Archivi del giorno: 13 agosto 2009

NUOVA ENERGIA: REBUS – Signoraggio, la grande truffa 1/5

Antonella Randazzo segnala su youtube la registrazione di un programma televisivo sul signoraggio: NUOVA ENERGIA: REBUS – Signoraggio, la grande truffa 1/5.

Negli ultimi tempi alcuni personaggi di regime cercano di creare confusione per impedire la comprensione del Signoraggio bancario e di altri meccanismi che hanno permesso ai banchieri di colonizzare il mondo.
In realtà non è difficile capire questi meccanismi e su Internet ci sono diversi documenti che possono aiutare in questo senso.
In questo video Maurizio Decollanz tratta l’argomento con diversi ospiti.

Piero Ricca » Una montagna di balle

Piero Ricca » Una montagna di balle.

Dal 2003 al 2009, un gruppo di videomakers ha documentato la cosiddetta emergenza rifiuti campana per svelarne gli ingranaggi, individuare responsabilità e attori di quindici anni di gestione straordinaria. Uno spettacolo costato miliardi di euro e decine di processi in corso. Ma dove finiscono i rifiuti campani? Quali sono le ferite di una terra bruciata e i danni alla salute di milioni di persone? Il più grande disastro ecologico dell’Europa occidentale raccontato dalle voci delle comunità in lotta per difendere il proprio futuro: l’assalto ai fondi pubblici, le zone d’ombra della democrazia, il boicottaggio della differenziata, le collusioni con le ecomafie e le proposte di chi si interroga seriamente sulle alternative. E se vivere in emergenza fosse solo una strategia per accumulare profitti?


ComeDonChisciotte – CRISI SISTEMICA E MENZOGNE

ComeDonChisciotte – CRISI SISTEMICA E MENZOGNE.

DI GILLES BONAFI
mondialisation.ca

Viviamo decisamente in un’epoca incredibile. Si può infatti leggere su Le Nouvel Obervateur: “Negli Stati Uniti il peggio è passato ma la ripresa sarà lenta” o su Le Monde: “ Gli Stati Uniti, verso la ripresa economica”. Si tratta dunque di informarvi davvero e non resta che internet per farlo. Traccerò qui, un breve quadro riguardo finanza e attualità economica. Tenetevi forte, vi si rizzeranno i capelli.

Il mondo della finanza, per alcuni fatto di squali, per altri di imbroglioni , vampiri o addirittura agenti luciferini, dopo essersi impadronito del mondo, cosa che ormai è il segreto di pulcinella e non appartiene neppure più alla teoria del complotto, sta dando il colpo di grazia al nostro sistema economico moribondo. In fatti il prestigioso Ludwig Von Mises Institute, che non è il rifugio dei comunisti cattivi, diffonde “ Money Banking, and the Federal Reserve: the Complete Transcript”,che riprende il nocciolo delle teorie sul complotto della Fed.

Inoltre, per gli scettici, i sordi e i ciechi, esiste il famoso libro di Carrol Quigley che è tutto tranne un illuminato, essendo stato professore di storia all’Università di Georgetown, diplomatosi da Harvard, membro del team della campagna elettorale e mentore di Bill Clinton ma soprattutto consulente per il dipartimento della difesa degli Stati Uniti. Dunque qualcuno di molto ben informato. Quingley ha così pubblicato “ Tragedy and Hope” : A History of the World in Our Time”, nel quale si trova scritto (versione originale del 1966 , poi modificata nel 1975) quello che tutti dovrebbero sapere:

“ In aggiunta agli obbiettivi pragmatici, le autorità del capitalismo finanziario hanno un altro fine di ampia portata, niente meno che quello di creare un sistema mondiale di controllo finanziario in mano a privati, capace di dominare il sistema politico di ogni paese e l’economia mondiale nel suo insieme. Questo sistema dovendo essere controllato con mezzi feudali dalle banche centrali del mondo, che agiscono in concerto, attraverso taciti accordi, è nato da frequenti riunioni e conferenze riservate. L’apice del sistema era la Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI) di Basilea, in Svizzera, una banca privata posseduta e controllata da banche centrali mondiali che sono a loro volta società anonime. Ogni banca centrale ha cercato di dominare il proprio governo attraverso la capacità di controllare i prestiti del Ministero delle Finanze, manipolare gli scambi con l’estero, influenzare il livello di attività economica nel paese, oltre che influenzare gli uomini politici accondiscendenti, tramite ricompense economiche nel mondo degli affari”

