Archivi del giorno: 17 aprile 2009

Il blog di Alessandro Tauro: La verità sulle energie rinnovabili

Il blog di Alessandro Tauro: La verità sulle energie rinnovabili.


Foto: Vomedia

Tricastin, sud della Francia.
Un luogo che rappresenta un pessimo spot per l’energia nucleare. Soltanto negli ultimi due mesi in questo piccolo comune distante qualche chilometro da Avignone si sono avuti ben 4 incidenti nucleari, con relative fuoriuscite fortunatamente contenute all’interno della struttura.
Di “fortuna” non possono parlare i poveri cristi che vi lavorano dentro, contaminati in una delle perdite avvenuta il 30 luglio scorso.

L’elenco di guasti, malfunzionamenti e problemi in generali all’interno delle centrali nucleari di quest’anno è infinita: Krsko (Slovenia), Ul-Jin (Corea del sud), Vandellos e Cofrentes (Spagna), Ringhals (Svezia), Romans-sur-Isere, Tricastin (Francia) e tante altre ancora. Solo in questi primi 8 mesi del 2008.
Ma i dati reali rischiano di essere decisamente maggiori. Basti pensare che l’Autorité de Sureté Nationale (ASN) francese dichiara che di incidenti “minori” di gravità 0 o 1 della scala INES ne capitano all’anno solo nel territorio francese oltre un centinaio.

Alcune settimane fa ho pubblicato il resoconto sull’andamento dell’energia nucleare nei vari paesi europei, dimostrando come nella gran parte dei casi si erano già avviati piani per la dismissione totale dell’energia nucleare (Spagna, Olanda, Belgio e Germania tra i principali).
Nei paesi fedeli al nucleare, invece, non ci sono comunque progetti in atto per la costruzione di nuove centrali. I continui incidenti e il progressivo esponenziale aumento del costo dell’uranio 235 scoraggiano decisamente un incremento dell’energia prodotta tramite fissione nucleare.

L’Italia, come sempre d’altronde, deve andare controcorrente rispetto al resto del mondo, con lo scopo preciso di rituffarsi indietro negli anni ’70. La quantità di energia elettrica massima che si stima di produrre con l’installazione delle nuove centrali proposta dal ministro Scajola? Un misero 15%. Considerando poi come tendiamo a fare le cose noialtri del “bel paese” dobbiamo aspettarci anche qualcosa in meno.
A questo punto diventa lecito e automatico chiedersi se davvero ne valga la pena.

Un motivo spesso citato dai grandi fans del nucleare è che le energie cosiddette rinnovabili non consentono una copertura sufficiente dei bisogni energetici. E’ diventato quasi un assioma indiscutibile. Peccato che le cose non stiano affatto così.

La produzione nazionale è caratterizzata da un 73.8% di energia prodotta tramite combustione di combustibili fossili e il 13.4% da fonti rinnovabili. Il restante 12.8% corrisponde alle importazioni di energia dall’estero.
Dell’energia rinnovabile, l’eolico costituisce l’1.1% della produzione nazionale, mentre il solare resta fermo a quote sotto lo 0.01%.

Il rinnovabile consente una copertura limitata della domanda di energia? Falso!
In danimarca solo l’eolico costituisce il 20% di energia prodotta, il 9% in Spagna e il 7% in germania.
In Spagna regioni come Castiglia e Leòn, la Galizia, l’Aragona e la Navarra producono fino al 71% di energia elettrica solo da fonti rinnovabili (idroelettrica, eolica, solare, biomasse, etc). In media la Spagna produce il 20% dell’energia da fonti rinnovabili e il piano energetico prevede di raggiungere il 30% nel 2010, anno in cui la Navarra, secondo i programmi, produrrà il 100%.
In Italia siamo fermi al 13%.

Siamo sicuri che sia davvero il nucleare la soluzione?

Il nucleare, il petrolio, il carbone sono le soluzioni attuali, perché consentono la conservazione di tanti poteri economici sulla gestione delle fonti di energia.
L’acqua, il sole, il vento non sono controllabili. Sono liberi e accessibili a tutti. Non sono soggetti a poteri e a oligopoli. Non producono potere, né profitti. Sono il futuro. Ora dobbiamo solo capire se vogliamo aspettare che il futuro ci venga a sbattere in faccia.

PS: I documenti ufficiali del sito della Red Electrica d’Espana li trovate qui di seguito.
Dati nazionali [PDF]
Dati regionali [PDF]

Il blog di Alessandro Tauro: Uno strano scandalo tutto italiano

Il blog di Alessandro Tauro: Uno strano scandalo tutto italiano.


