Archivi del giorno: 19 Mag 2009

ComeDonChisciotte – IL BILDERBERG VUOLE UN DIPARTIMENTO MONDIALE DELLA SANITA’ E DEL TESORO

ComeDonChisciotte – IL BILDERBERG VUOLE UN DIPARTIMENTO MONDIALE DELLA SANITA’ E DEL TESORO.

L’esperto giornalista investigativo Jim Tucker ha svelato il programma del Bilderberg 2009, che racchiude il progetto per un Dipartimento Mondiale della Sanità e del Tesoro e una depressione abbreviata piuttosto che una prolungata flessione economica.

Partecipando all’Alex Jones Show, Tucker ha detto che l’ex primo ministro svedese nonché abituale partecipante al gruppo Bilderberg Carl Bildt, “ha tenuto un discorso nel quale appoggiava la trasformazione dell’OMS in un Dipartimento Mondiale della Sanità e la trasformazione dell’FMI in un Dipartimento Mondiale del Tesoro, entrambi naturalmente sotto l’egida delle Nazioni Unite.”

Tucker ha fatto notare che tali manovre rappresenterebbero dei passi enormi verso il governo mondiale che il Bilderberg si sta accingendo a realizzare ma il cui completamento, negli ultimi 10 anni, è sempre fallito.

A seguito: Bilderberg 2009 – L’elenco dei partecipanti (versione corretta), (Infowars.com);

Tucker ha spiegato che il Bilderberg è molto determinato nel porre l’accento sui problemi causati dalla crisi economica, oltre alla minaccia di una pandemia, come strumento per giustificare la centralizzazione del potere.

Secondo Tucker, Bildt ha parlato anche del riscaldamento globale nel contesto di una tassa a livello mondiale sulle emissioni di carbonio, da tempo una parte del programma del Bilderberg. Questa tassa globale, che verrebbe pagata direttamente alle Nazioni Unite, sarebbe introdotta in maniera graduale, innanzitutto come un’imposta appena percettibile alla pompa di benzina, prima di essere aumentata una volta perfezionata, ha detto Tucker.

In merito all’importante Trattato di Lisbona, che è stato messo al tappeto dopo la bocciatura dei cittadini irlandesi lo scorso anno, Tucker ha detto che il Bilderberg, per farlo approvare, sta pensando di inviare in segreto dei suoi rappresentanti in Irlanda per parlare con i leader politici locali. L’Unione Europea richiede che tutti gli stati membri ratifichino il Trattato prima della sua approvazione e ai cittadini irlandesi verrà di nuovo chiesto di votare un referendum alla fine di quest’anno, nonostante avessero già dato parere negativo al Trattato tredici mesi fa.

Tucker ha detto che un aspetto importante della riunione del Bilderberg di quest’anno è stato l’impegno per convincere il Presidente Obama “ad introdurre di nascosto la ratifica del Trattato del Tribunale Penale Internazionale [1]”, inviandolo al Senato per la sua votazione.

“Le loro strategie sono queste,” ha detto Tucker. “Obama dovrà adulare i tanti membri delle frange più a sinistra dei Democratici che vogliono davvero il Trattato del Tribunale Penale Internazione ma che hanno così paura a votarlo perché la gente è fortemente contraria a rinunciare alla propria sovranità… vigliacchi politici… così Obama dovrà adularli e dirà loro di non preoccuparsi, avremo altri liberali al Senato dopo le elezioni del 2010 e poi nel gennaio 2011, quando il nuovo Senato si sarà insediato, potrete ratificarlo un sabato notte quando sarà troppo tardi per i giornali delle domenica pubblicare la notizia e i talk show non potranno riprogrammare i loro palinsesti… non ci saranno delle ritorsioni politiche.”

