Archivi del giorno: 2 marzo 2009

Se hai Kakà e gli fai fare il raccattapalle, ti sei venduto la partita

http://www.xantology.com/2009/02/19/lei-che-sa-tutto-delle-stragi-prepari-le-divise-per-la-pattuglia/

lei che sa tutto delle stragi, prepari le divise per la pattuglia

di a. pagliaro
19 Feb 2009

La notizia è questa: a Gioacchino Genchi è stata revocata l’aspettativa sindacale non retribuita, è tornato funzionario di polizia ed è stato assegnato al Veca. Dunque: il superconsulente, l’unico esperto italiano in grado di ricostruire in dettaglio storie criminali attraverso contatti telefonici, collaboratore prezioso per le Procure, padrone di una analisi informatica che conosce solo lui, da oggi lavora a Palermo al Centro raccolta regionale Veca. Veca? Veca sì. Che significa: vestiario, equipaggiamento, casermaggio e armamento.

Di nuovo: vestiario, equipaggiamento, casermaggio e armamento.

Dottore Genchi, per favore prepari le divise per la pattuglia.
Signor commissario, io conosco i nomi dei mandanti delle stragi.
Dottore Genchi, la smetta e prepari le divise.
Agli ordini commissario.

Se hai Kakà e gli fai fare il raccattapalle, ti sei venduto la partita.

“cosi’ mi impedirono il sopralluogo nella villa” . Caselli svela un altro giallo sulla cattura di Riina

http://archiviostorico.corriere.it/1994/gennaio/15/cosi_impedirono_sopralluogo_nella_villa_co_0_940115835.shtml

Caselli Giancarlo si lamenta per il comportamento delle forze dell’ ordine in occasione della cattura di Riina Salvatore: falsi pretesti, 18 giorni di rinvio, bugie varie. intanto finisce in carcere uno dei figli di Santapaola

————————- PUBBLICATO —————————— Il boss fu preso un anno fa, il procuratore di Palermo accusa i carabinieri TITOLO: “Cosi’ mi impedirono il sopralluogo nella villa” Caselli svela un altro giallo sulla cattura di Riina Falsi pretesti, diciotto giorni di rinvii “La casa e’ sotto controllo”, ma era una bugia Finisce in carcere uno dei figli di Santapaola
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DAL NOSTRO INVIATO PALERMO . Caselli vuole sapere perche’ , subito dopo l’ arresto del grande capo di Cosa nostra, a lui e ai suoi magistrati fu impedito per 18 giorni di fare un sopralluogo nella villa di Toto’ Riina. Dopo la perfetta trappola scattata grazie ai militari del Ros con la cattura del “dittatore”, infatti, furono gli stessi carabinieri a scoraggiare il procuratore della Repubblica, a rinviare la perquisizione del covo dorato di via Bernini, a sostenere che erano in corso servizi di vigilanza per scoprire eventuali complici. Ma, trascorsi quei 18 giorni, in Procura si seppe che appostamenti e servizi probabilmente non erano mai stati effettuati. Un giallo. Che Caselli ha messo per iscritto in una lettera datata 10 febbraio 1993, un testo top secret pronto per essere acquisito dalla commissione antimafia. La trappola scatto’ proprio un anno fa, alle 8,27 del 15 gennaio, sulla circonvallazione di Palermo dove Riina fu arrestato insieme con il suo autista Salvatore Biondino. Il tutto a poche centinaia di metri dalla villa del residence in cui Riina aveva trascorso l’ ultimo periodo della sua ventennale latitanza. Sulla cattura di Riina non sono mancate tante polemiche anche all’ interno dell’ Arma dei carabinieri. Ma il clamoroso successo ha finito in parte per soffocarle. Ne’ Caselli intende alimentarne. Ma, ad un anno dal grande colpo, mancherebbe ancora una risposta alla lettera indirizzata al generale Giorgio Cancellieri, comandante dei carabinieri in Sicilia. Vale la pena di leggerla. Caselli fa la cronaca degli avvenimenti: “Il giorno 15 gennaio 1993, nelle ore successive all’ arresto, vari ufficiali dell’ Arma, e in particolare del Ros, ebbero a manifestare a me e ad altri magistrati che i vari luoghi di interesse per le indagini, e in particolare il complesso immobiliare…, erano sotto costante controllo e che era indispensabile evitare ogni intervento immediato…”. Ed ancora: “Nel pomeriggio furono addotte le medesime ragioni per richiedere pressantemente che non venisse eseguita perquisizione (…) e nei giorni successivi non venne segnalata la necessita’ o anche solo l’ opportunita’ di rivedere le decisioni…”. Poi: “Solo la sera del 26 gennaio alcuni ufficiali affermarono (…) che ogni attivita’ di controllo di tale complesso immobiliare era forse cessata da tempo…”. La mattina del 27 pero’ in Procura arrivo’ la nota del Ros in cui per la prima volta si parlava di via Bernini 54 precisando che “erano state effettuate riprese filmate e che avevano registrato l’ uscita dal complesso della moglie del Riina”. Ma “solo la mattina del 30 gennaio” gli ufficiali riferirono che “il servizio di osservazione e controllo in via Bernini 54 era cessato gia’ nel pomeriggio del 15 gennaio, che esso aveva riguardato solo il cancello esterno dell’ intero complesso”. E “nulla veniva detto sul perche’ tale sospensione non fosse stata tempestivamente comunicata a questo ufficio”. Scattarono cosi’ le perquisizioni a tappeto per tutte le ville del residence ma si constato’ che “nella villa gia’ utilizzata dal Riina e dai suoi familiari lo stato dei luoghi (pareti, rivestimenti, mobili…) era ormai radicalmente diverso da quello proprio di locali abitati”. Di qui la necessita’ per Caselli “di chiarire nel modo piu’ esauriente tutti gli aspetti di una indagine che, dopo avere consentito un risultato di eccezionale rilievo, riveste tuttora particolarissima importanza”. Dalle polemiche ad un successo: arrestato ieri ad Acicastello, vicino a Catania, uno dei figli di Santapaola.