Nella foto l’esponente del PDL, Vito Bonsignore

Ricordate lo scandalo sulle scalate illegali alle banche Antonveneta e BNL avvenute tra la fine del 2004 e i primi mesi del 2005? E’ uno dei peggiori scandali finanziari e bancari che l’Europa potesse ricordare. E’ lo scandalo che ha tirato fuori i neologismi “Bancopoli” e “Furbetti del quartierino“.

Ricordate, inoltre, le famose accuse nei confronti dell’allora leader dell’opposizione e ora Re d’Italia Silvio Berlusconi per la presunta compravendita di senatori del centrosinistra? Era lo scandalo legato, tra le tante cose, alle intercettazioni pervenute e pubblicate tra lui e il direttore di Rai Fiction Agostino Saccà. Uno scandalo archiviato pochissimo tempo dopo la sua nascita per inconsistenza del reato.
Si pensava che Berlusconi stesse tentando di corrompere per vie non finanziarie alcuni senatori dell’Unione. Non sappiamo se il progetto è andato in porto (visto che alla fine dei fatti il governo Prodi è caduto) o se le cose non sono tra loro legate. Di certo è che quella pista non portava da nessuna parte. Perlomeno QUELLA pista.

Ricordate, quindi, la caduta del governo di centrosinistra per il mancato appoggio presentato da Clemente Mastella e Lamberto Dini nello scorso inverno? Una caduta che portò entrambi al salto di barricata verso le file del PDL (salto mancato per Mastella e ben riuscito per Dini).

Bene. Ora mettete tutto insieme e avrete di fronte la strana storia che sto per raccontarvi.

Cominciamo dal protagonista di questa storia: Vito Bonsignore, siciliano, europarlamentare PDL.
La sua storia politica comincia nella Democrazia Cristiana, dove subito dimostra il proprio talento: nel 1994, in pieno periodo Tangentopoli, viene condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per tangenti relative agli appalti per la costruzione dell’ospedale di Asti.
Un democristiano D.O.C.G.

Entra immediatamente nel CCD di Casini, e, nella fusione con il CDU di Buttiglione, diventa un elemento di spicco del neonato UDC. Scompare però dalla politica parlamentare, almeno fino al 2004, quando viene candidato e risulta anche eletto (un applauso agli elettori e alla loro preferenza!) come parlamentare europeo.

Non fa in tempo a prendere posizione in Europa che già si invischia in un ennesimo caso ricco di reati finanziari, accordi segreti e mosse illegali: lo scandalo Bancopoli. Per farla breve, l’Amministratore Delegato della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, arriva ad acquistare, con la complicità del governatore di Banca d’Italia Antonio Fazio, il 15% di Banca Antonveneta, ma, grazie agli accordi privati con gli altri soci, detiene segretamente il controllo del 52% della società bancaria. Chi è uno dei soci che partecipa al reato? Semplice: don Vito Bonsignore.
Nonostante con la sua società finanziaria Gefip partecipi con piccole quote, è un elemento chiave della truffa: è il legame tra Fiorani e il mondo della politica. Sarà lo stesso Fiorani, indagato dal GIP, a fare i nomi degli agganci politici necessari per l’acquisizione di Antonveneta: Luigi Grillo (FI), Aldo Brancher (FI) e Vito Bonsignore (UDC).

E’ l’unico non-berlusconiano che avrebbe a che fare con la scalata. Lo stesso Berlusconi è indirettamente coinvolto, dal momento che è uno degli azionisti di Hopa, una delle società alleate alla Banca di Lodi di Giampy Fiorani. Ma la non-berlusconeità di don Vito durerà ancora per poco.

Nel 2006 risulta eletto dall’esiguo voto popolare il governo di Romano Prodi. La spina nel fianco del governo non sarà la sinistra della coalizione, come molti temevano, bensì il piccolo partito dell’Udeur, capeggiato dallo stranoto Clemente Mastella. E’ su di lui che il centrodestra punterà tutte le sue attenzioni, non sui senatori con mogli ed amichette desiderose di notorietà televisiva, non sul “dipietrista a tempo” Sergio De Gregorio e nemmeno su ignoti senatori australiani.

La storia politica è nota: il 24 gennaio del 2008 cade il governo di Romano Prodi. I “traditori”? Due nomi su tutti: Lamberto Dini e Clemente Mastella.

