Antimafia Duemila – Salvare le api per salvare noi stessi

Antimafia Duemila – Salvare le api per salvare noi stessi.

di Dacia Maraini – 24 marzo 2009

«Se tutte le api morissero, all’uomo resterebbero solo 4 anni di vita». L’ha detto Einstein. Gli apicoltori sono allarmati perché da anni le api stanno scomparendo. Ma l’opinione pubblica è assente.
A sentire gli scienziati i maggiori responsabili della morte delle api sono le molecole dei pesticidi del gruppo dei neonicotinoidi. «Questi pesticidi vengono utilizzati nella concia dei semi di mais», spiega Andrea Zanoni, presidente di Paeseambiente.
Le associazioni degli apicoltori italiani che sono circa 50 mila, con un milione di alveari, hanno protestato presso il ministero della Salute e dell’Agricoltura, ottenendo una sospensione in via cautelativa dei pesticidi Thiamethoxan, Clothianidina, Imidaclopride e Fipronil, utilizzati nel trattamento di concia delle sementi. Il decreto è stato impugnato, come si può immaginare, dalle grandi case farmaceutiche Bayer, Syngenta e Basf. Per fortuna sia il Consiglio di Stato che il Tar del Lazio al quale le tre multinazionali si erano rivolte, hanno ribadito la sospensione. Eppure, nonostante il parere contrario della scienza e della legge, la pratica dei pesticidi continua. Ed è anche in aumento. I professori Vincenzo Girolami e Luca Mazzon del gruppo di Entomologia del Dipartimento di agronomia ambientale dell’Università di Padova, hanno fatto una ricerca da cui risulta che un’ape che beve gocce d’acqua sulle foglie di piantine di mais nate da semi trattati con neonicotinoidi, muore nel giro di soli due minuti.
api-web.jpgTutti d’accordo gli apicoltori però che il problema della moria delle api non è imputabile solo ai prodotti per la concia del mais ma anche all’utilizzo dei molteplici trattamenti chimici dei vigneti per i quali vengono utilizzati pesticidi a largo raggio. Luciano De Biasi, ecologista di Soligo, riporta un dato allarmante: solo in Veneto ogni anno vengono sparse 15.000 tonnellate di pesticidi. «Ricordiamo che il lavoro delle api per l’impollinazione è fondamentale. Se si considera che in un alveare ci sono dalle 30 mila alle 40 mila api e che un’ape visita dai 100 ai 1000 fiori al giorno ne risulta, anche con un calcolo per difetto, che un singolo alveare con le sue bottinatrici contribuisce ad impollinare ben 3 milioni di fiori al giorno». Luciano De Biasi ha fatto una ricerca presso l’Ussl 7 di Conegliano Veneto sui pazienti con il codice E48, ovvero «Soggetti con patologie neoplastiche». La risposta è stata preoccupante: nel 2007 vi sono state 8.760 persone colpite da tumore, mentre nel 2008 sono salite a 9.146, con un aumento pari al 4,3%. Possiamo dire che l’ aumento di malati di cancro, in percentuale, va di pari passo con l’aumento dei pesticidi. E se si guardano le statistiche nei dettagli si scopre che la mortalità per cancro nei bambini aumenta ogni anno del 2%.
Insomma le api ci stanno dando un segnale. Sta a noi capire e rimediare. Ricordando che siamo tutti parte di uno stesso mondo e i veleni che distribuiamo lontano da noi, tornano sulla nostra tavola attentando alle nostre vite.

Tratto da:
il Corriere della Sera

Una risposta a “Antimafia Duemila – Salvare le api per salvare noi stessi

  1. E’ spaventoso, e sono stanca di come non si possa fare veramente nulla… troppo forti sono per tutti noi, e troppo poche sono le persone che sanno veramente la verità… non la vogliono sentire.

    E’ stupefacente anche che non è mai stato lasciato un commento. Le api sono necessarie a noi e alla nostra terra, ma nessuno lo sa! Come mai???
    Troppa poca informazione giusta!!!

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