Archivi del giorno: 1 giugno 2009

Lotta alla mafia

Lotta alla mafia.

Black-out sui conti dei mafiosi
Milano revoca Commissione Antimafia
Una poltrona antimafia all’amico del boss

Black-out sui conti dei mafiosi – di Roberto Galullo

Basta disattivare una password per rafforzare Cosa Nostra. Una sequenza di numeri e lettere che dal 5 marzo è stata tolta alla Procura di Palermo che, da oltre due mesi, non può più monitorare e sequestrare i conti correnti bancari dei boss.
Mentre la repressione va avanti senza sosta – con un’azione investigativa costante anche sul fronte dei rapporti deviati tra mafia e politica, decine di processi in corso e centinaia di arresti di boss e affiliati che sfiancano l’esercito delle cosche – la lotta ai capitali mafiosi, vale a dire il cuore dell’azione di contrasto, fatica.

Con quella password – che apre i file dell’Anagrafe dei rapporti finanziari – magistrati e polizia, sotto copertura…

dal 5 gennaio al 4 marzo, accedevano ogni giorno ai conti, ai depositi, ai dossier titoli e alle transazioni da un capo all’altro del mondo di Cosa Nostra. «Dalla sera alla mattina – spiega il procuratore aggiunto di Palermo, Roberto Scarpinato – i ministeri della Giustizia e dell’Economia ce l’hanno tolta per motivi burocratici dopo avercela data, per grazia ricevuta, a distanza di 18 anni dalle previsioni legislative. La restituzione di quella password, a noi e a tutte le Procure, è la maniera migliore per onorare con i fatti e non a parole la memoria di Giovanni Falcone, della moglie e della scorta, morti 17 anni fa a Capaci».
«Con questa revoca – prosegue Scarpinato – siamo tornati agli anni in cui bisognava fare richiesta di informazioni a ogni singola banca. Nelle regioni del Sud c’è un problema ulteriore: il tessuto creditizio è profondamente inquinato, molte operazioni sospette vengono fatte sparire e non manca chi avvisa i boss delle indagini in corso. In questi mesi, a causa di questo scippo, abbiamo perso l’occasione per sequestrare miliardi. Scandalo nello scandalo, la password non è stata data neppure alla Banca d’Italia che ha il compito di contrastare il riciclaggio dei capitali sporchi».

Tutti pronti per l’Expo…

Milano revoca Commissione Antimafia

(ANSA)- MILANO, 25 MAG- La Commissione antimafia nata in seno al Consiglio comunale di Milano, e’ stata revocata con una delibera proposta dal centrodestra. Il voto ha scatenato la polemica in aula con l’opposizione che ha deciso di abbandonare i banchi del Consiglio, facendo di fatto venir meno il numero legale.

Una poltrona antimafia all’amico del boss – di Elia Banelli

 Raffaele Pippo Nicotra, ex sindaco Dc di Acicatena (un piccolo comune vicino ad Acireale, nella provincia di Catania), è balzato agli onori della cronaca nel maggio 1993 per essersi opposto con grande foga alla decisione di un Questore che negò la celebrazione dei funerali per la morte di Maurizio Farace, cognato di Sebastiano Sciuto, un boss vicinissimo a Benedetto Santapaola (il capo della famiglia catanese di Cosa Nostra).

Nuccio Sciuto, detto “Nuccio Coscia”, oltre a vantare buone relazioni con l’imprenditore Ilario Floresta, eletto sugli scranni di Montecitorio sotto le insegne di Forza Italia, era anche il referente di Santapaola nel territorio acese.

La solidarietà del sindaco Pippo Nicotra si manifestò con il rifiuto di far coprire i manifesti di lutto per il picciotto cognato del boss, e con l’incursione in caserma per far annullare il divieto ai funerali (imposto dalla Questura locale) con tanto di minaccia al capitano.

La ferma opposizione delle forze dell’ordine non gli impedirono di recarsi personalmente al cimitero per abbracciare il boss, episodio che un mese dopo costrinse il prefetto a rimuoverlo dalla carica di sindaco e di consigliere comunale, con il Comune in seguito sciolto per mafia.

In un qualsiasi paese civile la carriera politica di questo personaggio si sarebbe conclusa senza troppi affanni. Ma siamo in Italia e tutto si ricicla (tranne la monnezza).

Pippo Nicotra viene così rieletto qualche anno dopo e si dedica ad un’altra pratica tipica del nostro paese: il trasformismo. Cambia più volte casacche: Nuovo Psi, Nuova Sicilia, Mpa e infine al Pdl per approdare al Parlamento regionale.

Ecco, quale ruolo potrebbe ricoprire un personaggio dai trascorsi in odore di mafia?

Naturalmente la Commissione anti-mafia!

Inoltre è stato eletto, dall’assemblea dei sindaci, alla presidenza del Consorzio etneo per la legalità e lo sviluppo, che gestisce i beni confiscati alla mafia in provincia di Catania.

Se le oscure frequentazioni del passato non fossero sufficienti, Pippo Nicotra ha ricevuto nelle scorse settimane un avviso di garanzia dalla Dda di Catania per favoreggiamento aggravato alla mafia ed in particolare al clan Santapaola, per aver negato durante un interrogatorio di essere stato vittima di un’estorsione.

Insomma l’uomo giusto al posto giusto, poi dicono che in Italia non c’è meritocrazia.

Antimafia Duemila – Falcone e Borsellino: domande senza risposta

Antimafia Duemila – Falcone e Borsellino: domande senza risposta.

Ci chiediamo così, a partire dal loro assassinio, perché non sia stata mai formata una commissione parlamentare che indaghi su tutti gli aspetti ancora oscuri delle stragi e su eventuali mandanti esterni e cosa hanno oggi da dire a questo riguardo la Commissione Antimafia, il CSM, il ministro della Giustizia, ma anche i partiti di maggioranza e di opposizione. Perché i media, con pochissime eccezioni, ignorano il processo in corso a Palermo sulle deviazioni dei servizi e di organismi investigativi, nonché su esponenti politici che trattarono con Cosa Nostra subito dopo le stragi e forse anche prima, secondo molte fonti di pentiti ritenuti attendibili? Perché non si fa pulizia, nel governo e in parlamento, di esponenti che hanno pendenze giudiziarie e sospetti di contiguità con il sistema mafioso, fenomeno riproposto in vari casi anche per le candidature nelle prossime elezioni europee e amministrative? Cosa si attende per varare finalmente l’agenzia centrale di coordinamento dei beni sequestrati ai mafiosi e più incisive misure finanziarie e di controllo contro il riciclaggio, il movimento dei capitali di origine criminale e la loro emersione nell’economia legale, certo crescente per la crisi economica in atto in migliaia di esercizi commerciali e imprese? E come si può accettare che sulla giustizia e sull’informazione, veri pilastri della Costituzione repubblicana, continui a pesare l’impunità e l’arroganza del capo del governo, assicurata da miriadi di leggi “ad personam” e da un conflitto d’interessi mai intaccato e crescente? Dal processo All Iberian-Mills, dove Berlusconi è stato salvato solo da quel lodo Alfano da lui imposto come primo atto della nuova legislatura, fino al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche e ambientali, ancora controverso per i contrasti all’interno stesso della maggioranza e del governo, pesano dure minacce all’autonomia e all’operatività della magistratura inquirente e della libertà d’informazione, mentre l’Europa e il mondo guardano sconcertati e ora anche preoccupati al degrado delle leggi e dei principi etici che pervade il nostro Paese. E sono  anche il mancato intervento sui veri mali della Giustizia, la spaventosa carenza di persone e di mezzi, l’insopportabile lentezza dei processi e delle cause civili, i corporativismi e le divisioni nel mondo giudiziario, fino alle responsabilità di giudici  e a procedure che consentono di mettere in libertà fior di mafiosi per vergognose inadempienze di una semplice firma, a lasciare soli e traditi Falcone e Borsellino, già vittime allora delle gelosie e dei personalismi imperanti nello stesso ordine giudiziario. Come non ricordare infine, mentre tanti ministri e sottosegretari sono presenti “una tantum” con compunzione e alati discorsi commemorativi al ricordo delle vittime di quella stagione stragista, che più volte il loro leader ha rievocato il capomafia Mangano come un “eroe”, essendone evidentemente convinto o più probabilmente trovandovi una cinica opportunità di consenso elettorale in vasti territori del Meridione?

ComeDonChisciotte – IL PIANO DEL BILDERBERG PER IL 2009: RIFARE L’ECONOMIA GLOBALE

ComeDonChisciotte – IL PIANO DEL BILDERBERG PER IL 2009: RIFARE L’ECONOMIA GLOBALE.

DI ANDREW G. MARSHALL
Global Research

Dal 14 al 17 maggio l’elite globale si è riunita in segreto in Grecia per la conferenza annuale del Bilderberg, tra la limitata e scoordinata attenzione dei media. Circa 130 degli individui più potenti del mondo si sono incontrati per discutere le questioni pressanti del giorno d’oggi e per decidere il corso dell’anno prossimo. L’argomento principale di discussione durante l’incontro di quest’anno è stata la crisi finanziaria globale, il che non ci ha sorpreso, considerato che l’elenco dei presenti alla conferenza comprende molti dei primari architetti della crisi, nonché coloro che sono pronti a “risanarla”.

L’ordine del giorno: la ristrutturazione dell’economia politica globale

Prima dell’inizio della conferenza il giornalista investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin ha reso noto l’argomento principale dell’ordine del giorno, che gli era stato rivelato dai suoi informatori interni. Seppure tali resoconti non siano verificabili le sue fonti si sono dimostrate straordinariamente accurate in passato, al pari di quelle di Jim Tucker, il veterano investigatore del gruppo Bilderberg. Apparentemente l’argomento principale di discussione dell’incontro di quest’anno è stata la presa di posizione sulla crisi economica, in termini di intraprendere “una prolungata, agonizzante depressione che condanni il mondo a decadi di stagnazione, declino e povertà … oppure una depressione intensa ma più breve che apra la strada ad un nuovo ordine economico mondiale sostenibile, con meno sovranità ma maggiore efficienza”.

A seguire (nei commenti): la lista dei partecipanti all’incontro del Bilderberg Group.

Gli altri punti all’ordine del giorno comprendevano un piano per “continuare ad ingannare milioni di risparmiatori ed investitori che credono alla montatura di un presunto miglioramento dell’economia. Stanno per essere incastrati con perdite esorbitanti ed una grave sofferenza finanziaria nei mesi a venire” e “ci sarà una spinta finale per la promulgazione del Trattato di Lisbona, in attesa di un voto favorevole sul trattato da parte dell’Irlanda a settembre oppure ad ottobre“, [1] che darebbe all’Unione Europea enormi poteri sugli stati membri, rendendola essenzialmente un governo regionale sopranazionale, con ciascuno stato membro relegato ad uno status per lo più provinciale.