Il ROS che omise di catturare Santapaola?

Da http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1135:barcellona-pozzo-di-gotto-il-buco-nero-del-crimine-italiano&catid=19:i-mandanti-occulti&Itemid=39:

… l´altra volta per battuta ad un amico dicevo che alla luce delle conoscenze odierne quasi quasi bisognerebbe chiedere scusa al piduista Umberto Federico D´Amato dell´Ufficio Affari Riservati perché forse erano quasi una casa di vetro e trasperenza rispetto a certe strutture di investigazione di oggi. Mi riferisco esclusivamente e naturalmente al ROS, il quale ROS é, per quanto é accaduto in provincia di Messina, lo stesso ROS che omise di catturare Santapaola pur avendo in diretta le intercettazioni ambientali di Santapaola e tante altre cose. Al momento in cui gli accertamenti di polizia giudiziaria fatti in quel convento non hanno portato a nessun risultato e tali accertamenti furono fatti dal ROS – proprio da quel ROS – voi capite che sospetto piú sospetto piú sospetto Agatha Christie de “I dieci piccoli indiani” avrebbe scritto la sentenza di Cassazione…

SULL’ USURA, IL SIGNORAGGIO, IL DEBITO PUBBLICO E ALTRE FRIVOLEZZE

Da http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5638:

Vorrei cercare di diffondere una consapevolezza di base della nostra condizione di “euroschiavi” in modo che si possa alimentare rabbia e desiderio di liberazione tra gli imprenditori piccoli e medi, studenti, professori, burocrati. Puoi spiegare con la massima semplicità possibile i meccanismi di signoraggio primario e del signoraggio secondario?

