Archivi del giorno: 16 luglio 2009

Giustizia tra saldi e “periti deviati”

Giustizia tra saldi e “periti deviati”.

Saldi. La Giustizia italiana offre sconti fino al 70% – di while

Affrettati. Non perdere tempo. La Giustizia italiana sta partecipando al periodo saldi offrendo succulenti sconti di pena.
Vedi un ragazzo per strada e ti viene voglia di pestarlo a morte insieme ai tuoi amici? Noti una scazzottata fra ultras dall’altra parte della carreggiata autostradale e ti viene voglia di estrarre la pistola, divaricare le gambe e sparare uccidendo un giovane tifoso?
Questo è il periodo giusto per fare tutto ciò. La Giustizia italiana offre uno sconto di pena fino al 70%. Non puoi perdere questa incredibile occasione! Sfoga la tua sete di violenza ora. Estrai l’arma, affacciati alla finestra e al primo liceale che esce dalla maturità spara cazzo.

Ecco le offerte nel dettaglio:

NB: L’opzione “ucciso da poliziotto” è importante in questo caso per valutare la pena.

Ah non sei poliziotto? Mi dispiace, per te lo sconto non vale. Solo chi ha il distintivo ha diritto a pene ridicole. Solo chi indossa una divisa può massacrare la gente che dovrebbe proteggere per poi cavarsela con soli tre anni e mezzo di carcere che non sconterà mai. Solo un poliziotto può uccidere e non perdere lo stipendio ritrovandosi in servizio al G8 un giorno dopo la sentenza.
Ammazzare un ragazzo con un colpo di pistola: 6 anni con addosso una divisa. Coprire un collega che ammazza un ragazzo in servizio: proscioglimento per legittima difesa. Ammazzare un ragazzo a colpi di manganellate in testa: 1 anno con addosso una divisa. Ammazzare con le cariche: nessun colpevole con addosso una divisa. Ammazzare un collega in servizio: la colpa viene data ad un ultras. Si potrebbe continuare ad elencare le curiose sentenze della magistratura nei casi in cui l’assassino sia un legionario statale, ma è curioso soffermarsi sui primi due esempi. Chiaramente il primo si riferisce alla fresca sentenza per l’omicidio Sandri e il secondo a Carlo Giuliani. C’è un legame nascosto che unisce i due omicidi, ovvero la perizia del tecnico della difesa. Leggiamo assieme Il Tempo di oggi:

Se il consulente della difesa di Spaccarotella punta sulla deviazione netta e determinante del proiettile sulla rete di recinzione metallica che stava fra il punto dove l’agente ha sparato e il ragazzo ucciso, quelli del pm sottolineano che «l’angolo della deviazione subita non è quantificabile». Più netto il giudizio dell’esperto nominato dalla famiglia Sandri: «Non c’è stata alcuna deviazione», afferma Vero Vagnozzi. Che aggiunge: «Dal punto dove ha sparato, Spaccarotella poteva vedere l’auto solo dal finestrino in su, quindi non ha mirato alle gomme». L’agente sostiene la versione del colpo partito per caso.

Stranamente per il consulente dei Sandri è riportato sia nome che il cognome, mentre per quello della difesa no. Un rapida ricerca online però ci aiuta a fare chiarezza sul perchè dell’omissione. Il consulente non è altro che Domenico Compagnini, un perito balistico con un curriculum vitae piuttosto importante, come possiamo leggere nell’articolo di Rita Pennarola per La Voce della Campania, che si basa su un’attenta ricostruzione del gruppo “Pillolarossa”:

Noi qui vogliamo sottolineare una particolare coincidenza: il perito balistico che di fatto ha scagionato il poliziotto Spaccarotella e’ lo stesso consulente di parte prescelto dai difensori di Mario Placanica, il militare che sparo’ la pallottola conficcatasi nel cranio di Carlo Giuliani. Si tratta del catanese Domenico Compagnini, che in quella occasione l’Ansa definì «insegnante di applicazione tecnica in pensione divenuto per hobby esperto balistico». Un “hobby” coltivato al punto che Compagnini risulta uno fra i soli cinque periti balistici italiani che possono fregiarsi del diploma rilasciato dalla Forensic Science Society, l’unica certificazione di questo tipo a livello europeo. A rilasciare il titolo e’ la Strathclyde University, socia a sua volta dell’European network of forensic science institutes, che riunisce gli istituti forensi di 18 Paesi europei. Fra i suoi soci italiani, il Servizio Polizia Scientifica ed il Racis, da cui dipendono i reparti Ris dei carabinieri che troviamo regolarmente sulla scena del crimine. Al pari degli altri otto, dieci superconsulenti nominati dalle Procure italiane nei casi giudiziari che hanno tenuto banco negli ultimi anni (da Paolo Romanini a Pietro Benedetti, fino a Carlo Torre, Marco Morin ed Ezio Zernar), anche Compagnini si e’ occupato di grosse vicende come quelle di Marta Russo (sostenne che le possibili traiettorie del proiettile che uccise la giovane potevano essere piu’ di 27) e dell’attentato a Giuliana Sgrena che costo’ la vita a Nicola Calipari. Di recente lo troviamo nel processo alla brigatista Nadia Lioce.

Una fama insomma, la sua, per nulla appannata da quanto aveva verbalizzato dinanzi alla commissione parlamentare antimafia (presieduta all’epoca da Luciano Violante) il superpentito Antonino Calderone. «Una sera – raccontava Calderone – mi trovavo in una saletta d’aspetto dell’impresa Costanzo per parlare con uno dei nipoti (doveva affidare del lavoro alla mia impresa di movimento-terra). E’ venuto il dottor Domenico Compagnini che si occupa di balistica, tanto che aveva libero accesso ai documenti dei carabinieri, almeno allora, ora non lo so. (…) Mi ha detto: “Lei non sa niente?”. Ho risposto di no e lui ha aggiunto che erano stati emessi i mandati di cattura per mio cugino, Ferrera Giuseppe e tanti altri. Non gli ho detto che ce ne eravamo occupati ma mi sono chiesto come mai, dato che ci avevano assicurato di aver depennato i nomi. Di Ferrera Giuseppe non ne sapevo nulla. Ho informato De Luca di quanto mi aveva riferito il dottor Compagnini (con il quale ero in buoni rapporti, andavamo a caccia insieme e gli avevo regalato una pistola)».

Su questi ed altri dettagli forniti agli inquirenti da Calderone in merito al rapporto con Domenico Compagnini, l’inchiesta della magistratura non ha poi prodotto, nei confronti di quest’ultimo, nessuna imputazione. In un’Ansa del 2 novembre 1999 si legge: «La procura di Catania, a meta’ degli anni Novanta, chiese e ottenne l’archiviazione del fascicolo del perito balistico Domenico Compagnini, indagato nell’ ambito dell’ inchiesta sulla cosca Santapaola. A conclusione delle indagini Compagnini ha continuato ad essere nominato come perito d’ufficio in delicati processi come quello per l’ uccisione dell’avvocato Serafino Fama’, per il delitto del giudice Livatino e per l’omicidio del sindaco di Firenze Lando Conti, ucciso dalle Br nel 1986».
«Della sua abilita’ – viene aggiunto – si servi’ anche il boss Benedetto Santapaola che lo nomino’ perito di parte nel processo per la strage in cui morì Carlo Alberto Dalla Chiesa».

Davvero strana la tempistica con cui viene interpellato questo consulente.

ComeDonChisciotte – LO SPAVENTAPASSERI E LA VERA CATASTROFE

ComeDonChisciotte – LO SPAVENTAPASSERI E LA VERA CATASTROFE.

