Archivi del giorno: 15 marzo 2009

Continuano le truffe sui “numeri” della stampa di regime

Da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=13886&Itemid=48:

di Gioacchino Genchi

C’è proprio da scompisciarsi dalle risate sul concetto dei “numeri” che ha la stampa di regime, pari a quello che ha dell’intelligenza degli italiani.

Se i “numeri” sono inanimati e non possono ribellarsi quando vengono presi in giro, gli italiani lo stanno facendo.
Sarebbero stati centinaia di migliaia i tabulati che io avrei acquisito e diverse decine di milioni i cittadini italiani che io avrei intercettato.
Quando c’è però da riportare i numeri di quanti mi esprimono solidarietà le cifre tanto gonfiate dalla stampa di regime fanno la dieta e si punta al ribasso.
Secondo questa ultima agenzia di oggi pomeriggio i miei “fan” su facebook (che brutta espressione, non vi offendete) sarebbero solo “35”.
L’occasione di riportare la notizia, che non si poteva non nascondere, è stata utile per questo cronista della Adnkronos per riportare le ulteriore pantomime delle assurde accuse mosse a de Magistris, ricordando che io verrò “ascoltato il 19 maggio prossimo come testimone nell’ambito del procedimento disciplinare avviato dal Csm a carico dell’ex pm di Catanzaro per il noto ‘archivio’”.
La notizia che mistifica il numero dei miei amici su facebook e che ignora gli oltre 30.000 messaggi che mi sono giunti e le 166.533 visualizzazioni, fino a poco fa, della sola intervista sul blog di Beppe Grillo (http://www.youtube.com/watch?v=LbkUw0Bopmw).

Il giornalista dell’Adnkrons, infatti, molto più interessato a valorizzare le accuse a de Magistris (ed anche a me) non si è nemmeno accorto dei migliaia di blog, dei post e della ribellione del popolo della rete, che ormai invade pure i commenti alla stampa di regime.
Se ci fate caso alcune testate nazionali hanno pure rinunciato ad attaccarmi, per non subire a loro volta gli attacchi e gli insulti dei lettori.
Le espressioni più gentili che ho letto e che ho sentito dalla gente nei confronti dei pennivendoli di regime (fino all’altra sera, in occasione dell’intervento di Salvatore Borsellino alla Facoltà di Giurisprudenza di Palermo), è stata quella di “ipocriti”.
Loro, certo, hanno il controllo della stampa e delle televisioni, tenute in piedi per dar voce e far fare campagna elettorale ai vari Rutelli, Cicchitto, Gasparri e Mastella, persino nelle trasmissioni sportive.
Gli italiani hanno capito bene da che parte sta la verità e ormai hanno finito per accendere e guardare la televisione solo per sentire le previsioni del tempo e qualche trasmissione mezza discreta, che ancora è possibile guardare.
Voi che siete su face book, cari amici, leggete quindi l’agenzia che ho richiamato, guardate il mio profilo, cercate sui motori di ricerca e rendetevi ancora una volta dei “falsi di regime” che le agenzie giornalistiche, i giornali e le televisioni (che contribuiamo pure a finanziare) ci propinano in ogni momento della giornata.

(testo dell’agenzia)
INTERNET: DA WOODCOCK A DE MAGISTRIS, SU ‘FACEBOOK’ SPOPOLANO LE TOGHE-STAR (3) QUASI 1000 FAN PER L’EX PM DI CATANZARO, UN GRUPPO E’ SOLIDALE CON GENCHI (Adnkronos) – Un altro folto gruppo, nato su ‘Facebook’ per sostenere Luigi De Magistris, il pm di Catanzaro di inchieste come ‘Why Not’ e ‘Poseidone’, trasferito a Napoli dal Csm, raccoglie gia’ 933 fan. Al pm trasferito dalla Calabria arrivano centinaia di messaggi di solidarieta’. Frasi come ”Non mollare”, ”Siamo con te”. I suoi sostenitori scrivono che ”dalla Calabria, De Magistris ha avuto il coraggio di rompere i meccanismi perversi della politica. Ha agito con oculatezza nelle sue indagini, almeno da quanto affermato dalla procura di Salerno. ‘Why Not’ e ‘Poseidone’, ancora una volta diventano il fulcro dei legami perversi fra politica e affaristi senza scrupoli. E quindi – aggiungono – chi crede nella giustizia, chi crede nel senso del dovere e nell’onesta’….non puo’ non tifare per lui!”. Anche per Gioacchino Genchi, ex consulente informatico di De Magistris, che verra’ ascoltato il 19 maggio prossimo come testimone nell’ambito del procedimento disciplinare avviato dal Csm a carico dell’ex pm di Catanzaro per il noto ‘archivio’, c’e’ un gruppo di sostenitori. Per ora sono 35 i fan di Genchi, a cui De Magistris, secondo l’accusa avrebbe affidato un incarico che ”implicava accertamenti e valutazioni del tutto estranei a quelli di un consulente tecnico” sui tabulati telefonici acquisiti nell’ambito delle inchieste ”Poseidone” e ”Why Not”, conferendogli ”un’abnorme delega di indagini riservate al pm”. Molti i navigatori della rete che esprimono solidarieta’ al magistrato e al suo ex consulente. (segue) (Mrg/Opr/Adnkronos) 15-MAR-09 16:51

GENIUS SECULI – tratto da Zeitgeist addendum, signoraggio debito e banche

Il sognoraggio bancario

Parte 1

Parte 2

Parte 3

Sensazionale: Berlusconi fotografato in atteggiamento da gangster

Foto tratta dal settimanale l’Espresso del 26 febbraio 2009, pagina 116

Berlusconi in atteggiamento da gangster

Berlusconi in atteggiamento da gangster

Trovato il mostro: è Genchi

Da http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2195372.html:

Zorro
l’Unità, 15 marzo 2009

Alla Procura di Roma, come pure nel Ros dei Carabinieri, lavorano anche magistrati e investigatori di prim’ordine. Ma ci vorrebbe la penna di un Camilleri per raccontare il tragicomico “caso Genchi”. Genchi, per le sue consulenze per le Procure di Catanzaro e di Marsala svolte a Palermo, è indagato e perquisito dalla Procura di Roma, che non ha competenza a occuparsi di eventuali reati commessi a Catanzaro, a Marsala e a Palermo. La perquisizione è affidata al Ros, noto a Palermo per non essere riuscito a perquisire (anzi per essere riuscito a non perquisire) il covo di Riina nel ‘93 e quello di Provenzano nel ‘96. Stavolta finalmente ci è riuscito: dipende dal nome dell’indagato. I pm romani sostengono di aver preso solo atti relativi a “Why Not”. Bugia: il Ros ha asportato l’intero server del consulente, con gli originali di indagini riservatissime di numerose Procure, anche su uomini del Ros. A denunciare Genchi, oltre ai magistrati di Catanzaro (indagati a Salerno grazie anche al lavoro di Genchi), è stato Alberto Di Pisa, neo procuratore di Marsala, dove Genchi lavorava sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone. Di Pisa era un nemico acerrimo di Falcone, sulla cui morte Genchi ha indagato a lungo. La Procura di Roma che indaga su Genchi è la stessa che ha usato e usa tuttora Genchi come consulente; e che tiene in carcere, con accuse che cambiano ogni mezz’ora, due rumeni arrestati per lo stupro che non han commesso alla Caffarella. Modesta proposta: nominare Genchi consulente per scoprire lo stupratore; oppure incriminare Genchi per lo stupro della Caffarella.

Audiointervista a Gioacchino Genchi sulle intercettazioni a politici, polizia e massoneria
di Pietro Orsatti