della-luna1_magazine-il-fondoIl denaro, la liquidità, o più propriamente i mezzi monetari, consistono, oggi, per l’8 % circa di denaro legale (euro, yen, dollari – banconote) emesso dalle banche centrali di emissioni, e per il restante 92% di promesse di pagamento bancarie (assegni circolari, lettere di credito, saldi attivi di conti correnti, etc.), emesso dalle altre banche. Sia il denaro reale che quello virtuale, bancario, vengono creati dal sistema bancario senza costi di produzione, perché non hanno contenuto in oro né copertura in oro. Il sistema bancario, però, se li fa pagare dallo stato e da chiunque li richieda, anche come mutui e crediti, a un corrispettivo pari al valore nominale, più l’interesse. Ad esempio, se tu ottieni dalla banca un credito di 100.000 euro per comprarti casa, sotto forma di un assegno circolare, la banca non si toglie nulla dal suo patrimonio per darti quell’assegno, si limita a stamparlo, e non ha nemmeno una riserva per coprire il suo valore – al massimo ne ha l’1%. Sì, per quanto possa parere assurdo, gli assegni circolari sono pressoché completamente scoperti. La banca non si toglie nulla, per farti credito. Ma tu ti impegni a pagarle, in cambio, i 100.000 euro oltre agli interessi, che tu ti devi procurare lavorando, commerciando, rischiando, etc. Questo è il signoraggio secondario. E, chiaramente, è un gigantesco inganno, perché la banca finge di darti denaro, che non ha, mentre ti dà un pezzo di carta, che non le costa niente, e che promette denaro che la banca, appunto, non ha. Pretende interessi su denaro che non ti ha prestato e che non ha. Il signoraggio primario è analogo: lo stato, per procurarsi denaro legale creato a costo zero e senza copertura aurea della banca centrale, lo paga dando in cambio titoli del debito pubblico, per pari importo, e per giunta gravati da interesse, che ogni anno si accumula, e ha così prodotto l’enorme e paralizzante debito pubblico che sta strangolando l’economia e la società. Un indebitamento perfettamente inutile, perché lo stato potrebbe benissimo stampare il denaro in proprio a costo zero. Un indebitamento che serve però a regalare ai banchieri e assicuratori privati, proprietari della banca centrale, della Banca d’Italia, le tasse dei cittadini. Sostanzialmente, il signoraggio è un mezzo dei banchieri per drenare potere d’acquisto dalla società, in cambio di niente, attraverso lo sfruttamento di un’illusione e con la strumentalizzazione dello stato. Il signoraggio è anche la prova provata e oggettiva che la società è governata da un’élite, che la gestisce nel proprio interesse. Sia il signoraggio primario che il signoraggio secondario vengono fatti sparire in bilancio, così che su di essi le banche non pagano tasse. Ho descritto questo sistema nel libro Euroschiavi – Arianna Editrice – III Edizione.

Grillo e Travaglio sostengono che il Debito Pubblico sia da ascrivere principalmente alla responsabilità di Craxi e dei governi degli anni ‘80 che lo portarono dal 60% al 110% del PIL. Cosa c’è di vero? Non è stata piuttosto responsabilità dell’alta inflazione che c’era in quel periodo di grande sviluppo economico?

Il presupposto del debito pubblico è che la proprietà del denaro al momento della sua creazione sia privata, come è in quasi tutto il mondo – il signoraggio privato, appunto. E l’uso di metodi contabili falsanti per nasconderlo. In Italia, abbiamo diversi episodi che hanno contribuito notevolmente all’indebitamento pubblico:

1) l’enorme e inutile spesa per nazionalizzare la SIP (Società Idroelettrica Piemontese), di cui dobbiamo ringraziare un governo Moro;

2) la scelta di elargire pensioni non spettanti nel Meridione, negli anni Settanta, per prevenire la saldatura tra la protesta delle plebi diseredate del Sud e l’insorgenza operaia di sinistra settentrionale;

3) il c.d. “divorzio” tra il Tesoro e la Banca d’Italia (che rese molto più costoso il finanziamento del debito pubblico); 4) l’azione dei governi degli anni ‘80, cui si riferiscono Travaglio e Grillo.

Attribuire a quest’ultimo fattore la causa principale dell’indebitamento pubblico, ignorando gli altri fattori, strutturali e più importanti, dimostra che non si conosce il problema.

Il 6 Dicembre 2001, la BCE scrive esplicitamente del “reddito da signoraggio”(http://www.ecb.int/press/pr/date/2001/html/pr011206_1.it.html) e regolamenta la ripartizione tra le diverse Banche centrali Nazionali. Come è possibile che una cosa così scandalosa sia apertamente ammessa e che i grandi organi di stampa tacciano? E se sono gli stessi banchieri ad ammettere l’esistenza di questo reddito, come possono alcuni negare l’esistenza di quella che tu chiami «truffa bancaria da signoraggio»?

