Archivi del giorno: 12 giugno 2009

I tagli alle risorse e alle intercettazioni costringono alla fretta – Pietro Orsatti

I tagli alle risorse e alle intercettazioni costringono alla fretta – Pietro Orsatti.

– Mentre entra in fibrillazione Tremonti e immobilizzano l’Antimafia
di Pietro Orsatti su Terra

l caldo, l’avvicinarsi delle ferie, non cancellano la cappa di tensione e incertezza che domina da mesi. La sensazione impalpabile che possa da un lato frantumarsi un equilibrio consolidato – la presunta tregua armata fra i clan di , che almeno impedisce ulteriori spargimenti di sangue – e dall’altro, sul piano politico, che si stia verificando una vera e propria resa dei conti con obiettivo l’intero impianto giudiziario dell’Antimafia. I recenti omicidi nel palermitano, un’ondata di atti intimidatori in tutta la provincia, il ritrovamento poche settimane fa di un arsenale e di un “tesoretto” di una decina di milioni di dollari falsi: tutti che svelano una situazione che il procuratore aggiunto Ingroia ha definito «di fibrillazione». Poi due giorni fa, diretta conseguenza delle dichiarazioni rilasciate da Massimo Ciancimino e dal coimputato Gianni Lapis sulla vicenda del cosiddetto “tesoro” messo in piedi da don Vito – il sindaco del sacco di -, è arrivata la notizia che la procura ha inviato avvisi di garanzia a quattro senatori siciliani perché ritenuti coinvolti. Sono Carlo Vizzini (Pdl), Saverio Romano, Salvatore Cuffaro e Salvatore Cintola (Udc). Un terremoto, non solo in .
Vizzini si è dimesso dalla commissione parlamentare Antimafia (ma non dalla presidenza di quella sugli Affari costituzionali). Da tempo si era a conoscenza che il figlio di don Vito, Massimo, stava coinvolgendo alcuni esponenti politici siciliani già attivi all’epoca e contemporaneamente stava svelando alcuni retroscena, confermando i sospetti di molti, della presunta trattativa fra e tra il 1992 e il ’93. E non solo, il dichiarante Ciancimino continua a parlare a ma anche a , davanti al pm Tescaroli, sulla vicenda Ior nell’ambito dell’ sulla morte di Roberto Calvi. Tornando a , la situazione in cui versano le forze dell’ordine, anche i reparti cosiddetti di punta come la “Catturandi” e la mobile impegnati direttamente nella lotta alle cosche, è drammatica: hanno risorse limitatissime per effetto dei tagli operati da Tremonti la scorsa estate e dello stornamento di fondi indirizzati prima a reparti dell’esercito nelle città e poi alle cosiddette ronde volontarie.
Stiamo parlando, per fare un esempio, delle tante difficoltà, di gran parte del parco macchine in dotazione fermo nei garage perché senza manutenzione o la possibilità di riparazioni o di recuperare pezzi di ricambio.
Inoltre, con l’avvicinarsi della delle proroghe e di nuove (se non in caso, ricordiamo, di conclamata appartenenza alla criminalità organizzata dell’intercettato) molte indagini importanti rischiano la chiusura, comprese quelle sull’individuazione delle reti di protezione di pericolosi come , reti ovviamente costituite da soggetti non riconducibili direttamente a e quindi non indagabili attraverso il modulo previsto dal ddl del ministro . Una situazione che spinge magistratura e forze dell’ordine ad agire in fretta, con le poche risorse che i tagli e il ddl hanno lasciato.
E questa la chiamano .