Archivi del giorno: 14 giugno 2009

Articolo 21 – La camorra? Ha vinto al superenalotto

Articolo 21 – La camorra? Ha vinto al superenalotto.

Scusi, procuratore, io sono un camorrista, e ho letto che per i reati di camorra le cose con le intercettazioni restano uguali…
“Per le cose di camorra, come le chiama lei sì, ma comunque sono diventate più complicate per noi pubblici ministeri. Sarà più difficile la procedura per intercettarla: mi riferisco al Gip collegiale, alle proroghe più ravvicinate, ai termini più ristretti, e comunque lei sa bene che per arrivare alle cose di camorra dobbiamo passare prima per quelle cose che camorra non sono o almeno non sembrano…” Questo è uno dei passaggi salienti del colloquio tra Raffaele Marino, procuratore aggiunto di Torre Annunziata, e un camorrista dell’area vesuviana

Scusi se la disturbo ancora, signor Procuratore, sono quel camorrista che l’ha chiamata in occasione dei decreti sulla monnezza…
Buongiorno signor camorrista, lei ormai è un mio cliente affezionato…mi dica tutto.

Mi serviva il parere di un esperto sulla nuova legge sulle intercettazioni. Mi dicono che posso stare più tranquillo. E’ vero?
Credo che lei abbia fatto l’equivalente di una vincita al superenalotto con questa legge.

Addirittura?
Ma certamente. Adesso noi praticamente non potremo quasi mai piu’ intercettarla, ma soprattutto non potremo intercettare sicuramente i suoi amici, i suoi familiari e tutti quelli che la proteggono…

Quindi per me che sono latitante va benissimo.
Se lei dovesse avere una sentenza di condanna definitiva e darsi alla latitanza potremo individuarla molto difficilmente. Stia tranquillo.

Ma scusi, procuratore, io sono un camorrista, e ho letto che per i reati di camorra le cose con le intercettazioni restano uguali…
Per le cose di camorra, come le chiama lei sì, ma comunque sono diventate più complicate per noi pubblici ministeri. Sarà più difficile la procedura per intercettarla: mi riferisco al Gip collegiale, alle proroghe più ravvicinate, ai termini più ristretti, e comunque lei sa bene che per arrivare alle cose di camorra dobbiamo passare prima per quelle cose che camorra non sono o almeno non sembrano…

Tipo?
Tutte le attività di riciclaggio, tutte le attività di usura, insomma il suo danaro può stare tranquillo nelle sue tasche. Poi, per quelle sommette che lei  ha all’estero può stare ancora più tranquillo perché il nostro Paese non ha ratificato tutte le convenzioni per le squadre investigative europee e per il mandato di sequestro europeo.

E le ammazzatine?
Ah, dica ai suoi killer che neanche la banca dati del DNA hanno costituito. Come pure ci avevano promesso. Quindi anche loro possono stare tranquilli.

Mi sembra troppo bello. Senta un po’, ogni tanto i giornalisti rompono i coglioni, e qualche volta li abbiamo anche tolti di mezzo. Andiamo bene anche con loro?
Anche qui può stare tranquillo. Nessun giornalista più si azzarderà a scrivere un rigo sulle indagini. Hanno fregato anche loro. Ora se scrivono qualcosa prima del dibattimento rischiano munte salatissime. Non solo, ma voi potrete anche chiedere i risarcimenti, perché se scrivono prima del dibattimento violano la legge e devono pagare.

Eccezionale. Chi devo ringraziare?
Alcuni suoi amici forse hanno già ringraziato.

Manifestazione a Palermo per il 19 luglio 2009

http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=1270:manifestazione-a-palermo-per-il-19-luglio-2009&catid=20:altri-documenti&Itemid=43

Sono passati quasi diciassette anni dalla strage di via D’Amelio a Palermo in cui furono uccisi Paolo Borsellino, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina e Walter Eddie Cosina. Nonostante la magistratura e le forze dell’ordine abbiano individuato e perseguito numerosi mandanti ed esecutori della strage, rimangono pesanti zone d’ombra sulle entità esterne all’organizzazione criminale Cosa Nostra che con questa hanno deliberato e realizzato la strage stessa.