I mass media dipendono economicamente dai loro proprietari e dai loro inserzionisti – da chi li paga per fare pubblicità – quindi non disturbano gli interessi del sistema finanziario. La popolazione generale non si interessa di economia e di cose che richiedano sforzo per essere comprese. Cerca lo svago, il divertimento. Praticamente non sa e non capisce nulla. Perciò non v’è da temere che si occupi di queste cose.

Banco-nota – Bretton Woods – Petrolio. La storia dell’occidente industrializzato è stata intessuta intorno a questi fili non visibili a tutti. Possiamo prendere ad esempio le vicende degli attacchi all’Iraq per spiegare la relazione tra questi tre elementi?

Certo. Gli USA da decenni comperano a costo zero mezzo mondo e pagano proxy armies dappertutto stampando un diluvio di pezzi di carta – i dollari – che oggi mantengono il loro valore solo perché gli USA impongono che il petrolio sia pagato solo in dollari. Lo impongono facendo o minacciando guerra ai paesi petroliferi che cercano di vendere il loro petrolio in cambio di euro o altre valute. Se non ci fosse questa domanda militarmente imposta di dollari USA, questa valuta crollerebbe.

Vorrei fare un gioco. Io cito dei nomi di uomini in vista (anche scomparsi) e tu mi indichi brevemente i loro legami con il Sistema bancario e la loro funzione tecnica o sottile nel garantire la sua stabilità. Mario Draghi, Romano Prodi, Marco Travaglio, Lamberto Dini, Gianni Riotta, Oscar, Paul Marcinkus, Angelo Sodano, Adam Jhosef Maida, Giovanni Bazoli, Alessandro Profumo, De Benedetti …

E io continuo il tuo gioco sottoponendoti la lista delle banche private proprietarie della FED, cioè del dollaro:

Rothschild Bank di Londra
Kuhn Loeb Bank di New York
Warburg Bank di Amburgo
Israel Moses Seif Banks d’Italia
Rothschild Bank di Berlino
Goldman, Sachs di New York
Lehman Brothers di New York
Warburg Bank di Amsterdam
Lazard Brothers di Parigi
Chase Manhattan Bank di New York

Che ti suggeriscono questi nomi?

Però indicare i legami personali, le connections, di politici e opinionisti serve a poco. Essenziale è invece accettare la realtà che la storia e soprattutto la presente crisi hanno palesato anche al grande pubblico, ossia che il potere non sale dal basso, dal popolo, per esprimersi nelle istituzioni di uno stato sovrano e rappresentativo degli interessi collettivi, ma al contrario esso scende dall’alto, viene esercitato sul popolo da ristrette cerchie di persone ben organizzate – i c.d. poteri forti – e lo stato è uno strumento di esercizio di questo potere. I politici, i partiti, nell’ordinamento reale, hanno la duplice funzione di apportare consenso popolare a questo sistema costituito, e di permettere un innocuo sfogo al malcontento; in cambio di tale servizio, essi ricevono in cambio privilegi soprattutto economici.

Scrive “La paura e la speranza”; fa il duro con le banche; un giornalista inglese gli chiede: “Se Unicredit … ” e lui fugge via, senza vergogna; ci parla di Nuovo Ordine Mondiale … Chi è Giulio Tremonti?

Non lo so. La sua azione, finora, è stata modestissima e scarsamente efficace. Forse saprebbe che cosa fare, ma non può farlo per mancanza di condizioni. O forse non sa proprio che cosa andrebbe fatto. O forse non c’è proprio nulla da fare, oggettivamente. Vedremo.

Nino Galloni crede che sia una necessità per il sistema stesso una remissione periodica del debito, così come era in uso tra gli ebrei. Quali strumenti secondo te possiamo utilizzare per annullare il meccanismo del debito infinito?