Poco dopo l’inizio delle riunioni, il giornalista investigativo sul Bilderberg Jim Tucker ha riferito che le sue fonti interne gli avevano rivelato che il gruppo avesse all’ordine del giorno “un piano per un dipartimento della sanità globale, un dipartimento del tesoro globale e una depressione abbreviata piuttosto che una lunga fase di contrazione economica”. Tucker ha riferito che il ministro degli esteri svedese ed ex primo ministro Carl Bildt, “ha fatto un discorso a sostegno della trasformazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in un dipartimento della sanità mondiale, nonché della trasformazione del FMI in un dipartimento del tesoro mondiale, entrambe le cose naturalmente con il patrocinio delle Nazioni Unite”. Tucker ha inoltre reso noto che “il segretario del tesoro Geithner e Carl Bildt sollecitavano una recessione più breve e non una di dieci anni … in parte perché una recessione di dieci anni danneggerebbe gli stessi industriali del gruppo Bilderberg, [che] per quanto vogliano avere un dipartimento globale per l’occupazione ed un dipartimento globale del tesoro, gli piace ancora far soldi e una recessione così lunga gli costerebbe un bel po’ di soldoni industrialmente parlando perché nessuno comprerebbe i loro giocattoli…. l’inclinazione è ad abbreviarla”. [2]

Dopo il termine delle riunioni, Daniel Estulin ha riferito che “una delle maggiori preoccupazioni del gruppo Bilderberg è il pericolo che il loro zelo per cambiare il mondo architettando il caos al fine di attuare il loro programma a lungo termine possa far sì che la situazione gli sfugga di mano e conduca infine ad uno scenario dove il Bilderberg e l’elite globale in generale sono sopraffatti dagli eventi e finiscono col perdere il controllo che esercitano sul pianeta”. [3]

Il 21 maggio scorso la Macedonian International News Agency [agenzia di stampa internazionale macedone] ha reso noto che “una nuova relazione del Cremlino sul misterioso gruppo del Bilderberg, che la scorsa settimana ha tenuto la sua riunione annuale in Grecia, afferma che le elite corporative, politiche e finanziarie dell’occidente sono riemerse dalla loro riunione segreta dopo aver raggiunto l’accordo che per poter continuare nel loro slancio verso un nuovo ordine mondiale dominato dai poteri occidentali, il dollaro USA deve essere ‘totalmente’ distrutto”. La stessa relazione del Cremlino avrebbe inoltre affermato che “la maggior parte delle elite più ricche dell’occidente hanno partecipato ad una riunione segreta senza precedenti a New York, indetta e condotta da” David Rockefeller, “per complottare la fine del dollaro USA”. [4]

La riunione segreta dei miliardari

La riunione a cui viene fatto riferimento è stata una riunione segreta, dove “una dozzina delle persone più ricche del mondo si sono riunite per un incontro privato senza precedenti dietro invito di Bill Gates e Warren Buffett per parlare di regalare denaro”, tenutasi presso la Rockefeller University, e che comprendeva noti filantropi come Gates, Buffett, il sindaco di New York Michael Bloomberg, George Soros, Eli Broad, Oprah Winfrey, David Rockefeller senior e Ted Turner. Uno dei presenti ha affermato che “non era segreta”, ma che “doveva essere un incontro tra colleghi e amici. Era una cosa di cui si parlava da tempo. Bill e Warren speravano di poterlo fare occasionalmente. Hanno mandato gli inviti e la gente è venuta”. L’editore del Chronicle of Philanthropy Stacy Palmer ha detto: “considerata la gravità dell’economia in questi tempi, non credo che sia una sorpresa che questi filantropi si siano incontrati”, e che “tipicamente non si incontrano per scambiarsi consigli tra loro”. Ad ospitare la riunione sono stati Buffet, Gates e David Rockefeller. [5] [vedi: Appendice 2: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari ].


[Il socio fondatore del gruppo Bilderberg David Rockefeller, presidente onorario del Council on Foreign Affairs, presidente onorario e fondatore della Commissione Trilaterale, presidente del Council of the Americas e della Americas Society, ex presidente e direttore generale della Chase Manhattan [Bank].]

Durante la riunione, “i partecipanti hanno rifiutato fermamente di rivelare il contenuto della discussione. Qualcuno ha citato un accordo per garantire la riservatezza della riunione. I portavoce per Buffet, Bloomberg, Gates, Rockefeller, Soros, per la Winfrey ed altri hanno diligentemente rifiutato di commentare, nonostante qualcuno abbia confermato la presenza”. [6] I resoconti indicano che “hanno discusso come affrontare il tracollo globale ed ampliare le loro attività di beneficenza durante la depressione”. [7]

Il quotidiano inglese The Times ha riportato che questi “influenti miliardari si sono riuniti in segreto per considerare come potrebbe essere impiegata la loro ricchezza per rallentare la crescita della popolazione mondiale” e che “hanno parlato di unire le loro forze per superare gli ostacoli politici e religiosi al cambiamento”. È interessante che “l’informale sessione pomeridiana è stata così discreta che ad alcuni assistenti dei miliardari è stato detto che si trovavano a dei ‘briefing di sicurezza’. Inoltre “i miliardari hanno avuto ciascuno 15 minuti per presentare la causa a loro più a cuore. Durante la cena hanno discusso come avrebbero potuto mettersi d’accordo su una ‘causa generale’ che potesse sfruttare i loro interessi”, e quello che è stato deciso è che “erano d’accordo che la priorità era la sovrappopolazione”. Infine “è emerso il consenso a sostenere una strategia che affrontasse la crescita della popolazione come una minaccia potenzialmente disastrosa per l’industria, l’economia e l’ambiente”, e che “devono rimanere indipendenti dalle agenzie governative, che sono incapaci di prevenire quel disastro che tutti vediamo all’orizzonte”. Uno dei presenti alla riunione ha detto che “volevano parlare da ricco a ricco senza doversi preoccupare che qualsiasi cosa che dicessero finisse sui giornali, facendoli apparire come un’alternativa al governo mondiale” [8]

La relazione trapelata

Il reporter investigativo sul Bilderberg Daniel Estulin, secondo quanto è stato riportato, ha ricevuto dalle sue fonti interne un documento conclusivo di 73 pagine per i partecipanti sulla riunione del gruppo Bilderberg, che ha rivelato che esistevano seri disaccordi tra i partecipanti stessi. “I più intransigenti sono favorevoli al declino drammatico e ad una grave depressione di breve durata, ma ci sono anche quelli che credono le cose siano andate fin troppo oltre e che le ricadute del cataclisma economico globale non possono essere calcolate con esattezza se si opta per il modello di Henry Kissinger. Tra questi ultimi c’è Richard Holbrooke. Quello che non si conosce a questo punto è se il punto di vista di Holbrooke coincide, in effetti, con quello di Obama”. La visione di comune consenso è che la recessione sarebbe peggiorata e che la ripresa sarebbe stata “relativamente lenta e protratta”, e di cercare questi termini sulla stampa nel corso delle prossime settimane e dei prossimi mesi.

Estulin ha riferito “che alcuni importanti banchieri europei di fronte allo spettro della loro stessa mortalità finanziaria, sono estremamente preoccupati, definendo questa mossa di equilibrismo “insostenibile” e dicono che il deficit di bilancio e commerciale degli USA potrebbe portare come risultato alla fine del dollaro”. Un esponente del Bilderberg ha detto che “le banche stesse non sanno dare risposta su quando (si toccherà il fondo)”. Tutti sembravano essere d’accordo “che il livello di capitale necessario per le banche americane potrebbe essere considerevolmente più elevato di quanto è stato suggerito dal governo americano attraverso i recenti stress test”. Inoltre un esponente del FMI ha indicato che il suo personale studio delle recessioni storiche suggerisce che gli USA hanno superato solo un terzo di quella attuale; pertanto le economie che prevedono di riprendere con una rinascita della domanda da parte degli USA dovranno attendere a lungo”. Uno dei presenti ha asserito che “le perdite azionarie nel 2008 sono state peggiori di quelle del 1929”, e che “anche la prossima fase del declino economico sarà peggiore degli anni ’30, sostanzialmente perché l’economia americana è gravata da circa 20 trilioni di dollari di debito eccedente. Finché tale debito non sarà stato eliminato, l’idea di un boom salutare non è che un miraggio”. [9]

Secondo Jim Tucker, il gruppo Bilderberg si starebbe attivando per organizzare un summit in Israele dall’8 al 11 giugno, dove “i principali esperti mondiali di regolazione” possano “affrontare l’attuale situazione economica in un unico forum”. Con riferimento alle proposte presentate da Carl Bildt per la creazione di un dipartimento del tesoro mondiale e di un dipartimento della sanità mondiale facente capo alle Nazioni Unite, si crede che il FMI diventerà il dipartimento del tesoro mondiale, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità diventerà il dipartimento della sanità mondiale. Bildt ha inoltre riaffermato [il concetto] di “cambiamento climatico” come sfida chiave per il perseguimento degli obiettivi del Bilderberg, riferendosi alla crisi economica come ad una “crisi che si verifica una sola volta in una generazione, mentre il riscaldamento globale è una sfida che si presenta una sola volta nel corso di un millennio”. Bildt ha inoltre proposto l’ampliamento del NAFTA [accordo nordamericano di libero scambio tra USA, Messico e Canada] attraverso l’emisfero occidentale per creare un’Unione Americana, usando l’UE come “modello di integrazione”.

Secondo quanto riportato il FMI avrebbe inviato una relazione al Bilderberg sostenendo la propria trasformazione a dipartimento mondiale del tesoro, e “il segretario al tesoro americano Timothy Geithner ha entusiasticamente approvato il piano per un dipartimento mondiale del tesoro, anche se non ha ricevuto alcuna garanzia di diventarne il leader”. Geithner ha detto inoltre: “la nostra speranza è di poter lavorare con l’Europa su una struttura globale, un’infrastruttura globale che abbia un’appropriata supervisione”. [10]

Il piano del Bilderberg in azione?

Riorganizzare la Federal Reserve

Dopo la conferenza del Bilderberg si sono susseguiti svariati annunci interessanti da parte di alcuni partecipanti chiave, specificamente in relazione alla riorganizzazione della Federal Reserve. Il 21 maggio scorso è stato riportato che si crede che il segretario al tesoro americano Timothy Geithner “abbia una forte propensione a dare alla Federal Reserve un ruolo centrale nella regolazione futura” e che “si intende che la Fed si farà carico di parte del lavoro attualmente svolto dalla Securities and Exchange Commission americana”. [11]

Mercoledì 20 maggio Geithner ha parlato al Senate Banking Committee [comitato di attività bancarie del senato americano] asserendo che “ci sono indicazioni importanti che il nostro sistema finanziario è in via di ripresa”. Circa la regolamentazione del sistema finanziario, Geithner ha affermato che “dobbiamo assicurare che le regole internazionali per la regolamentazione della finanza siano coerenti con gli standard elevati che implementeremo negli Stati Uniti”. [12]


[Il segretario al tesoro americano Timothy Geithner, ex presidente della Federal Reserve Bank di New York.]