Tucker ha confermato le informazioni divulgate inizialmente da Daniel Estulin, secondo cui il Bilderberg avrebbe discusso se far affondare l’economia in modo rapido oppure trascinarla in una lenta e straziante depressione. “Il Segretario al Tesoro Geithner e Carl Bildt hanno caldeggiato una recessione di breve durata e non una recessione lunga 10 anni… in parte perché una recessione di 10 anni danneggerebbe gli stessi industriali che aderiscono al Bilderberg… anche se vogliono avere un Dipartimento Mondiale del Lavoro e un Dipartimento Mondiale del Tesoro, desiderano ancora fare un sacco di soldi e una recessione lunga costerebbe troppo a livello industriale perché nessuno comprerebbe più i loro giocattoli… la tendenza è quella di tenerla breve,” ha detto Tucker.

Tucker ha concluso osservando che i membri del Bilderberg alla riunione di quest’anno avevano delle facce molto serie e che geopoliticamente “le cose si stanno mettendo male per loro. Gli americani stanno rispondendo, gli europei stanno rispondendo e il loro programma si sta bloccando.”

Paul Joseph Watson
Fonte: http://www.infowars.com
Link: : http://www.infowars.com/bilderberg-wants-global-department-of-health-global-treasury/
16.05.2009

Scelto e tradotto da JJULES per http://www.comedonchisciotte.org

Note di traduzione

[1] Il Trattato del Tribunale Penale Internazionale è stato firmato a Roma il 17 luglio 1998 ed è ufficialmente in vigore dal 1° luglio 2002. La competenza del Tribunale, che ha sede a L’Aia nei Paesi Bassi, è limitata ai crimini più seri che riguardano la comunità internazionale nel suo insieme, come il genocidio, i crimini contro l’umanità, i crimini di guerra e il crimine di aggressione. La Corte ha una competenza complementare a quella dei singoli Stati, dunque può intervenire solamente quando gli Stati non vogliono o non possono agire per punire crimini internazionali. Attualmente aderiscono al Tribunale Penale Internazionale 108 paesi nel mondo. Nel 2002 Stati Uniti e Israele se ne sono dissociati [NdT]

Abruzzo, prospera l’ecomafia

Abruzzo, prospera l’ecomafia.

È la regione dei parchi, una delle aree più verdi d’Europa. Eppure l’Abruzzo è crocevia dei traffici di scorie, di rifiuti, è territorio per gli sversamenti abusivi, cave dismesse e riempite di veleni. Fiumi altamente inquinati, depuratori (tantissimi) che non depurano, con la costa turistica devastata e troppo spesso off limits ai bagnanti. Una regione verde, di mari e di monti, una regione dall’alta vocazione turistica, una regione petrolifera.

Sembra un paradosso, ma non è così: sono diverse le concessioni per l’estrazione dell’oro nero presente nel sottosuolo, anche in zone dall’alto valore paesaggistico e ambientale. Una vicenda che non sfocia nel terreno delle mafie, ma va considerata come esempio dell’abuso e dello scempio legalizzato.

Il ciclo dei rifiuti
Già dal secondo rapporto annuale sulle ecomafie, nel 1997, Legambiente avvisa i naviganti: i traffici illegali passano da qui, i camion di rifiuti tossici si fermano nelle tantissime cave e nei tanti luogo desolati della regione. E così l’Abruzzo diventa la pattumiera delle scorie del Nord del Paese. Una delle pattumiere, considerato che il business diventa presto ingentissimo e a occuparsene saranno più di cento cosche di mafia. Un affare enorme, che coinvolge parecchie zone del Belpaese. La commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti rileva una pratica soft: tonnellate di rifiuti urbani, provenienti dalle regioni in emergenza come la Lombardia, inviati nel Centro Italia per essere trattati e recuperati. Un trattamento che avverrà spesso solo sulla carta, anche in Abruzzo. Da segnalare due prese di posizione in stile nimby, quelle dell’allora presidente dell’Antimafia Ottaviano Del Turco e, pochi mesi dopo, quella dell’allora ministro dell’Ambiente Edo Ronchi: l’Abruzzo è un’ isola verde e felice.