Solo la moneta creata senza debito, ossia la moneta che incorpora il signoraggio anziché lasciarlo in mano a chi la emette, risolve il male del debito infinito. Ma il debito infinito, la moneta debito, è uno strumento di profitto e di dominazione. La remissione periodica del debito è impraticabile, perché, se fosse introdotta, nessuno concederebbe più crediti. Se però il suo scopo fosse di porre fine alla pratica del credito, allora arriverebbe allo scopo.

In Sardegna 5400 agricoltori sono a rischio esproprio di terreni e abitazioni a causa di un debito spropositato con le banche, e ben 30.000 sono interessati da procedure esecutive di pignoramento. Nel nord est molti imprenditori sono costretti a vendere la propria azienda per pagare debiti bancari che spesso sono costituiti soltanto dai cosiddetti interessi passivi. In Puglia alcuni mesi fa un imprenditore dichiarò fallimento perchè con i suoi soldi la banca aveva investito in titoli derivati e scommesso sui “futures”. A questo si aggiunge il calo determinato dalla crisi. A Milano gli sfratti esecutivi sono aumentati nel 2008 di 25.000 unità. Quali scenari prevedi per la vita degli italiani post-industriali?

È in corso un enorme e globale trasferimento e concentrazione delle ricchezze, in favore dei finanzieri e, in generale, dei monopolisti delle risorse primarie e della distribuzione. E’ questo lo scopo della crisi e della recessione. Si sta creando una società diversa, con alcune caratteristiche principali:

– Eliminazione dei ceti intermedi;
– Schiacciamento verso il basso della piramide dei redditi;
– Vertice sociale distaccato dalla base;
– Meno libertà, garanzie, diritti:
– Cittadini ridotti a puri price takers rispetto a beni e servizi primari;
– Lavoratori privati di potere di contrattazione;
– Contribuenti completamente esposti al fisco
– Strumenti di controllo totale sulla vita e le attività dei cittadini;
– Niente più autonomia alimentare dei popoli;
– Privatizzazione di tutte le risorse vitali;
– Stato di polizia per gestire le tensioni sociali;
– Meno popolazione (molti moriranno per fame, sete, malattie).

Tu hai preparato una proposta di legge per interrompere il signoraggio. Cosa si può fare, una volta assunta la consapevolezza di questo sistema, per opporsi? So che ci sono fermenti tra gli imprenditori del Nord, ci puoi aggiornare sulle azioni che stanno portando avanti?

Sono state presentate, in parlamento, diverse mozioni di riforma monetaria, per togliere ai banchieri privati almeno il signoraggio primario, una anche di recente, ma i parlamentari hanno sempre respinto tali mozioni. I parlamentari sono, complessivamente, marionette delle segreterie dei rispettivi partiti, che a loro volta sono marionette dei banchieri. Rappresentano interessi opposti a quelli della popolazione. In quanto al Nord, credo che gli imprenditori sarebbero già insorti per l’indipendenza da Roma, se non avessero avuto la via di uscita della delocalizzazione, cioè del trasferire all’estero le imprese, portando fuori tecnologie, capitali, clientela, versamenti fiscali e contributivi, e lasciando all’Italia i loro dipendenti licenziati da mantenere. Emigrare verso un paese efficiente è l’unica soluzione pratica, per ora. Scontrarsi col sistema non ha speranza di riuscita. Gli Italiani sono codardi. Non sanno fare rivoluzioni. Ma non escludo che si arrivi a uno scioglimento dello stato unitario, in modo da porre fine al mantenimento dell’arretratezza del Sud, allo sfruttamento del Nord-Est, e di restituire ad ogni popolo la libertà di gestirsi secondo la sua mentalità e capacità.

Quale sarebbe il primo ed immediato risultato dell’interruzione del “reddito da signoraggio” a favore delle banche?

Fine del disavanzo di bilancio e dell’indebitamento pubblico; grosse risorse per investimenti, infrastrutture, tagli delle tasse.

Potrebbero scomparire le tasse?

Potrebbero restare i tributi sui servizi (tassa di circolazione, tassa per l’occupazione di suolo pubblico, tasse universitarie, etc…).

Ci spieghi in modo schematico come la banche riescono a non pagare tutte le tasse che dovrebbero?