Bloomberg ha reso noto che “l’amministrazione di Obama potrà richiedere che vengano tolti alla Securities and Exchange Commission alcuni dei suoi poteri secondo una riorganizzazione regolatrice” e che “la proposta ancora da finalizzare, darà prevedibilmente alla Federal Reserve maggiore autorità di sorveglianza sulle società finanziarie ritenute troppo grandi per fallire. La Fed potrà ereditare alcune delle funzioni della SEC, mentre altre passeranno ad altre agenzie”. È interessante che “l’agenzia del presidente della SEC Mary Schapiro è stata per lo più assente nelle negoziazioni all’interno dell’amministrazione sulla revisione regolatrice, ed ha espresso frustrazione per non essere stata consultata”.

È stato reso noto che “il segretario al tesoro Timothy Geithner avesse intenzione di discutere le proposte di cambiare le regolamentazioni finanziarie ieri sera durante una cena con il direttore del National Economic Council Lawrence Summers [che è stato anche presente al Bilderberg], con l’ex presidente della Fed Paul Volcker [anche lui al Bilderberg], con l’ex presidente del SEC Arthur Levitt ed Elizabeth Warren, professore di legge all’università di Harvard che fa capo al gruppo di controllo del Congresso per il Troubled Asset Relief Program da 700 miliardi di dollari”. [13] La Federal Reserve è una banca centrale privata, di proprietà dei suoi azionisti, che consistono nelle banche principali che formano ciascuna Fed bank regionale (la più grande delle quali è la JP Morgan Chase e la Federal Reserve Bank di New York). Questo piano darebbe essenzialmente ad una banca privata, che ha autorità governativa, l’abilità di regolare le banche che la possiedono. È come mettere un colonnello a sorvegliare un generale verso cui è direttamente responsabile. Come mettere la volpe a far la guardia alle galline. È letteralmente concedere la proprietà sul regolatore finanziario alle banche che vengono regolate.

Come riferito da Market Watch, una pubblicazione online del Wall Street Journal, “la Federal Reserve, creata quasi 100 anni fa a seguito di un periodo di panico finanziario, potrebbe essere trasformata in un’agenzia diversa mentre l’amministrazione di Obama reinventa il modo in cui il governo interagisce con il sistema finanziario”. Con riferimento alla comparsa di Geithner al Senato, è stato reso noto che “anche Geithner è stato sottoposto a terzo grado sulle intime relazioni esistenti tra le grandi banche e le banche regionali della Federal Reserve. Prima che Geithner entrasse a far parte dell’amministrazione era il presidente della New York Fed, che è una strana istituzione ibrida pubblica-privata che è gestita e posseduta dalle banche”. In risposta “Geithner ha insistito che le banche private non hanno voce in capitolo sulle politiche della New York Fed, ma ha ammesso che le banche sono coinvolte nella nomina del presidente, che fa la politica. Il presidente della New York Fed, Stephen Friedman è stato costretto a rassegnare le dimissioni questo mese a causa dei percepiti conflitti di interesse per le sue grandi partecipazioni nella Goldman Sachs”. [14]

Il FMI come un dipartimento globale del tesoro

L’ordine del giorno del Bilderberg di creare un dipartimento globale del tesoro è già stato avviato prima della conferenza del gruppo con le decisioni prese durante il summit finanziario del G20 ad aprile. Anche se il G20 sembrasse inserirlo più nel contesto della formazione di una banca centrale globale è probabile che il FMI possa rivestire entrambi i ruoli.

Dopo la riunione del G20 all’inizio di aprile 2009, è stato riportato che “il mondo ha fatto un altro passo avanti verso [la creazione] di una valuta globale, con l’appoggio di una banca centrale globale, che gestisce la politica monetaria per tutta l’umanità”, come il comunicato rilasciato dai leader del G20 affermava che “abbiamo concordato di sostenere uno stanziamento generale di SDR che immetterà $250 miliardi di dollari (£170 miliardi di sterline) nell’economia mondiale ed aumenterà la liquidità globale”, e che “gli SDR sono diritti speciali di prelievo, una moneta di carta sintetica emessa dal Fondo Monetario Internazionale che è rimasta in incubazione per mezzo secolo”. Essenzialmente “stanno di fatto mettendo in gioco una valuta mondiale. È fuori dal controllo di qualsiasi ente sovrano”. [15] [vedi Appendice 2: creare una banca centrale del mondo]

Dopo la conferenza del Bilderberg “il presidente Obama ha chiesto al Congresso di autorizzare $100 miliardi di dollari di prestiti per il Fondo Monetario Internazionale (FMI) per contribuire a creare un fondo di salvataggio da $500 miliardi di dollari”, che darebbe al FMI la prerogativa essenziale di un ministero globale del tesoro, fornendo salvataggi per i paesi in difficoltà in tutto il mondo. Inoltre “la proposta di legge consentirebbe al FMI di prendere prestiti fino a $100 miliardi di dollari dagli USA e di aumentare il contributo fiscale degli Stati Uniti al FMI di $ 8 miliardi di dollari”. Approfondendo sul programma, è stato riferito che “i leader mondiali hanno cominciato con l’iniziativa globale dei salvataggi, chiamata Nuovi Accordi di Prestito (NAB) nel corso del G20 all’inizio di aprile. Il presidente era d’accordo allora di rendere disponibili i fondi aggiuntivi”. Obama ha scritto che “il segretario al tesoro Geithner ha concluso che l’entità dei NAB sfortunatamente è inadeguata per far fronte al tipo di grave crisi economica e finanziaria che stiamo vivendo, e sono d’accordo con lui”. [16]

Con la decisione del G20 di aumentare l’uso dei diritti speciali di prelievo (SDR) del FMI, formando di fatto una valuta mondiale, è stato recentemente reso noto che “l’Africa subsahariana riceverà circa $ 10 miliardi di dollari dal FMI in diritti speciali di prelievo (SDR) per aiutare le sue economie a fronteggiare la crisi finanziaria globale” e che “come parte di un accordo da $ 1,1 trilioni di dollari per combattere la depressione economica mondiale raggiunto durante il summit del G20 di aprile, il FMI emetterà diritti speciali di prelievo per un valore di $ 250 miliardi di dollari, che potranno essere usati per incrementare le riserve di valuta estera”. [17]

Recenti relazioni hanno inoltre indicato che il ruolo del FMI nell’ambito dell’emissione dei SDR va di pari passo con la discussione del gruppo Bilderberg sul potenziale crollo del dollaro americano e “trasformare lo standard del dollaro in un sistema basato sui diritti speciali di prelievo rappresenterebbe una rottura fondamentale con una politica che è durata oltre 60 anni”. È stato riferito che “esistono due modi in cui il ruolo del dollaro nel sistema monetario internazionale può essere ridotto. Una possibilità è una graduale erosione del dollaro come valuta di riserva determinata dal mercato in favore dell’euro. Ma se il ruolo internazionale dell’euro – specialmente il suo utilizzo nei mercati finanziari – è aumentato dal suo inizio, è difficile immaginare che possa superare il dollaro come valuta di riserva dominante nel futuro prossimo”. Tuttavia “essendo improbabile che l’egemonia del dollaro sia seriamente minacciata dalle forze del mercato, per lo meno nel breve e medio termine, l’unico modo di portare ad una seria riduzione del suo ruolo di valuta di riserva è attraverso gli accordi internazionali”. È qui che entrano in gioco gli SDR, dato che “un modo di rendere gli SDR la principale valuta di riserva relativamente presto sarebbe creare e stanziare una grande quantità di nuovi SDR per i membri del FMI.” [18] Che è esattamente quello che sta succedendo adesso con l’Africa e il FMI.

L’ex amministratore delegato del FMI Jacques de Larosière ha affermato recentemente che l’attuale crisi finanziaria “data la sua portata, presenta un’opportunità unica per migliorare le istituzioni, e c’è già il pericolo che si possa perdere questa chance se i diversi attori non riescono ad accordarsi sui cambiamenti prima che riprenda la crescita economica”. Adesso lavora come consulente per la BNP Paribas, una società molto rappresentata alle conferenze del gruppo Bilderberg, ed è stato ministro del tesoro in Francia quando era presidente Valéry Giscard d’Estaing, che è regolarmente presente al Bilderberg. [19]

Il servizio del Guardian sul Bilderberg

Il quotidiano inglese The Guardian è stato l’unico importante quotidiano di informazione tradizionale a fornire una copertura continua della conferenza del Bilderberg durante il fine settimana. Le prime cronache sono state satiriche e leggermente derisorie e si riferivano [alla riunione] come ad “un lungo week-end in un lussuoso hotel, dove le elite del mondo si stringono la mano, brindano, perfezionano il loro ordine del giorno globale e si contendono le sdraio migliori. Credo che Henry Kissinger porterà la sua personale, se la farà portare da un elicottero e la farà sorvegliare 24 ore su 24 7 giorni su 7 da una squadra operativa speciale della CIA” [20] Tuttavia mentre il fine settimana trascorreva lento, il giornalista ha cambiato tono. Il sabato ha riferito “so che mi stanno pedinando. Lo so perché ho appena chiacchierato con i poliziotti in borghese che ho scoperto mentre mi seguivano”, ed è stato arrestato due volte durante il primo giorno delle riunioni per aver cercato di fotografare le limousines che entravano nell’hotel. [21]

Ha poi riferito che non era certo di quello che stessero discutendo dentro l’hotel, ma che aveva “una sensazione di qualcosa di marcio nello stato della Grecia”, ed ha inoltre affermato: “tre giorni e sono stato trasformato in un sospetto, uno che crea problemi, indesiderato, che si sente a disagio, stanco e un po’ intimorito”. Ha poi continuato a scrivere che “il Bilderberg è una questione di controllo. Verte sul ‘che facciamo adesso?’ Mandiamo avanti già un sacco di cose, e se ne mandassimo avanti più? Perché non rendiamo più facile la gestione? Più efficienza. L’efficienza è positiva. Sarebbe così talmente più facile con un’unica banca, un’unica valuta, un mercato unico, un governo unico. Che ve ne pare anche di un esercito unico? Sarebbe davvero fico. Non ci sarebbero più guerre, allora. Questo cocktail di gamberetti è BUONO. Che ve ne pare di un unico modo di pensare? Di un internet controllato?”, e poi “oppure no”.

Fa una considerazione molto astuta, in contrapposizione all’argomento spesso postulato che il Bilderberg è semplicemente un forum dove le persone possono parlare liberamente, scrivendo: “Sono così maledettamente stanco di vedere il potere nelle mani dei pochi. Me l’hanno sbattuto in faccia per tre giorni e mi ronza intorno al naso come una vespa. Non mi importa se il gruppo Bilderberg vuole salvarlo il mondo o metterlo in un frullatore e bersi il succo, non credo che la politica debba essere fatta così” e l’autore Charlie Skelton, ha affermato eloquentemente “se cercassero di curare il cancro lo potrebbero fare alla luce del sole”. Ha spiegato inoltre che “il Bilderberg è una questione di posizioni di controllo. Mi ci avvicino più di mezzo miglio e improvvisamente sono uno dei controllati. Sono pedinato, sorvegliato, segnalato, detenuto, e ancora detenuto. Ero stato messo in quella posizione dal “potere” che stava sulla strada”. [22]

Domenica 17 maggio Skelton ha riferito che quando ha chiesto al capo della polizia perché fosse pedinato, il capo ha risposto chiedendogli “perché è qui?”. Skelton ha detto che era lì per fare un servizio sulla conferenza Bilderberg, e di rimando il capo ha affermato “beh, è quella la ragione! Ecco perché! Abbiamo finito!” [23] I reporter vengono seguiti in giro e pedinati dai poliziotti quando fanno servizi sul World Economic Forum? No. Allora perché succede con il Bilderberg se davvero è una conferenza per discutere liberamente le idee?

