Archivi del mese: gennaio 2009

La casta di conigli censura piazza Farnese e Rete

http://www.danielemartinelli.it/2009/01/28/la-casta-di-conigli-censura-piazza-farnese-e-rete/

Oggi a Roma in piazza Farnese c’è l’iniziativa a sostegno del procuratore Luigi Apicella. Intervengono Marco Travaglio, Carlo Vulpio, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Sonia Alfano e i familiari dei morti nelle stragi di mafia.
Sulle principali testate nazionali, di questa iniziativa, oggi, non c’è una sola parola. Corriere e Repubblica hanno fatto di più: hanno steso il velo della censura persino sulle pagine locali di Roma!
Sulle prime pagine domina il negazionismo lefebvriano assieme a quello dell’informazione. I filoni nettamente separati fra la stampa allineata e la stampa libera della Rete fanno emergere 2 italie: una dopata e una acqua e sapone. Oggi se almeno 2 o 3 milioni di italiani sanno di piazza Farnese è soltanto grazie alla Rete. La peggior nemica della casta corrotta italiota che non sa più come fermarla. Non a caso la stessa casta non esita a sfornare provvedimenti comunisti che fanno a pugni con le direttive europee in materie di libertà, diritto degli utenti e concorrenza.

Loro ci provano e ci riprovano. L’ultima bozza di proposta di legge finita sui tavoli del governo, ufficialmente per combattere la pirateria digitale, se passerà, si tradurrà in censura del web a spese degli utenti ma anche di siti come YouTube a vantaggio di Mediaset. Partorita dal neonato Comitato tecnico governativo contro la pirateria digitale e multimediale,a bozza è pubblicata sul sito di Altroconsumo.
Protegge gli interessi dei soliti papponi che per intere generazioni hanno fatto il bello e il cattivo tempo nel mercato discografico, ma è contrario alle direttive europee in tema di interessi dei consumatori e dell’innovazione del mercato digitale”.

I punti inquietanti della proposta sono la delega in bianco al governo che si fa “garante” della difesa del diritto d’autore per colpire gli utenti e i provider, che secondo il diritto comunitario recepito anche dall’Italia non possono essere responsabili di quanto fatto dai propri utenti. Ma per gli alleati del presidente del consiglio dei piduisti è vitale far vincere Mediaset contro Youtube, come già anticipato la scorsa estate dal deputato mantenuto Luca Barbareschi. Non solo. La bozza, così com’è comporterà misure di disconnessione coatta degli utenti da internet, apprezzata sia dalla Siae che dalla Fimi. Bocciata dal parlamento europeo, oltre che alla censura dell’informazione grazie alla attribuzione di poteri di controllo alle Autorità di governo e alle forze dell’ordine per la salvaguardia e il rispetto delle norme imperative dell’ordine pubblico, del buon costume, ivi inclusa la tutela dei minori”. Con tanti saluti alla libertà di informazione e di critica, per esempio, su alcuni fatti potenzialmente diffamanti per un politico. Tengo a precisare che questa forma di censura è già stata dichiarata incostituzionale negli Usa di Obama.

Dunque, Rete 4 può continuare a diffondere Emilio Fede senza concessione, Striscia la notizia potrà continuare a diffondere le immagini di Youtube assieme a Studio aperto, mentre Youtube dovrà pagare Mediaset. Dove sono gli italiani sovrani?
Ci vediamo a piazza Farnese.

Gandus giudice corretto, i tg tacciono

http://www.danielemartinelli.it/2009/01/27/gandus-giudice-corretto-i-tg-tacciono/:

La sentenza per David Mills si avvicina, l’imputazione, lo ricordo, è quella di corruzione in atti giudiziari in concorso con Silvio Berlusconi, che però non sarà giudicato perché si è fatto sfornare dalla sua maggioranza la porcata alfano, che l’ha reso impunibile per legge. Dal verdetto di primo grado, atteso con tutta probabilità il 17 febbraio prossimo, capiremo se i 600 mila dollari accreditati sul conto corrente di David Mills furono il ringraziamento del premier per aver testimoniato il falso (con scena muta al seguito) nei processi sui diritti Mediaset. Fra l’altro, per inciso, non ho capito perché il governatore dimissionario sardo Renato Soru butti tempo e soldi per querelare il premier bionico.