La tendenza
Si continuano ad accendere i riflettori sul pericolo ecomafie. Preoccupa il fiume di fango tossico, quei 270mila quintali di residui di lavorazione industriale scaricati a due passi da Pescara (Legambiente 2000). Preoccupa la presenza sempre più massiccia delle mafie nelle regioni centrali (commissione sul ciclo dei rifiuti, 2001). Quasi dei ponti tra il Sud ad occupazione mafiosa e il Nord da colonizzare. E c’è anche un allarme dal mare: la rotta adriatica per lo smaltimento illegale dei rifiuti (Dossier Codici, 2007).

Il riciclo creativo
Nel marzo del 2007 si scopre un pericolosissimo traffico di rifiuti industriali. Prima l’esportazione in Cina via mare, quindi la trasformazione e poi la vendita in Italia come materiali plastici semilavorati. Così le scorie tornavano ripulite e riciclate in Italia, tra il Lazio, la Campania, la Sicilia e la Lombardia, oltre che l’Abruzzo.

La discarica più grande d’Europa
Cave dismesse e cunicoli, aree deserte e canali di scolo, sono decine i siti utilizzati per ammassare rifiuti di ogni tipo, anche altamente tossici. Ma il caso più eclatante resta quello della discarica illegale di Bussi Sul Tirino (Pescara). Un’area gigantesca lungo il fiume Pescara scoperta nel 2007, 38mila metri quadri, 240 tonnellate di scorie. I dubbi sull’inquinamento della falda acquifera sono a zero: impossibile altrimenti.

Si inquina per legge
L’Abruzzo dovrebbe essere tra le regioni più depurate d’Italia: ha 1300 impianti, una media altissima per i suoi 1,3 milioni di abitanti. Eppure il mare è inquinato e le stagioni balneari sono intossicate dai liquami. In definitiva, quegli impianti non funzionano per mancanza dei fondi necessari. Assurdi da record: la Regione ha condonato i comuni per i continui abusi, e ha innalzato per decreto la soglia dell’inquinamento dei fiumi (+280%).

Il ciclo del cemento
L’Abruzzo è all’undicesimo posto della classifica di Legambiente: sono tantissime le cave illegali, in un territorio che ha il 30% di aree protette. C’è anche l’abuso edilizio selvaggio. Un esempio eclatante: una villetta a Vasto costruita in un’area non edificabile con tanto di autorizzazione comunale.

L’oro sporco
Sono nove le concessioni petrolifere rilasciate dal ministero dell’Ambiente nell’area tra Pineto e Termoli. C’è il progetto di un enorme petrolchimico sulla costa teatina, il Centro Oli (nome ingannevole) dell’Eni a Ortona. Un cento enorme contro il quale da anni si batte, con successo, il Coordinamento per la tutela della Costa Teatina, guidato dalla battagliera Fabrizia Arduini. Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: un’area dall’alto valore ambientale (riconosciuto per legge tanto da avviare le procedure per l’istituzione di un parco naturale), la stessa area destinata all’industria pesante. Petrolchimico che arriva in tempo di dismissioni, in un’area che è anche tra le principali aree vinicole del Paese (Montepulciano). Un corto circuito provocato dai cambi al governo nazionale e regionale e comunale. Discorsi politici a parte, uno studio tecnico ha rivelato l’enorme imbroglio che si celerebbe dietro il progetto, che dovrebbe creare occupazione a costi ambientali contenuti: le stime d’inquinamento dell’Eni sarebbero inferiori ad oltre venti volte quelle normalmente calcolabili. Con danni incalcolabili all’economia turistica e vitivinicola.

NAUTILUS: LETTERE DAL TERREMOTO – “HO VISTO L’AQUILA”

NAUTILUS: LETTERE DAL TERREMOTO – “HO VISTO L’AQUILA”.

