Ghedini e Alfano chiavi in mano – Marco Travaglio – Voglio Scendere

Ghedini e Alfano chiavi in mano – Marco Travaglio – Voglio Scendere.

Signornò
da l’Espresso in edicola

A furia di sentir ripetere dal cosiddetto ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e dal vero Guardasigilli, on. avv. Niccolò Ghedini, che “per la mafia la legge sulle intercettazioni non cambia nulla”, un gruppo di delinquenti comuni di Palermo si sono lasciati travolgere dall’entusiasmo. Si son portati avanti col lavoro, senz’attendere il voto finale del Parlamento. E uno si è tradito. Così sono finiti tutti e cinque in galera il 22 giugno per associazione a delinquere finalizzata a varie truffe aggravate: “Spendevano nomi di persone defunte” per ottenere contratti di finanziamento da società finanziarie per la bellezza di 554 mila euro. Il 18 dicembre erano riuniti per organizzare i piani di battaglia, ignari di essere ascoltati. Uno, in verità, qualche dubbio l’aveva: “Allora possiamo parlare qua, giusto?”. Un altro, che aveva colto al volo il senso della legge Alfano, ma aveva anticipato un po’ i tempi, gli ha risposto: “Le microspie ci stanno per situazioni di mafia, qui noi stiamo parlando di truffe, quindi possiamo parlare“. Ed è esploso in una sonora risata. Ma c’era poco da ridere.

Le microspie erano in agguato, la nuova legge non era ancora attiva. Se lo fosse stata, avrebbe avuto ragione lui. Non perché, in teoria, i giudici non possano più intercettare i truffatori (com’era nella prima versione della norma, che escludeva gli ascolti per tutti i reati con pene inferiori ai 10 anni, truffe incluse). Ma perché per tutti i reati, salvo mafia, terrorismo e sequestro di persona, per disporre le intercettazioni la nuova legge richiede “evidenti indizi di colpevolezza” su qualcuno: il giudice, in pratica, dovrà già conoscere il nome del colpevole. Nel qual caso, fra l’altro, non avrà più bisogno di intercettarlo. Di solito infatti si intercetta per scoprire il colpevole, non viceversa. Per le microspie, poi, il limite imposto dalla nuova legge è ancor più demenziale: l’intercettazione ambientale è consentita solo nei luoghi dove si sta commettendo un reato. E siccome la cimice serve proprio a scoprire se si sta commettendo un reato, è impossibile saperlo prima di averla piazzata.

Si dirà: se i truffatori fossero mafiosi, sarebbero intercettabili anche con la nuova legge.
Eh no, qui casca l’asino: nessuno può dire in partenza, inseguendo una truffa, se i suoi autori sono mafiosi o no. “Lo scopriremo solo vivendo”, cantava Battisti. Nel nostro caso, intercettando. Ma la geniale coppia Ghedini-Alfano ha stabilito che il pm debba scoprirlo per scienza infusa, prima di intercettare. Mission impossible. Il nostro presunto truffatore, che ora è in carcere per troppa fiducia nel governo, va comunque ringraziato. Con quella frase lapidaria (“Stiamo parlando di truffe, quindi possiamo parlare”) ha riassunto come meglio non si poteva l’assurdità psichedelica della legge, quasi immolandosi per fornircene una prova preventiva su strada. The future is now.

Una risposta a “Ghedini e Alfano chiavi in mano – Marco Travaglio – Voglio Scendere

  1. siamo giunti al punto di dover davvero ringraziare i più biechi manigoldi, per aver fornito,con la loro performance , la dimostrazione del potenziale penalicida di una legge ,che, in un qualsiasi paese civile serio, sarebbe stata presa a sassate all’unanimità dagli organi d’informazione di massa,i quali, generalmente,anche laddove versino nel più eclatante stato di asservimento al sistema, non appaiono mai tanto sfacciati e pusillanimi da negare almeno un minimo sindacale di servizio giornalistico.Purtroppo, il sistema nostrano ha ormai assunto le sembianze di un circense regime dittatoriale, in cui televisioni (totalmente) e carta stampata(maggioritariamente),divenuti strumenti del partito ne eseguono spudoratamente le direttive,garantendone strenuamente l’egemonia.Come sia stato possibile in Italia l’insaurarsi di un simile andazzo e se ciò si sarebbe verificato,con la medesima volgare
    evidenza ,anche in altre nazioni democraticamente mature,munite di opinioni pubbliche notoriamente sensibili, è una domanda interessante ,la cui analisi esigerebbe più attenzione.Quanto ai Ghedini e agli Alfano non ho commenti,sono espressioni di un sistema,il quale, ormai divenuto una pagina di storia,esibendo le proprie credenziali, qualifica automaticamente tutti i suoi interpreti.Essi,perfettamente funzionali allo sviluppo dello stesso apparato,alla stregua di metastasi in un cancro fanno ciò che è nella loro natura fare…allo stato attuale , forse,la cura potrà arrivare soltanto dall’esterno dell’organismo

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