Antimafia Duemila – Mafia: 27 anni fa veniva ucciso, su ordine di Riina, Pio La Torre, l’autore del 416 BIS

Antimafia Duemila – Mafia: 27 anni fa veniva ucciso, su ordine di Riina, Pio La Torre, l’autore del 416 BIS.

Ci fu un uomo, che nato in Sicilia, osò sfidare il potere di Cosa Nostra. Quest’uomo era Pio La Torre.
Una figura storica dell’antimafia civile e politica e autore di vere e proprie rivoluzioni legislative.

Diventato esponente di primo piano del PCI, nel 1979 Enrico berlinguer lo aveva chiamato nella segreteria nazionale, presentò un disegno di legge, che ancora oggi porta il suo nome, che introdusse l’articolo 416 BIS del codice penale. Nasce così la prima vera legislazione contro la mafia che codifica il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso.
Da quel giorno i magistrati poterono istruire i processi di mafia. Figlio di questa intuizione legislativa il maxiprocesso istruito da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino nel 1986 che porta alla sbarra l’intera cupola di Cosa Nostra. Per questo la figura di Pio La Torre non rappresenta solo un fatto di cronaca. È  qualcosa di più. Investe la società italiana, sconvolge il PCI, travolge la politica nazionale ed entra di prepotenza nella Storia del nostro paese. Per prima cosa, Pio La Torre, è un uomo, non solo un personaggio. Non solo una vittima innocente della mafia. E’ un uomo politico che  a conoscerlo, a leggerne i discorsi, i saggi, i libri, a vederne le fotografie, da quelle di quando viene arrestato a Bisacquino in provincia di Palermo per l’occupazione delle terre a quelle di quando si trova disteso sul tavolo dell’obitorio, ti interessa, ti coinvolge, ti appassiona tanto da costringerti a chiedere, anche a distanza di 27 anni, cosa c’è dietro la sua morte.

Insomma politica, soldi e mafia: ecco la santissima trinità che Pio La Torre cercò di profanare, sapendo parlare con il linguaggio della povera gente…

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