Un lunedì mattina dopo la conferenza, Skelton ha scritto che: “Non sono io il solo ad essere stato trascinato sotto custodia della polizia per aver osato essere a circa mezzo miglio dai cancelli dell’hotel. I pochi giornalisti che si sono recati a Vouliagmeni quest’anno sono stati intimiditi e molestati e si sono sentiti puntati contro la parte a punta di un walkie-talkie greco. Sono in molti ad essere stati arrestati. Bernie, dell’American Free Press, e Gerhard il documentarista (sembra il nome di un personaggio di Dungeons and Dragons) ha noleggiato un’imbarcazione da un porto vicino per cercare di scattare foto dal mare. Sono stati fermati a tre miglia di distanza dal resort. Dalla marina militare greca”. Come ha detto lo stesso Skelton: “I miei dispacci sulla conferenza del 2009, ammesso che abbiano un qualche significato, rappresentano nel modo più acuto nient’altro che l’assenza di una approfondita copertura mediatica generale”. [24]

La relazione finale di Skelton sul Bilderberg del 19 maggio mostra quanto fosse cambiato nei diversi giorni in cui ha fatto la cronaca della riunione. Dallo scrivere scherzosamente sulla riunione, alla scoperta che era pedinato dalle forze dell’ordine greche. Skelton ha riflettuto “allora chi è paranoico qui? Io, che mi nascondo nei vani delle scale, che scruto il marciapiede dietro di me riflesso sulle vetrine dei negozi, che sto all’aperto per la mia sicurezza? Oppure il Bilderberg, con i suoi due F-16, gli elicotteri che sorvolano il cielo, le mitragliatrici, i commando della marina militare e la politica di detenere ripetutamente e molestare una manciata di turisti? Chi è il matto? Io o il barone Mandelson? Io o Paul Volker, capo dell’Economic Advisory Board di Obama? Io o il presidente della Coca-Cola?”

Skelton ha affermato che “la pubblicità è sale puro per il gigantesco lumacone del Bilderberg. Quindi suggerisco di tornare l’anno prossimo con un po’ più di tinozze. Se la stampa tradizionale si rifiuta di fornire la giusta copertura di questo notevole evento annuale, allora lo dovranno fare i cittadini che sono interessati: media fatti dalla gente”.

Sorprendentemente Skelton ha commentato di aver imparato dopo la conferenza Bilderberg, che “dobbiamo lottare, lottare, lottare, adesso – proprio adesso, in questo preciso istante, con ogni centimetro cubo del nostro animo – per impedire [l’introduzione nel Regno Unito] delle carte d’identità”, perché “è essenzialmente una questione di poter chiedere, dell’obbligo di mostrare, della giustificazione della propria esistenza, del potere di chi chiede contrapposto alla sottomissione dell’interrogato”. Ha detto che ha “imparato questo dalle perquisizioni fatte a caso, dalle detenzioni, dalle provocazioni dei babbei della security e dallo sbattere di pugni sulle scrivanie senza numero della polizia che ho dovuto sopportare per il Bilderberg: ho trascorso la settimana vivendo in un possibile futuro da incubo e in molti differenti e terribili passati. Ho intravisto per un attimo un mondo di controlli a caso e i poteri di una security non controllata. E mi ha lasciato sconvolto. Mi ha lasciato, letteralmente i lividi.” Ha spiegato incisivamente che “la carta di identità ti trasforma da libero cittadino a sospetto”. [25]

Chi c’era?


[La regina Beatrice d’Olanda, maggiore azionista della Royal Dutch Shell]

Tra i membri del gruppo del Bilderberg ci sono vari monarchi europei. Alla conferenza di quest’anno era presente la regina Beatrice d’Olanda, che non a caso è la maggiore singola azionista della Royal Dutch Shell, una delle più grandi corporazioni del mondo. È stata raggiunta da uno dei suoi tre figli, il principe Constantijn, che è stato anche presente alla riunione. Il principe Constantijn ha lavorato con il Commissario Europeo olandese per l’EU, oltre ad essere stato un consulente di politica strategica per la Booz Allen & Hamilton di Londra, una delle maggiori società di consulenza strategica e tecnica nei settori dell’analisi economica e aziendale, dell’analisi dell’intelligence e delle operazioni e della tecnologia dell’informazione, oltre a molti altri. Il principe Constantijn è stato inoltre un ricercatore per la RAND Corporation in Europa. La RAND è stata inizialmente fondata come un think tank di politica globale, creata per offrire ricerca ed analisi alle forze armate USA, tuttavia adesso collabora con i governi, le fondazioni, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni commerciali. [26] Tra i reali presenti c’era anche il principe Philippe del Belgio e la regina Sofia di Spagna.

Le banche private

Come consueto l’elenco dei presenti era pieno di nomi che rappresentavano le maggiori banche del mondo. Tra questi, David Rockefeller, ex direttore generale e presidente della Chase Manhattan, ora JP Morgan Chase, di cui era fino a poco tempo fa il presidente dello International Advisory Board; ed è tuttora presidente onorario del Council on Foreign Relations, presidente del Board of the Americas Society e del Council of the Americas, presidente onorario della Commissione Trilaterale, che ha fondato insieme a Zbigniew Brzezinski; è inoltre uno dei membri fondatori del gruppo Bilderberg, un illustre filantropo nonché patriarca di una delle dinastie del settore bancario più ricche e potenti del mondo.

Era presente anche Josef Ackermann, un banchiere svizzero che è direttore generale della Deutsche Bank, nonché direttore non esecutivo della Royal Dutch Shell, vice presidente della Siemens AG, il maggior colosso tecnologico d’Europa; è anche membro dell’International Advisory Council dello Zurich Financial Services Group; presidente del consiglio dell’Istituto Internazionale delle Finanze, l’unica associazione globale di istituzioni finanziarie al mondo; e vice presidente del consiglio di fondazione del Forum Economico Mondiale. [27]

Anche Roger Altman era presente alla riunione del Bilderberg: un investment banker, investitore finanziario di private equity, nonché ex sotto segretario al tesoro durante l’amministrazione di Clinton. Gli altri banchieri presenti alla riunione di quest’anno comprendono Ana Patricia Botin, presidente della banca spagnola Banco Español de Crédito, avendo lavorato in precedenza con la JP Morgan; Frederic Oudea, direttore generale e nuovo presidente del consiglio di amministrazione della banca francese Sociéte Generale; Tommaso Padoa-Schioppa, banchiere ed economista italiano ed ex ministro dell’economia e delle finanze in Italia; Jacob Wallenberg, presidente della Investor AB; Marcus Wallenberg, direttore generale della Investor AB; e George David, direttore generale della United Technologies Corporation, che fa inoltre parte del consiglio della Citigroup, membro del Business Council, del Business Roundtable, e che è vice presidente del Peterson Institute for International Economics. [per maggiori informazioni sul Peterson Institute, vedere: Appendice 1]

I banchieri canadesi comprendevano W. Edmund Clark, presidente e direttore generale del TD Bank Financial Group, che fa inoltre parte del consiglio di amministrazione del C.D. Howe Institute, un prominente think tank canadese; Franck McKenna, vice presidente del TD Bank Financial Group, ex ambasciatore canadese per gli Stati Uniti, ex premier del New Brunswick; e Indira Samarasekera, presidente dell’università di Alberta, che fa parte anche del consiglio della Scotiabank, una delle maggiori banche canadesi.

Le banche centrali

Naturalmente, tra i membri illustri del gruppo Bilderberg ci sono gli esponenti delle maggiori banche centrali del mondo. Quest’anno tra i membri c’era il governatore della Banca Nazionale della Grecia, il governatore della Banca d’Italia, il presidente della Banca Europea degli Investimenti, James Wolfensohn, ex presidente della Banca Mondiale, e Nout Wellink, facente parte del consiglio della Bank for International Settlements (BIS) [Banca dei Regolamenti Internazionali, BRI]. [28] Anche Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea era presente. [29] Non vi sono indicazioni che il governatore della Federal Reserve Ben Bernanke fosse presente, che sarebbe uno strano evento, considerato che il governatore della Federal Reserve è sempre presente alle riunioni del Bilderberg, accanto al presidente della Federal Reserve Bank di New York, William C. Dudley. Ho contattato la New York Fed per chiedere se Dudley è stato in visita in Grecia o ha partecipato a qualsiasi riunione in Grecia tra il 14 e il 17 maggio, o se un altro rappresentante senior della New York Fed ci fosse andato al suo posto. Devo ancora ricevere una risposta.

L’amministrazione di Obama al Bilderberg


[Il consigliere per la sicurezza nazionale Generale James Jones]

L’amministrazione di Obama è stata ampiamente rappresentata alla riunione del Bilderberg di quest’anno. Tra i presenti c’erano Keith B. Alexander, tenente generale dell’esercito americano e direttore della National Security Agency, l’enorme agenzia di spionaggio degli Stati Uniti; Timothy Geithner, segretario al tesoro USA ed ex presidente della Federal Reserve di New York; Richard Holbrooke, inviato speciale dell’amministrazione di Obama per l’Afghanistan e il Pakistan; il Generale James Jones, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti; Henry Kissinger, l’inviato speciale di Obama in Russia, membro da lungo tempo del Bilderberg ed ex segretario di stato e consigliere per la sicurezza nazionale; Dennis Ross, consigliere speciale per il Golfo Persico e l’Asia sud-occidentale per il segretario di stato Hillary Clinton; David Patraeus, Comandante del CENTCOM (il Comando Centrale USA in Medio Oriente), Lawrence Summers, direttore del National Economic Council della Casa Bianca, ex segretario del tesoro durante l’amministrazione di Clinton, ex presidente dell’università di Harvard, ex capo economista della Banca Mondiale; Paul Volcker, ex governatore del Federal Reserve System e presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama; Robert Zoellick, ex presidente della Goldman Sachs ed attuale presidente della Banca Mondiale; [30] e il sotto segretario di stato James Steinberg [31].

