Francesco Musotto

Ecco un estratto che parla del deputato regionale siciliano Francesco Musotto (PDL) dal libro “Disonorevoli nostrani”. Nel libro, Benny Calasanzio ci racconta chi sono i deputati regionali siciliani, in pratica il libro è una galleria degli orrori piena di corruzione e rapporti poco chiari con pericolosi mafiosi. Il libro è scaricabile gratuitamente dal blog dell’autore:

http://bennycalasanzio.blogspot.com/2008/12/il-mio-libro-gratis.html

L’articolo su Musotto di cui riportiamo un breve estratto, si trova invece all’indirizzo:
http://bennycalasanzio.blogspot.com/2008/12/francesco-musotto-copie-scaricate-435.html

Musotto Francesco, Pdl, eletto in Provincia di Palermo. La Costituzione Europea, in tema di giustizia penale, nell’articolo II-108, recita: “Il rispetto dei diritti della difesa è garantito ad ogni imputato”. Francesco Musetto, di questo diritto fondamentale dell’uomo, ne ha fatto una bandiera, una missione, una virtù. Da semplice penalista si è trasformato in crociato dei diritti degli sfortunati, o sventuratteddi, per dirla come la dicono i suoi assistiti. Per non essere ambiguo e voltagabbana, Musotto è sempre stato con gli imputati. E non di furto o diffamazione. È stato l’avvocato dei più pericolosi e sanguinari capimafia siciliani appartenenti a cosa nostra: da Raffaele Ganci, mafioso della famiglia della Noce, ai fratelli Graviano, organizzatori delle stragi del 1993 e dell’omicidio di Padre Puglisi, da Salvatore Sbeglia, fornitore del telecomando utilizzato per la strage di Capaci, ad
alcuni affiliati del clan Farinella. Per non farsi mancare nulla nel proprio curriculum, Musotto ha
anche difeso terroristi rossi del calibro di Renato Curcio e Toni Negri. Non è certo per il tenore e la qualità dei suoi clienti che l’8 novembre del 1995, alle quattro del mattino, viene arrestato insieme al fratello Cesare. I due erano accusati di aver fornito assistenza ai latitanti di cosa nostra, di aver passato loro notizie riservate sui provvedimenti giudiziari, di aver dato ospitalità, nel giugno 1993, nella villa di famiglia a Pollina, nei pressi di Cefalù, addirittura al boss corleonese Leoluca Bagarella, cognato di Salvatore Riina…

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