Probabilmente quello che sto per aggiungere non ha nessun valore di per sè, ma inserito nel contesto un peso morale ce l’ha eccome! Durante l’anno 2007, in pieno sostegno mastelliano al governo di Romano Prodi, il leader dell’Udeur riceve un finanziamento di 50 mila euro dalla società MEC (Management Engineering Consulting).
Tutto regolare, scritto nero su bianco, se non fosse che la MEC è la società di proprietà di don Vito Bonsignore. In altre parole, un esponente dell’opposizione, Don Vito, foraggia economicamente il partito di Mastella, che sta al governo. Chissà a che scopo…
Non solo! La società MEC è la società italiana che controlla la Gefip, la società sempre di Vito Bonsignore, immischiata nei loschi affari di Bancopoli.

Un bel quadretto vero?

Bonsignore è invischiato in Bancopoli, finanzia con la stessa società indagata il partito di Clemente Mastella e Mastella, pochissimi mesi dopo, fa cadere il governo. Dite che c’è una relazione?

Intanto avviene l’imprevisto: l’UDC rompe definitivamente con Silvio Berlusconi. Non ci sarà nessuna alleanza per le imminenti elezioni politiche. Bonsignore, dopo aver fatto da “garante politico ed economico” in Bancopoli (questo secondo le accuse), con altri presunti esponenti del PDL, e dopo aver contribuito alle casse sociali del partito transfugo di Mastella, volete che rimanga con un pugno di mosche in mano, senza una ricompensa da parte dell’amico Silvio?
No di certo! Neanche un mese dopo la caduta del governo Prodi, don Vito brucia Mastella e Dini sul tempo e il 16 febbraio diventa un membro del PDL, accolto con tutti gli onori.

La storia potrebbe chiudersi qui, se non fosse che c’è un’altra faccenda ancora tutta da chiarire: i conti segreti degli italiani in Liechtenstein. Prima che i nomi dei titolari di tali conti segreti (ed illegali) venissero fuori, si vociferava di una caterva di esponenti politici legati alla faccenda. Una volta pubblicati i nomi, risulta presente un solo esponente politico oltre al reo-confesso Rocco Buttiglione. Indovinate chi? Bravi! Avete indovinato anche questa volta!
5,5 milioni di euro ancora non spiegati in un conto in Liechtenstein di proprietà di Vito Bonsignore.

Se consideriamo che sua figlia, Katia Bonsignore, è la socia di Stefano Previti, figlio di Cesare Previti, all’interno della società Azzurra 2000, che si occupa di certificare le carte delle imprese edili per i lavori pubblici, il quadretto viene anche più colorito.

Il mio post si chiude qui, con tante domande lasciate senza risposta. Mi auguro che qui non si chiuda anche tutta questa storia ancora aperta.

Fonti:
Don Vito, affari e politica dal divo Giulio a D’Alema, di Jacopo Jacoboni (La Stampa).
Vito Bonsignore nell’inchiesta Antonveneta, il Corriere della Sera.
Bonsignore, il politico-imprenditore che vota per il Contropatto, di Sergio Rizzo (il Corriere della Sera)
L’eroe delle due repubbliche, di Domenico Marcello (Diario)
Conti a Vaduz, spunta Bonsignore, di Guido Ruotolo (La Stampa).
Due anni a Citaristi, di Claudio Mercandino (La Repubblica)
Bancopoli, Wikipedia
Chi paga i partiti, di Primo Di Nicola e Marco Lillo (L’Espresso)

Antonio Di Pietro: Sciogliere le righe o dichiarare il golpe

Antonio Di Pietro: Sciogliere le righe o dichiarare il golpe.

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Le nomine della Rai non possono avvenire mentre si è seduti in disparte tra un calice di champagne, una raccomandazione e le auto blu parcheggiate all’ingresso di Palazzo Grazioli.
Questo è uno Stato di diritto, con una Carta costituzionale, un Parlamento legittimo, anche se nominato senza preferenze. O si schiera l’esercito per le strade, si sciolgono le camere e si presenta la dittatura a reti unificate, o la claque di potere sciolga le righe e rispetti la legge.

Poco importa se i membri del Pd, nella persona di Vinicio Peluffo, in commissione di Vigilanza Rai hanno denunciato l’”assembramento”, loro sono parte di questa spartizione. La nomina del Presidente della commissione di Vigilanza è stata un primo campanello d’allarme, il balletto delle nomine dei direttori dei Tg e la spartizione del CdA altri inequivocabili segnali. Al Pd ricordo che non si può trattare con i cospiratori o si scende inevitabilmente allo stesso livello, per poi essere raggirati. Il Pd, sedendosi al tavolo delle trattative, è di fatto connivente e anche di nessun peso all’interno dello stesso, come stanno dimostrando Silvio Berlusconi ed i suoi lacchè.