Altri nomi illustri

Tra i molti altri presenti alla riunione c’era il Visconte Étienne Davignon, ex vice presidente della Commissione Europea e presidente onorario del Gruppo Bilderberg; Francisco Pinto Balsemão, ex primo ministro del Portogallo; Franco Bernabè, direttore della Telecom Italia e vice presidente della Rothschild Europe; Carl Bildt, ex primo ministro della Svezia; Kenneth Clarke, segretario ombra degli affari nel Regno Unito; Richard Dearlove, ex capo dei servizi segreti britannici (MI6); Donald Graham, direttore della Washington Post Company; Jaap De Hoop Scheffer, segretario generale della NATO; John Kerr, membro della Camera dei Lord britannica e vice presidente della Royal Dutch Shell; Jessica Matthews, presidente del Canergie Endowment for International Peace; Richard Perle dell’American Enterprise Institute; Romano Prodi, ex presidente del consiglio italiano; J. Robert S. Prichard, direttore generale della Torstar Corporation e presidente emerito dell’università di Toronto; Peter Sutherland, ex direttore generale dell’Accordo Generale sulle Tariffe doganali e il Commercio (GATT), primo direttore dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) ed attuale presidente della British Petroleum (BP) e della Goldman Sachs International oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Royal Bank of Scotland, ad essere presidente della Commissione Trilaterale, vice presidente della Tavola Rotonda Europea degli Industriali nonché membro da lungo tempo del Bilderberg; Peter Thiel, del consiglio di amministrazione di Facebook; Jeroen van der Veer, direttore generale della Royal Dutch Shell; Martin Wolf, editore associato e commentatore economico capo del quotidiano Financial Times; e Fareed Zakaria, un giornalista americano e un membro del consiglio del Council on Foreign Relations. [32] È stato anche riportato che la riunione di quest’anno avrebbe coinvolto anche il direttore generale di Google Eric Schmidt, oltre all’editore del Wall Street Journal, Paul Gigot, [33] che erano entrambi presenti l’anno scorso.

Conclusione

Chiaramente, è stata la prerogativa della riunione del Bilderberg di quest’anno di sfruttare per quanto possibile la crisi finanziaria globale per raggiungere gli obiettivi per cui hanno lottato per molti anni. Che comprendono la creazione di un dipartimento globale del tesoro, probabilmente in congiunzione con una banca centrale globale o che sia rappresentato dalla medesima istituzione; entrambi sembrano essere nel processo di essere incorporati nel FMI.

Naturalmente, le riunioni del Bilderberg servono gli interessi delle persone e delle organizzazioni che vi sono rappresentate. Dato il gran numero di rappresentanti dell’amministrazione di Obama che erano presenti, le politiche americane che ruotano intorno alla crisi finanziaria sono probabilmente emerse dal gruppo del Bilderberg e ne servono gli interessi. Considerata la marcata rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama alla conferenza del Bilderberg, è sembrato sorprendente non aver ricevuto ulteriori informazioni circa la polica estera americana dalla riunione del Bilderberg di quest’anno, forse ha a che fare con il Pakistan e l’Afghanistan.

Tuttavia, gli USA hanno recentemente deciso di licenziare il generale che ha avuto la soprintendenza della guerra in Afghanistan, rimpiazzandolo con il “Tenente Generale Stanley McChrystal, ex berretto verde che ha recentemente comandato le operazioni segrete speciali delle forze militari in Iraq.” [35] Dal 2003 al 2008, McChrystal “ha condotto il Joint Special Operations Command (JSOP) del Pentagono, che ha il controllo delle forze armate più critiche, compresa la Delta Force”, ed è stato descritto dal giornalista investigativo vincitore del Premio Pulitzer Seymour Hersh come capo dell’”ala esecutiva di assassinio” [36] del vice presidente Cheney.

Quindi dati i recenti cambiamenti, come pure l’alto livello di rappresentanza dell’establishment della politica estera di Obama al Bilderberg quest’anno, è probabile che siano state prese alcune decisioni o per lo meno che sia stata fatta una discussione sull’escalation della guerra in Afghanistan e l’espansione al Pakistan. Tuttavia non è sorprendente che l’argomento principale dell’ordine del giorno fosse la crisi finanziaria globale. Senza dubbio l’anno prossimo sarà interessante e le elite sperano di certo di renderlo produttivo.

APPENDICE 1: le connessioni del Bilderberg con la riunione dei miliardari

Peter G. Peterson, uno degli ospiti della riunione segreta di miliardari, è l’ex segretario al commercio americano sotto l’amministrazione di Nixon, presidente e direttore generale della Lehman Brothers, della Kuhn Loeb Inc., dal 1977 al 1984 è stato cofondatore del Blackstone Group, la prominente società di private equity e investment bank, di cui è presidente , e nel 1985 è diventato presidente del Council on Foreign Relations prendendo il posto quando David Rockefeller ha rinunciato all’incarico. Ha fondato il Peterson Institute for International Economics ed è stato presidente della Federal Riserve di New York dal 2000 al 2004. Il Peterson Institute for International Economics è un importante think tank mondiale in campo economico, che si prefigge di “informare e formare il dibattito pubblico”, da cui “gli studi dell’Istituto hanno contribuito a fornire il fondamento intellettuale di molte delle principali iniziative finanziarie internazionali degli ultimi vent’anni: la riforma del Fondo Monetario Internazionale (FMI), l’adozione di standard bancari internazionali, dei sistemi di tasso di cambio nei G-7 e nelle economie di mercato emergenti, politiche verso il dollaro, l’euro ed altre valute importanti, e risposte alle crisi di debito e valuta (compresa l’attuale crisi del 2008-09)”. Ha inoltre “dato un importante contributo alle decisioni chiave nelle politiche commerciali” come lo sviluppo dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, il NAFTA, l’APEC, e il regionalismo est asiatico. [37]

Ha un prominente elenco di nomi nel suo consiglio di amministrazione. Peter G. Peterson è presidente del consiglio; George David, presidente della United Technologies è il vice presidente, oltre a far parte del consiglio di amministrazione della Citigroup, ed è stato ospite della conferenza Bilderberg di quest’anno; Chen Yuan, governatore della China Development Bank ed ex vice governatore della People’s Bank of China (la banca centrale cinese); Jessica Einhorn, preside della Paul H. Nitze School of Advanced International Studies (SAIS) di Washington della Johns Hopkins University, ex membro ospite del Fondo Monetario Internazionale (FMI), ex amministratore delegato della Banca Mondiale e facente attualmente parte del consiglio della Time Warner e del Council on Foreign Relations; Stanley Fischer, governatore della Banca Centrale d’Israele, ex vice presidente della Banca Mondiale, ed amministratore delegato del FMI, ex vice presidente della Citigroup e regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg; Carla A. Hills, ex rappresentante dello US Trade, ed è stata tra i primi negoziatori del NAFTA, fa parte dell’International Advisory Boards dell’American International Group, la Coca-Cola Company, la Gilead Sciences, la J.P. Morgan Chase, membro del comitato esecutivo della Commissione Trilaterale, co-presidente del Council on Foreign Relations, ed ha avuto un ruolo centrale nel documento del CFR “Building a North American Community” (Costruire una Comunità Nordamericana), che cerca di rimodellare il nordamerica secondo le linee dell’Unione Europea, ed è stata inoltre un illustre membro del Bilderberg; anche David Rockefeller fa parte del consiglio del Peterson Institute, come pure Lynn Forester de Rotschild; Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea, che è presente a tutti gli incontri del Bilderberg; Paul A. Volcker, ex governatore del Federal Reserve System, regolare partecipante alle riunioni del Bilderberg ed attuale presidente dell’Economic Recovery Advisory Board di Obama.

Direttori onorari del Peterson Institute comprendono i membri del Bilderberg Alan Greenspan, ex presidente del consiglio dei governatori del Federal Reserve System, uno dei primi architetti della crisi attuale; Franck E. Loy, ex sotto segretario di stato per gli Affari Globali e che fa parte dei comitati di Difesa Ambientale, il Pew Center for Global Climate Change, il Resources for the Future e la Population Services International; George P. Shultz, ex segretario di stato americano durante l’amministrazione di Reagan, presidente e direttore del Bechtel Group ed ex segretario al tesoro. [38]

APPENDICE 2: creare una banca centrale del mondo

Jeffrey Garten, sottosegretario al commercio per il commercio internazionale durante l’amministrazione di Clinton, ex preside della Yale School of Management, ha prestato precedentemente servizio alla Casa Bianca per la politica economica internazionale sotto Nixon ed ha fatto parte dello staff di programmazione politica dei segretari di stato Henry Kissinger e Cyrus Vance delle amministrazioni di Ford e Carter. È stato anche amministratore delegato della Lehman Brothers e del Blackstone Group, ed è anche membro del Council on Foreign Relations. Già dal 1998 Garter ha scritto un articolo per il New York Times in cui sosteneva la creazione di una banca centrale mondiale. [39]

Durante l’attuale crisi finanziaria, Garten ha scritto un articolo per il Financial Times in cui sosteneva “la creazione di un’autorità monetaria globale per la sorveglianza dei mercati che sono diventati senza frontiere”, agendo come una banca centrale globale. [40] Alla fine di ottobre, Garten ha scritto un articolo per Newsweek in cui ha detto che “i leader mondiali dovrebbero iniziare a preparare il terreno per la creazione di una banca centrale globale”. [41]

Tre giorni dopo la pubblicazione dell’articolo di Gartner su Newsweek, è stato reso noto che “il Fondo Monetario Internazionale potrebbe presto non avere denaro per salvare un sempre crescente elenco di paesi che vanno in frantumi nell’Europa dell’est, in America Latina, in Africa e in parti dell’Asia, suscitando timori che dovrà attingere ai contribuenti nei paesi occidentali per un’infusione di capitale oppure ricorrere all’opzione nucleare di stamparsi i soldi da sé”. Inoltre “l’opzione nucleare è di stamparsi i soldi emettendo Diritti di Prelievo Speciali, agendo in effetti come se fosse la banca centrale del mondo”. [42]

[Per ulteriori particolari sulle mosse fatte per creare una banca centrale globale, valute regionali, una valuta di riserva globale ed un organo governativo mondiale, vedere: Andrew G. Marshall, The Financial New World Order: Towards a Global Currency and World Government: Global Research, 6 aprile 2009]

Note

[1] CFP, Annual Elite Conclave, 58th Bilderberg Meeting to be held in Greece, May 14-17. Canadian Free Press: May 5, 2009:
http://canadafreepress.com/index.php/article/10854

[2] Paul Joseph Watson, Bilderberg Wants Global Department Of Health, Global Treasury. Prison Planet: May 16, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-wants-global-department-of-health-global-treasury/

[3] Paul Joseph Watson, Bilderberg Fears Losing Control In Chaos-Plagued World. Prison Planet: May 18, 2009:
http://www.prisonplanet.com/bilderberg-fears-losing-control-in-chaos-plagued-world.html

[4] Sorcha Faal, Bilderberg Group orders destruction of US Dollar? MINA: May 21, 2009:
http://macedoniaonline.eu/content/view/6807/53/

[5] Kristi Heim, What really happened at the billionaires’ private confab. The Seattle Times: May 20, 2009:
http://seattletimes.nwsource.com/html/thebusinessofgiving/2009244202_what_really_happened_at_the_bi.html

[6] A. G. Sulzberger, The Rich Get … Together (Shhh, It Was a Secret). The New York Times: May 20, 2009:
http://cityroom.blogs.nytimes.com/2009/05/20/the-rich-get-together-shhh-it-was-a-secret/

[7] Chosun, American Billionaires Gather to Discuss Slump. The Chosun Ilbo: May 22, 2009:
http://english.chosun.com/site/data/html_dir/2009/05/22/2009052200772.html