Per il 19 luglio di quest’anno, sarà una domenica, come 17 anni fa, insieme alle redazioni di http://www.19luglio1992.com e di ANTIMAFIADuemila e a tanti altri amici e compagni di lotta stiamo organizzando, al posto delle solite commemorazioni, una manifestazione popolare articolata in una serie di iniziative con lo scopo di chiedere che sia fatta giustizia e di sostenere tutti i Servitori dello Stato che nel corso du questi anni hanno sempre dato il meglio di se’ affinche questo diritto di tutti noi fosse tradotto in fatti.
Vogliamo così quest’anno evitare che, come più volte è successo nel passato, delle persone che spesso indegnamente occupano le nostre Istituzioni arrivino in via D’Amelio a fingere cordoglio ed assicurarsi così che Paolo sia veramente morto. Vogliamo impedire che si celebrino riti di morte per chi, come Paolo Borsellino e i suoi ragazzi, sono oggi più vivi che mai.
Se lo faranno grideremo loro di andare a mettere le loro corone funebri sulla tomba di Mangano, è quello il “loro” eroe.
Spero che saremo in tanti, e tutti con una agenda rossa in mano per ricordare i misteri che ancora pesano su Via D’Amelio, i processi che vengono bloccati appena arrivano a toccare gli “intoccabili”, i mandanti di quelle stragi.
Da Via D’Amelio, con quell’agenda in mano, andremo al Castello Utveggio, il posto dal quale una mano, che non era la mano di una mafioso ma di chi con la mafia ha stretto un patto scellerato, ha inviato il comando che ha fatto a pezzi Paolo e la sua scorta.
Vi chiedo di dedicare un giorno della nostra vita a Paolo e i suoi ragazzi che hanno sacrificato la loro vita per noi.
Sarà il giorno di inizio della nostra RESISTENZA,
Una RESISTENZA che sarà fatta di azioni e non solo di parole,
Una RESISTENZA che ci farà riappropriare del nostro paese e del nostro futuro

In questa pagina terremmo costantemente aggiornato il programma delle iniziative per domenica 19 luglio 2009 e daremo tutta una serie di informazioni per chi sceglierà di partecipare con noi alle iniziative che si terranno in particolare a Palermo.

Programma preliminare delle iniziative a Palermo
(il programma definitivo sarà presentato in conferenza stampa giovedì 18 giugno alle ore 11.30 presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, via Maqueda 172)

Sabato 18 luglio 2009

Camminata lungo il vecchio sentiero che conduce al Castello Utveggio su Monte Pellegrino, mattina
Dibattito organizzato dalla redazione di ANTIMAFIADuemila presso la Facoltà di Giurisprudenza, via Maqueda n°172, ore 20.30

Domenica 19 luglio 2009

Presidio in via D’ Amelio, mattina e pomeriggio
Performance teatrali di Giulio Cavalli e Marilena Monti, mattina-pomeriggio

Manifestazione “Dov’è finita l’agenda rossa di Paolo Borsellino?” (19 luglio 2009)

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“Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri” (Paolo Borsellino).

Questo evento ha il fine di sollecitare i vertici dello Stato e “coloro che sanno ma non parlano simulando amnesie insensate” a scoprire il velo di mistero e di menzogne che avvolge le stragi del ‘92/’93.
L’ elemento centrale e probabile chiave di soluzione in riferimento alla famosa trattativa tra i nuovi referenti politici e Cosa Nostra è la scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino che portava sempre con sé e sottratta dalla sua borsa di cuoio il tragico pomeriggio del 19 luglio del 1992, tra le fiamme e lo sgomento dei palermitani.

Sono passati quasi 17 anni da quel giorno e la risposta dello Stato non è altro che un cumulo di lapidi, di vie intitolate a coloro che sono stati proclamati eroi solo dopo la morte e di corone di fiori.

Questo evento si pone innanzitutto un obiettivo concreto: una particolare manifestazione che si terrà il 19 luglio 2009.
Coloro che vi aderiranno scenderanno nelle strade alle ore 18:00 con un agenda rossa tra le mani e si dirigeranno verso il Palazzo di Giustizia delle rispettive città. L’evento principale avrà luogo a Palermo.
Con questo gesto si chiederà giustizia per i familiari delle vittime e per noi tutti cittadini italiani, da troppo tempo inermi e rassegnati dinnanzi ad una verità taciuta dai poteri forti, una verità che potrebbe restituirci quella dignità da troppo tempo negataci, quella fierezza di sentirsi italiani e soprattutto la possibilità di guardare l’immagine di quei volti onesti senza dover abbassare lo sguardo e poter dire “siete morti per noi ma ora quel grande debito lo abbiamo pagato gioiosamente, continuando la vostra opera”.

Vi chiediamo di partecipare se ci credete veramente, se siete stanchi di essere assorbiti dall’omertà e dall’indifferenza che prevalgono in Italia e se siete pronti a “sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità”.

Noi ci CREDIAMO, come CREDIAMO CHE TUTTI INSIEME, UNITI PER LA STESSA RAGIONE, POSSIAMO COMBATTERE PER RESTITUIRE UN VOLTO NUOVO AL NOSTRO Paese.

