“cosi’ mi impedirono il sopralluogo nella villa” . Caselli svela un altro giallo sulla cattura di Riina

http://archiviostorico.corriere.it/1994/gennaio/15/cosi_impedirono_sopralluogo_nella_villa_co_0_940115835.shtml

Caselli Giancarlo si lamenta per il comportamento delle forze dell’ ordine in occasione della cattura di Riina Salvatore: falsi pretesti, 18 giorni di rinvio, bugie varie. intanto finisce in carcere uno dei figli di Santapaola

————————- PUBBLICATO —————————— Il boss fu preso un anno fa, il procuratore di Palermo accusa i carabinieri TITOLO: “Cosi’ mi impedirono il sopralluogo nella villa” Caselli svela un altro giallo sulla cattura di Riina Falsi pretesti, diciotto giorni di rinvii “La casa e’ sotto controllo”, ma era una bugia Finisce in carcere uno dei figli di Santapaola
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DAL NOSTRO INVIATO PALERMO . Caselli vuole sapere perche’ , subito dopo l’ arresto del grande capo di Cosa nostra, a lui e ai suoi magistrati fu impedito per 18 giorni di fare un sopralluogo nella villa di Toto’ Riina. Dopo la perfetta trappola scattata grazie ai militari del Ros con la cattura del “dittatore”, infatti, furono gli stessi carabinieri a scoraggiare il procuratore della Repubblica, a rinviare la perquisizione del covo dorato di via Bernini, a sostenere che erano in corso servizi di vigilanza per scoprire eventuali complici. Ma, trascorsi quei 18 giorni, in Procura si seppe che appostamenti e servizi probabilmente non erano mai stati effettuati. Un giallo. Che Caselli ha messo per iscritto in una lettera datata 10 febbraio 1993, un testo top secret pronto per essere acquisito dalla commissione antimafia. La trappola scatto’ proprio un anno fa, alle 8,27 del 15 gennaio, sulla circonvallazione di Palermo dove Riina fu arrestato insieme con il suo autista Salvatore Biondino. Il tutto a poche centinaia di metri dalla villa del residence in cui Riina aveva trascorso l’ ultimo periodo della sua ventennale latitanza. Sulla cattura di Riina non sono mancate tante polemiche anche all’ interno dell’ Arma dei carabinieri. Ma il clamoroso successo ha finito in parte per soffocarle. Ne’ Caselli intende alimentarne. Ma, ad un anno dal grande colpo, mancherebbe ancora una risposta alla lettera indirizzata al generale Giorgio Cancellieri, comandante dei carabinieri in Sicilia. Vale la pena di leggerla. Caselli fa la cronaca degli avvenimenti: “Il giorno 15 gennaio 1993, nelle ore successive all’ arresto, vari ufficiali dell’ Arma, e in particolare del Ros, ebbero a manifestare a me e ad altri magistrati che i vari luoghi di interesse per le indagini, e in particolare il complesso immobiliare…, erano sotto costante controllo e che era indispensabile evitare ogni intervento immediato…”. Ed ancora: “Nel pomeriggio furono addotte le medesime ragioni per richiedere pressantemente che non venisse eseguita perquisizione (…) e nei giorni successivi non venne segnalata la necessita’ o anche solo l’ opportunita’ di rivedere le decisioni…”. Poi: “Solo la sera del 26 gennaio alcuni ufficiali affermarono (…) che ogni attivita’ di controllo di tale complesso immobiliare era forse cessata da tempo…”. La mattina del 27 pero’ in Procura arrivo’ la nota del Ros in cui per la prima volta si parlava di via Bernini 54 precisando che “erano state effettuate riprese filmate e che avevano registrato l’ uscita dal complesso della moglie del Riina”. Ma “solo la mattina del 30 gennaio” gli ufficiali riferirono che “il servizio di osservazione e controllo in via Bernini 54 era cessato gia’ nel pomeriggio del 15 gennaio, che esso aveva riguardato solo il cancello esterno dell’ intero complesso”. E “nulla veniva detto sul perche’ tale sospensione non fosse stata tempestivamente comunicata a questo ufficio”. Scattarono cosi’ le perquisizioni a tappeto per tutte le ville del residence ma si constato’ che “nella villa gia’ utilizzata dal Riina e dai suoi familiari lo stato dei luoghi (pareti, rivestimenti, mobili…) era ormai radicalmente diverso da quello proprio di locali abitati”. Di qui la necessita’ per Caselli “di chiarire nel modo piu’ esauriente tutti gli aspetti di una indagine che, dopo avere consentito un risultato di eccezionale rilievo, riveste tuttora particolarissima importanza”. Dalle polemiche ad un successo: arrestato ieri ad Acicastello, vicino a Catania, uno dei figli di Santapaola.

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