[8] John Harlow, Billionaire club in bid to curb overpopulation. The Sunday Times: May 24, 2009:
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/us_and_americas/article6350303.ece

[9] Press Release, Investigative Author, Daniel Estulin Exposes Bilderberg Group Plans. PRWeb: May 22, 2009:
http://www.prweb.com/releases/Bilderberg_Group_Meeting/Daniel_Estulin/prweb2453144.htm

[10] James P. Tucker Jr., BILDERBERG AGENDA EXPOSED. American Free Press: June 1, 2009:
http://www.americanfreepress.net/html/bilderberg_2009_179.html

[11] James Quinn, Tim Geithner to reform US financial regulation. The Telegraph: May 21, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/newsbysector/banksandfinance
/5359527/Tim-Geithner-to-reform-US-financial-regulation.html

[12] Greg Menges, U. S. Secretary of the Treasury Timothy F. Geithner speech before the Senate Banking Committee. Examiner: May 20, 2009:
http://www.examiner.com/x-8184-Boston-Investing-Examiner~y2009m
5d20-U-S-Secretary-of-the-Treasury-Timothy-F-Geithner-speech-before-the-Senate-Banking-Committee

[13] Robert Schmidt and Jesse Westbrook, U.S. May Strip SEC of Powers in Regulatory Overhaul. Bloomberg: May 20: 2009:
http://www.bloomberg.com/apps/news?pid=20601087&sid=a18ctNv3FDcw

[14] Rex Nutting, Fed could be completely retooled, Geithner says. Market Watch: May 20, 2009:
http://www.marketwatch.com/story/fed-could-be-completely-retooled-geithner-says

[15] Ambrose Evans-Pritchard, The G20 moves the world a step closer to a global currency. The Telegraph: April 3, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans_pritchard/5096524/The-G20-moves-the-world-a-step-closer-to-a-global-currency.html

[16] Marie Magleby, Obama Wants U.S. to Loan $100 Billion to Global Bailout Fund. CNS News: May 20, 2009:
http://www.cnsnews.com/public/content/article.aspx?RsrcID=48329

[17] Joe Bavier, Sub-Saharan Africa to receive $10 bln in SDRs-IMF. Reuters: May 25, 2009:
http://www.reuters.com/article/latestCrisis/idUSLP336909

[18] Onno Wijnholds, The Dollar’s Last Days? International Business Times: May 18, 2009:
http://www.ibtimes.com/articles/20090518/dollar-rsquolast-days.htm

[19] MATTHEW SALTMARSH, Former I.M.F. Chief Sees Opportunity in Crisis. The New York Times: May 22, 2009:
http://www.nytimes.com/2009/05/23/business/global/23spot.html?ref=global

[20] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: in pursuit of the world’s most powerful cabal. The Guardian: May 13, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/13/in-search-of-bilderberg

[21] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: They’re watching and following me, I tell you. The Guardian: May 15, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/15/bilderberg-charlie-skelton-dispatch

[22] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: I’m ready to lose control, but they’re not. The Guardian: May 15, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/15/bilderberg-charlie-skelton-dispatch1

[23] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: ‘You are not allowed to take pictures of policemen!’ The Guardian: May 17, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/17/charlie-skelton-bilderberg

[24] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Fear my pen. The Guardian: May 18, 2009:
http://www.guardian.co.uk/world/2009/may/18/bilderberg-charlie-skelton-dispatch

[25] Charlie Skelton, Our man at Bilderberg: Let’s salt the slug in 2010. The Guardian: May 19, 2009:
http://www.guardian.co.uk/news/blog/2009/may/19/bilderberg-skelton-greece

[26] Dutch Royal House, Work and official duties. Prince Constantijn:
http://www.koninklijkhuis.nl/english/content.jsp?objectid=18215

[27] Deutsche Bank, Management Board. Our Company:
http://www.db.com/en/content/company/management_board.htm

[28] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[29] Demetris Nellas, Greek nationalists protest Bilderberg Club meeting. AP: May 14, 2009:
http://www.google.com/hostednews/ap/article/ALeqM5jep_nbEq1srzJHFQ8fRGNQO3P38QD987H3200

[30] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[31] MRT, Top US official arrives in Greece. Macedonian Radio and Television: May 15, 2009:
http://www.mrt.com.mk/en/index.php?option=com_content&task=view&id=6112&Itemid=28

[32] InfoWars, Bilderberg 2009 Attendee List (revised). May 18, 2009:
http://www.infowars.com/bilderberg-2009-attendee-list/

[33] WND, Google joins Bilderberg cabal. World Net Daily: May 17, 2009:
http://worldnetdaily.com/index.php?fa=PAGE.view&pageId=98469

[34] Adam Abrams, Are the people who ‘really run the world’ meeting this weekend? Haaretz: May 14, 2009:
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1085589.html

[35] YOCHI J. DREAZEN and PETER SPIEGEL, U.S. Fires Afghan War Chief. The Wall Street Journal: May 12, 2009:
http://online.wsj.com/article/SB124206036635107351.html

[36] M.J. Stephey, Stan McChrystal: The New U.S. Commander in Afghanistan. Time Magazine: May 12, 2009:
http://www.time.com/time/politics/article/0,8599,1897542,00.html

[37] PIIE, About the Institute. Peterson Institute for International Economics:
http://www.petersoninstitute.org/institute/aboutiie.cfm

[38] PIIE, Board of Directors. Peterson Institute for International Economics:
http://www.petersoninstitute.org/institute/board.cfm#52

[39] Jeffrey E. Garten, Needed: A Fed for the World. The New York Times: September 23, 1998:
http://www.nytimes.com/1998/09/23/opinion/needed-a-fed-for-the-world.html

[40] Jeffrey Garten, Global authority can fill financial vacuum. The Financial Times: September 25, 2008:
http://www.ft.com/cms/s/7caf543e-8b13-11dd-b634-0000779fd18c,Authorised=false.html?_i_
location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2F7caf543e-8b13-11dd-b634-000077
9fd18c.html&_i_referer=http%3A%2F%2Fwilliamnotes.wordpress.com%2F2008%2F09%2F30%2Fgarten-on-a-global-monetary-authority%2F

[41] Jeffrey Garten, We Need a Bank Of the World. Newsweek: October 25, 2009: http://www.newsweek.com/id/165772

[42] Ambrose Evans-Pritchard, IMF may need to “print money” as crisis spreads. The Telegraph: October 28, 2009:
http://www.telegraph.co.uk/finance/comment/ambroseevans
_pritchard/3269669/IMF-may-need-to-print-money-as-crisis-spreads.html


Andrew G. Marshall è un ricercatore associato del Centre for Research on Globalization [Centro per la Ricerca sulla Globalizzazione] (CRG). Sta attualmente studiando Storia ed Economia Politica presso la Simon Fraser University.

Titolo originale: “The Bilderberg Plan for 2009: Remaking the Global Political Economy”

Fonte: ttp://www.globalresearch.ca
Link
26.05.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

Blog di Beppe Grillo – Paese ad mafiam

Blog di Beppe Grillo – Paese ad mafiam.

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Sommario della puntata:
Brusca: so chi è l’uomo delle istituzioni
Panico a Matrix
La mafia a Lodi e Milano
Vietato parlare di Dell’Utri
“Il Fatto”, il nostro giornale

Testo:
“Buongiorno a tutti, la settimana scorsa si è celebrato a Palermo l’anniversario della strage di Capaci (23 maggio 1992), solita sfilata di politici, c’era persino Schifani, c’era persino il Ministro Alfano, tutti impegnati a parole, a cominciare dal capo dello Stato, a non abbassare la guardia, a promettere lotta dura senza paura a Cosa Nostra. Curiosamente qualche giorno prima due giornali, La Stampa e Il Corriere, avevano riportato le dichiarazioni di Giovanni Brusca, che è l’uomo che azionò il telecomando nella strage di Capaci che poi confessò, che poi aiutò i magistrati a scoprire i responsabili diretti e mandanti diretti di quella strage insieme a altri pentiti. Quindi è stato sempre ritenuto estremamente credibile sulle vicende di mafia.
Brusca è stato sentito nel processo a carico del generale Mori e di un suo collaboratore, il maggiore Obinu, per la storia che conoscete perché l’abbiamo già raccontata in passaparola, la storia della mancata cattura di Provenzano nel 1995, cioè 11 anni prima di quando poi Provenzano fu catturato. Lasciamo perdere quella storia, Brusca viene sentito in quel processo dove si parla naturalmente delle trattative tra esponenti dello Stato e della politica e esponenti della mafia negli anni delle stragi, cioè dopo Capaci, prima di via d’Amelio, dopo via d’Amelio e nel periodo poi delle stragi del 93 a Milano, Firenze e Roma.