A un mese e mezzo dal terremoto che ha devastato la provincia de L’Aquila, la situazione è tesa, drammatica e irrisolta.

Questa lettera è stata scritta da Andrea Gattinoni, un attore che si trovava a L’Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un’efficace testimonianza per tutti quelli che a L’Aquila non ci sono ancora stati.

Voglio partire da qui per far luce su cosa sta accadendo in Abruzzo. Ho contattato volontari e abitanti affinchè ci fosse un supporto alle parole di Andrea o (magari) una smentita, perciò man mano che mi arriveranno altri riscontri aggiornerò questo blog.
Oggetto: HO VISTO L’AQUILA

Lettera a mia moglie scritta ieri notte
Ho visto l’Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia ciascuno agli accessi alla zona rossa, quella off limits. Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell’unico posto aperto, dove vanno tutti, la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati. Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando “Si Può Fare” . Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, AnnaMaria, Franco e la sua donna.
Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.

Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore. Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa. Francesca stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all’improvviso, anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo. Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c’era la parola ‘cazzeggio’. A venti chilometri dall’Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Lì???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente. Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L’Aquila.

Poi c’è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E’ come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l’importante è che all’esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l’ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che lì va tutto benissimo. Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che “quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l’intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente”. Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti lì è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c’è più, tutto perduto.

Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perché i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera. C’era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest’umanità all’improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato lì. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c’erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli ‘Assaggi, assaggi’. Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finché Michele non l’ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: “Non bisogna perdere le buone abitudini”.
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.

Andrea Gattinoni, 11 maggio notte.

Si dice il corrotto ma non il corruttore – Marco Travaglio – Voglio Scendere

Si dice il corrotto ma non il corruttore – Marco Travaglio – Voglio Scendere.

Immagine di Roberto Corradi“Beati quelli che, pur non avendo visto, crederanno”. Lo dice Gesù all’apostolo Tommaso, che ha dovuto infilare la mano nella piaga del costato per credere nella resurrezione.

Il processo Berlusconi-Mills (noto a tutti, grazie a un’informazione serva, soltanto come il “processo Mills”: si diceva il corrotto, ma non il corruttore) non ha nulla di spirituale né di trascendente. E’ una sporca storia di corruzione, il paradigma del modus operandi di Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana. Un grande corruttore che ha sempre comprato tutto e tutti, avendo sempre avuto la fortuna di incontrare gente comprabile.

lI suo gruppo comprava la Guardia di Finanza perché chiudesse gli occhi sui libri contabili taroccati. Comprava politici, da Craxi in giù, in cambio di leggi à la carte. Comprava giudici, da Vittorio Metta in giù, per vincere cause civili perdute in partenza, come quella che scippò la Mondadori a De Benedetti per dirottarla nelle mani del Cavaliere. Pagava persino la mafia, per motivi facilmente immaginabili. Per sapere tutto questo non era necessario attendere la sentenza di ieri: bastavano tutte le altre, emesse negli ultimi 15 anni nella beata indifferenza della quasi totalità della stampa e della totalità della televisione, per non parlare della cosiddetta opposizione.

Ora il Tribunale di Milano ci informa che il Cavaliere comprò con 600 mila dollari anche un falso testimone, il suo ex consulente inglese David Mackenzie Mills (che gli aveva costruito un sistema di 64 società occulte, nei paradisi fiscali), per garantirsi “l’impunità e i profitti” nei processi Guardia di Finanza e All Iberian. Il tutto nel 1998-99, quando era già travestito da politico, aveva già guidato un governo e si accingeva a guidarne altri due. Ma anche questo si sapeva da anni. O meglio: lo sapeva chiunque avesse dato un’occhiata alle carte del processo o ne fosse stato informato. La sentenza doveva semplicemente sanzionare penalmente una condotta già assodata. Perché uno dei due protagonisti, David Mills, aveva confessato tutto al suo commercialista Bob Drennan, in una lettera che pensava sarebbe rimasta top secret: “… la mia testimonianza (non ho mentito ma ho superato curve pericolose, per dirla in modo delicato) aveva tenuto Mr B. fuori da un mare di guai nei quali l’avrei gettato se solo avessi detto tutto quello che sapevo… Nel 1999 mi fu detto che avrei ricevuto dei soldi… 600 mila dollari furono messi in un hedge fund… a mia disposizione…”.

