenso potenziale economico dell’organizzazione criminale”.
E ancora più drammatico: “la mafia pur avendo sempre avuto interessi propri è stata anche portatrice di interessi altrui: in tantissime occasioni entità esterne hanno armato la sua mano.
Una dichiarazione del genere avrebbe dovuto sollevare un vespaio, il procuratore sarebbe dovuto essere subissato di domande e contestazioni da parte dei grandi media tutti in fila a chiedergli spiegazioni delle sue parole che fanno il paio con quelle di qualche anno fa: Cosa Nostra in qualche occasione è stata anche il braccio armato dello Stato.
E invece nulla. Silenzio e il silenzio, spiega il procuratore, è l’ossigeno della mafia. Forse ci siamo fin troppo abituati al muro di gomma contro cui rimbalzano isolate le voci disperate dei familiari delle vittime. La mafia, il suo vero potere e lo stragismo eversivo di cui si è resa protagonista non fanno più notizia. Non interessano più.
Dal nostro piccolo osservatorio, invece, noi vorremmo sapere dal Procuratore Nazionale Antimafia chi sono queste “entità” che hanno armato la mano di Cosa Nostra? Dove sono? In quali settori concreti del potere si annidano? Quello Bancario? Finanziario? Religioso? Istituzionale? Sono nelle Forze dell’Ordine? Nei Ministeri? Nelle Università? Nella Massoneria? Nei servizi segreti? Nell’imprenditoria? Nell’avvocatura? Nei Comuni? In Paesi stranieri? Nei sindacati?
Quale potere rappresentano? Hanno a che fare con i mandanti esterni delle stragi del 92 e del 93 e con quelle precedenti? Che relazione hanno con l’area grigia? Quali interessi hanno soddisfatto le stragi? Economici? Politici? Eversivi? Tutti e tre? Altri?
Sappiamo che non è possibile conoscere i nomi di soggetti singoli magari sottoposti ad indagine, ma a queste domande vorremmo che potesse rispondere il Procuratore così da tenere desta l’attenzione di tutti e riportare la questione mafia nel suo alveo reale: quello di un potere tra i poteri. Sempre forte e così infiltrato nelle pieghe della società da apparire invisibile e tuttora molto lontano dall’essere sconfitto.

La cassazione ribadisce la colpevolezza di Contrada

Da http://www.antimafiaduemila.com/content/view/10624/48/:

La vicenda giudiziaria dell’ex numero due del Sisde Bruno Contrada non ha nulla a che vedere con i procedimenti a carico del senatore a vita Giulio Andreotti e del magistrato di Cassazione Corrado Carnevale.

Per questo l’ex ‘superpoliziotto’ non può invocare la revisione del processo per concorso esterno in associazione mafiosa, conclusosi con la condanna definitiva a dieci anni di reclusione, facendo riferimento alla “contraddittorietà ” dei verdetti di assoluzione e condanna per i due imputati ‘eccellenti’. Lo sottolinea la Cassazione nelle motivazioni,depositate oggi,della sentenza con la quale lo scorso 7 ottobre i supremi giudici hanno detto ‘no’ all’istanza di revisione presentata da Contrada. Per la Cassazione “non sussiste alcuna inconciliabilità fra le pronunce assolutorie concernenti Carnevale ed Andreotti e quella di condanna inerente il Contrada”.

“E’ agevole rimarcare – prosegue Piazza Cavour con la sentenza 41372 – che i fatti costituenti oggetto dei giudizi a carico di Carnevale ed Andreotti sono diversi da quelli stabiliti nel procedimento Contrada”. Con riferimento alla inattendibilità dei pentiti sostenuta da Contrada, la Cassazione rileva che “la pronuncia di condanna si fonda, oltre che sulle dichiarazioni dei collaboranti, su prove di segno e natura diversa, analiticamente enunciati”. Insomma, il verdetto di colpevolezza è “supportato da un compendio probatorio ampio, complesso e concordante”, dice la Cassazione. Per queste ragioni la Quinta sezione penale del ‘Palazzaccio’ ha bocciato il ricorso di Contrada, che è stato anche capo della squadra mobile di Palermo ed è accusato di aver coperto la latitanza dei boss mafiosi fornendo loro informazioni riservate, condannandolo anche al pagamento delle spese di giustizia.

