Archivi del giorno: 25 marzo 2009

La nuova P2 – audiointervista a Luigi De Magistris | Pietro Orsatti

La nuova P2 – audiointervista a Luigi De Magistris | Pietro Orsatti

L’ è stata realizzata da Pietro Orsatti e Sergio Nazzaro

Si Parla di , intrecci con il mondo economico e politico, della criminalità organizzata calabrese e siciliana e delle indagini in corso sulla “trattativa” a Caltanissetta e

P2, P3, P4… Uno alla volta, nottetempo, casa per casa

P2, P3, P4… Uno alla volta, nottetempo, casa per casa.

Scritto da Carlo Vulpio
Mercoledì 25 Marzo 2009 11:11
Occhi aperti. Quello su Genchi è solo un esperimento dei soliti noti.

Lo avevamo detto. Anzi lo avevamo predetto.
Questa
sospensione dalle funzioni di poliziotto del vicequestore Gioacchino Genchi – per aver risposto su Facebook a un cronista di Panorama che gli dava del bugiardo, e quindi per essersi difeso con la parola da un’accusa infamante – non sorprende, anche se rattrista.

L’ultimo in ordine di tempo era stato Luigi de Magistris. Il giorno dopo l’annuncio della sua candidatura come indipendente nell’IdV, sono arrivate in contemporanea: la notizia dell’apertura di un’inchiesta a suo carico da parte della procura di Roma per concorso in abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio, la “richiesta” del vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, di dimissioni dalla magistratura (cosa che Mancino non ha mai osato chiedere, né fatto notare a nessun altro, da Violante in poi), la notizia della richiesta di archiviazione, avanzata dalla stessa procura di Roma, della querela che Luigi de Magistris e Clementina Forleo presentarono contro Letizia Vacca, membro laico del Csm in quota Pdci, che definì i due magistrati “due figure negative, due cattivi magistrati”, offendendoli e anticipando il giudizio prima ancora che se ne discutesse in Csm.
Oggi, tocca a Gioacchino Genchi. Vogliono fargliela pagare a tutti i costi perché è una persona onesta e ha dimostrato di avere carattere, non lasciandosi intimidire.
Lo avevamo detto. Anzi, predetto, che piano piano, uno alla volta, sarebbero venuti a cercarci, casa per casa, magari nottetempo, per portarci via “in nome della legge”, o per farci sentire il loro fetido fiato sul collo.
Stanno mettendo mano a ogni arma a disposizione. La stampa amica, i giudici disponibili, le forze dell’ordine condiscendenti, i killer politici a orologeria. Per ora, si fermano a questo. In attesa di capire come si metteranno le cose, e in quale direzione spirerà il vento. Per esempio, il vento delle elezioni prossime venture.
Non meravigliamoci se faranno altro ancora, e se ne faranno di ancor più sporche.
Non sottovalutiamo. Ma non intimidiamoci. Teniamo gli occhi aperti e diciamo fin da ora a tutti – dagli osservatori inviati dall’OSCE in Italia per controllare la regolarità delle elezioni, ai vertici dei corpi armati dello Stato, dalla magistratura fino al Parlamento e ai cittadini – che non osino metterci le mani addosso. Nemmeno metaforicamente. Perché sappiamo chi sono e si saprebbe subito chi è stato.
Genchi, purtroppo, è un altro caso da “esperimento”. Ancora una volta, si vuol vedere “l’effetto che fa” e misurare il polso all’intero Paese, colpendo con una ingiusta persecuzione una persona che ha fatto solo il proprio dovere, dal giorno in cui scoprì da dove partirono i segnali per uccidere Falcone e Borsellino con le rispettive scorte fino a oggi, quando con le inchieste nate in Calabria e allargatesi in tutta Italia ha “rivisto” quelle stesse facce del piduismo elevato a potenza che stavano insanguinando l’Italia e continuano a spolparla dal di dentro.
Non sanno cos’altro inventarsi. Sono in grave difficoltà. Per questo adesso sono più deboli, e quindi più pericolosi.
Ma non ce la faranno. Questo forse è il loro ultimo giro.
Sospendere dal servizio un poliziotto onesto, o indagare un magistrato integerrimo, o fare qualsiasi altra cosa che assomigli a queste a qualcun altro, non gli servirà a nulla. La gente ha capito chi ha ragione e chi ha torto. game over.


Carlo Vulpio

(fonte: il sito del giornalista Carlo Vulpio)

Blog di Beppe Grillo – Mal d’Africa

Blog di Beppe Grillo – Mal d’Africa.

