Archivi del giorno: 10 dicembre 2008

La riforma delle intercettazioni «Fa fuori la lotta alla mafia»

Da http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74080:

Con la riforma delle intercettazioni messa a punto dal governo sarà sempre più difficile indagare sulla mafia. A lanciare l’allarme è il segretario dell’Anm Giuseppe Cascini nel corso della sua audizione in commissione Giustizia della Camera sul ddl intercettazioni.

«Formalmente le indagini sulla criminalità organizzata si possono fare – aggiunge Cascini – ma poi nella pratica questo si rivelerebbe impossibile visto che con il provvedimento del governo diventeranno intercettabili solo reati con condanne superiori ai 10 anni». E questo significa che «l’indispensabile strumento delle intercettazioni» non potrà essere usato per tutta una serie di reati compiuti normalmente dai mafiosi come, ad esempio, la turbativa d’asta, l’estorsione ecc». In sostanza con il provvedimento del governo diventeranno intercettabili solo reati con condanne superiori ai 10 anni. E questo riduce notevolmente gli strumenti di indagine per i pm che conducono le inchieste. A meno che – prosegue Cascini – non si voglia sostenere che la mafia sia solo narcotraffico e omicidio.«Con questo ddl, poi – sottolinea ancora il segretario dell’Anm – sarà impossibile intercettare i detenuti mafiosi quando telefonano in carcere o durante i colloqui con i familiari».

La Vicenda De Magistris

Da http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/12/la-vicenda-de-magistris.html:

Di Solange Manfredi


La sottrazione delle indagini a De Magistris

De Magistris nel 2006, a seguito di una denuncia, inizia ad indagare sul fenomeno della illecita gestione pubblica, locale e nazionale, di finanziamenti, convenzioni, commesse e appalti nel settore della depurazione delle acque e della emergenza ambientale.
Il procedimento è il c.d. Poseidone.

Un altro filone di indagine porta De Magistris ad indagare sul fronte della illecita gestione regionale di commesse, appalti e finanziamenti pubblici nei settori della informatizzazione ed innovazione tecnologica degli uffici pubblici, del lavoro interinale, della sanità, dell’energia eolica. Tale procedimento è il c.d. Why Not

All’interno della Procura, alcuni magistrati pongo in essere delle attività illecite allo scopo di sottrarre le suddette inchieste a De Magistris, nonché di delegittimarlo ed isolarlo professionalmente. Lo scopo viene raggiunto e a De Magistris vengono tolte le inchieste.

I procedimenti sottratti a De Magistris, vengono, poi, senza che vi sia una giusta causa, smembrati in tanti procedimenti diversi ed assegnati ad altri procuratori, ovviamente del tutto estranei alle indagini sino a quel momento svolte.
Tutto ciò porta ad una stagnazione delle indagini e al dissolversi di importante tracce investigative.

Il dott. De Magistris, ritenendo illegale quanto successo, inoltra regolare denuncia la Procura della Repubblica di Salerno, ovvero la Procura competente (ex art. 11 c.p.p.) ad indagare sulle ipotesi di reato commesse dai magistrati di Catanzaro.

Contenuti delle inchieste Poseidone e Why Not

Sino ad ora si è parlato tanto della vicenda De Magistris, dello scontro tra Procure, ecc.. ma pochissimo del contenuto delle indagini, perché?

Probabilmente perché il contenuto di quelle indagini fa paura ed è meglio non parlarne.

Infatti gli elementi raccolti indicano l’esistenza di una metodologia criminosa costante e comune riconducibile, attraverso sofisticati reticoli societari, ad esponenti della politica di rilievo delle aree UDC, Forza Italia e DS.

“E’ la criminalità dei c.d. “colletti bianchi” – afferma De Magistris – …opera in modo assolutamente ramificato e consolidato in questo settore con capacità tecniche criminali di assoluto rilievo. Le condotte di reato hanno ad oggetto, in estrema sintesi, i seguenti passaggi: la deliberazione del finanziamento a livello nazionale e regionale. Questo è il passaggio in cui determinanti divengono le forti collusioni con esponenti della politica e della burocrazia (in particolare alti funzionari)… per ottenere illecitamente immani risorse pubbliche la criminalità organizzata – quella dei c.d. “colletti bianchi” – che agisce con consolidate convergenze parallele con la ‘ndrangheta, che rappresenta, allo stato, l’organizzazione mafiosa più potente, utilizza in particolare, lo strumento apparentemente lecito, delle società, soprattutto miste pubblico-private che sono proliferate in Calabria, ma non solo, in tutti i settori, soprattutto quelli dove è consistente la presenza di erogazioni pubbliche: l’ambiente, la sanità, i lavori pubblici, l’informatica, il settore interinale, il terziario. …altro momento decisivo in cui intervengono le modalità operative dei sodalizi che ho potuto ricostruire nelle mie indagini è quello dell’approvazione dei progetti che debbono ottenere l’erogazione pubblica. Spesso è in tale fase che vengono abilmente nascoste dilazioni illecite quali prezzo di corruzioni che vengono mascherate quali consulenze o attività legate alla predisposizione di progetti vari….Altro momento determinante in cui si realizza il pactum scelleris, e/o stessa vita della organizzazioni criminali, è quello delle assunzioni dei lavoratori nelle società e nelle attività finanziate…. Si sono potute constatare assunzioni di persone strettamente collegate o comunque segnalate da magistrati, prefetti, appartenenti alle forze dell’ordine, personaggi inseriti in istituzioni varie. E’ ovvio che quale contrapposizione vi è in diversi casi la copertura istituzionale che garantisce la sostanziale impunità a queste persone…”