La vergogna continua : Il Lodo Carnevale è stato approvato

Da http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=814:la-vergogna-continua-il-lodo-carnevale-e-stato-approvato&catid=2:editoriali&Itemid=4

Le informazioni sono sempre più controllate, il progetto P2 sembra procedere come un treno ad alta velocità, stiamo assistendo ad uno spettacolo indegno e infelice, il nostro paese non merita tutto questo o forse si, ma cosa possiamo fare?

ieri sera alle 20 l’ansa batte la notizia che il lodo Carnevale è passato, come vuole dimostrarsi e P2 insegna, nel completo silenzio è passata una legge che permetterà al magistrato Corrado Carnevale tanto combattuto da Falcone e Borsellino per le sentenze ammazzate, polverizzate tramite le sue assoluzioni in cassazione, dicevo, che tramite un cavillo di slittamenteo di età dal limite di 75 anni permetterà a Carnevale di diventare Presidente di Cassazione, ruolo fondamentale badate bene, come insegna il proggetto P2 tutte le pedine stanno prendendo il proprio ruolo nella scacchiera, non a caso Enrico La Loggia del Popolo delle libertà difende il lodo Carnevale, cercate su internet La Loggia, Schifani, dell’Utri….tutti parte di un progetto, si…..

Il ‘sistema criminale’ di Gelli con boss e politici

Da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=10580&Itemid=48:

L’ex maestro venerabile della P2, Licio Gelli, è stato indagato fino al 2001 dalla procura di Palermo per aver avuto contatti con Cosa nostra, la ‘ndrangheta e la Sacra corona unita, per progettare un programma ”di eversione dell’ordine costituzionale”.

Mafiosi, massoni deviati e politici, con la complicità di Gelli, avrebbero tentato, secondo l’accusa, di determinare “le condizioni per la secessione politica della Sicilia e di altre regioni meridionali dal resto d’Italia, anche al fine di agevolare l’attività di Cosa nostra e di altre associazioni di tipo mafioso ad essa collegate sui territori delle regioni meridionali del Paese”. L’inchiesta, denominata “sistemi criminali”, è stata archiviata nel 2001. Dall’indagine emergono rapporti di Gelli con personaggi aderenti o vicini alla Sacra Corona Unita, di cui ha parlato il collaboratore pugliese Marino Pulito, secondo il quale l’ex maestro venerabile aveva interesse ad irrobustire questi rapporti (rendendosi anche disponibile per l’aggiustamento di processi in Cassazione) al fine di ottenere appoggi per l’esperienza politica dei movimenti leghisti meridionali (in particolare per la Lega Meridionale di Egidio Lanari) che stavano nascendo nei primi anni Novanta. Dalle dichiarazioni di Pulito e da altre risultanze investigative è poi emerso che nel 1991 Gelli si incontrò con esponenti della Sacra Corona Unita e della ‘ndrangheta per ottenere il sostegno elettorale per i movimenti leghisti meridionali da lui fondati. Un altro pentito calabrese, Pasquale Nucera, conferma inoltre le dichiarazioni di Filippo Barreca e di alcuni pentiti palermitani (in particolare di Gioacchino Pennino), da cui si apprende che al piu’ alto e ristretto livello della gerarchia della ‘ndrangheta appartengono anche elementi della massoneria deviata e – ha aggiunto Nucera – anche dei ”servizi deviati”. Una commistione – sempre secondo le dichiarazioni di Nucera – che sarebbe conseguenza di una iniziativa di Licio Gelli il quale per controllare i vertici calabresi della ‘ndrangheta, aveva fatto in modo che ogni componente della ”santa”, ovvero la struttura di vertice dell’organizzazione criminale calabrese, venisse inserito automaticamente nella massoneria deviata.

Ricapitolando su Cossiga

Dunque proviamo a ricapitolare su chi è Cossiga:

1) Ministro dell’interno all’epoca del rapimento Moro. Creò due comitati di crisi di cui facevano parte molti iscritti alla P2, addirittura pure Gelli sotto falso nome. Si veda Francesco Cossiga – Wikipedia

2) Presidente del consiglio all’epoca della strage di Ustica. le indagini concludono che:

“L’incidente al DC9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento, il DC9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro Paese, di cui sono stati violati i confini e i diritti”. Si veda Strage di Ustica – Wikipedia

Lui all’epoca era presidente del consiglio e non può non sapere la verità sull’accaduto (un “atto di guerra“). Perchè tace ancora? Quali sono i segreti e i retroscena inconfessabili?

3) Presidente del consiglio all’epoca della strage di Bologna, meno di due mesi dopo la strage di Ustica. La sentenza della cassazione condanna degli estremisti di destra per la strage mentre condanna Gelli ed esponenti dei servizi segreti per depistaggio. Si veda Strage di Bologna – Wikipedia

Anche su questa strage Cossiga tace la verità. Perchè? La sua vicinanza a Gelli è nota, e come capo del governo non può sapere cosa combinavano i servizi segreti.

4) Si dichiara essere l’unico referente politico di Gladio. Gladio è un’organizzazione segreta paramilitare promossa dalla NATO e strettamente collegata alla loggia P2 e ai servizi segreti. Si vedano: Operation Gladio – Wikipedia, Francesco Cossiga – Wikipedia, Organizzazione Gladio – Wikipedia .

