Archivi del giorno: 10 maggio 2009

A CHI APPARTIENE LA BANCA CENTRALE EUROPEA? – Finanza in Chiaro – Editoriali – Notizie – Borsa & Mercati

A CHI APPARTIENE LA BANCA CENTRALE EUROPEA? – Finanza in Chiaro – Editoriali – Notizie – Borsa & Mercati.

Le Banche Centrali Nazionali (BCN) sono le uniche autorizzate alla sottoscrizione ed alla detenzione del capitale sociale della BCE.

La sottoscrizione di tale capitale sociale è stata effettuata secondo un criterio di ripartizione proporzionale alla percentuale di ciascuno Stato membro dell’Unione Europea al PIL comunitario ed alla popolazione dell’Unione.

L’ammontare sottoscritto, ed interamente versato, dalle Banche Centrali Nazionali dei Paesi dell'”area dell’euro” è pari a 4.004.183.399,81 di euro, ovvero circa il 70% dei 5.760.652.402,58 costituenti il totale del capitale sociale della BCE.

Le Banche Centrali Nazionali dei quattordici paesi non aderenti all’area dell’euro, le quali non hanno titolo a partecipare alla ripartizione degli utili, né sono tenute al ripianamento delle perdite della BCE, versano una piccola percentuale delle quote di capitale rispettivamente sottoscritte, pari al 7%, come contributo ai costi operativi della BCE connessi alla partecipazione al Sistema europeo di Banche Centrali (SEBC).

Tale capitale sociale è così ripartito:

Banca Centrale Nazionale
% Capitale sottoscritto
Capitale versato (€)
BelgioNationale Bank van België
2,4708
142.334.199,56
GermaniaDeutsche Bundesbank
20,5211
1.182.149.240,19
GreciaΤρÜπεζα της ΕλλÜδος
1,8168
104.659.532,85
SpagnaBanco de España
7,5498
434.917.735,09
FranciaBanque de France
14,3875
828.813.864,42
IrlandaCentral Bank & Financial Services
0,8885
51.183.396,60
ItaliaBanca d’Italia
12,5297
721.792.464,09
CiproBanca centrale di Cipro
0,1249
7.195.054,85
LussemburgoBanque centrale du Luxembourg
0,1575
9.073.027,53
Malta – Bank Ċentrali ta’ Malta
0,0622
3.583.125,79
Paesi BassiDe Nederlandsche Bank
3,8937
224.302.522,60
AustriaÖsterreichische Nationalbank
2,0159
116.128.991,78
PortogalloBanco de Portugal
1,7137
98.720.300,22
SloveniaBanka Slovenije
0,3194
18.399.523,77
FinlandiaSuomen Pankki
1,2448
71.708.601,11
Totale
69,6963
4.014.961.580,45

Fonte dei dati è il sito ufficiale della BCE. Come si evince dalla tabella la maggioranza relativa delle quote è detenuta dalla Bundesbank, seguita da Banca di Francia, Banca d’Inghilterra (13,9337%) e da Banca d’Italia; le altre Banche Centrali detengono invece, rispetto ai tre principali sottoscrittori, percentuali inferiori delle quote della BCE. Inoltre le BCN degli Stati partecipanti all’area dell’euro hanno dotato la BCE di riserve di cambio per un valore equivalente a circa 40 miliardi di euro. Il contributo di ciascuna BCN è stato fissato proporzionalmente alla partecipazione nel capitale BCE ed è stato versato in oro per il 15%, in dollari statunitensi e yen per il restante 85%.

La Banca Centrale Europea è ufficialmente di proprietà delle Banche Centrali degli Stati che ne fanno parte, quindi dato che le Banche Centrali sono controllate da società private, la stessa BCE è una società privata.

“Ecomafie”, 20.5 miliardi di utili | ItaliaDall’Estero

“Ecomafie”, 20.5 miliardi di utili | ItaliaDall’Estero.

