Archivi del giorno: 31 marzo 2009

Benny Calasanzio Borsellino: Pino Masciari inizierà lo sciopero della fame e della sete. “Preferisco morire”

Benny Calasanzio Borsellino: Pino Masciari inizierà lo sciopero della fame e della sete. “Preferisco morire”.

Da http://www.pinomasciari.org Questa sera durante la seduta del Consiglio Comunale di Pinerolo, in occasione della cittadinanza onoraria Pino ha palesato le sue intenzioni: chi non avesse seguito la diretta potrà visionare il video a breve. Noi siamo orgogliosamente amici di Pino Masciari e, in quanto tali, gli siamo accanto nella difficilissima decisione di intraprendere lo sciopero della fame e della sete. Forma di protesta coerente con i dodici anni di battaglia per la rivendicazione dei diritti suoi,della sua famiglia e anche nostri in qualità di cittadini. Diritti,ad oggi, disattesi e negati totalmente. Questa scelta sofferta e ponderata è figlia della consapevolezza che tutto quanto i Masciari e noi potessimo tentare è stato fatto. Pino Masciari, fondamentale testimone di rettitudine e amore per lo Stato costretto a difendersi dalle Istituzioni per dodici infiniti anni. Dodici anni di lotte attraverso strumenti legali e costituzionali in nome della Giustizia: denunce, colloqui, commissioni speciali, interpellanze, esposti, confronti, ricorsi al TAR,lettere alle maggiori cariche dello Stato. Dodici anni di silenzi,omissioni e solitudine hanno eroso la sua famiglia e lui stesso. Un proiettile interrompe la vita, silenzi e omissioni la masticano lentamente in maniera feroce. Troviamo inconcepibile che un cittadino italiano debba arrivare a questo estremo atto per chiedere alle Istituzioni il rispetto delle leggi vigenti, delle delibere in atto e, in ultimo, della sentenza emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale di Roma. I silenzi e le inadempienze colpevoli delle Istituzioni, in primis il Ministero degli Interni ,stanno convincendo la società civile che le leggi, e la Giustizia non siano diritti a difesa del cittadino e della Costituzione ma favori da elargire in maniera arbitraria. E’ quindi inaccettabile che si protragga ulteriormente questo atteggiamento lacunoso e volubile da parte delle Istituzioni che dovrebbero, per loro natura, schierarsi al fianco di chi lotta senza tentennamenti contro la ‘ndrangheta e i sistemi collusi. Le ritorsioni si compiono contro chi è avverso allo Stato,non nei confronti di chi eroicamente affida se stesso e la propria famiglia nelle mani dello stesso Stato con l’unico scopo di non tradirne i principi. La gravità delle nostre affermazioni è seconda solo alla gravità dei fatti occorsi in questi anni. La sua posizione e di conseguenza anche la nostra non prevede mediazioni. Dodici anni sono un tempo più che sufficiente a testimoniare la buona fede dei suoi intenti e il rispetto delle regole dello Stato. Per questi motivi non ammetteremo che il Ministero dell’Interno della Repubblica Italiana rinneghi il Suo stesso mandato abbassando il livello della rivendicazione ad una becera contrattazione economica. La tortura perpetrata a Pino Masciari, a sua moglie Marisa ed ai loro due bambini è contraria in ogni modo alla Costituzione ed alla Carta dei Diritti dell’infanzia: non c’è contratto, o causa di forza maggiore che possa giustificare questa verità. Conosciamo a fondo la storia di Pino e la relativa documentazione che la accerta; abbiamo vissuto una porzione di storia al loro fianco. Senza timore possiamo quindi affermare che le Istituzioni usano la sicurezza e il potere a Loro conferito come strumento di ricatto per condizionare l’esistenza dei testimoni di giustizia. Alleghiamo la dichiarazione di volontà di Pino Masciari a testimonianza della serietà della sua scelta e, quindi, della nostra. Il documento è stato ufficializzato, sottoscritto dai testimoni e depositato con gli atti della seduta del Consiglio Comunale di Pinerolo durante la consegna della cittadinanza onoraria il 26 marzo 2009.

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