Archivi del giorno: 16 gennaio 2009

VERGOGNAMOCI PER LORO

Da http://bananabis.splinder.com/post/19592774/VERGOGNAMOCI+PER+LORO

Zorro di Marco Travaglio, l’Unità del 10/01/2009
Ogni tanto, in certi quartieri infestati dalla malavita, la gente aggredisce le forze dell’ordine per impedire l’arresto di mafiosi. Ma nessuno si sogna di parlare di “scontro tra gente e forze dell’ordine” e di punire gli uni e gli altri. Un mese fa la scena s’è ripetuta al palazzo d’ingiustizia di Catanzaro, dove i pm di Salerno hanno sequestrato le carte di Why Not che chiedevano invano da 10 mesi. Ma stavolta, a tentar di impedire il sequestro, erano i pm calabresi, i quali non han trovato di meglio che controsequestrare le carte sequestrate e indagare i colleghi che li avevano indagati. I Ponzio Pilato delle istituzioni e della stampa al seguito hanno liquidato la cosa come “guerra fra procure” invocando pene esemplari per aggrediti e aggressori. Ora, la soluzione finale.
Il Pg della Cassazione e il cosiddetto ministro Alfano, fra gli applausi di Anm e partiti dì destra e sinistra, chiedono di cacciare sia i pm di Salerno (la cui ordinanza di sequestro, discutibile come tutte, è stata confermata ieri sera dal Riesame), sia quelli di Catanzaro (che hanno agito fuori competenza e in conflitto d’interessi). La tortura più sadica Angelino Jolie la pretende proprio per il procuratore di Salerno, Apicella, che vorrebbe lasciare senza stipendio. Oggi, con urgenza da plotone d’esecuzione, se ne occupa il Csm, lo stesso che ha lasciato al loro posto quasi tutte le toghe calabro-lucane inquisite, riportato Carnevale in Cassazione e promosso Di Pisa, altro nemico giurato di Falcone, procuratore di Marsala. Ha ragione chi respinge i paragoni fra questo regime e il fascismo: questo è peggio.

AL DI SOTTO DI OGNI SOSPETTO

Da http://bananabis.splinder.com/post/19592850/AL+DI+SOTTO+DI+OGNI+SOSPETTO

Zorro di Marco Travaglio, l’Unità del 14/01/2009
Mentre salutiamo con giubilo l’avvento del vero leader dell’opposizione Gianfranco Fini, segnaliamo una notiziola da niente pubblicata il 4 dicembre sulle pagine palermitane di Repubblica. Riguarda l’esimio presidente dell’altro ramo del Parlamento. Titolo: «Le rivelazioni dell’ex deputato Mercadante: “Dal cassiere di Provenzano voti a Schifani“». Svolgimento: «L’ex deputato regionale Giovanni Mercadante, detenuto ai domiciliari per associazione mafiosa, rivela un particolare sulla campagna elettorale del 1996: “Ero passato nelle file di Forza Italia e chiesi ai miei amici, tra i quali Di Miceli (arrestato nel 2002 e condannato come cassiere di Provenzano, ndr), di appoggiare Renato Schifani al Senato e, alle regionali, Dorè Misuraca. Non lo dico per danneggiare i miei ex colleghi di partito, ma chiesi ai miei amici di votare per l’uno e per l’altro”… ». «L’ex deputato è accusato di essere stato il medico di Provenzano», che è imputato insieme a lui. È una vera fortuna che Mercadante non abbia chiesto a Di Miceli di appoggiare Di Pietro, o un figlio di Di Pietro, o un cugino di Di Pietro, o la colf di Di Pietro, e soprattutto che non l’abbia poi dichiarato in tribunale. Altrimenti da un mese e mezzo tutti i tg e giornali non parlerebbero d’altro. Porta a Porta andrebbe in onda in versione Telethon non stop. E II Giornale uscirebbe con allegata una Treccani a dispense sul caso. In alternativa, Di Pietro sarebbe presidente del Senato. Invece niente, silenzio assoluto. La libertà d’informazione e il prestigio delle istituzioni sono salvi.