[El Pais]

Un dossier ambientalista presentato con l’appoggio della Presidenza della Repubblica fa luce sui fiorenti affari delle organizzazioni criminali con il traffico di rifiuti

A Napoli si dice “la monnezza è ricchezza” (in italiano nel testo, N.d.T.). Crollasse il mondo, questa frase, ripresa dal libro Gomorra, sarebbe sempre valida. Nel 2008 le ecomafie hanno fatturato con lo smaltimento illegale di rifiuti 20.5 miliardi di euro.

Lo afferma il dossier annuale dell’associazione ecologista Legambiente, presentato ieri a Roma con la partecipazione del Presidente della Repubblica. Si tratta del fatturato più alto mai registrato. Con tutti questi rifiuti si potrebbe innalzare una montagna alta quanto l’Etna, con una base di tre ettari e un’altezza di 3100 metri.

In Italia, nel 2008, sono stati commessi 25.776 crimini ambientali, ovvero 71 al giorno, 3 ogni ora. La buona notizia è che nel 2007 ne erano stati registrati di più: 30.124. Legambiente ha calcolato che sono state interrate nel sottosuolo italiano 31 milioni di tonnellate di rifiuti, l’equivalente di mezzo milione di camion. Lo studio afferma che i rifiuti “si sa dove vengono prodotti, non sempre si sa dove si smaltiscono”. Quasi la metà dei reati vengono commessi nelle quattro regioni nelle quali la presenza mafiosa è tradizionalmente più alta (Campania, Calabria, Sicilia e Puglia); il resto si distribuisce su tutto il territorio. Ed emerge con forza il ricco Nord, Piemonte in testa. “Le mafie hanno esteso i tentacoli su una vasta parte del Nord”, segnala il presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati.

Un chiaro sintomo è costituito dall’arresto di Mario Chiesa, in passato protagonista di casi di corruzione, “che adesso si dedicava al traffico illegale dei rifiuti con tutta una rete di colletti bianchi: imprenditori, intermediari ed amministratori corrotti”.

Con una nota ufficiale, il Presidente Giorgio Napolitano si è congratulato perché l’inchiesta dimostra che è migliorata la lotta delle istituzioni. Dal 2002, anno in cui venne istituito il reato di smaltimento illecito di rifiuti, i giudici hanno aperto 123 processi contro i “capi del veleno”. L’anno scorso sono state effettuate 25 indagini, 2.328 denunce contro persone e 564 contro aziende: gestivano 7 miliardi di euro. Un record assoluto.

Gli ambientalisti sostengono che centinaia di clan mafiosi vivrebbero dei proventi dell’immondizia. Secondo il procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso “mancano i mezzi ed un osservatorio nazionale. Dietro alle ecomafie c’è un sistema criminale complesso, con tecnici di laboratorio, trasportatori e altri, abbiamo bisogno di più armi giudiziarie”. Grasso ha chiesto al Governo di garantire l’uso delle intercettazioni telefoniche.

Le scorie industriali avvelenano il terreno, uccidono animali, boschi e cittadini. I soldi vengono riciclati nella costruzione di case abusive, attività che la crisi non ha assolutamente frenato. L’anno scorso sono spuntate in Italia 28.000 nuove case abusive. Primo posto per la Campania, secondo per la Calabria. Due regioni in recessione economica. Nella prima i clan hanno edificato 300.000 metri quadrati in un’area (fertile ed ex-agricola) di 158 Km quadrati.

La Direzione Investigativa Antimafia ricorda che in Calabria la ‘Ndrangheta “continua ad espandersi sul terreno delle opere pubbliche”, come per esempio le autostrade Salerno-Reggio Calabria e Jonica. Il loro sogno è il ponte sullo stretto di Messina. Ancor peggio, il tribunale di Palermo ha appena aperto un’inchiesta: Cosa Nostra si è infiltrata nei contratti pubblici per la costruzione di parchi per la produzione di energia eolica.