Gladio è una delle cinque entità menzionate nei memoriali di Vincenzo Calcara (P2, Gladio, mafia, ndrangheta e Vaticano deviato) i cui vertici formerebbero una “supercommissione” che occultamente controllerebbe il paese.Dunque se Cossiga era l’unico referente politico di gladio e vista la sua rilevanza nella politica nazionale e i suoi legami con Gelli e i servizi segreti, mi viene spontaneamente da chiedermi se Cossiga non rappresentasse Gladio nella supercommissione. Non lo sappiamo. Nei memoriali non si parla di Cossiga, però a mio parere mettendo insieme gli elementi visti sopra, l’ipotesi non sembra totalmente campata in aria. Si veda http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=663

5) Per sua stessa ammissione, responsabile di episodi classificabili come strategia della tensione: “Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno…infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale“. Si veda per esempio http://www.beppegrillo.it/2008/10/maroni_dovrebbe.html

Conclusione

Secondo me, in base a quanto visto sopra, Cossiga dovrebbe o raccontare tutto ciò che sa, ormai è vecchio e non ha nulla da perdere, o se non lo fa dovrebbe essere cacciato dal parlamento.

La loggia massonica P2

Il sito di Salvatore Borsellino pubblica un articolo sulla loggia P2: http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=804:la-loggia-massonica-p2&catid=20:altri-documenti&Itemid=43.

Le mie osservazioni:
1) Anche se le liste P2 trovate contenevano circa 900 nomi, il fatto che Belsuconi avesse la tessera numero 1816 indica che le liste sono parziali e ne mancherebbero almeno 900. Gelli stesso dice che gli iscritti erano circa 2500. Dunque molti mancano all’appello.

2) Adriano Lemmi che viene citato nel capitolo delle origini, era il capo della massoneria europea e successore di Mazzini in quella carica. Il capo a livello mondiale era Albert Pike. I legami tra mafia e loggia Propaganda risalgono di certo a quell’epoca: la spedizione dei mille di Garibaldi fu organizzata dalla massoneria di Mazzini. Garibaldi stesso era massone di grado 33 (massimo). La spedizione ebbe il supporto della mafia che è essa stessa un’organizzazione di natura massonica.

Ecco alcuni estratti dell’articolo:

La Loggia Massonica P2
La Loggia Massonica P2, cos’è?
Licio Gelli, chi è?,

in questi giorni se ne è sentito parlare molto sui giornali e pocho se non nulla sulle tv nazionali, grazie alle dichiarazioni di Licio Gelli che ne era il “Grande Maestro” avrete sicurmanete fatto caso alle parole che solo “Berlusconi può proseguire il suo progetto di P2” a differenza di Ginafranco Fini che lo ha deluso, ovviamente prima di commentare o esprimere qualche giudizio è opportuno leggere, capire cosa è la P2 e chi la creò e con che obbiettivi. Di seguito un’ottima ricorstruzione di quegli anni grazie al contributo di Wikipedia e di google, nei prossimi giorni pubblicheremo la vita di Licio Gelli e quindi solo dopo potrete analizzare il quadro politico attuale unendolo alle ultime dichiarazioni del “Grande Maestro” e potrete quindi dire……”ahh, adesso capisco…..

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La loggia massonica Propaganda Due, più nota come P2, già appartenente al Grande Oriente d’Italia, è stata una loggia “coperta”, cioè segreta, nata per reclutare nuovi adepti alla causa massonica con evidenti fini di sovversione dell’assetto socio-politico-istituzionale italiano.

Questa circostanza, insieme alla caratteristica di riunire in segreto circa mille personalità di primo piano, principalmente della politica e dell’Amministrazione dello Stato italiano, suscitò uno dei più gravi scandali della storia recente della Repubblica Italiana.
La complessità e la vastità delle implicazioni del “caso P2” furono tali che ne scaturirono leggi speciali, emanate allo scopo di arginare le associazioni segrete, nel rispetto dell’articolo 18 della Costituzione. Durissimo il giudizio di Sandro Pertini:
« Nessuno può negare che la P2 sia un’associazione a delinquere »
(Sandro Pertini, Presidente della Repubblica, 1981)

« Il vero potere risiede nelle mani dei detentori dei mass media » (Licio Gelli)

Tra tutti però, il piduista più noto è Silvio Berlusconi.

Nel 2007, Licio Gelli ha 88 anni ed è agli arresti domiciliari nella sua Villa Wanda di Arezzo dove sconta la pena di 12 anni per la bancarotta del Banco Ambrosiano. In un’intervista rilasciata a la Repubblica il 28 settembre 2003, durante il Governo Berlusconi II, ha raccontato: «Ho una vecchiaia serena. Tutte le mattine parlo con le voci della mia coscienza, ed è un dialogo che mi quieta. Guardo il Paese, leggo i giornali e penso: ecco qua che tutto si realizza poco a poco, pezzo a pezzo.
Forse sì, dovrei avere i diritti d’autore. La giustizia, la tv, l’ordine pubblico. Ho scritto tutto trent’anni fa in 53 punti».