Il Presidente del Consiglio non può disporre della Rai a suo piacimento, sia per la carica istituzionale che ricopre e sia per il fatto di essere proprietario delle aziende concorrenti. Ruoli pubblici per interessi privati. Si chiama conflitto di interessi, curati con efficacia e spregiudicatezza, visto che da quando c’è lui al governo, inspiegabilmente, gli enormi investimenti pubblicitari di aziende statali come Poste italiane ed Eni si sono spostati dalle reti pubbliche a quelle Mediaset.

Dove sono gli italiani?
Cosa pensano di trarre dall’indifferenza nell’assistere silenziosi a questo banchetto di avvoltoi di governo?
Mi chiedo se la piazza e la disubbidienza civile rappresentino l’unica forma per esprimere i principi democratici.

C’è bisogno di un’altra piazza Navona, e la faremo.

Antimafia Duemila – Mons. Michele Pennidi: ”Incompatibile essere cristiani e mafiosi”

Antimafia Duemila – Mons. Michele Pennidi: ”Incompatibile essere cristiani e mafiosi”.

Citta’ del Vaticano. C’e’ assoluta incompatibilita’ fra l’essere cristiani e l’essere mafiosi.
E’ quanto ha detto questa mattina il vescovo di Piazza Armerina, mons. Michele Pennisi, a margine della presentazione della 46esima Settimana Sociale della Chiesa italiana che si terra’ a Reggio Calabria dal 14 al 17 ottobre del 2010.

NUOVA ENERGIA: Qual è la politica estera di Barak Obama?

NUOVA ENERGIA: Qual è la politica estera di Barak Obama?.

Qual è la politica estera di Barak Obama?

Navigando su internet mi sono imbattuto in un video molto interessante intitolato “L’uomo dietro Barak Obama”. Eccovelo:

Che cosa dice in sostanza? Dici che dietro ogni presidente americano c’è una lobby di banchieri, faccendieri, industriali. E che è questa lobby a prendere le decisioni più importanti, non il presidente come ancora credono quasi tutti, il quale ha sostanzialmente le mani legate.
Tarpley individua anche un personaggio chiave in questa lobby, Zbigniew Brzezinski. Chi è costui? E’ stato consigliere per la sicurezza nazionale sotto la presidenza Carter, ed è il principale ideatore del piano di finanziamento dei mujahiddin in Pakistan e Afghanistan. Un esperto, insomma, delle più subdole tattiche geopolitiche il quale, a quanto pare, anche in età avanzata non ha perso il vizio.

NUOVA ENERGIA: TEORIA E PRATICA DEL COMPLOTTO

NUOVA ENERGIA: TEORIA E PRATICA DEL COMPLOTTO.

Di Antonella Randazzo

Il termine “complottisti” viene oggi utilizzato con toni assai dispregiativi, ad indicare alcune persone che denunciano l’attuale sistema come dovuto al potere criminale di uno sparuto gruppo di persone. Tale denuncia risulta essere, per il potere costituito, assai dannosa, poiché mirerebbe a rendere le persone comuni coscienti di non avere alcun potere politico o finanziario. Per questo motivo, coloro che denunciano questo stato di cose vengono coperti di etichette o nomignoli atti a spostare l’attenzione su particolari irrisori o su aspetti personali, al fine di minimizzare le loro denunce o di renderle poco credibili.
C’è da interrogarsi su quest’esigenza di etichettare persone che ad un certo punto della loro esistenza scoprono che le guerre non vengono fatte per “portare democrazia”, che alle autorità politiche non frega un baffo se loro hanno un lavoro decente oppure no, che la storia insegnata a scuola non la conta giusta sul potere che i grandi banchieri-imprenditori hanno avuto nel provocare determinati eventi, o che la scienza ufficiale non lavora sempre a favore degli esseri umani. Queste persone si sono rese conto, con non poco sconcerto, che quello che accade in ambiti finanziari, economici o politici non è esattamente come lo raccontano i mass media.

Terremoto – Ladri di macerie interviene la Procura – Pietro Orsatti

Terremoto – Ladri di macerie interviene la Procura – Pietro Orsatti.

Confermata la denuncia dei giorni scorsi: lo strano movimento di camion che nel giorno di Pasquetta ripulivano i posti più chiacchierati ha insospettito anche l’autorità giudiziaria, che sulla vicenda ha aperto un’inchiesta

di Pietro Orsatti e Angelo Venti su Terranews

erte storie vanno raccontate tutte e spiegate bene. Perché potrebbero sembrare dei racconti di fantasia anche se non lo sono. Perché l’assurdità e le implicazioni che scatenerebbero, se portate alla luce del sole, potrebbero essere enormi. Quindi partiamo dai fatti.