Don Ciotti: no ambiguita’, Chiesa parli chiaro

Da http://www.antimafiaduemila.com/index.php?option=com_content&task=view&id=14024&Itemid=48:

19 marzo 2009
Caserta. A Casal di Principe don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione Libera, chiede risposte a tutti: alla gente, alla politica ma anche alla stessa Chiesa che, in merito alla lotta alla criminalità organizzata “deve parlar chiaro, non deve fare sconti”.

Don Ciotti ne parla in occasione della manifestazione per ricordare don Peppe Diana, a quindici anni dalla sua morte. Chiede “meno parole e più fatti” e chiama in causa anche il mondo della Chiesa. “Serve una linea di fermezza – ha detto – bisogna ribadire sempre l’incompatibilità tra l’azione criminale e il Vangelo”. “Fuori dalla chiesa – urla dal palco don Ciotti – uomini e donne di mafia. E’ incredibile che al matrimonio di Totò Riina c’erano tre preti che celebravano la messa“. Quindi l’appello finale: “La Chiesa, tutta la Chiesa respinga le ambiguità”.

3 risposte a “Don Ciotti: no ambiguita’, Chiesa parli chiaro

  1. Elio Germano

    Sono d’accordo.Però a quando “al rogo al rogo !!!…..” Non ti esaltare troppo della tua stessa verve e applica per primo le lezioni del vangelo. Mi ha stupito trovandomi all’estero di vedere in TV una trasmissione della TV internazionale tedesca, sulla mafia naturalmente in Italia. Don Ciotti parlava con frasi che potrevano essere interpretate come evidenti allusioni ,dato che per tutto il suo intervento primeggiava sullo sfondo la foto di Silvio Berlusconi. In verità, in verità vi dico ……..
    Comunque grazie per inculcare all’estero che l’Italia è solo popolata da mafiosi.

  2. Della mafia bisogna parlarne chiaramente e don Ciotti lo ha fatto.

    La gerarchia ecclesiastica ha purtroppo mantenuto per troppo tempo un colpevole silenzio nei confronti della mafia.
    Si veda l’ultima visita del papa Ratzinger in Campania, non ha menzionato nemmeno la camorra, il problema delle discariche abusive di rifiuti tossici e la crisi dei rifiuti creata ad arte dai futuri gestori degli inceneritori in accordo con la camorra che lucreranno grazie agli incentivi CIP6 del governo. E la gente si ammala di cancro nel silenzio generale anche della chiesa.

    La chiesa deve essere portatrice della parola di Cristo che è rivoluzionaria, non di accondiscendenza verso il crimine.

    La chiesa averebbe dovuto reagire compatta contro la criminalità che ha ucciso don Giuseppe Diana e don Pino Puglisi, ma invece hanno messo la coda tra le gambe e hanno continuato a tacere.

    Se c’è un problema nella chiesa, non lo si risolve tacendo per paura di fare una brutta figura, bisogna dare esempio di chiarezza e condannare chi sbaglia e condannare pubblicamente i criminali anche se i criminali sono vicini ai potenti o sono i potenti stessi.

    Per quanto riguarda l’immagine dell’italia all’estero, non ti preoccupare, a sputtanare la reputazione contribuisce immensamente già Berlusconi a farlo, con le sue pagliacciate e i suoi dimostrati legami con la mafia.

    Se poi Don Ciotti condanna la mafia, e la cosa si sa all’estero, la cosa fa solo bene perché dimostra che non tutti sono sottomessi o complici del crimine che ha raggiunto i vertici dello stato.

    Il fatto che la criminalità sia la principale industria del paese (7% del PIL), è un fatto, e per contrastarla ci vogliono fatti concreti. Tacere il potere del crimine temendo di sputtanare l’immagine del paese è molto miope oltre che sbagliato.

  3. DON LUIGI CIOTTI UOMO FORTE,
    CONDANNA LA MAFIA.
    DON LUIGI DOVEVA FARE IL CAPO DI STATO, .. OPPURE PRENDERE IL POSTO DI SUPER MARIO MONTI,… ALMENO SAREMO STATI MOLTO MEGLIO DI OGGI

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