DI PAOLO BARNARD
paolobarnard.info

Angelino Alfano e Joseph Cassano. Ovvero: lo spaventapasseri e la catastrofe, oppure, il fantasma degli idioti e la concretezza del vero male. Poi ci sono Giorgio e Laura. Parto da questi ultimi. Sono due lavoratori italiani (storie vere), licenziato il primo e cassintegrata con azienda in fallimento la seconda, padre separato lui e fidanzata lei. Laura è incinta di due settimane, lo avevano pianificato, ma ora il problema è duplice: manca il reddito sicuro e all’orizzonte sale lo spettro di una vita co.co.pro o peggio, visto che anche il compagno è precario. Questo getta su di lei l’ombra della decisione più tremenda: abortire? La depressione le sta annebbiando l’esistenza, nonostante i suoi 29 anni. Laura affronta oggi un naufragio di speranze prima ancora di averci potuto provare. Giorgio ha guai ancor più seri: un affitto e mezzo da pagare che non può più permettersi, e dunque la scelta forzata è la riunione sotto un unico tetto con l’ex moglie e la figlia. Ma ciò significa il ritorno nella stessa gabbia di due persone che si erano sbranate fino alla rottura, e già allora le conseguenze sulla piccola erano state pesantissime, fa pipì a letto e non parla più. Lo spettro di ulteriori traumi sull’innocente lo angoscia, così come assilla l’ex consorte. Vi si aggiunge la madre di lei che è allettata e necessita della badante, ora impossibile da mantenere. Ogni mattina Giorgio preferirebbe non svegliarsi più, ma a 42 anni è difficile che la natura gli doni quella via d’uscita. Vita e disperazione ordinarie in Italia oggi, sofferenze che scardinano vite umane, rispettivamente a Vicenza e a Rimini.

Angelino Alfano è l’uomo che ha tenuto Berlusconi fuori dalle corti di giustizia, finora. Male, bene, dipende dalle opinioni. Poi c’è Joseph Cassano. E’ l’uomo che ha distrutto la vita di Giorgio e di Laura, del vostro vicino di casa, o di un vostro ex compagno di scuola e dell’azienda in cui lavorava con altri 80 operai, oppure dell’artigiano sotto casa, della famiglia sfrattata ieri nel vostro palazzo, di vostro padre, la vostra forse, quella di moltissimi altri italiani, dei loro figli nel futuro, e assieme a queste vite ne ha distrutte altre che ancora persino devono nascere e che per decenni a venire pagheranno per colpa sua, qui, in Italia, nella vostra città, nella vostra borgata. Poi ci sono i centinaia di milioni di altri disperati, sparsi per il mondo, distrutti da Cassano, ma qui non ci interessano.

Antonio Di Pietro non sa neppure chi sia Joseph Cassano. Marco Travaglio meno che meno. Grillo? Zero, buio. Michele Santoro? Idem. Voi lo sapete? Di Pietro, Travaglio, Grillo e Santoro sanno però alla perfezione chi è Angelino Alfano, ve ne parlano a tamburo battente, strillano che è colui per colpa del quale “La Democrazia è in Pericolo in Italia”, e chiamano all’azione migliaia di italiani per fermarlo. Ora veniamo a Joseph.

Parto dal semplice per andare man mano verso il complesso. Joseph Cassano era il dipendente del gigante assicurativo americano AIG che da solo e in poco tempo ha innescato la più grave catastrofe finanziaria dal 1929, che oggi soffoca il mondo economico globale. Dal suo ufficio di Londra, costui ha orchestrato una truffa finanziaria di tale entità e di tale gravità da aver lacerato, con i suoi contraccolpi in crescita esponenziale, l’intero mantello produttivo del pianeta. Giorgio e Laura ne sanno qualcosa ora.

