De Magistris: su controllo magistratura siamo in piena P2

10 marzo 2009
Roma. Per l’ ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, “sotto il profilo di alcuni passaggi, come il controllo della magistratura, siamo in piena P2.

Per il 60-70 per cento il piano di Rinascita democratica è stato già applicato, anzi lo stanno migliorando nella loro ottica, lo stanno rendendo contemporaneo”. “Constato – dice al programma web Klaucondicio – che chi ha fatto negli ultimi tempi investigazioni delicate sul tema delle collusioni interne alle istituzioni e, soprattutto, dove il collante è stato quello dei poteri occulti, non credo che abbia avuto un grosso ausilio da parte di chi dovrebbe istituzionalmente stare vicino”. “Il Csm – spiega il magistrato – nel passato, se pur in casi simbolici ed isolati, è intervenuto su magistrati iscritti alla P2. Però non entrava con il bisturi nel sistema. E’ importante che il Csm dovrebbe vigilare per evitare che si cada nuovamente in quello che è successo nel 1982, quando addirittura una corrente della magistratura, all’epoca magistratura indipendente, risultò avere finanziamenti da parte della loggia P2”.

ANSA

Genchi/ De Magistris: Caso una bufala, non temo relazione Copasir
Intercettare servizi segreti non è tabù, ma io non l’ho fatto

10 marzo 2009
Roma. “La questione Genchi, a mio avviso, è sostanzialmente una grande bufala”. Lo sostiene l’ex pm calabrese Luigi De Magistris, intervistato a ‘Klauscondicio’, a poche ore dall’inizio del dibattito in Senato sulla relazione del presidente del Copasir, Francesco Rutelli, a proposito dell’attività del suo consulente informatico. “Non ho assolutamente paura di Rutelli – afferma – ho agito nel pieno rispetto della legalità. Io posso commentare il mio lavoro, non il lavoro di Rutelli. Ho agito nel pieno rispetto delle norme solo al fine di accertare determinati fatti. Prendo atto che non si vuole far emergere la verità”.

Sostiene De Magistris, oggi giudice del Riesame a Napoli dopo il trasferimento d’ufficio disposto dal Csm: “Io ero il titolare delle indagini preliminari di due grossissime attività investigative, Poseidone e Why Not. Nell’ambito di questa investigazione, mi avvalevo di considerevoli collaboratori: polizia giudiziaria, carabinieri, guardia di finanza, ufficio antiriciclaggio della Banca D’Italia e consulenti. Avevo creato un vero e proprio pool e tra questi c’era anche il dottore Genchi, che si è occupato di un piccolo segmento di Why Not e Poseidone. Il dottor Genchi non conosce nei dettagli le indagini, quindi mi assumo io l’intera responsabilità sotto il profilo delle investigazioni, delle intuizioni e degli obiettivi che mi ero prefissato. Adesso si scopre il Grande Fratello”.

De Magistris difende ancora Genchi: “E’ un consulente, un vicequestore della polizia di Stato che lavora per le magistrature, per i pubblici ministeri, per i giudici, le Corti d’assise e i tribunali, potremmo dire sin dagli inizi degli anni ’90. Ad esempio, agli atti del processo Borsellino bis, strage di via D’Amelio, dove è morto Paolo Borsellino insieme agli uomini e alle donne della sua scorta, c’è la consulenza del dottore Genchi. Il dottor Genchi viene toccato quando diviene consulente del dottor De Magistris”. Ma quelle di Genchi, ribadisce l’ex pm calabrese, “non sono intercettazioni, i tabulati servono per capire un soggetto sul quale si stanno facendo investigazioni, quali contatti telefonici ha avuto, ma all’investigatore non interessano tutti i contatti telefonici che questo ha avuto. Questo è un grandissimo strumento di ricerca della Procura che consente di individuare responsabili di omicidi, stupri, pedofili, ecc. Questo ha scandalizzato per il fatto che alcuni soggetti che noi abbiamo investigato avessero magari rapporti con soggetti delle istituzioni anche ad alto livello”.

Quanto all’opportunità di intercettare o monitorare tabulati dei servizi segreti, De Magistris considera anche ciò “una grossa bufala”. “Io so per certo – afferma – che in Italia non c’è nessuna legge che vieta l’intercettazione di appartenenti ai servizi segreti, ma, detto questo, io non ho mai intercettato nessun appartenente ai servizi. Il punto che forse sfugge è che nell’ambito di queste inchieste erano coinvolti appartenenti ai servizi segreti e non è la prima volta che purtroppo accade in questo Paese. O vogliamo dare l’immunità parlamentare ai componenti dei servizi segreti? Sia chiaro che non parliamo di tutti i servizi segreti, ma solo di una piccola fetta. La nostra investigazione serviva anche a tutela dei servizi, ovvero a capire se delle persone a titolo personale facevano affari, o magari c’era dell’altro”.

“Credo che il Copasir – aggiunge De Magistris – non possa fare accertamenti sull’operato dell’autorità giudiziaria. Se questo accadesse, saremmo fuori dalle regole dello Stato di diritto. L’autorità giudiziaria ordinaria non ha limiti nella sua investigazione se non quelli stabiliti dalla Costituzione e dalla legge della Repubblica. Altri limiti non li può individuare né il Copasirné altre autorità che non sia l’autorità giudiziarie ordinaria”.

APCOM

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