In altri termini, per assicurarsi l’impunità chi gestisce e ruba queste immani risorse di denaro compra il silenzio di magistrati, prefetti, forze dell’ordine, politici, finanzieri, regalando posti di lavoro ad amici e parenti di questi.

Grazie a questo collaudato sistema i finanziamenti della Comunità europea per costruire strutture necessarie al paese finiscono nelle mani dei soliti noti. Ma chi sono i soliti noti?

Agli atti si legge che in questo scandalo “un ruolo centrale assume la c.d. Loggia di San Marino”. Inoltre, una delle società maggiormente coinvolte è ricollegabile ad una persona che non solo era iscritto nella loggia P2, ma era già stato coinvolto nel c.d. processo Enimont.
In sostanza, ancora una volta, la massoneria.
Le persone coinvolte, inoltre, sono di primissimo piano e, leggendo le cariche ricoperte, la mente non può che tornare agli anni ’80 a agli elenchi P2:
Presidente del consiglio,
Ministri,
vertici della guardia di finanza
vescovi
magistrati
forze dell’ordine,
servizi segreti
imprenditori
industriali
ecc…

Tutti legati da un vincolo di comune appartenenza, probabilmente da un giuramento, che evidentemente, vale ben più di quello fatto alla Repubblica (vedi articolo su questo blog http://paolofranceschetti.blogspot.com/2007/12/chiarezza-sulla-massoneria.html )

Trasferimento del Procuratore di Salerno.

Il CSM ha affermato che sta prendendo in esame la possibilità di trasferire d’ufficio il Procuratore di Salerno. Pér quali motivi non si sa.
Infatti un Procuratore può essere trasferito d’ufficio solo per due motivi:
– per incompatibilità che è determinata da rapporti, nell’ambito della procura, di parentela o affinità con avvocati o forze dell’ordine;
– per comportamenti, non colpevoli, che nella sostanza però screditano il magistrato agli occhi della collettività.

Ovviamente il CSM, per operare il trasferimento del Procuratore di Salerno, dovrà motivare con la seconda delle previsioni, ovvero per comportamenti, non colpevoli, che nella sostanza però screditano il magistrato agli occhi della collettività.
Il procuratore di Salerno screditato davanti alla collettività?
Personalmente ritengo che l’azione portata avanti da Procuratore di Salerno rappresenti, in una Italia corrotta, un segnale di grande speranza, altro che discredito.
Quello che è certo, comunque, è che, grazie a questa iniziativa del CSM, anche i magistrati di Salerno, nei prossimi mesi, saranno molto impegnati a difendersi, tempo che verrà sottratto inevitabilmente alle indagini, con , ancora una volta, un vantaggio per gli indagati.

Conclusioni.

Questa in estrema sintesi la vicenda De Magistris. Questa l’opera di disinformazione. Questo l’ennesimo attacco ai magistrati onesti. Questo l’ennesimo aiuto dato all’associazione criminale dei colletti bianchi.
Il meccanismo che viene usato nelle Procure, quando indagato è un uomo che fa parte del potere occulto, è sempre lo stesso.
Quanto successo alla Procura di Catanzaro, probabilmente, è successo e continua a succedere nelle Procure di tutta Italia.

Una volta capito il meccanismo non è difficile vederlo ed indagare su di esso. Inoltre il marcio è talmente tanto che non si deve fare molta fatica per individuarlo, basta aprire gli occhi anche solo 5 minuti al giorno.
Il problema è che oggi, con tutti questi atti di intimidazione operati anche in ambito istituzionale, sarà difficile trovare un magistrato che abbia il coraggio di fare il proprio dovere.
Oggi un magistrato onesto, se non viene ucciso, viene massacrato personalmente e professionalmente….mentre il nostro Presidente del Consiglio, in televisione, elogia il suo stalliere Mangano, condannato all’ergastolo per omicidio.