Cassano dirigeva un ufficio della AIG chiamato AIG Financial Products, sede londinese, con 377 dipendenti. Una inezia d’ufficio, se si pensa che AIG contava 150.000 assunti prima del crack. Ma a Joseph venne l’idea di scommettere qualcosa come 500 miliardi di dollari che non aveva, né li aveva la AIG, vendendo polizze assicurative sostanzialmente scoperte, cioè senza possedere il denaro per poterle eventualmente onorare. Tali polizze assicuravano le banche internazionali contro il rischio che i loro prestiti/mutui potessero rimanere scoperti, cosa che può accadere quando i titolari dei mutui/prestiti per svariati motivi dicono “non abbiamo più una lira da darvi”. In termini tecnici quelle polizze si chiamavano Credit Default Swaps. Cassano pensava: “Vuoi che tutte ste banche vengano tutte insieme a incassare le polizze tutte nello stesso periodo? Impossibile, per cui io intasco i loro soldi e se va male ne dovrò liquidare due o tre al massimo, cioè gli scoperti ordinari”. Joseph Cassano non fece a tempo a finire di pensare quella frase che praticamente tutte le banche del mondo da lui assicurate gli si presentarono in ufficio e gli dissero: “C’è stato un crack in America, qui i debitori non ci danno più un soldo, possiamo incassare le polizze signor Cassano?”. Panico. La AIG scopre così di avere un buco di 500 miliardi di dollari, le banche si ritrovano con scoperti per trilioni di dollari che nessuno gli ripagherà (1 trilione = mille miliardi di $), e cosa fanno? Chiudono i rubinetti del credito. Senza credito le aziende colano a picco, i mercati si fermano, l’economia crolla e i lavoratori pagano col ‘sangue’. Ecco come Giorgio e Laura, a Vicenza e a Rimini, piangono oggi sulla rovina della loro vita e sul naufragio dei loro sogni. Tutto ciò avviene negli ultimi 2 anni.

Torniamo dall’inizio, e fate attenzione, perché la storia che segue vi mostra come lavorano i veri Padroni del Mondo, i veri attentatori alle vostre vite e i veri padroni di Silvio Berlusconi, cioè coloro che nessuno dei ‘paladini’ dell’Antisistema italiano si sogna di combattere, mentre vi fanno perdere tempo dietro a minuzie.

La catastrofe di cui sopra monta, esattamente come monta una tempesta tropicale, in anni non troppo lontani, cioè durante l’era Clinton (1993-2001), quando in America qualcuno pensa che la speculazione finanziaria può rendere molto di più se i governi la piantano di mettere i bastoni fra le ruote degli investitori. Ed è così che un drappello di politici sia repubblicani che democratici ottengono l’approvazione di una legge chiamata Gramm-Leach-Bliley Act, che liberalizza le transazioni finanziarie a scopo speculativo. Gli sponsor della legge sono il repubblicano Phil Gramm e i democratici Robert Rubin e Larry Summers, oggi consiglieri di Obama (sic), nonché Joe Biden, oggi vice-presidente (sic). Clinton la firmò nel 1999. Essa tagliava le ali a un’altra legge USA, la Glass-Steagall, che anni prima aveva voluto mettere un freno alla finanza selvaggia. Dietro le quinte, il lavoro delle lobbies bancarie e assicurative che avevano speso 350 milioni di dollari in finanziamenti ai politici giusti. A quel punto gli uomini di Wall St. e della City di Londra avevano briglia sciolta. Con l’aiuto dei migliori giovani matematici neolaureati, si misero a creare dei prodotti finanziari diabolici, astrusi, ma micidiali, che gli facevano guadagnare milioni di dollari in un battibaleno. Tali prodotti erano, e sono, così complessi che il Financial Times di Londra dovette incaricare Jillian Tet e il suo team di economisti di studiarli, cosa che li impegnò per anni prima di capirci qualcosa. Nel 2006 il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Calude Trichet, aveva già detto anch’egli testualmente “…non li riesco a capire”. Si trattava in maggioranza dei famosi Derivati, cioè prodotti finanziari il cui valore ‘deriva’, o meglio è garantito, dal valore di qualcos’altro. Esempio: vendono un prodotto finanziario a te in Italia dicendoti che ti renderà tot % all’anno. Tu gli dai i soldi, loro incassano, ma non ti dicono che quel prodotto è garantito dal mutuo di un altro tizio che sta a Chicago o a Bangkok, per esempio. Se il tizio di Chicago o di Bangkok paga le rate in regola tutto fila liscio, ma se per disgrazia smette di pagarle? I Derivati sono anche mille altre cose (come i Credit Default Swaps di cui sopra), ma sono sempre scommesse sul valore di qualcos’altro. Sono azzardi scellerati che oggi si sono sparsi per il mondo per un valore totale di… rullo di tamburi… 525.000 miliardi di dollari, tre volte il PIL mondiale, e questo grazie soprattutto al Gramm-Leach-Bliley Act di cui sopra.