Tornando a Mills, la difesa di Berlusconi aveva ricusato il giudice Nicoletta Gandus per presunto “grave atteggiamento di inimicizia” nei confronti del presidente del consiglio imputato. Ebbene, dopo la Corte d’appello, anche la Cassazione ha respinto l’istanza. Nelle motivazioni del provvedimento si legge che “Nicoletta Gandus non ha manifestato inimicizia grave nei confronti di Silvio Berlusconi. Qualunque critica che la Gandus avesse manifestato nei suoi confronti fra il 2001 e il 2006, sarebbe comunque avvenuta in un’epoca antecedente al processo”.

La sentenza rimane in ogni caso simbolica nei confronti del presidente del consiglio degli impuniti perché anche se il lodo alfano scadesse domani mattina, Nicoletta Gandus non lo potrebbe più giudicare. Per Berlusconi questo processo ripartirebbe da zero con una nuova corte giudicante e con l’assoluta certezza della prescrizione.
Tanto per chiudere il cerchio ricordo che Nicoletta Gandus ha sempre vietato la ripresa delle udienze di questo processo, ed ora, mentre sto scrivendo, a quasi un mese dall’inoltro della richiesta di copia degli atti del pm Fabio De Pasquale (pubblici), non ho ancora avuto risposte.

L’ape e la goccia killer (articolo di Manuela Cartosio)

Da http://www.tankerenemy.com/2009/01/lape-e-la-goccia-killer-articolo-di.html:


La responsabilità degli insetticidi neonicotinoidi nella moria delle api è già sufficientemente acclarata, tant’è vero che persino in Italia ne è stato sospeso l’impiego (anche se solo temporaneamente, in attesa di raccogliere ulteriori prove scientifiche). I neonicotinoidi sono usati per «conciare» i semi del mais, prima della semina. Finora si pensava che gli effetti micidiali sulle api derivassero dalla dispersione dei neonicotinoidi al momento della semina o dall’inquinamento del polline e del nettare da essi causato. I ricercatori di Padova aggiungono una terza via di trasmissione, le «gutte», le gocce d’acqua essudate sulla punta delle foglie dalle piantine di mais.

In quelle gocce il Dipartimento di Chimica patavino ha rinvenuto una concentrazione di neonicotinoidi di una decina di milligrammi per litro. Ne basta molto meno per uccidere un’ape. “Se beve l’acqua contaminata, muore entro 2-10 minuti, afferma il professor Vincenzo Girolami. Se si limita a sfiorarla con la ligula (la lingua a proboscide), ci vogliono 20-40 minuti, ma il risultato è lo stesso”.

Io so – Antonio Di Pietro

http://www.antoniodipietro.com/2009/01/io_so.html

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Riporto il video dal titolo “Io so” girato per il blog di Beppe Grillo. Il video con i miei “io so” (vi invito a vedere anche quelli di Beppe Grillo, Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, Marco Travaglio e Carlo Vulpio) contengono informazioni che i media non riportano. Domani a Piazza Farnese io ci sarò, a difesa della giustizia e della democrazia del Paese.

Testo dell’intervento:

Io so.
Io so che Tangentopoli non è mai finita, che la corruzione politica è più forte oggi di allora,
io so che molte televisioni e giornali sono uno strumento di propaganda permanente delle forze che si richiamano a Silvio Berlusconi,
io so che Rete 4 è abusiva, io so che Mangano era un mafioso,
io so che Mangano ha vissuto ospite per lungo tempo a casa Berlusconi,
io so che in Parlamento ci sono fior di pregiudicati che non dovrebbero rappresentare gli italiani,
io so che la crisi economica e i milioni di disoccupati e precari sono figli della corruzione, del pizzo, della criminalità organizzata, del malaffare, del connubio tra mafie e politica,
io so che il Lodo Alfano è incostituzionale, io so che nessun cittadino può essere più uguale di altri di fronte alla legge,
io so che Luigi De Magistris è stato discriminato per impedirgli di concludere le sue inchieste, com’è successo a me e com’è succede ogni giorno a tanti magistrati che vogliono fare il loro dovere,
io so che una intera Procura, quella di Salerno, è stata azzerata per impedire che le inchieste di Luigi De Magistris fossero riaperte,
io so che le intercettazioni non sono il problema, ma lo sono coloro che commettono i reati,
io so che chi non ha niente da nascondere non ha paura di essere intercettato,
io so che Berlusconi ha cercato di comprare un senatore e far cadere il Governo Prodi aiutando delle aspiranti attrici,
io so che in un altro Paese questo si chiama corruzione politica,
io so che un Presidente del Consiglio sta usando il suo ruolo e i nostri soldi per fare campagna elettorale in Sardegna invece di occuparsi dei gravi problemi dell’economia, io so che l’Alitalia è fallita,
io so che miliardi di euro di debiti dell’Alitalia sono stati scaricati sugli italiani,
io so che i piccoli risparmiatori che hanno comprato le azioni e le obbligazioni Alitalia hanno carta straccia in mano,
io so che il senatore a vita Giulio Andreotti è stato prescritto per i suoi rapporti con la mafia e non assolto,
io so che deve essere l’informazione a controllare la politica e non la politica a controllare l’informazione,
io so che il Paese ha bisogno di scrollarsi in modo definitivo questa camicia di forza di criminalità mafiosa e politica corrotta e entrare in una nuova era prima che sia troppo tardi,
io so che il parlamentare deve essere eletto dal popolo e non dai segretari di partito,
io so che Corrado Carnevale non dovrebbe avere più alcun ruolo istituzionale,
io so che la commissione antimafia non funziona perché i partiti non vogliono farla funzionare,
io so che i cittadini italiani vogliono giustizia e non soldati per le strade,
io so che l’Italia è la portaerei mondiale per l’importazione della droga.
Io so che bisogna ripartire onorando la memoria di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Giorgio Ambrosoli, Rosario Livatino, Peppino Impastato, Giuseppe Fava, Carlo Alberto Dalla Chiesa e tanti altri che hanno onorato il Paese sacrificando la propria vita, non come chi è andato in giro a fare il latitante.
Io so che il 28 gennaio sarò presente a Piazza Farnese dalle ore 9:00 alle 14:00 per partecipare alla manifestazione a sostegno della Giustizia.
Questo io so. Sapiamolo insieme.

Scandalo? Si’, eccome

Non solo fosforo bianco: su Gaza l’arma del futuro

Da http://senzanome.leonardo.it/blog/non_solo_fosforo_bianco_su_gaza_larma_del_futuro_2.html:

Prima ancora della fine dell’offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, l’accusa di aver usato armi al fosforo bianco aveva già fatto il giro del pianeta. Secondo molti mezzi d’informazione l’esercito israeliano avrebbe fatto un uso massiccio di armi al fosforo bianco. Sia chiaro, non si vuole in questa sede smentire questa ipotesi: sicuramente è stato usato del munizionamento illuminante al fosforo, principalmente bombe ad uso aereo e proiettili per artiglieria pesante, ma siamo proprio certi che si sia trattato di fosforo bianco? Se qualcuno viene colpito da fosforo incendiato, e non è possibile spegnerlo con acqua, le parti colpite presentano tracce profonde di fusione. Le immagini fotografiche e televisive arrivate da Gaza non smentiscono affatto l’uso del fosforo bianco, ma non tutte le ferite mostrate sono compatibili con questa sostanza incendiaria.

A causa della scarsa conoscenza, in Italia come altrove, al di fuori di ambienti medici dei vari tipi di ferite, sono state indicate come “mutilazioni e ustioni da fosforo bianco” anche ferite non del tutto compatibili con questo tipo di munizioni. In effetti, come dichiarato da un medico norvegese di un’organizzazione indipendente presente a Gaza, molti feriti e molti cadaveri presenterebbero lesioni la cui origine non è sicura e non riconducibile a quelle provocate dalle armi normalmente utilizzate, come vaste bruciature, tessuti scarnificati e mummificazione dei tessuti molli; quest’ultimo tipo di offesa non è riconducibile agli effetti provocati dal fosforo bianco. Ma allora, che tipo di munizione può aver provocato questi tipi di ferite irreversibili, e che spesso hanno condotto alla morte? Il medico norvegese avrebbe dichiarato, mediante un’interposta persona per cui il condizionale è d’obbligo, di “non aver mai visto un simile tipo di ferite”.