Semplice. Creano dal nulla, a costo zero, mezzi monetari e in bilancio li fanno risultare come un’uscita patrimoniale, mentre non vi è alcuna uscita. Immagina se si potesse tassare tutto questo reddito occultato… in Italia, circa 700 miliardi l’anno…

Qualche settimana fa abbiamo scoperto, grazie alle dichiarazioni di Lord Myners, che ad Ottobre tutto il sistema bancario inglese stava per bloccarsi perchè sembrava che i grandi clienti di RBS di New York e Tokio, insieme ad altri della HBSO stessero per ritirare i loro depositi lasciando tutti senza liquidità. Per cui è intervenuta Bank of England contattando i creditori americani e giapponesi e convincendoli a non ritirare i loro fondi. Parallelamente il governo aveva deciso di congelare conti, carte bancomat, sportelli al pubblico, non potendo nessuna banca far fronte alle richieste di liquidità dei cittadini. A questo sarebbe dovuta seguire la nazionalizzazione di tutto il sistema bancario. Se andassimo in banca a ritirare tutti i nostri soldi lì depositati, cosa accadrebbe?

Non riusciremmo a incassare nemmeno l’uno per mille, in contanti, di quanto tutti abbiamo, anzi dovremmo avere, in deposito.

Sarebbe stata una cosa positiva per i cittadini nazionalizzare le banche? O sarebbe stata soltanto la partecipazione pubblica ad un collasso, per salvare dirigenti e privati guadagni?

Nazionalizzare le banche è del tutto inefficace se non si fa emergere il reddito occulto da signoraggio, ossia se non si riforma la contabilità bancaria. Il signoraggio continuerebbe a venir prodotto ed trafugato dai top managers bancari.

Vorrei chiudere con un riferimento al tuo libro “Le chiavi del potere“. Cosa spinge tutti a “non vedere” ed accettare supinamente l’usura?

L’abitudine. L’uomo comune è fatto di abitudini ereditate e fossilizzate. Mentali e comportamentali. Non riflette. Non vede. Non capisce. Se capisce, dimentica. Fondamentalmente, dorme. E’ un tema che io e il prof. Paolo Cioni abbiamo approfondito nel saggio “Neuroschiavi”, in pubblicazione presso Macroedizioni.

Abbiamo toccato alcuni punti che caratterizzano la gabbia creata intorno alla nostra vita dalle banche, tuttavia l’argomento è vasto, vuoi aggiungere qualcosa che abbiamo tralasciato e che invece è essenziale per “risvegliarsi” ed avviarsi verso una vera e propria liberazione?

Hai detto bene: si tratta di svegliarsi. Non basta spiegare le cose, per svegliare. L’Illuminismo non ha cambiato le cose. A svegliarsi sono sempre pochi alla volta. I cambiamenti rapidi e importanti avvengono, di fatto solo a livello individuale. La popolazione, in generale, non si è evoluta e non ha imparato praticamente alcunché. Continua a cercare divertimenti e rassicurazioni, e crede a chi glieli promette, fino a collaborare alla propria rovina. Da un anno circa opera però un fattore nuovo, che potrebbe stimolare risvegli su scala più ampia. Mi riferisco alle monete complementari e alternative, come lo Scec, il Toc, i Dané, che non solo aiutano oramai migliaia di persone, ma anche, e soprattutto, le costringono, attraverso l’esperienza del riceverli gratis e di usarli quotidianamente, a capire che il denaro non ha un costo di produzione, che è un bene pubblico, che non genera inflazione se emesso per consentire produzione e consumo; e che è assurdo, fraudolento ed incostituzionale, quindi, che lo stato, ovvero il popolo, lo paghi, come ora fa, a banchieri privati.

Ex guardia del corpo dell’ex ministro De Michelis ritenuto ”uno dei principali capi” della ‘ndrangheta

Da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=13442&Itemid=48:

2 marzo 2009
Madrid. Un ex poliziotto e guardia del corpo dell’ex ministro del Lavoro e della Previdenza sociale Gianni De Michelis, ritenuto ”uno dei principali capi” della ‘ndrangheta, e’ stato arrestato in Spagna…