Brusca: so chi è l’uomo delle istituzioni

E Brusca ha detto una cosa nuova rispetto a quello che aveva sempre detto e cioè che intanto gli risulta che ci fossero esponenti dello Stato italiano che trattavano con la mafia dopo la strage di Capaci e anche dopo la strage di via d’Amelio, ma che una trattativa avviata dopo la strage di Capaci e prima di via d’Amelio, quindi in quei 56 giorni che separano il 23 maggio dal 19 luglio, fu portata avanti da un uomo politico, da un uomo delle istituzioni, all’epoca c’era nell’estate del 92 il governo Amato che era appena nato, da un uomo politico al quale lui aveva sempre detto di essere giunto, per identificarlo e per individuarlo, tramite sue deduzioni. Invece nel processo ha detto che quel nome glielo fece esplicitamente il capo della mafia dell’epoca Toto Riina, dice testualmente Brusca “Riina mi fece il nome dell’uomo delle istituzioni con il quale venne avviata, attraverso uomini delle forze dell’ ordine, la trattativa con Cosa Nostra dopo la strage di Capaci”. Gli uomini delle forze dell’ ordine sono presumibilmente il generale Mori e il capitano Dedonno che avviarono, tramite Ciancimino, la trattativa con Riina e Provenzano che poi finì il 15 gennaio 93 quando Riina fu arrestato e chi è questo uomo politico? Anzi delle istituzioni? Delle istituzioni vuole dire che era un membro del governo o comunque un rappresentante delle istituzioni nell’estate del 92.
Brusca si avvale della facoltà di non rispondere sostenendo che su questo nome è in corso una indagine nuova, perché nessuno ne ha mai parlato e saputo nulla, alla Procura di Caltanissetta che è competente sulle indagini per i mandanti come per gli esecutori delle stragi avvenute a Palermo a carico di magistrati, per questa ragione se ne occupa Caltanissetta.
È piuttosto interessante che l’uomo che aziona materialmente l’ordigno che fa esplodere l’autostrada con Falcone, la moglie e gli uomini della scorta dentro alle macchine riveli in un pubblico dibattimento che il capo della mafia che gli aveva dato l’ordine di eseguire la strage di Capaci gli aveva anche detto dopo la strage di Capaci che si era avviata una trattativa con gli uomini delle forze dell’ ordine, ma per ordine di un esponente delle istituzioni più alto in grado rispetto a questi ufficiali dei Carabinieri.
Curiosamente questa domanda rimane con un bel punto interrogativo perché Brusca in questo momento non lo dice, ma immediatamente si è fatto silenzio su questo interrogativo, nessuno ci ha fatto trasmissioni televisive, nessuno ha avviato dibattiti, nessuno è andato a vedere chi potrebbe essere questo uomo politico, ripeto non stiamo ancora parlando della Seconda Repubblica e quindi non stiamo ancora parlando della pista che poi è stata archiviata durante la quale per un certo periodo erano stati indagati anche Berlusconi e Dell’Utri, stiamo parlando dell’ultimo governo della Prima Repubblica e cioè del governo Amato, a cui seguì poi il governo tecnico di Ciampi.
È interessante in quelle istituzioni Brusca dice c’è l’uomo che autorizzò quelle trattative all’indomani all’eccidio sull’autostrada di Capaci. È curioso che in questo paese dove si fa sempre scandalo su tutto anche sulle sciocchezze l’individuazione di questo uomo non sia stata oggetto di articoli di approfondimento, di trasmissioni televisive o forse non è affatto curioso. Ed è curioso, o forse non è affatto curioso, che nelle celebrazioni avvenute due giorni dopo a Palermo per la strage di Capaci nessuno di quelli che si sono alternati sui palchi a fare retorica antimafia abbia detto “vogliamo sapere il nome dell’uomo delle istituzioni che autorizzò la trattativa di questi ufficiali del Ros dei Carabinieri con la mafia, cioè lo Stato che tratta con la mafia all’indomani della strage”. Lo Stato che come al solito in pubblico si presenta con la faccia antimafia e in privato tratta con la mafia, il famoso doppio Stato, quello che non piace a certi giornalisti e a certe alte istituzioni di oggi, ma anche di questo ci siamo occupati recentemente.
Tenete presente dunque che c’è un nome di un esponente della Prima Repubblica e chi lo sa, visto che tanti della Prima Repubblica sono transitati immediatamente nella Seconda, se non sia ancora presente nelle istituzioni della Seconda, lo vedremo prossimamente quando si saprà qualcosa di più di queste indagini di Caltanissetta, c’è un signore che sa che Brusca sa. E nessuno pone nessuna domanda su chi sia, su che cosa faccia e soprattutto su che cosa abbia fatto.
Questa è una occasione forse per fare un po’ il punto sulla lotta alla mafia, vi dico soltanto una cosa incidentalmente, tenete a portata di mano una penna e un foglietto di carta perché poi alla fine del passaparola vi chiederò di segnarvi un indirizzo mail ma ci arriviamo. Questo politico, pare, abbia ricevuto anche lui, così come il figlio di Ciancimino dice lo abbia ricevuto anche il generale Mori, il famoso papello che Riina consegnava ai trattativisti dello Stato per dire queste sono le nostre condizioni per interrompere la strategia delle stragi. E se è vero quello che dice Brusca è curioso perché chiunque esso sia questo uomo delle istituzioni non è mai venuto fuori, non ha mai detto sì sono io, non ha mai detto “ecco qua il papello che ho ricevuto”, evidentemente l’ha tenuto in qualche cassaforte a doppia mandata.

Panico a Matrix

L’altra sera, fingendo di celebrare l’anniversario della morte di Falcone e Borsellino, Matrix ha messo in piedi la solita trasmissione dell’antimafia dei pupi e delle fiction dove naturalmente si faceva grande retorica, i cento passi, il film di Peppino Impastato, i film su Riina, i film su Falcone, i film su Borsellino, il procuratore Grasso con il libro da presentare, l’ex  procuratore Aiala con il libro da presentare. A un certo punto in questo idillio dove non si facevano nomi di politici – per carità – questo idillio viene rotto da un magistrato collegato da Palermo, Gaetano Paci, Gaetano Paci che sta tra l’altro seguendo insieme a un’altra magistrata, Anna Maria Picozzi, il processo Addio pizzo, processo nel quale il comune di Palermo aveva annunciato di costituirsi Parte Civile e poi il giorno della costituzione si era dimenticato di costituirsi Parte Civile e poi ha avuto i tempi supplementari per farlo, perché altrimenti sarebbe rimasto escluso. Bene, Gaetano Paci, Presidente di una fondazione che ricorda le stragi, ha interrotto l’idillio dei presenti in studio e ha detto “vorrei dire una cosa, un anno fa si sentì dire che Vittorio Mangano era un eroe” sapete chi lo ha detto, lo ha detto l’editore di Canale 5 su cui andava in onda il Matrix di Alessio Vinci per la strage di Capaci. Dice Gaetano Paci “volevo fare presente che Vittorio Mangano non era un eroe, gli eroi sono Falcone e Borsellino e Vittorio Mangano  era un mafioso sanguinario condannato per traffico di droga, per mafia e poi in primo grado per tre omicidi, all’ergastolo, ergastolo che poi non divenne definitivo anche perché Mangano morì prima che si arrivasse alla fase di appello”.
Chi di voi ha visto quella scena ha visto il gelo che in quel momento si è dipinto sul volto degli ospiti, tutti impietriti perché? Perché si stava parlando di corda in casa dell’impiccato, si stava parlando dell’amichetto di Berlusconi nella televisione di Berlusconi in una trasmissione che avrebbe dovuto occuparsi di mafia ma che naturalmente aveva tenuto fuori tutti i rapporti che la mafia ha al di sopra del suo livello militare. Questi si sono detti “oddio adesso questo magistrato dirà anche il nome di Berlusconi che si è tenuto Mangano in casa per due anni!” invece chiunque volesse intendere ha inteso e chiunque volesse vedere in quelle facce impietrite ha potuto vedere, Vinci naturalmente cuor di leone ha immediatamente mandato un servizio sui cento passi e su Peppino Impastato, in modo da tornare all’antimafia delle figurine e con ciò non voglio minimamente sminuire la figura di Peppino Impastato intendiamoci. È semplicemente che la creazione di queste icone dell’antimafia come Impastato, Falcone e Borsellino diventa spesso un alibi per fermarsi lì e non andare ai livelli superiori, al famoso doppio Stato che tanto poco piace a certi giornalisti e a certe alte cariche dello Stato.
Non mi risulta che la Commissione parlamentare antimafia abbia avviato accertamenti sulle dichiarazioni di Brusca, come non mi risulta che ci sia una grande mobilitazione, eppure quella era l’occasione le celebrazioni per la strage di Capaci, rispetto a una denuncia drammatica fatta dal procuratore aggiunto di Palermo Roberto Scarpinato, coordinatore del pool che si occupa dei reati finanziari legati alla mafia, il quale ha detto a Il Sole 24 ore anche lui alla vigilia delle celebrazioni per il 23 maggio, che il governo nelle persone del  Ministero della Giustizia e del Ministero dell’economia, Ministeri retti da Angelino Alfano presente alle celebrazioni e dal Ministro Tremonti, avevano deciso di togliere, per motivi burocratici chissà quali, l’accesso alla Procura di Palermo e a tutte le procure all’anagrafe dei conti correnti bancari, prima le procure avevano la password e poi gliela hanno tolta, non possono più entrate nella anagrafe dei conti correnti bancari e naturalmente entrare in questa anagrafe significa riuscire a recuperare enormi patrimoni di mafiosi, a dare nomi e cognomi agli intestatari di questi patrimoni per poterglieli portare via.
Casualmente è sparita la password e quindi i magistrati sono disarmati sul fronte della lotta ai patrimoni mafiosi e al riciclaggio, naturalmente per pura coincidenza questa denuncia è arrivata nel giorno dell’anniversario della strage di Capaci e nessuno ne ha parlato, proprio perché non si può andare al di là del teatrino dei pupi.

La mafia a Lodi e Milano

L’altra sera a Anno Zero abbiamo raccontato a quali livelli sono arrivate le infiltrazioni mafiose nel nord, abbiamo raccontato le possibili penetrazioni della mafia che sicuramente insieme alla ‘ndrangheta e alla camorra si avventerà su quei 15 miliardi di Euro che arriveranno per l’Expo a Milano e dintorni, Letizia Moratti ha risposto come rispondevano i sindaci di Palermo negli anni 50/60/70 e cioè “non bisogna infangare il buon nome della Sicilia parlando di mafia” e lei ha detto “non bisogna infangare il buon nome di Milano parlando di mafia”. Il giorno prima c’era stato un delitto mafioso proprio alle porte di Milano e il Consiglio Comunale di Milano aveva pensato bene di bocciare, di chiudere appena aperta la Commissione consiliare antimafia, anche lì per motivi burocratici o forse per non infangare il buon nome di Milano perché infangare il buon nome di Milano non significa aprire Milano alle infiltrazioni mafiose ma, nell’ottica di questa signora , significa parlare delle infiltrazioni e evidentemente combatterle. Chi di voi vuole un esempio di quello che sta succedendo in Lombardia con la mafia in grande spolvero può leggere una intervista a un giovane regista e attore del lodigiano pubblicata questa settimana da L’Espresso. È un ragazzo che praticamente vive sotto scorta da qualche mese perché ha osato mettere in scena uno spettacolo sui pizzini di Provenzano, uno spettacolo satirico e evidentemente mettere in scena uno spettacolo satirico sui pizzini di Provenzano a Lodi, è altrettanto pericoloso come farlo a Corleone. Tant’è che questo ragazzo ha avuto le gomme della macchina tagliate, ha avuto delle bare disegnate sulla porta di casa e adesso vive sotto scorta: a Lodi, non a Corleone!
Ma non bisogna parlarne perché altrimenti poi oltre a infangare il buon nome di Milano si infanga anche il buon nome di Lodi e non sia mai: lodi a Lodi bisognerebbe dire così!
Un’altra notizia scomparsa, questa veramente non l’ha data nessuno, riguarda una indagine aperta dalla Procura di Palermo e che ha portato addirittura l’altro giorno a una raffica di arresti (una ventina) di persone, diciamo manovalanza, capetti e capoccia della mafia che si dedicavano naturalmente alle loro attività preferite: da un lato il pizzo, dall’altro il sostegno ai detenuti mafiosi perché non parlino e dall’altro ancora alla compravendita di voti con politici. Abbiamo sfiorato l’argomento nel passaparola della settimana scorsa quando abbiamo parlato dell’assessore regionale Antonello Antinoro, candidato dell’Udc alle europee, assessore regionale alla cultura nella giunta Lombardo, il quale è indagato per voto di scambio mafioso in quanto avrebbe comprato, secondo l’accusa, proprio in cambio di soldi i voti o una parte dei voti ottenuti per essere eletto. Adesso lo mandiamo al Parlamento europeo: Udc.
In questa operazione c’è ovviamente un voluminosissimo ordine di custodia per questi mafiosi e tra i tanti che vengono catturati per il 416 bis, cioè per associazione a delinquere di stampo mafioso, per partecipazione e non per concorso esterno, sono proprio mafiosi membri interni, si leggono alcune intercettazioni telefoniche che ne riguardano due, uno si chiama Antonino Caruso, è stato arrestato perché è accusato di essere un membro del clan mafioso dell’Arenella a Palermo, di essere in affari illeciti con il clan del quartiere di Resottana, impegnatissimo nel pizzo e cioè nelle estorsioni, nel sostegno ai detenuti mafiosi e nel voto di scambio.

