Archivi del giorno: 8 dicembre 2008

La scala delle cose

Da http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/1242-la-scala-delle-cose.html:


Per capire l’enorme sarabanda di miliardi e biliardi e triliardi di dollari che viene fagocitata ogni giorno dal Moloch finanziario da noi stessi evocato bisogna confrontarla con qualcosa che possiamo comprendere bene.

C’e’ chi l’ha fatto…

Barry Ritholtz, in particolar modo prendendo in considerazione il costo presunto AGGIORNATO del “Bail Out”, del salvataggio del sistema finanziario da parte della Federal Reserve.

Il risultato è che il suo costo batte giá qualunque altra cosa abbia mai intrapreso il paese, facendone, probabilmente, la singola iniziativa più costosa (e probabimente rovinosa) della storia.

Le cifre parlano da sole:

• Il Piano Marshall: Cost: $12.7 billion, Inflation Adjusted Cost: $115.3 billion
• L’acquisto della Louisiana da Napoleone: Cost: $15 million, Inflation Adjusted Cost: $217 billion
• La corsa alla Luna: Cost: $36.4 billion, Inflation Adjusted Cost: $237 billion
• La crisi delle casse di risparmio (anni ’80): Cost: $153 billion, Inflation adjusted Cost: $256 billion
• Guerra di Corea: Cost: $54 billion, Inflation Adjusted Cost: $454 billion
• IL New Deal: Cost: $32 billion (Est), Inflation Adjusted Cost: $500 billion (Est)
• L’invasione dell’Iraq: Cost: $551b, Inflation Adjusted Cost: $597 billion
• La guerra del Vietnam: Cost: $111 billion, Inflation Adjusted Cost: $698 billion
• La NASA, dalla sua fondazione: Cost: $416.7 billion, Inflation Adjusted Cost: $851.2 billion

TOTALE: $3.92 trillion (3920 MILIARDI di dollari)

Ovvero 686 miliardi meno del costo stimato della Crisi attuale, 4616 MILIARDI DI DOLLARI, compreso il bailout di Citicorp FINO A QUESTO MOMENTO.

L’UNICO evento che si avvicina, ma senza superarlo, a questo costo è la SECONDA GUERRA MONDIALE, i cui 288 miliardi di costo complessivo, se corretti per l’inflazione, equivalgono a 3600 miliardi di dollari.

Conoscete bene gli ENORMI effetti, anche come conseguenze economiche di quella guerra.

Credete ancora che questa Crisi sia passeggera, poco duratura, effimera?

Credete che basteranno i soliti pannicelli caldi, le solite rassicurazioni?

No, cari miei.

Siamo solo all’inizio.

Sperare il contrario sarebbe come sperare di vedere ballare la danza dei cigni ad un elefante in mezzo all’outlet della RCR, senza che nemmeno un pezzo finisca male.

Giorgio Napolitano dovrebbe dimettersi

Ecco un articolo che ricapitola la vicenda della vergognosa richiesta del CSM di trasferire i giudici di Salerno che indagavano su quelli di Catanzaro. Giorgio Napolitano dovrebbe dimettersi.

Da http://www.danielemartinelli.it/2008/12/08/il-complice-giorgio-napolitano-si-dimetta/:

Ricapitolando: Luigi De Magistris, da pm presso la procura di Catanzaro, indaga per far luce sul destino di milioni di euro di fondi europei elargiti per ralizzare opere pubbliche in Calabria, in realtà spariti nel nulla. L’inchiesta prende il nome di Why not. Il magistrato si serve delle intercettazioni telefoniche, strumento che gli permette di ricorstruire la ragnatela di contatti formata da uomini pubblici, che sembra intaschino i soldi europei per interessi privati.

Perno degli interessi e dei contatti risulta essere Antonio Saladino, presidente della Compagnia delle opere in Calabria. In contatto con imprenditori, religiosi, militari, magistrati, onorevoli e il ministro Clemente Mastella, informato da qualcuno (dal procuratore di Catanzaro Enzo Iannelli?) che Luigi De Magistris lo ha intercettato nelle discussioni sul destino di quei milioni.
Mastella prende la palla al balzo. Precede Luigi De Magistris emettendo nei suoi confronti un provvedimento disciplinare. Quest’ultimo, trovandosi in conflitto col Guardasigilli, il suo più importante superiore, diventa per regolamento incompatibile. Viene perciò trasferito da Catanzaro al tribunale del riesame di Napoli, e l’inchiesta Why not gli viene tolta dalle mani.
Una volta trasferito, Luigi De Magistris mette insieme i tasselli della montatura a discredito nei suoi confronti. Coinvolge tutti: dal suo ex superiore Clemente Mastella fino ai colleghi magistrati della procura di Catanzaro, compreso il procuratore generale Iannelli. Deposita la sua denuncia alla procura di Salermo (Campania), da cui parte l’inchiesta che prevede la perquisizione della procura di Catanzaro (Calabria), di alcuni magistrati che ci lavorano, oltre che del procuratore Iannelli.
Il giorno successivo, dalla procura di Catanzaro, parte una controdenuncia nei confronti di quella di Salermo per abuso d’ufficio e altri reati. Ma non lo può fare proprio perché indagata da Salerno.

In questo quadro giornali e televisioni, anziché spiegare la situazione, dipingono un inesistente scontro fra procure, seminando confusione. Giorgio Napolitano ne approfitta. Da capo dello Stato qual è, chiede gli atti al procuratore di Salermo, in tutto 1.700 pagine e convoca il Csm che egli stesso presiede, l’organo di autogoverno della magistratura che, a sorpresa, anziché annullare la controdenuncia di Catanzaro per permettere a quella di Salermo di terminare le indagini in corso, decide di trasferire i procuratori delle 2 città, Enzo Iannelli da Catanzaro e Luigi Apicella da Salerno. In questo modo Salerno non potrà più indagare su Catanzaro, capoluogo della Calabria, sede del consiglio regionale presieduto dal diessino Agazio Loiero, sotto inchiesta con 33 suoi consiglieri a maggioranza di centrosinistra. Stessa area politica di provenienza, guardacaso, di Giorgio Napolitano. Il peggior presidente della Repubblica che l’italia possa ricordare. Oltre al dolo alfano di cui gode, con l’inedita richiesta degli atti ad un procuratore, ha battutto anche Giovanni Leone, che in tempi in cui le istituzioni avevano ancora un minimo di etica fu messo in condizioni di dimettersi.
Dopo questa vergognosa vicenda in cui si è rivelato complice della confusione e delle bugie Giorgio Napolitano dovrebbe dimettersi.