Purtroppo per lui (e per “Mr B.”), Drennan lo denunciò al fisco inglese
, così la lettera finì sul tavolo dei pm milanesi. Interrogato a botta calda, Mills confessò a verbale che era tutto vero, salvo poi ritrattare con una tragicomica e incredibile retromarcia. La sentenza di ieri aggiunge la sanzione a ciò che chi voleva o poteva sapere già sapeva: il nostro presidente del Consiglio è, per l’ennesima volta, un corruttore, per giunta impunito per legge. Ha comprato un testimone in cambio di una falsa testimonianza. Un reato commesso per occultarne altri, a loro volta commessi per nasconderne altri ancora. Ora che è di nuovo al governo, per garantirsi l’impunità non ha più bisogno di corrompere nessuno: gli basta violare la Costituzione con leggi come la Alfano, approvata e promulgata nell’indifferenza di chi avrebbe dovuto contrastarla e respingerla. La stessa indifferenza, salvo rare eccezioni, ieri ha accolto un verdetto che in qualunque altro paese avrebbe portato su due piedi all’impeachment. Lo stesso silenzio di Mills. Che però, almeno, si faceva pagare bene.
(Immagine di Roberto Corradi)

Blog di Beppe Grillo – Grillo168 – La tempesta perfetta

Blog di Beppe Grillo – Grillo168 – La tempesta perfetta.

Ho la voce un po’ roca perché sto facendo due, tre spettacoli al giorno nelle piazze. Sto tornando bambino. È fantastico. Non me lo aspettavo così, dal punto di vista mio, umano. Mi cambio in macchina, sudo, vado sul palco, cambio città. È fantastico. Riempiamo le piazze. Non una riga sui giornali, né un pezzettino di televisione. Niente. Una cappa di silenzio assoluta. Hanno paura. Hanno paura di migliaia di persone che vengono a sentire le liste civiche, e io che le presento nelle varie cittadine. La cosa che non riesco bene a capire è tutta questa gente che viene e aspetta una risposta da me. Mi guarda e la domanda che traspare dallo sguardo è: “siamo in crisi? C’è la crisi? Cosa dobbiamo fare? L’economia va male. Cosa c’è? C’è la ripresa o no?” Ecco, a volte vado in crisi anche io. C’è questa crisi? Dov’è? È già passata? Non c’era? Il ministro Tremorti ci rassicura. Lo psicopapi, Berlusconi, dice che siamo ormai fuori dal tunnel. Forse hanno ragione loro? Allora vado a vedere due dati. E allora ecco che tutte le variabili cominciano a prendere il loro posto. E allora sta succedendo una cosa che è di una chiarezza e di una semplicità incredibile. Tutte le variabili si collocano. Abbiamo un PIL – Prodotto Interno Lordo – che diminuisce, Tremorti diceva solo dello 0,5%, di quasi il 6%.

Antimafia Duemila – Nuove norme sul 41 bis: il commento di Giovanna Chelli

Antimafia Duemila – Nuove norme sul 41 bis: il commento di Giovanna Chelli.

Bene a nuove norme sul “41 bis” e nuove carceri per i detenuti a tale regime, anche se le supercarceri sulle isole come Pianosa e Asinara, sono già pronte e mettere tempo in mezzo alla realizzazione di un progetto così necessario per porre liniti ai mafiosi detenuti a “41 bis”, noi lo riteniamo una grave perdita di tempo.

