Un gruppo per sostenere il Procuratore Sergio Lari

Un gruppo per sostenere il Procuratore Sergio Lari.

Un regalo agli iscritti di facebook (25 aprile 2009)

Da molti giorni respiro un’aria nuova. Non è ancora quel fresco profumo di libertà che si auspica da tante parti, ma è un profumo di speranza e di ottimismo.
Esiste un fatto nuovo, passato sotto silenzio totale o quasi da parte di tutti i media.
A Caltanissetta è andato a dirigere la Procura un certo dott. Sergio Lari. Ha il viso ingenuo di un ragazzino, ma ha un’esperienza alle spalle che potrebbe essere il nostro bisnonno. Trova pure il tempo di giocare a basket, organizzando a spese sue, e devolvendo in beneficenza i ricavati. E’ una persona perbene e solare.

Lo hanno mandato in una Procura che, per competenza, svolge le indagini sugli omicidi di mafia che hanno riguardato gli eroici magistrati di Palermo. Alla chetichella ha riorganizzato un pool di investigatori credibili, forte degli insegnamenti ricevuti dal maestro Antonino Caponnetto. Ed i risultati non si fanno attendere, perchè l’arma fondamentale per le indagini di mafia sono i pentiti, e questi hanno bisogno di rivolgersi a persone credibili per decidere di parlare.

E in questi giorni stanno parlando. Gaspare Spatuzza, Giovanbattista Ferrante, e soprattutto Angelo Fontana. Quest’ultimo conferma che il giorno della strage Borsellino vide in Via D’Amelio uomini dei servizi segreti che lui conosceva, e riconobbe subito nelle immagini televisive del massacro. Non solo, le loro dichiarazioni stanno consentendo di riaprire le indagini sull’attentato dell’Addaura, sulla strage Falcone, e non possono quindi essere estranee all’accertamento della verità sul generale Mori, su Contrada, sull’Agenda Rossa di Borsellino, sul patto Stato-Mafia di cui parla anche Ciancimino.

Sergio Lari denuncia: “Devo sempre ripetere la stessa cosa. Siamo pochi. Possiamo interrogare i collaboratori di giustizia solo poche ore alla settimana. Occorre colmare gli organici”. Il Ministro Angelino Alfano sembra non ascoltare. Non ha interesse per queste novità investigative. Qualche magistrato in più a Caltanissetta, magari spostando chi ha solo da indagare i rubapolli? Mancano i soldi o la volontà?

Sergio Lari non va lasciato solo. L’unico boato che vogliamo ancora sentire è quello dell’esplosione di gioia degli Italiani che chiedono verità. E allora Angelino, glie li mandi i magistrati a Sergio Lari? Hai tre mesi di tempo. Diversamente evita di venire in Via D’Amelio il 19 luglio prossimo. Te lo ricorderemmo, e non saresti accolto bene.

Dimenticavo il regalo. Il regalo è questa nota, che potete condividere, copiare, incollare, distribuire, pubblicizzare, divulgare, sottoscrivere, modificare, spedire, pubblicare, sulle bacheche, sui profili, sui blog, dove volete. Sergio Lari non va lasciato solo. Se qualcuno ha per Lui pronta una corda, noi dobbiamo essere il suo cordone di sicurezza.

Nota di Giorgio Gaber su facebook

PUO’ DARSI (29 aprile 2009)

“Guardo il giudice Paolo Borsellino che ha posato una mano sul feretro di Giovanni Falcone. E’ in toga nera con la camicia bianca ricamata e per la prima volta lo vedo bellissimo, come un cavaliere antico che giura fedeltà di fronte al compagno caduto”. Questo l’incipit di Giorgio Bocca, sul sagrato di S.Domenico, in una bolgia urlante la propria rabbia e frustrazione. Agli omicidi di mafia, qui a Palermo, ci si era abituati, agli omicidi di Stato no. Gente discesa anche dall’entroterra linciava verbalmente gli ipocriti politici della prima fila, lanciando uno sguardo di supplica ed un grido d’aiuto a quell’omino in camicia bianca ricamata. Non si sarebbe più visto un funerale così. Quelli di Paolo furono privati, e la rabbia, pur viva, iniziava a sciogliersi in rassegnazione.

