De Magistris: ”Ho pagato per aver fatto il mio dovere”

Da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=13582&Itemid=78:

di Monica Centofante – 6 marzo 2009
“Sono consapevole di aver pagato semplicemente per aver esercitato il mio dovere”.
Luigi De Magistris, ex pm di Catanzaro, si è espresso così ai microfoni di Chiara Rossotto, del Tg3, nel corso di un’intervista trasmessa ieri sera dal canale Rai.
E in risposta a una serie di domande della giornalista sulla complessa vicenda che ha portato all’immotivata sanzione disciplinare del trasferimento di sede e funzione emessa nei suoi confronti. “Io sono convinto – ha spiegato il magistrato, interrogato sulle motivazioni che hanno portato alla sottrazione delle inchieste Why Not e Poseidone – che il nodo centrale è di aver individuato il controllo illegale della spesa pubblica e del denaro pubblico, un sistema molto inquietante, parliamo di miliardi di Euro, nel quale ruotano interessi di una parte considerevole della cosiddetta classe dirigente meridionale. Aver individuato specifiche ipotesi di reato ha fatto fare un salto di qualità e la reazione è stata violenta anche perché all’interno della gestione illegale di queste somme così considerevoli di denaro c’erano anche pezzi importanti delle istituzioni tra cui magistrati”. Dopo aver spiegato che su Clemente Mastella e Romano Prodi gli elementi per indagare c’erano – così come è stato accertato dalle indagini condotte dai giudici di Salerno, recentemente costretti a subire le sue stesse sanzioni disciplinari – il dott. De Magistris ha commentato il fantomatico scontro tra procure seguito alle perquisizioni dello scorso 2 dicembre. Sul punto, ha detto, “io ho una idea ben precisa. Cioè che vi sia stata una strategia da parte di alcuni settori dell’informazione e di alcuni settori delle istituzioni di creare ad arte, da un punto di vista mediatico e istituzionale, lo scontro tra procure per giustificare un intervento immediato nei confronti dei magistrati che stavano indagando ed anche da utilizzare nelle riforme legislative in atto. Sia lo scontro tra procure sia il cosiddetto archivio Genchi successivo”. Le parole del magistrato, lo ricordiamo, sono già state confermate nel citato decreto di perquisizione, considerato perfettamente legittimo dal Tribunale del Riesame di Salerno, e nella richiesta di archiviazione delle indagini contro il dott. De Magistris firmata il 5 giugno dello scorso anno dai giudici salernitani Apicella, Nuzzi e Verasani. In quel documento, di circa mille pagine, i magistrati avevano provato che contro l’allora pm di Catanzaro era stata attuata una complessa e raffinata strategia di delegittimazione mirata non solo ad interferire pesantemente nelle sue indagini, ma a distruggere la sua figura di magistrato sul piano mediatico. Un “lavoretto da 007” che nel tempo ha dato e sta dando i suoi frutti.

Per SCARICARE l’intervista integrale clicca qui: Luigi De Magistris Tg3

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