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In dieci anni nel sistema bancario mondiale tutto è cambiato. Tranne l’Africa. Nel 1999 dominavano le banche americane e inglesi. Quattro nei primi quattro posti per capitalizzazione. Le banche americane valevano in borsa circa la metà delle banche esistenti.

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Oggi al primo, secondo e terzo posto vi sono banche cinesi: Industrial & Commercial Bank of China, China Construction Bank e Bank of China. Le banche statunitensi e inglesi hanno perso due terzi del loro valore. Sono nati nuovi poli bancari, prima quasi inesistenti: il Brasile, il Canada, la Russia. l’India, l’Australia. Le banche si sono espanse in ogni continente (tranne uno), da fenomeno in prevalenza occidentale e anglosassone a una distribuzione planetaria.

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Il capitale è arrivato ovunque, ma non in Africa. Un continente senza capitali e con enormi risorse. Chi ha il capitale compra le risorse, ma chi le vende rimane senza capitale e senza risorse. Dov’è il trucco? L’Africa ha subito il colonialismo, poi lo sfruttamento delle sue materie prime e oggi l’esproprio del suo territorio. La Corea e la Cina fanno shopping di immensi terreni agricoli africani, equivalenti a Stati europei. Il governo del Madagascar è saltato dopo una tentata vendita di parte del suo territorio alla Daewoo.
I soldi non si mangiano. sono un bene immateriale, metafisico, che si può creare dal nulla. Il denaro si crea, le risorse si distruggono e l’Africa è un bene di consumo. Si ipotizza che il 30% delle riserve minerarie e metallifere del pianeta siano in Africa. Se fino ad ora dal continente africano sono stati depredati oro, diamanti, uranio, manganese, nichel e cobalto, in futuro si prenderanno mais, soia, grano per sfamare il mondo e lasciar morire di fame gli africani. Si compra la terra o la si affitta grazie a un governo corrotto, gli indigeni la lavorano, gli stranieri mangiano i suo i prodotti. Chi ha la terra e l’acqua vivrà solo se ci sarà una banca nazionale nei paraggi. Il capitale non si può mangiare ma è ottimo per affamare il prossimo.
Alle frontiere non è più necessario schierare gli eserciti, basta la capitalizzazione delle banche nazionali. Per combattere la guerra mondiale i titoli tossici di esportazione valgono più delle bombe atomiche. Li immetti nelle banche estere e lo Stato fallisce come è successo in Islanda, come sta per succedere in Ucraina. Solo il capitale può difenderci dal capitale in un sistema capitalista. Forse è il caso di cambiare sistema. In Italia mangeremo cemento, stiamo distruggendo la nostra agricoltura. in compenso non abbiamo capitali, ma debiti. Moriremo di fame, ma con le centrali nucleari, il Ponte di Messina e una stanza in più. Vuoi mettere la soddisfazione?

> Immagini di confronto concentrazione bancaria 1999-2009 dal Financial Times.

Ps. Giovedì 26 Marzo ci sarò l’inaugurazione dell’ inceneritore di Acerra alla presenza del premier Silvio Berlusconi. I movimenti campani in difesa dell’ambiente e del territorio effettueranno un presidio in Piazza Castello ad Acerra a partire dalle ore 9.00.

Manganelli canterini – Marco Travaglio – Voglio Scendere

Manganelli canterini – Marco Travaglio – Voglio Scendere:

Zorro
l’Unità, 25 marzo 2009

Il vicequestore Gioacchino Genchi, da 20 anni consulente dei giudici in indagini di mafia e corruzione, è stato sospeso dal servizio. Motivo: ha rilasciato interviste per difendersi dalle calunnie e ha risposto su facebook alle critiche di un giornalista. «Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni» che rende «la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia». Firmato: il capo della Polizia, Antonio Manganelli. Se Genchi avesse massacrato di botte qualche no global al G8 di Genova, sarebbe felicemente al suo posto e avrebbe fatto carriera (Massimo Calandri, «Bolzaneto, la mattanza della democrazia»): Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz, è stato promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a Bucarest. Michelangelo Fournier, 2 anni di carcere in tribunale, è al vertice della Direzione Centrale Antidroga. Alessandro Perugini, celebre per aver preso a calci in faccia un quindicenne, condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2 anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente in quella di Alessandria. Le loro condotte non erano «lesive per il prestigio delle Istituzioni» e la loro presenza è tutt’altro che «nociva per l’immagine della Polizia». Ma forse c’è stato un equivoco: Manganelli voleva difendere Genchi e sospendere Canterini, Fournier e Perugini, ma il solito attendente coglione ha capito male. Nel qual caso, dottor Manganelli, ci faccia sapere.

Il blog di Gioacchino Genchi