“Un patto tra Cosa nostra e la politica — I boss scelsero candidati di FI e Udc”

Da http://www.repubblica.it/2008/09/sezioni/cronaca/mafia-5/patto-cosa-nostra-politica/patto-cosa-nostra-politica.html:

In mille pagine, il giudice motiva la sentenza che condanna i capi mandamento. Provenzano decide di inserire uomini fidati nelle liste, la sua lobby per il comando “Un patto tra Cosa nostra e la politica
I boss scelsero candidati di FI e Udc”

Cosa Nostra di Bernardo Binnu Provenzano è “lobby o partito?”… la mafia può essere l’uno o l’altro, lobby o partito, a seconda dei tempi.

…Scelgono i candidati per le elezioni ormai prossime e si attivano per affiancarli a uomini influenti dello schieramento del Polo delle Libertà. In particolare di Forza Italia e dell’Udc”.

…Provenzano “punta all’immersione” e “suggerisce di cercare rapporti e offrire sostegno a nuove forze politiche nazionali che stanno nascendo sulle rovine del vecchio sistema dei partiti”

…E allora il leader corleonese arrestato a Montagna dei Cavalli decide di “creare una “cordata riservata” che studi il modo di interagire con la politica”. …Di questo gruppo fa parte “pure l’onorevole regionale Giovanni Mercadante, eletto nel 2001 nelle liste di Forza Italia”.

… Il gotha mafioso è chiamato a scelte importanti che lasceranno il “segno” per gli anni venturi”. L’Italia bipolare, osserva il gup, “probabilmente è a un bivio. Ma in Sicilia il Polo delle Libertà è ancora forte di quel 61 a zero del 2001, con una componente Udc che, oltre ad esprimere il presidente della Regione, costituisce quasi un terzo dell’elettorato nazionale di quel partito”.

“La decisione sulla coalizione da votare sembra scontata, c’è una netta preferenza per il Polo della libertà”. Provenzano, il reggente di Cosa Nostra dopo l’arresto di Totò Riina, sceglie di “internalizzare la rappresentanza politica, ossia mobilitare il proprio peso elettorale in favore di membri interni alla associazione da presentare come candidati, appoggiando persone legate da stretti vincoli di amicizia o parentela al capo o ai capi delle cosche”.

Ma a svelare la nuova strategia politica di Cosa Nostra, il nuovo schema di “internalizzazione” che si ripete anche in altri casi, è il rapporto fra “i Mandalà” e Francesco Campanella. Quest’ultimo è considerato dal gup “uomo ponte” fra le cosche e il mondo politico. “Al suo matrimonio sono suoi testimoni il leader dell’Udeur Clemente Mastella e l’onorevole Salvatore Cuffaro”.

“Non collateralismo, dunque, ma leadership, è questo l’orientamento prevalente di Cosa Nostra”.

“Internalizzare la rappresentanza – spiega ancora il gup – significa essere più forti nella costituzione di lobby politico-mafiose da utilizzare in posizioni chiave della vita economica, politica e istituzionale”…

Una risposta a ““Un patto tra Cosa nostra e la politica — I boss scelsero candidati di FI e Udc”

  1. Sono d’accordo con Angelo Provenzano,mi no vata piu,perche tutto le politico destra come sinistra=merda!bugiardo!e grazia de coglione che vota che ce gentes suo molto ricco!e no poso loro parlare,e la ragione per la quale no vota piu,tutto bugiardo,malvagio,preferire uno uomo come Bernardo Provenzano,TOTO RIINA,ma ce uomos al carcere=capro espiatorio,durante uno vero Nazi “priebke”lui e al liberta:una vergogna!vorrei ti incontrare Angelo,tu a le stesso idea che mi(angelo provenzano)ciao,PAULINE

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