Vietato parlare di Dell’Utri

Questo signore dentro la sua macchina non sapendo che c’è una cimice nascosta sotto il sedile, il 4 novembre 2007 – stiamo parlando di un anno e mezzo fa, roba freschissima – parla, ripeto dentro la sua autovettura, con un certo Letterio Ruvolo che è il suo braccio destra e anche lui membro, così dice l’accusa, del clan della Arenella molto esperto nella riscossione del pizzo. I due parlano di tante cose e parlano anche di politica, è il 4 novembre 2007, cosa succede il 4 novembre 2007? Siamo ancora sotto il governo Prodi che sta per cadere nel gennaio poi del 2008, “il Caruso –  scrive il giudice nell’ordinanza di custodia – iniziava l’esposizione del problema – è un problema che riguardava la famiglia mafiosa – a un certo punto il Ruvolo – cioè il suo braccio destro – lo interrompeva per impartire un ordine perentorio, ovvero di non pronunciare mai il nominativo di Dell’Utri, bisogna proteggere   Dell’Utri”, non bisogna mai nominarlo nelle conversazioni perché c’è il rischio di essere intercettati e questi non sapevano che erano intercettati nel momento in cui progettavano di non nominarlo per non essere intercettati e quindi ce l’hanno ficcato dentro anche senza volerlo e questo naturalmente è molto interessante, perché è una intercettazione assolutamente spontanea.
Caruso dice “allora Tonino si è perso in un bicchiere d’acqua, ieri sera d’istante non li ha voluti mortificare” stanno parlando dei fatti loro e Ruvolo dice “no no niente quello che ti voglio dire pure a te – quindi sta passando la voce a tutti – il nome di là non lo dobbiamo nominare” che cos’è il nome di là? L’altro dice “qual è?” e l’altro dice “Dell’Utri, capisti!” è evidente che stavano già parlandone prima da un’altra parte non intercettati e infatti dice “il nome di là” e infatti lui gli vuole dire noi non dobbiamo parlare più. “Dell’Utri, capisti!” e Caruso dice “no” e allora Ettore Ruvolo gli dice “completamente non deve esistere, non deve esistere, Ni’ – cioè Nino – non deve esistere”.
Caruso poi va e dice “noi siamo portati che abbiamo e ci dobbiamo capire, abbiamo un governo regionale e un governo nazionale, basta. Noi qui siamo, ha a che fare con il governo regionale, hai capito. Il governo regionale è qua, il governo nazionale è là, ma lui dice guarda me governo nazionale, Talia – cioè guarda – puoi essere tu il governo nazionale, io quello non si sa. E l’altro cioè Ettore gli dice me ne sono andato io, quel nome non deve esistere completamente, l’ordine scrivono i giudici di non nominare mai Dell’Utri era riferito evidentemente a un precedente dialogo afferente a un argomento riguardante la sfera politica, infatti Caruso poi dice non esiste non esiste e vanno avanti. Insomma di Dell’Utri non si deve parlare più, perché? Perché già se ne è parlato troppo in tante conversazioni che poi sono confluite nelle intercettazioni acquisite agli atti del processo Dell’Utri che hanno portato questo sant’uomo a una condanna a nove anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa e come vedete Dell’Utri è sempre in cima ai pensieri di questi mafiosi, tant’è che o per parlarne o per dire di non parlarne ce l’hanno sempre presente davanti agli occhi come un santino.
Non mi pare che questa notizia l’abbiate letta da qualche parte, non mi pare nemmeno che durante le celebrazioni per il 23 maggio qualcuno abbia detto ai compagni di partito di Dell’Utri se avessero qualche dichiarazione da fare, qualcosa da dire, non so per esempio il Presidente del Senato così proiettato verso la lotta alla mafia, almeno a parole, per non parlare del Ministro Alfano che è proprio una specie di scalmanato dell’antimafia, perlomeno naturalmente a parole.
E poi vedete come a furia di fare scomparire i fatti poi ci si riduce a fare celebrazioni oleografiche, celebrazioni retoriche, declamazioni che poi non vanno nel profondo, pensate se dovesse mai succedere che si presenta una volta uno il 23 maggio in piazza e invece di fare le solite giaculatorie, l’amico Giovanni, l’amico Paolo, non abbassiamo la guardia, il bacio alla vedova, il bacio all’orfano etc. dicesse “io voglio sapere chi è l’uomo delle istituzioni che all’epoca del governo Amato avviò la trattativa tra lo Stato e la mafia, ricevette il papello, autorizzò i Carabinieri a andare a negoziare con un mafioso come Ciancimino, cioè con coloro che avevano appena fatto ammazzare Falcone”. Pensate che rivoluzione? Purtroppo dal 92 sono passati 17 anni, sarà perché il 17 porta sfiga, ma nemmeno quest’anno abbiamo avuto la fortuna di sentirne uno solo che facesse questo discorso o che magari sventolasse questa telefonata di due mafiosi che parlano di Dell’Utri e anzi dicono di non parlare di Dell’Utri, per dire ma possibile che noi ci teniamo in Parlamento uno così? O magari aggiungano che nella Giunta Regionale, quel giorno era ancora piedi Lombardo non l’aveva ancora sciolta, sedeva un altro indagato per compravendita di voti con i mafiosi e prossimamente spedito in Parlamento europeo.

“Il Fatto”, il nostro giornale

Vi ho detto prima di tenere a portata una biro e un foglio di carta perché devo darvi una notizia che mi auguro molti di voi gradiranno, è una notizia che riguarda un nuovo giornale, un nuovo giornale che faremo on line e faremo su carta e che dovrebbe essere pronto noi confidiamo a settembre, dovrebbe chiamarsi il Fatto, il Fatto nuovo, il Fatto quotidiano, adesso stiamo decidendo la testata ma comunque il fatto sarà centrale perché lo vogliamo dedicare a un grande come Enzo Biagi. Sarà diretto da Antonio Padellaro e sarà scritto da una piccola e agguerrita redazione di giovani appena usciti dalle scuole di giornalismo, gente che vuole fare con grande entusiasmo questo lavoro e poi avrà dei collaboratori, per esempio ci sarò pure io, ma ci saranno tanti altri che in questi anni avete imparato a conoscere nelle battaglie per la libertà di informazione contro questo regime berlusconiano e contro questa opposizione tra l’inesistente e il complice, decidete voi.
Non è un giornale di partito, non è un giornale di Stato, è un giornale che non ha padroni, è un giornale che non ha un editore, è un giornale molto strano per molti motivi, intanto quello di non avere un padrone ma di avere una società editoriale nella quale ci siamo messi in gioco e abbiamo investito anche qualche soldo noi che lo scriveremo, una società che non ha una figura dominante che ha diversi azionisti con piccole quote, chi lo vorrà diventare naturalmente lo potrà fare. E quindi questa è la prima anomalia.
La seconda anomalia è che sarà un giornale che dà le notizie, a cominciare dalle notizie che gli altri giornali non danno, le analisi che gli altri non fanno, tratterà gli argomenti che gli altri non trattano, insomma cercherà di riempire quel grande vuoto che molti di noi, e spero anche molti di voi, avvertono da diversi anni nel mondo dell’informazione ufficiale.
Non chiederà soldi pubblici e quindi non farà finta di essere organo di un partito o di un finto partito per acchiappare denaro pubblico, abbiamo fatto il V-day per denunciare quello sconcio e quindi mai ci saremmo sognati di ricorrere a un escamotage come quello, altra anomalia è un giornale che crede nel libero mercato, quello vero però non quello finto che abbiamo in Italia e anche in altri paesi dell’occidente. Cioè il libero mercato in questo senso, se ci sono dei lettori interessati a questo giornale noi questo giornale cercheremo di farlo, anzi siamo ormai sicuri di farlo, con le nostre forze, se non ci saranno lettori interessati a questo giornale noi il giornale non lo faremo, se ci sarà domanda ci sarà anche offerta, ecco noi mettiamo l’offerta, la domanda dipende naturalmente da tutti voi e da tutti quelli che voi conoscete.
Abbiamo deciso di fare così, come si fa a sapere se ci sono i lettori prima che esca il giornale? Abbiamo deciso di lanciare una grande campagna abbonamenti, grande nel senso che cercheremo di occupare tutta la rete perché non abbiamo i mezzi per fare spot televisivi o per comprare spazi sui giornali e quindi in rete sui social network, sui blog,  a cominciare da Voglio Scendere, da oggi il blog di Beppe e tutti i blog e i siti amici e chiunque di voi abbia blog o abbia pagine su Face Book è invitato naturalmente a passare parola anche su questo, una campagna abbonamenti preventiva per sapere chi si vuole prenotare per questo abbonamento o addirittura chi lo vuole sottoscrivere sulla fiducia, nel qual  caso naturalmente faremo dei prezzi superscontati per chi lo vuole acquisire prima fidandosi di noi. Chi invece lo vuole sottoscrivere l’abbonamento quando uscirà il giornale è ovvio che la tariffa sarà un’altra e sarà quella più o meno relativa al costo di un giornale.
Come fare per prenotarsi o per informarsi o per abbonarsi? Avevamo messo in piedi un service con un numero di telefono e un fax ma appena abbiamo annunciato la campagna abbonamenti il telefono e il fax sono andati in tilt, perché il service non era preparato a questa ondata di entusiasmo e quindi per il momento vi darei una mail che vi prego di segnare, la mail è dettofatto@ilfatto.info , vi do anche i numeri di telefono ma sarà difficile trovarli liberi, tra qualche giorno li troverete liberi perché metteremo in piedi proprio un call-center che non vi facciano attendere in linea e quindi se volete segnare c’è anche lo 02-66506795 e un fax 02-66505712. Se raggiungeremo un certo numero di abbonamenti, vi dico soltanto che nella prima giornata quando abbiamo dato l’annuncio abbiamo già avuto oltre 2.500 prenotazioni e quindi adesso nel week-end non lo sappiamo ma lo sapremo di nuovo da questa sera e da domani e vi terremo informati. Vi terremo informati anche su una pagina apposita che apriremo sul blog Voglio scendere che si chiamerà l’antefatto e sarà un po’ l’antipasto sul quale ogni giorno daremo delle informazioni su come sta andando la campagna abbonamenti, su quali saranno i collaboratori del giornale, cominceremo anche a dare delle notizie, dei commenti e delle analisi sulle notizie del giorno in modo da coprire l’estate e così da fare capire che genere di informazione vogliamo fare, una informazione molto interattiva per cui potrete anche ovviamente farla voi e segnalarla voi.
Il giornale uscirà su carta e uscirà anche su web, su web sarà gratuito naturalmente mentre su carta costerà l’Euro e venti che costano ormai i giornali, niente se volete prenotarvi per l’abbonamento o addirittura per diventare soci utilizzate quella mail oppure quei numeri di telefono che vi ho dato e passate parola a tutti quanti. Grazie.”