A raccontare un’ipotesi tanto inquietante quanto plausibile è il Generale di Brigata italiano Fernando Termentini, ex comandante del Genio dell’Esercito Italiano, che ha maturato un’esperienza ventennale nel settore della bonifica degli Ordigni Esplosivi e delle mine in varie aree del mondo. Il Generale ha scritto sulla rivista Pagine di Difesa, testata di politica internazionale e della Difesa, un’interessante articolo nel quale dimostra la compatibilità delle orrende mutilazioni e mummificazioni di Gaza con l’uso di armi a microonde o al plasma.

Secondo la sua analisi, queste armi dovrebbero essere state sperimentate “in Iraq, in Libano e forse anche in occasione della prima guerra del Golfo, contro le truppe irachene in fuga da Kuwait City”. Ma di cosa si tratta? Si tratta di sistemi d’arma che non sparano proiettili, ma fasci di energia più o meno potente. Si tratta di strumenti studiati e realizzati, per conto dell’amministrazione americana, a scopo di ordine pubblico, e poi modificate per essere anche in grado di uccidere. Le armi a microonde nascono infatti come sistemi d’arma non letali a scopo antisommossa. Sono prodotte dalla Raytheon, società americana che, secondo dati del 2007, detiene il 90% delle entrate da contratti nel settore della difesa americana ed è il quarto appaltatore mondiale in questo settore per entità dei guadagni. Le armi a microonde costruite dalla Raytheon, e diffusissime in USA come in Francia, da arma anti-sommossa possono essere trasformate in armi letali aumentando la potenza della radiazione emessa.

La materia organica colpita da queste armi perde istantaneamente tutta la componente liquida, pertanto si accartoccia su se stessa perdendo volume e trasformandosi in un oggetto mummificato. Per questo motivo, le immagini provenienti da Gaza, che presentano cadaveri rimpiccioliti con i tessuti molli mummificati, le parti ossee scollate e gli indumenti praticamente indenni, ricordano molto di più un’arma a microonde, piuttosto che una munizione incendiaria al fosforo. Da notare che cadaveri in queste condizioni sono stati trovati anche a Falluja dopo i combattimenti casa per casa. Anche per quanto riguarda Gaza, non appare affatto sensato che i cadaveri mummificati siano stati resi tali da munizioni aeree o di artiglieria al fosforo: le armi a microonde sono armi corte, a cominciare dal prototipo più famoso, quel Taser che può emettere una scarica elettrica fino a 60.000 Volt; sono armi che riescono ad essere più efficaci di quelle a munizioni convenzionali soprattutto in combattimenti negli abitati, in spazi stretti come vicoli, cunicoli e locali sotterranei.

Come a Gaza, come a Falluja. Armi sicure per chi le usa, visto che non c’è il rischio di proiettili di rimbalzo, che invece normalmente c’è quando con munizioni convenzionali si spara in ambienti ristretti. Come si conclude su Pagine di Difesa, l’ipotesi delle armi a microonde è forse più condivisibile sul piano tecnico, ed anche sul piano militare, rispetto all’uso generalizzato per scopi offensivi di munizionamento al fosforo bianco.

Tirando le somme, si sono viste immagini di cadaveri rimpiccioliti fino ad essere lunghi un metro, senza segni di proiettile, senza arti o con la testa mozzata. Sono queste le testimonianze di civili e medici iracheni, o provenienti oggi da Gaza, come ieri da Falluja, come dalla battaglia dell’aeroporto di Baghdad. Sono armi leggere e maneggevoli, che possono ridurre l’uso di armi di tipo cinetico. E probabilmente sono queste le armi usate negli scontri di terra a Gaza, e non quelle al fosforo bianco. Come dicevamo, quest’ultimo, tecnicamente non può provocare sugli oggetti e sulle persone effetti simili a quelli visti, come la carbonizzazione delle sostanze organiche, quasi nessun danno ai tessuti, pochi danni alle infrastrutture. Il dubbio principale riguarda il fatto che i corpi siano disidratati senza la combustione degli indumenti o dell’ambiente circostanze.