La redazione di http://www.19luglio1992.com

Annozero su RAIDUE – Giovedì 11 giugno ore 21.00

Annozero su RAIDUE – Giovedì 11 giugno ore 21.00.

Giovedì 11 giugno ultima puntata della stagione di Annozero prima della pausa estiva. “La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, corrotti, concussori nella politica e nell’amministrazione, bisogna scovarli, denunciarli e metterli in galera. La questione morale fa tutt’uno con l’occupazione dello Stato da parte dei partiti e correnti, con la loro guerra per bande”. Sono parole di Enrico Berlinguer, e ad Annozero si parlerà di questione morale e legalità.

Sono ancora all’attenzione del mondo politico? Quando vengono composte le liste elettorali, la moralità è uno dei requisiti richiesti? Le recenti elezioni europee ed amministrative perché non hanno avuto al centro della discussione anche la questione morale, la legalità, la crisi economica, la ricostruzione dopo il terremoto, l’immigrazione? C’era una volta Enrico è il titolo della puntata di Annozero. Ospiti in studio l’on. Luigi De Magistris dell’Idv, il viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli, l’on. Niccolò Ghedini del Pdl e il giornalista Antonio Padellaro.

Enrico Berlinguer intervistato da Eugenio Scalfari su La Repubblica, 28 luglio 1981: “I partiti non fanno più politica! La si faceva nel ’45 , nel ’48 e sin verso la fine degli anni Sessanta. Grandi dibattiti, scontri di idee ma illuminate da prospettive chiare, anche se diverse, e dal proposito di assicurare il bene comune. Che passione c’era allora, quanto entusiasmo, quante rabbie sacrosante! Soprattutto c’era lo sforzo di capire la realtà del Paese e di interpretarla. Oggi non è più così, i partiti hanno degenerato… i fatti ci sono e sono sotto gli occhi di tutti. I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società, della gente: idee, ideali, programmi pochi o vaghi; sentimenti e passioni civile, zero. Gestiscono interessi i più disparati, i più contraddittori, talvolta anche loschi, comunque senza alcun rapporto con le esigenze e i bisogni umani emergenti, oppure distorcendoli senza perseguire il bene comune… I partiti hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai-tv, alcuni grandi giornali. Per esempio, oggi c’è il pericolo che il Corriere della Sera cada in mano di questo o quel partito o di una sua corrente, ma noi impediremo che un grande organo di stampa faccia una così brutta fine… Il risultato è drammatico. Tutte le ‘operazioni’ che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell’interesse del partito e della corrente o del clan cui si deve la carica… La questione morale non si esaurisce nel fatto che, essendoci dei ladri, dei corrotti, dei concussori in alte sfere della politica e dell’amministrazione, bisogna scovarli, bisogna denunciarli e bisogna metterli in galera. La questione morale, nell’Italia di oggi, secondo noi comunisti, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati… Bisogna agire affinché la giusta rabbia dei cittadini verso tali degenerazioni non diventi un’avversione verso il movimento democratico dei partiti.”

Informazione di lotta e di governo – Pressante

Informazione di lotta e di governo – Pressante.

Due eloquenti fuori onda, da Studio Aperto e dal tg5.

Ricordate il servizio sul caso Mills di Studio Aperto in cui il giornalista sbagliò casualmente termine dicendo che Berlusconi fu assolto? Abbiamo le prove che non fu un errore casuale.
Come dimostra il seguente video, il giornalista aveva una parte da recitare e ha studiato per bene il copione prima di andare in onda, concentrandosi molto su quella parola molto importante: assolto.
Berlusconi NON E’ STATO ASSOLUTAMENTE assolto in questa vicenda ma è riuscito a sfuggire alla legge per l’ennesima volta grazie al suo scudo spaziale anche detto Lodo Alfano.

Studio Aperto lo sa bene. Ma è un telegiornale di proprietà del pluri-prescritto.

Come mai i berlusconiani quando si tratta di Murdoch concepiscono l’influenza che il padrone può avere sul giornale, mentre quando si parla del loro vecchietto sono tutte frottole senza senso? Invertebrati Ridicoli.

Buona triste visione.

Tg5

 Il TG5 si auto-censura facendo sparire il risultato del PDL del 2008 rispetto al quale il partito del pluri-prescritto ha perso ben 2 punti percentuali.
Il giornalista, durante il fuori onda, esclama: “Non penserai mica che lo diciamo” riferendosi alla perdita di voti del PDL.

Ecco a voi una prova tangibile della disinformazione di regime che vige in italia: