Archivi del giorno: 6 Mag 2009

Antimafia Duemila – Europee: Forleo, candidatura De Magistris e’ una rivoluzione

Antimafia Duemila – Europee: Forleo, candidatura De Magistris e’ una rivoluzione.

“La candidatura di Luigi de Magistris, al di là del colore politico, è una rivoluzione”.
Lo ha detto il gip di Cremona Clementina Forleo parlando a Catanzaro ad un’iniziativa su “Etica e politica, legalità e istituzioni” alla presenza dell’ex pm di Catanzaro candidato alle europee per l’Italia dei Valori. “Sono qui – ha aggiunto Forleo – perché ritengo che la scelta di De Magistris sia condivisibile e da appoggiare. Fare il magistrato non significa solo scrivere sentenze o celebrare udienze. Antonio Di Pietro ha capito che quella di De Magistris é una candidatura di grande importanza di un magistrato, costretto a compiere questa scelta, perché ha avuto il coraggio di scoperchiare pentole che non doveva scoperchiare”. Per il magistrato “quello che è accaduto a Catanzaro è scandaloso. Il potere con la ‘p’ maiuscola ha necessità, per sopravvivere, di un’informazione non all’altezza e di una magistratura servile. Purtroppo una grossa fetta del potere giudiziario è colluso con i potentati politici e economici per qusto bisogna liberare il Csm dalle logiche clientelari, politiche e di potere”. Sulle intercettazioni Forleo ha manifestato la speranza che “non vengano eliminate, anzi che si infittisca la possibilità di utilizzarle. Spero che la riforma non vada in porto”.

Antimafia Duemila – Europee: De Magistris, preoccupa disegno piduista

Antimafia Duemila – Europee: De Magistris, preoccupa disegno piduista.

“C’é un disegno piduista che sta lavorando per smantellare autonomia e indipendenza della magistratura e libertà di stampa”.
Lo ha detto l’ex pm Luigi De Magistris, candidato alle europee con Italia dei Valori, parlando a Catanzaro ad un’iniziativa su “Etica e politica, legalità e istituzioni” assieme al gip Clementina Forleo. “Quando sono stato ascoltato dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) – ha aggiunto – ho avuto modo di constatare che Francesco Rutelli e Fabrizio Cicchitto parlavano la stessa lingua”. “E’ la prima volta – ha detto ancora De Magistris – che faccio una chiacchierata a Catanzaro, la città dove vive la mia famiglia, dopo l’avvio del mio percorso irreversibile di uscita dalla magistratura”. Molti i riferimenti di De Magistris alle inchieste condotte in Calabria.”Mi dispiace – ha detto ancora – che molte delle persone che hanno lavorato con me in tutti questi anni abbiano pagato delle pesanti conseguenze”. L’ex pm si è detto “sconcertato” dalle dichiarazioni del presidente dell’Anm, Luca Palamara, di recente a Catanzaro per parlare delle questioni legate alla dirigenza degli uffici. “Quelle stesse difficoltà – ha concluso – le avevo segnalate all’Anm da tanto tempo”.

PRIMO PIANO – Clementina Forleo “disinnescata”

PRIMO PIANO – Clementina Forleo “disinnescata”.

di Carlo Vulpio

Siamo un Paese meraviglioso, una delle più riuscite costruzioni geopolitiche alla rovescia. Solo da noi, per dirne una, è possibile, che tolgano la scorta al giudice Clementina Forleo e la mantengono ad Emilio Fede. In Italia, che per magistrati ammazzati è seconda soltanto alla Colombia, Forleo non ha la scorta, e nemmeno la più attenuata forma di protezione che si chiama tutela, mentre Fede ce l’ha.

Forleo e tanti altri magistrati a rischio, perché fanno bene e con onestà il proprio lavoro, non hanno nessuno che li protegge, mentre tanti altri magistrati e politici, a cui non serve, esibiscono questa forma di protezione come status symbol, come segno del potere.

Voi tutti sapete che Clementina Forleo è il giudice che si era occupata, quando era giudice per le indagini preliminari a Milano, delle scalate bancarie dei furbetti del quartierino Ricucci, Coppola, Fiorani, con la complicità dell’ex governatore della banca d’Italia Fazio, mentre Consorte, Latorre, Fassino e D’Alema da sinistra, Comincioli, Cicu e Grillo da destra.

Voi tutti sapete che in seguito a tutte queste vicende la Forleo è stata ingiustamente trasferita da Milano a Cremona. Ma non sapete però, e nessun giornale o TV ve lo ha raccontato e probabilmente non ve lo racconterà, che la presunta incompatibilità ambientale che le è costata il trasferimento, con una decisione del CSM che non ha nulla di giuridico ma sembra un referto medico visto che dice che la Forleo era emotiva, nasce il 6 giugno 2007 in una riunione “segreta” tenuta nella stanza di Anna Finocchiaro in Parlamento. In quella circostanza, testimonianza resa dall’ex parlamentare e magistrato di Cassazione Fernando Imposimato, si sono visti la stessa Finocchiaro, Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D’Alema) e altre persone. Tra queste persone la più prudente sembrava essere Mastella, perché in quella circostanza si discuteva se predisporre o meno un’ispezione al Palazzo di Giustizia di Milano, ovviamente un’ispezione che avesse come obiettivo la Forleo, visto che certe telefonate che iniziavano ad essere trascritte preoccupavano diverse persone. Mastella è stato più prudente degli altri perché di fronte all’idea di predisporre un’ispezione avrebbe detto che era giusto attendere le determinazioni di altre e più alte cariche dello Stato. Tradotto dal politichese significava che Mastella riteneva che si potesse procedere soltanto con l’appoggio di altre figure istituzionali, un appello che non si è fatto attendere perché nella stessa giornata, 6 giugno 2007, è immediatamente arrivata una lettera, a firma del Presidente della Camera Bertinotti e del Presidente Senato Marini, che esprimeva la preoccupazione del Parlamento per queste telefonate sulle scalate bancarie.