Invece i corpi di Gaza, che come tutti i corpi umani hanno un alto contenuto di liquidi, presentano una carbonizzazione del volume organico, senza che i vestiti, l’involucro esterno, sia intaccato. Al momento, non esiste alcuna convenzione internazionale che regoli o limiti l’uso delle armi ad energia, che ufficialmente risultano essere ancora allo stato di prototipi di ricerca. Forse Gaza è stato il quarto esperimento di questi prototipi.

di Alessandro Iacuelli per Altrenotizie

Il Grande Fratello di Sigonella

Da http://www.pressante.com/politica-e-ordine-mondiale/italia/1286-il-grande-fratello-di-sigonella.html:

Scritto da Antonio Mazzeo
Lunedì 26 Gennaio 2009 00:00

 Ignazio La Russa ce l’ha fatta. Lo aveva promesso nel giugno 2008: “faremo di Sigonella una delle più grandi base d’intelligence del mondo”. Adesso è certo: la stazione aeronavale in mano all’US Navy ospiterà il nuovo sistema AGS (Alliance Ground System) dell’Alleanza Atlantica per la sorveglianza della superficie terrestre e la raccolta e l’elaborazione d’informazioni strategiche.

Il governo italiano ha sbaragliato un’agguerritissima concorrenza: a volere i sofisticati impianti di spionaggio c’erano Germania, Grecia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Spagna e Turchia. Gli investimenti in infrastrutture per oltre un miliardo e 560 milioni di euro facevano gola a tutti. Gli Stati Uniti dovevano però ripagare in qualche modo l’incondizionata fedeltà dei governi d’Italia… alle scelte più scellerate di questi ultimi anni (guerre in Afghanistan e Iraq, nuova base militare di Aviano, comandi AFRICOM a Napoli e Vicenza, stazione radar satellitare MUOS a Niscemi, interventi in Libano, Darfur, Somalia e adesso Gaza).

Roma dovrà comunque sborsare 150 milioni di euro entro la fine del 2010, anno in cui l’AGS diventerà pienamente operativo. Ma gli affari per i soliti noti del settore costruzioni militari è assicurato.

L’Alliance Ground System si divide in tre componenti: una stazione fissa terrestre ove opera il Centro di commando e controllo; una stazione terrestre che può essere facilmente trasportata su velivoli o navi in caso d’emergenza e/o conflitto; le “Software Grounds Stations” costituite da sofisticati sistemi computerizzati che permettono di ricevere, decodificare e trasmettere le informazioni raccolte.
Le stazioni terrestri sono state tutte progettate per supportare le operazioni di dispiegamento in tempi rapidissimi, in qualsiasi scacchiere internazionale, di forze terrestri, velivoli aerei, navi, sottomarini, unità missilistiche. L’AGS è dunque lo “strumento chiave per rendere più incisiva la Forza di Risposta della NATO (NRF)”, divenuta operativa nel giugno 2006.

Il sistema consente inoltre di elaborare in tempo reale un quadro strategico e tattico prontamente disponibile ai Centri di comando e controllo sia della NATO che dei Paesi membri, in tempo di pace e di conflitto. “La capacità alleata di sorveglianza terrestre AGS, è un elemento fondamentale per dare alle forze schierate i mezzi per colpire i loro bersagli con grande precisione, proteggendole contemporaneamente dagli attacchi”, ha spiegato il relatore USA John Shimkus alla Sottocommissione per la cooperazione transatlantica dell’Assemblea Parlamentare della NATO. “L’Alliance Ground System segna un grosso progresso tecnologico per quanto riguarda la cooperazione alleata in materia di difesa. Grazie ad esso, i comandanti disporranno di un’immagine completa, in tempo reale, delle attività sul campo di battaglia man mano che esse si evolvono. Ciò consentirà un’individuazione molto efficace degli obiettivi ed aumenterà la precisione dei tiri in ambienti complessi”.