Il 27 Maggio prossimo saranno 16 anni che “cosa nostra” per soddisfare le sue esigenze e quelle di quanti facevano affari con l’organizzazione criminale, ha rovinato la vita ad una intera comunità a Firenze.

Con chi stanno i politici che per voce dell’Avv. Alessandro Gerardi gridano all’incostituzionalità per le nuove norme sul 41 bis ?

Questi Signori, Vogliono stare dalla parte di chi si inventa che Salvatore Riina e Bernardo Provenzano possono socializzare con gli altri detenuti, o una buona volta sono disposti a prendere coscienza che 300 chili di tritolo in via dei Georgofili, a Firenze , in Italia, sono stati usati per far annullare il “41 bis”?

E’ morta la speranza di far reinserire nella società civile delinquenti come i fratelli Graviano e Gioachino Calabrò, è morta là dove politici compiacenti da sedici anni pensano a come far uscire dal carcere i mafiosi rei di strage eversiva, piuttosto che supportare le vittime nelle loro battaglie civili e battersi quindi per la confisca dei beni alla mafia.

Cordiali saluti

Giovanna Maggiani Chelli

Associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili

Antonio Di Pietro: Berlusconi Indegno

Antonio Di Pietro: Indegno.

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L’avvocato inglese David Mills ha agito certamente da falso testimone per consentire a Silvio Berlusconi e alla Fininvest l’impunità dalle accuse o almeno il mantenimento degli ingenti profitti realizzati atttraverso il compimento delle operazioni societarie e finanziarie illecite compiute dallo stesso Berlusconi fino a quella data” questo oramai è fatto accertato , come si legge dalle motivazioni rese note oggi, della sentenza di condanna dell’avvocato inglese per aver intascato nel 1997, una mazzetta pari 600 mila dollari . La somma, ricevuta dal suo corruttore Silvio Berlusconi, serviva a comprare le sue false testimonianze in due processi legati a fondi neri di società off-shore del Presidente del Consiglio.

In qualsiasi altro Paese, con una sentenza del genere, sarebbero immediatamente giunte le dimissioni del Primo Ministro. E’ di oggi, ad esempio, la notizia delle dimissioni di Michael Martin, presidente della Camera dei Comuni inglese, per una vicenda di minore entità legata ai rimborsi spese dei deputati. Ma siamo in Italia, e siamo sotto una democrazia dittatoriale. Il Presidente del Consiglio si è fatto una legge che lo rende immune, con altre tre cariche dello Stato, da qualsiasi reato: il Lodo Alfano.

Questa legge se l’è fatta e approvata da se’, conoscendo gli esiti di questo processo che lo avrebbe visto imputato per corruzione e che, di riflesso, avrebbero confermato anche reati di evasione fiscale e frode da lui commessi nei confronti dello Stato.
Berlusconi non rinuncerà al suo scudo salva-processi, non può farlo perché verrebbe processato e condannato.

Inoltre non pagherà nulla per le ingenti somme di denaro sottratte con l’evasione fiscale allo Stato e ai cittadini dei quali oggi è il rappresentante nelle istituzioni.

Il massimo che potrà fare e venire in Parlamento per cercare un’assoluzione politico mediatica dove la sua claque governativa avrà l’ordine di applaudire più forte dei fischi dell’opposizione dell’Italia dei Valori.

Questo signore oramai rappresenta soltanto la sua fetta di Parlamento e un vasto gruppo di amici e gregari ai quali ha distribuito soldi pubblici e potere in modo privatistico. Le televisioni ed i giornali di cui dispone, inoltre, proclamano un consenso basato sulla menzogna sistematica, prendendo esempio ed in modo assolutamente degno del proprietario.

Silvio Berlusconi deve dimettersi poiché non è degno di rappresentare lo Stato ed il popolo italiano.