Il Corriere della Sera tappa la bocca a Carlo Vulpio

Da http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2116804.html:

L’inviato del Corriere della Sera Carlo Vulpio, che per due anni aveva seguito per il suo giornale le inchieste sul caso De Magistris, è stato sollevato dall’incarico. Lo annuncia lui stesso sul suo sito.

Comunque la si pensi su quello che sta accadendo ed è accaduto a Catanzaro, questa non è una bella notizia. Vulpio è uno dei giornalisti perquisiti e intercettati dalla procura di Matera perché indagati, assieme a un capitano dei carabinieri, per il singolare reato di associazione per delinquere finalizzata alla diffamazione a mezzo stampa e alla violazione del segreto istruttorio. Un reato inventato (i cronisti sono obbligati a cercare e dire sempre quella che ritengono essere la verità) in un’inchiesta servita ad ottenere il trasferimento dell’ufficiale dell’Arma che cercava di far luce sui comportamenti scorretti di alcuni magistrati del palazzo di giustizia di Potenza. All’epoca il Corriere aveva garantito a Vulpio il pieno appoggio. Oggi no.

Non è un caso. Esiste nel nostro paese un intricato groviglio di rapporti tra parte del mondo della politica, della magistratura, delle istituzioni e dell’imprenditoria, in grado di influenzare le indagini giudiziarie più delicate. Per raccontare l’intreccio, e svolgere così quella funzione di controllo che in democrazia spetta anche alla stampa, è necessario conoscere a fondo le vicende per poter distinguere i fatti dalle voci o dalle suggestioni. Non è un lavoro semplice. Anzi è un’attività faticosa, ricca di errori e povera di soddisfazioni. Ma va fatta. E Vulpio la faceva.

Oggi la scelta – e non solo da parte del Corriere – è invece quella di non provare nemmeno a districarsi in queste storie. Semplicemente non se ne parla. E più che la voglia di censura, vince l’immotivata speranza che la tempesta passi da sola. Un po’ come ha fatto il Csm che, al corrente dal 2007 di quanto stava accadendo a Catanzaro, per molti mesi ha evitato di occuparsene. Per arrivare così a queste tragicomiche giornate caratterizzate da schiaffi mollati in faccia a destra e a manca dall’organo di autogoverno della magistratura, come se ciò che avviene tra le toghe campane e quelle calabresi fosse una zuffa tra bambini, sedata da un papà arrivato all’improvviso.

Nascondere lo sporco sotto il tappeto, infatti, non è mai una buona soluzione. Né per se stessi, né per il paese. Perché trasferire tutta l’Italia all’estero è purtroppo impossibile.

3 risposte a “Il Corriere della Sera tappa la bocca a Carlo Vulpio

  1. Sono venuta a conoscenza della sospensione di Carlo Vulpio il 9 dicembre scorso e la stessa sera, intorno alle 21,00, dopo aver letto l’ennesimo articolo dal corriere on line sulla “guerra tra procure” e invogliata dalla possibilità di “dire la tua” , ho formulato la mia: Che fine ha fatto Vulpio?
    Premesso che i commenti già pubblicati erano parecchi, e anche piuttosto “carichi” (al fine di garantire apparentemente la libertà di opinione) non ho avuto remore, né ripensamenti sul mio testo:
    “ Da ormai 2 anni leggo pezzi sul “caso de Magistris” a firma Carlo Vulpio. Non questa volta, …e si nota la differenza. Spero sia solo un caso”.
    Il mio commento non è stato pubblicato, né la sera, né il mattino seguente a dispetto di commenti aggiunti successivamente. Che dire!!!!
    Sarà per la noticina in fase di registrazione (…sarà pubblicato previa autorizzazione della redazione), sarà per la non pertinenza con la “guerra tra procure”, sarà perché in Italia l’informazione è solo un’illusione, e altrettanto la libertà di opinione; sarà perché fino a quando si useranno toni forti, linguaggi coloriti sempre e solo contro tutti e contro nessuno, fino a quando non si tocca il filo scoperto, allora la libertà di opinione è tale, in questo caso è bene “ignorare” e non dare spiegazioni.
    Quanto a Santoro, io mi auguro che la settimana prossima, Carlo sia messo in condizione di parlare e non che altri lo siano a parlare di Carlo. E’ ben diverso, e ancora una volta si avrà la riprova, o la smentita, che ormai nulla è come è, ma tutto è come sembra.

  2. Sono venuta a conoscenza della sospensione di Carlo Vulpio il 9 dicembre scorso e la stessa sera, intorno alle 21,00, dopo aver letto l’ennesimo articolo dal corriere on line sulla “guerra tra procure” e invogliata dalla possibilità di “dire la tua” , ho formulato la mia: Che fine ha fatto Vulpio?
    Premesso che i commenti già pubblicati erano parecchi, e anche piuttosto “carichi” (al fine di garantire apparentemente la libertà di opinione) non ho avuto remore, né ripensamenti sul mio testo:
    “ Da ormai 2 anni leggo pezzi sul “caso de Magistris” a firma Carlo Vulpio. Non questa volta, …e si nota la differenza. Spero sia solo un caso”.
    Il mio commento non è stato pubblicato, né la sera, né il mattino seguente a dispetto di commenti aggiunti successivamente. Che dire!!!!
    Sarà per la noticina in fase di registrazione (…sarà pubblicato previa autorizzazione della redazione), sarà per la non pertinenza con la “guerra tra procure”, sarà perché in Italia l’informazione è solo un’illusione, e altrettanto la libertà di opinione; sarà perché fino a quando si useranno toni forti, linguaggi coloriti sempre e solo contro tutti e contro nessuno, fino a quando non si tocca il filo scoperto, allora la libertà di opinione è tale, in questo caso è bene “ignorare” e non dare spiegazioni.
    Quanto a Santoro, io mi auguro che la settimana prossima, Carlo sia messo in condizione di parlare e non che altri lo siano a parlare di Carlo. E’ ben diverso, e ancora una volta si avrà la riprova, o la smentita, che ormai nulla è come è, ma tutto è come sembra.

  3. gabriella viglietti

    gentile dott. carlo vulpio, so cosa prova in questo momento, lei voleva solo fare bene il suo lavoro, con correttezza e coscienza. Ho subito lo stesso trattamento dove lavoro, volevo lavorare con coscienza e diligenza, e per questo non ero disposta a scendere ad nessun compromesso (nessuno compreso chiudere gli occhi e allungare le mani), e per questo dopo 20 di servizio in ospedale (ufficio tecnico) con professionalità, e competenza sono stata trasferita in un altro servizio e mi occupo di aria fritta. HO PAGATO IL PREZZO DELLA MIA ONESTA’, coraggio dott. vulpio non è solo purtroppo. cordialmente viglietti gabriella

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