L’elemento cardine del sistema sarà rappresentato da un modernissimo velivolo senza pilota equipaggiato con sistemi radar e sensori in grado di rilevare, seguire ed identificare con grande accuratezza e da grande distanza il movimento di qualsiasi veicolo sul terreno. Lo scorso anno, l’Alleanza Atlantica ha formalizzato la scelta per l’Euro Hawks UAV, una variante specifica dell’RQ-4B Global Hawk acquisito da US Air Force e US Navy, che offrirebbe “maggiori benefici in termini di supporto logistico, manutenzione ed addestramento”.

Le caratteristiche tecniche del Global Hawk erano già invidiabili: con un peso di 13 tonnellate, questo aereo senza pilota può volare a circa 600 chilometri all’ora a quote di oltre 20.000 metri; ed è in grado di monitorare un’area di 103,600 chilometri quadrati grazie ad un potentissimo radar e all’utilizzo di telecamere a bande infrarosse. Le immagini registrate vengono poi trasmesse via satellite ai comandi terrestri. L’autonomia del Global Hawk è di 36 ore con un solo pieno di carburante. La sua rotta è fissata da mappe predeterminate, un po’ come accade con i missili da crociera Cruise, ma da terra gli operatori possono cambiare le missioni in qualsiasi momento.

Il primo prototipo di Euro Hawk diventerà operativo entro il 2009: due colossi del complesso militare industriale, Northrop Grumman ed EADS lo stanno costruendo dopo aver sottoscritto un contratto di 410 milioni di euro. I velivoli senza pilota della NATO destinati a Sigonella dovrebbero essere 6, a cui si aggiungeranno i 4 RQ-4B che l’US Air Force dislocherà in Sicilia quando saranno completati i lavori di realizzazione degli hangar di manutenzione degli aerei. “L’AGS è uno dei più costosi programmi di acquisizione intrapresi dall’Alleanza”, dicono a Bruxelles. Per l’intero sistema di rilevazione è infatti prevista una spesa che sfiora i 4 miliardi di euro. A beneficiarsene sarà un consorzio costruito ad hoc da imprese statunitensi ed europee: oltre a Northrop ed EADS ci sono pure General Dynamics, Thales e l’italiana Galileo Avionica, società del gruppo Finmeccanica.

Se era ormai nota da tempo la notizia dell’arrivo a Sigonella di squadriglie di velivoli spia senza pilota, ha destato sorpresa l’accenno del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Vincenzo Camporini, all’“allestimento a Sigonella del sistema SIGINT” (acronimo di Signals Intelligence, nda). Ha dichiarato Camporini: “Abbiamo scelto questa base dopo un’attenta valutazione e per la sua centralità strategica nel Mediterraneo che le consentirà di concentrare in quella zona le forze d’intelligence italiane, della NATO e internazionali”.

A Sigonella saranno dunque centralizzate le attività di raccolta d’informazioni ed analisi di comunicazioni, segnali e strumentazioni straniere, trasformando la Sicilia in un’immensa centrale di spionaggio mondiale. Un “Grande Fratello” USA e NATO, insomma, ma non solo. I sistemi di Signals Intelligence hanno infatti una funzione determinante per scatenare il “first strike”, convenzionale o nucleare che sia. Sono lo strumento chiave di ogni “guerra preventiva”. Una delle articolazioni SIGINT è la cosiddetta ELINT – Electronic Intelligence, che si occupa in particolare d’individuare la posizione di radar, navi, strutture di comando e controllo, sistemi antiaerei e missilistici, con lo scopo di pianificarne la distruzione in caso di conflitto.

Per il funzionamento di aerei senza pilota, AGS e centrali di spionaggio, il ministro della difesa ha preannunciato l’arrivo in Sicilia di “800 uomini della NATO, con le rispettive famiglie”. I solerti sindaci dei comuni di Motta Sant’Anastasia (Catania) e Lentini (Siracusa) sono stati premiati. Ben quattro varianti ai piani regolatori approvate negli ultimi anni, consentiranno bibliche colate di cemento su terreni agricoli e aranceti: su di essi prolifereranno residence e villaggi per i militari nordamericani.