Fra questi azzardi finanziari c’erano anche una colossale montagna di mutui dati agli americani senza tanti controlli, chiamati ‘sub-prime’, dati cioè a gente la cui posizione finanziaria era incerta ma che pensava di poter pagare le rate grazie al fatto che in America c’era una bolla immobiliare stupefacente in continua crescita. Cosa vuol dire? Vuol dire che John Smith lavoratore precario comprava una casa con un mutuo ‘sub-prime’ per 250.000 dollari, ma la casa nel giro di sei mesi aumentava di valore (bolla immobiliare) di 30.000 dollari, nel giro di un anno di 80.000, e via dicendo. Mr Smith poteva così sentirsi sicuro di poter ripagare il mutuo con facilità. Riassumendo: le banche USA davano via mutui come noccioline a chicchessia, i signori chicchessia sfruttavano la bolla immobiliare per ripagare i mutui e, attenzione ora, sapete cosa hanno pensato di fare le banche? Hanno pensato di impacchettare tutti questi mutui faciloni (sub-prime) e di vederli in giro per il mondo sotto forma di prodotti finanziari, cioè proprio quei prodotti Derivati di cui sopra (l’esempio di Chicago o Bangkok). Ma come tutte la bolle speculative, anche quella immobiliare americana scoppiò di colpo. Il mercato dell’immobile in America perse vertiginosamente 7 trilioni di dollari, di cui 1 trilione era stato sborsato dalle banche sotto forma di questi mutui scellerati. Eccoci all’AIG. Moltissimi debitori americani smisero di pagare le rate, la banche si trovarono con miliardi di dollari di scoperto, chi nel mondo (cittadini e banche come Unicredit) aveva comprato i derivati garantiti da quei mutui americani si trovò fregato, e quando le banche si rivolsero all’AIG per riscuotere le polizze fasulle di Joseph Cassano tutto andò in pezzi. Inclusa la vita di Giorgio e Laura.

Questa spirale disastrosa, pensate, sta costando all’intero sistema bancario americano e inglese la bancarotta. Cioè, in parole povere, con un buco che supera i 3.600 miliardi di dollari si può dire che i sistemi bancari di USA e GB siano in effetti falliti. Nella sola Inghilterra, una singola banca aveva uno scoperto per un ammontare superiore all’intero PIL nazionale. Le conseguenze nel mondo sono sotto gli occhi di tutti, e dritto in casa vostra oggi. Va fatta qui una prima riflessione: vi rendete conto che i giochi di una manciata di individui che distano dall’Italia migliaia di chilometri possono lacerare le vite degli italiani con una distruttività mille volte superiore a qualsiasi Lodo o processo berlusconiani? C’è qualcuno qui che vi sta mobilitando per difendervi? Nessuno. Perché? Perché a Di Pietro e a Travaglio non gliene frega un accidenti delle famiglie italiane vere, e del pericolo democratico che proviene da disastri del genere. Gli importa solo di quel nugolo di borghesi col deretano parato (dai genitori, spesso) che vanno a formare la maggioranza dei loro elettori/fans, e che fanno la loro fortuna politica/economica. Giorgio e Laura neppure li considerano.