I giovani di oggi non possono ricordare. Ma mostrano di sapere, cercando di compenetrarsi in quella folla di sentimenti che ci pervase, e che leggono tuttora negli occhi umidi dei loro genitori. E’ per loro questa nota. Noi vecchi siamo ancora storditi dal fragore di quel tritolo, un lungo sonno dal quale i nostri figli ci stanno risvegliando. Loro sanno, meglio di noi, che fare luce su queste storie significa ritrovare le radici di un vivere civile che per lungo tempo ci è parso perduto. “Nessuno dei mandanti andrà mai in galera”, si sente dire. Può darsi, ma quello che vogliamo è solo ritrovare noi stessi.

La Sicilia, lo si voglia o no, è da oltre un secolo il crocevia dei destini politici della nazione. Rappresenta un bel 10% della popolazione e dei votanti italiani, uno Stato nello Stato, ago della bilancia di equilibri politici con i quali, chiunque voglia governare, deve fare i conti. Ben lo sapeva Mussolini, che profittò del disagio contadino racchiuso nel movimento dei fasci siciliani, ben lo sapeva la Democrazia Cristiana della prima Repubblica, ben lo sanno gli attuali governanti che mascherano la loro azione sotto l’egida di un tollerato populismo. Risultato? 61 a 0. Da lì bisogna ripartire. Comprendere che questa distorsione riguarda tutti gli Italiani. Dobbiamo chiederci da dove veniamo, per poter capire dove andiamo.

Siamo tutti contro la mafia. Chi solo a parole, chi anche nell’agire. Si può lottare rifiutando il voto di scambio, denunciando i piccoli e grandi soprusi quotidiani, sputtanando le false promesse, sottraendosi al ricatto di un sistema che suole prendere per fame. Occorre privilegiare l’interesse generale a quello personale, guardando al futuro, un futuro che deve poggiare su solide basi d’onestà di pensiero.
Per riuscire è necessario credere che la verità prima o poi arrivi, e con essa la giustizia, sotto qualunque veste. Si vede qualche squarcio di luce, e sappiamo che qualcuno lavora per portarci fuori dal tunnel di silenzi ed omertà che stiamo percorrendo. Uno di questi è il dott. Sergio Lari, che con lavoro certosino ha ripreso l’opera di ricerca di quelle verità indispensabili per la credibilità delle istituzioni, o per la cacciata dei traditori.
Gutta cavat lapidem, potrebbe essere il suo motto. E le gocce siamo anche noi.
*
Ringrazio coloro che si sono iscritti al gruppo in suo sostegno, e coloro che lo faranno. Questo il link:

Ringrazio coloro che hanno inviato commenti, so che Sergio Lari Vi legge, continuate a sostenerlo.
Ringrazio Silvana Lari, Rosario Crocetta, Gioacchino Genchi, Salvatore Borsellino, Claudio Fava, Leoluca Orlando, e tante altre qualificate partecipazioni, augurandomi che questa bacheca possa riportare presto liete novelle.
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Al raggiungimento delle mille adesioni, proverò a postare questi contenuti al Ministro Alfano. Sono certo che la diversa sponda politica non gli impedirà di valutare una legittima richiesta: due magistrati in più alla Procura di Caltanissetta, anche solo per disbrigare il lavoro ordinario. Non è la luna.
*
Per chi volesse approfondire i temi in questione, esistono due mirabili articoli di Giorgio Bongiovanni a questi link:
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/2642/78/
http://www.antimafiaduemila.com/content/view/12502/78/
Poche pagine, pochi minuti di lettura, che aiutano a capire perchè è importante crederci.
Può darsi che non si arrivi a nulla. Può darsi. Ma può darsi che…

Nota di Giorgio Gaber su facebook

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