L’ispezione poi viene eseguita e sappiamo tutti com’è andata a finire, ma in quell’estate caldissima del 2007 succedono altre cose: alla Forleo arrivano minacce, proiettili calibro 38, viene incendiato il raccolto dell’azienda agricola di famiglia in Puglia, e soprattutto che venga preannunciata la morte con una lettera anonima di entrambi i genitori della Forleo, cosa che avviene in uno strano incidente stradale nel quale i suoi genitori muoiono e il marito della stessa Forleo finisce addirittura in coma. Nello stesso periodo, la Forleo viene denunciata da un tenente dei carabinieri di Francavilla Fontana, comune popoloso della provincia di Brindisi in cui la Forleo è nata, per presunte offese nei confronti di questo tenente incaricato delle indagini sulla morte dei genitori del giudice. In questa vicenda accade un’altra cosa strana: a denunciarla, insieme al tenente dei carabinieri, è anche Alberto Santacaterina, pm della procura di Brindisi, che oggi, per questa vicenda, a sua volta denunciato dalla Forleo, è stato rinviato a giudizio a Potenza per abuso d’ufficio e falso ideologico.

Nonostante tutto questo e nonostante sia chiaro a tutti che con la Forleo sono in tanti a dover chiudere i conti, nonostante sia chiaro a tutti che sia stata disinnescata sul piano giudiziario adesso si vorrebbe annichilirla sul piano umano e personale, il 25 aprile arriva una telefonata da un maresciallo dei carabinieri che la informa di due provvedimenti. Non solo non si fa una notifica, come chiede la legge, personalmente nelle mani della Forleo, ma con una telefonata le si comunicano due cose: un provvedimento, a firma del prefetto di Milano Gianvalerio Lombardi, con il quale si revoca la tutela alla Forleo e si mantiene invece un servizio di vigilanza radiocomandata con l’abitazione di Milano; un altro provvedimento, che sembra contraddire il primo, con la quale il prefetto di Cremona, Bruno di Clarafond, comunica che non soltanto viene revocata la tutela ma viene mantenuto soltanto il servizio di sorveglianza radiocollegato con il tribunale di Cremona.

Tutto questo cosa significa? Che Clementina Forleo viene lasciata completamente sola, viene oscurata ogni informazione su ciò che la riguarda, oscurata ogni informazione su ciò che lega la necessaria protezione di questo magistrato, e abrogata ogni memoria recente e meno recente su tutte queste vicende che invece stanno producendo delle conseguenze incredibili e pericolose.

Perché non scriviamo al ministro dell’Interno Maroni, inondando il Ministero dell’Interno di mail, e chiediamo al ministro se non sia il caso di togliere la scorta a Vespa, a Fede, e a quei magistrati e politici a cui la scorta non serve assolutamente, e venga mantenuto il servizio di protezione per un magistrato come Clementina Forleo, soprattutto quando esce dal tribunale di Cremona e va in giro per l’Italia e magari torna nella sua Puglia nella quale sono diversi a non amarla e avere con lei dei conti in sospeso?

Poniamo questo semplice quesito, che possa valere anche per tutti quei magistrati e per tutte quelle persone che sono in prima linea e rischiano davvero senza alcuna scorta ne protezione da esibire come status symbol e segni del potere.

Forleo? Togliamole anche la scorta!

Forleo? Togliamole anche la scorta!.

Clementina Forleo non ha più la scorta, le è stata revocata con una telefonata. Prassi del tutto illecita. Ma non v’è nulla di lecito in ciò che è stato compiuto fin ora nei confronti di questo giudice. Il provvedimento, arriva dopo mille altri soprusi. Carlo Vulpio ne traccia la sintesi agghiacciante.

La conosciamo come colei che aveva osato indagare sulle scalate bancarie che hanno visto molti esponenti di destra e di sinistra coinvolti. Fu trasferita, come da solita e vigliacca prassi, da Milano a Cremona, per volere di esponenti politici riunitisi in gran segreto nella stanza parlamentare di Anna Finocchiaro. C’erano, oltre alla Finocchiaro, anche Mastella, Latorre, Guido Calvi (ex parlamentare e avvocato di D’Alema) e altre persone.
Insomma, una vera riunione massonica per far fuori Clementina Forleo, la quale… non soltanto è stata trasferita, ma si è vista recapitare proiettili calibro 38, incendiare il raccolto dell’azienda agricola di famiglia in Puglia, recapitare una lettera anonima che preannunciava la morte dei genitori (che poi avviene veramente, in uno strano incidente stradale). E’ stata anche denunciata da un tenente dei carabinieri per presunte offese e poi anche da Alberto Santacaterina che, però, è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e falso ideologico.
Ora a Clementina le è stata tolta anche la scorta.
Quel che suona strano non è soltanto tutta questa vicenda (che ne ricalca altre per metodologia e per vigliaccheria), ma anche il fatto che in Italia le scorte vengano tolte a chi ne ha davvero bisogno e, invece, mantenute per inutili figuri, leccapiedi del governo, come Emilio Fede e Bruno Vespa.

Possiamo scrivere tutti al Ministero dell’Interno per dimostrare che il popolo della rete conosce i fatti ed è in totale disaccordo con questa criminale decisione.

maroni_r (at) camera.it oppure caposegreteria.ministro (at) interno.it