Torniamo ai giochi finanziari scellerati. Gli istituti finanziari internazionali protagonisti di questi crimini facevano anche di peggio. Per esempio il cosiddetto ‘Banner Swapping’. La banca Tizio e la banca Caio si scambiavano 1 miliardo di dollari di Derivati, che come sappiamo avevano valore di carta straccia. Ma entrambe le banche scrivevano sui libri contabili che quello scambio era invece un incasso. Con un ‘incasso’ di 1 miliardo di dollari le azioni di quelle banche schizzavano in alto, e i manager si intascavano dei premi personali favolosi (i bonus). Il fatto poi che tutto questo fosse fasullo, veniva lasciato al futuro, chi se ne importa. Ma nel futuro ci sono le nostre vite di lavoratori, di cittadini, ci sono gente come Giorgio e Laura.

I bonus sono centrali per capire la filosofia politica che sta alla base non solo di questa catastrofe globale, ma anche di tutto il pensiero del Libero Mercato. Essa si riassume così: se io banca/investitore vinco intasco i profitti (i bonus ecc.), se perdo pagano i cittadini (gli Stati). E infatti oggi in tutto il mondo sono i contribuenti che stanno sborsando trilioni di dollari per salvare banche, banchieri, investitori e soci. Un dato: Obama sta elargendo quasi 3.000 miliardi di dollari al mondo finanziario in bancarotta, cioè ai Cassano d’America. Confrontate questo con i miseri 19 miliardi di dollari che il presidente USA ha garantito contro il fallimento della General Motors, dove chi lavora non sono yuppies rampanti con lo yacht a Malibù, ma gente vera con famiglie vere come Giorgio e Laura. Una logica scandalosa. Di fatto, essa si traduce in quelli che l’economista premio Nobel Joseph Stiglitz ha chiamato “gli incentivi perversi” a scommettere col destino di milioni di lavoratori e di cittadini, poiché, ribadisce Stiglitz, i ricchi “intascano enormi profitti se le cose gli vanno bene, ma non pagano nulla se gli vanno male”, infatti chi paga siamo noi tutti. Un altro Nobel dell’economia, Paul Krugman, ha definito tale filosofia “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”. E sapete come hanno fatto gli squali di Wall St. a ottenere questi indecenti favoritismi che noi tutti paghiamo? In due modi: primo, hanno elargito al buon presidente ‘progressista’ Barack Obama 38,6 milioni di dollari in campagna elettorale nel 2008; secondo gli hanno detto “poiché in questo disastro di Derivati nessuno ci capisce nulla a parte noi che li abbiamo creati, è meglio che non ci affondi, se no affondate tutti con noi”. Italiani inclusi.

E in Italia stanno accadendo cose simili. Perché anche da noi i vostri soldi stanno finendo nelle tasche degli scellerati, o di coloro che, per causa di questi criminali Padroni del Mondo, stanno oggi fallendo nella disperazione di migliaia di famiglie. Nel solo marzo del 2009, il governo di Roma ha stanziato 12,8 miliardi di euro per salvare il settore bancario e quello auto/elettrodomestici. Per darvi le proporzioni, è una cifra quasi identica a quella della finanziaria di quest’anno (13,1 miliardi), con la quale si sarebbe potuto aiutare tutt’Italia, incluso quel 38% delle famiglie italiane in difficoltà nella cui vita il lodo Alfano conta come un peto, e la cui capacità di partecipare alla vita democratica è distrutta quotidianamente dal perenne affanno per arrivare a fine mese.

Ma al peggio non c’è mai fine. Si è appena descritto in termini concreti uno degli agghiaccianti pericoli per le democrazie mondiali (già verificatosi) e per il welfare di milioni di cittadini, che costituisce, assieme a molto altro ahimè, la vera minaccia democratica a noi persone comuni, Italia inclusa, e di fronte a cui gli scandali strombazzati dai ‘paladini’ dell’Antisistema italiano sono minuzie. Viene dunque da chiedersi: cosa si sta facendo per combattere tali pericoli? Casa si è fatto? La risposta è disperante, e di nuovo è materia nascosta a quasi tutti voi e su cui i vostri ‘paladini’ tacciono. Durante l’ultimo G8 all’Aquila, sono state annunciate misure per ridare ordine alla finanza internazionale. Sono palliativi cosmetici. Nella realtà accade questo: il governo americano, che è quello che conta, ha chiamato per ripulire i disastri di questa crisi globale gli stessi personaggi infami che l’hanno creata. Invece di punire gli scellerati investitori, invece di fargli perdere ciò che avevano scommesso sulla nostra pelle, invece di farli fallire e di impiegare il denaro pubblico per la gente in difficoltà, Obama e il suo ministro del Tesoro Timothy Geithner hanno offerto agli Hedge Funds (il peggio degli scellerati di Wall St.) e ad altri gruppi di investitori selvaggi una montagna di denaro facile affinché comprino i debiti delle banche fallite, e cioè quei famosi Derivati carta straccia che anche noi abbiamo comprato. E’ l’ennesima truffa che ci distruggerà il futuro, a New York come a Teramo. Funziona così, e cerco di farla semplice: questi investitori hanno ricevuto da Washington l’85% del denaro necessario per comprare quei debiti, mentre loro ne metteranno solo il 15%. Se i Derivati che comprano dalle banche asfissiate ritorneranno a guadagnare, gli investitori sopraccitati si intascheranno i profitti; se invece rimarranno carta straccia, essi ci rimetteranno solo il 15%, perché l’85% lo ha messo il governo USA (cioè i contribuenti) e non è da restituire (i fondi così regalati si chiamano Non-Recourse Loans). Forse è difficile da capire, ma fidatevi, è così, è il solito “socialismo al limone: le perdite sono dei contribuenti e i profitti sono degli investitori privati”.

Ciò che più importa, però, è che in tale modo si è ricreata una vera Cupola mondiale di investitori privati collusi col governo più potente del mondo, di fatto una colossale impresa zeppa all’inverosimile di questi prodotti finanziari esplosivi, che se esplode di nuovo ci trascinerà tutti in un abisso mai visto nella Storia dell’economia. Di nuovo, al timone di questo ordigno nucleare della finanza impazzita ci sono gli stessi personaggi che hanno causato il presente disastro economico planetario (Summers, Rubin, Liddy ecc.), perché sono gli unici che ne capiscono qualcosa. Noi, i cittadini, e pure i nostri politici, ne siamo esclusi del tutto, anche se le conseguenze di un eventuale nuovo crack, lo ripeto, le pagheremo noi, i nostri figli, il nostro futuro, in ogni singolo atto della nostra vita di comunità, e col ‘sangue’. Per tali motivi, quanto è già accaduto e qui descritto, e quanto sta accadendo, sono la vera minaccia alla democrazia che pende sui nostri capi oggi. Una minaccia agghiacciante, poiché la Storia ci insegna che nulla indebolisce la democrazia dei cittadini come il terrore economico, di cui i Padroni del Mondo sempre approfittano per ledere i nostri diritti. Ne capite la gravità? Capite perché la Società Civile Organizzata italiana, oggi ipnotizzata dai nostri falsi ‘paladini’, dovrebbe accantonare Alfano e occuparsi con ogni sua forza di Cassano? Quando la democrazia è alla fase terminale, esistono priorità urgenti, e gli sbraiti di Grillo, i libri fotocopia di Travaglio e le idiozie per mezzo stampa di Di Pietro non lo sono. L’ossessione contro Berlusconi oggi non lo è. Anzi, ci distraggono dal salvarci la vita.

Paolo Barnard
Fonte: http://www.paolobarnard.info
Link: http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=122
15.07.2009

FONTI

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William Greider, Goldman Sachs Socialism, The Nation, 23/09/2008
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New York Times Magazine, Italy Plans Fashion-Industry Bailout, 02-0-2009
Frobes.com, Italian Banking Bailout Kicks Off, 10-03-2009
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Paul Krugman, intervista, Democracy Now.org, 23/03/2009
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Robert Kuttner & Michael Hudson, intervista, Democracy Now.org, 13/02/2009
The Wall Street Journal, The London Review of Books, The Financial Times, Alternet.org et al.