La frase di Noam Chomsky: “Il mondo non ricompensa l’onestà e l’indipendenza, bensì l’obbedienza e il servilismo” si applica perfettamente alle nostre élites senza onore né dignità.
O ancora, più di tutto, a pagina 954, per coloro che avessero ancora delle illusioni sulla nostra società- spettacolo: “Bisogna ben capire che il potere, che quegli energici militanti di sinistra hanno esercitato non è mai stato il loro potere o il potere comunista ma è stato in realtà il potere della consorteria finanziaria internazionale”.

Dunque, avendo liquidato la questione del controllo sul mondo da parte della finanza, posso ormai decodificare l’attualità.

Certi finanzieri sono seguaci della massima : “ croce , vinco, testa perdi”, o per dirla diversamente, privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite.

Per esempio, lo sapevate che il 18,6 % delle somme versate ( dai contribuenti americani) nel quadro del TARP ( Troubled Asset Relief Program o anche detto programma di salvataggio di Wall Street) ossia 36,2 miliardi di dollari sono stati utilizzati per pagare i bonus ai responsabili della crisi? Una ricompensa, in un certo senso.

Goldman Sachs batte tutti i record, versando il 40% della somma accordata. Meriterebbe un libro tutto per se e l’articolo di Terry Kenan apparso sul New York Post vi da un’idea del funzionamento della finanza. Sapevate per esempio che Goldman Sachs fa parte della ristretta lista di banche accreditate per la vendita dei buoni del tesoro USA ( il debito americano), prendendo una commissione sul debito? Kenan riassume così: “Ciò che è cattivo per l’America, è buono per Goldman Sachs”

Dopo aver guadagnato colossali somme di denaro rovinando gli USA, ora fa la stessa cosa ma sui debiti, come a dire: “il burro, i soldi del burro e la lattaia”. [asso piglia tutto, ndt]

Certi ribatteranno che questo piccolo mondo sta per essere regolato e controllato. Certamente, ma saranno controllati e regolati da persone al loro servizio.

E poi, dopo il mercato dei derivati, è tempo di passare ad altro. Si va creando una borsa del carbone che permetterà di continuare a riempirsi le tasche: business, come al solito !

La grandezza del mercato del carbone stimata dalla Banca Mondiale a 11 miliardi di dollari nel 2005 , è passata a 126 miliardi nel 2008 (page 7, The World Bank State and Trends of the Carbon Market 2009) .Grosso modo, raddoppia ogni anno. Si arriverà dunque a un sistema di scambio di quote di CO2 poiché dovremo aspettarci che i finanzieri ci annuncino ( con l’aiuto dei propri media) che solo l’industria finanziaria permetterà di organizzare e fluidificare il mercato. Quanto alla brava gente, Michel Rocard ha avvisato i francesi : “hanno ragione ad essere inquieti, perché la tassa sarà pesante”.

Intanto, bisognerebbe pensare a creare una tassa del carbone su marte, giove, ecc , dal momento che anche là assistiamo ad un riscaldamento globale. Il riscaldamento climatico interesserebbe il pianeta marte e le piogge di particelle che riscaldano l’atmosfera di giove, ecc.

Ecco altri orrori,se non ne avete avuto abbastanza, continuo . Ora vi rivelerò la verità sul famoso debito del terzo mondo.

Per restare in tema, conviene sottolineare che Goldman Sachs (ancora lei!) va distribuendo 20 miliardi di dollari ai propri dirigenti, cioè più di quanto versi il G8 contro la fame nel mondo.

Peggio ancora, e questo è un vero scandalo, il debito dei paesi del sud è passato da 70 miliardi nel 1970 a 3360 miliardi nel 2007 ( versati ai paesi ricchi del nord del mondo).

Per riassumere, nel 2007, i paesi in via di sviluppo hanno rimborsato 18,9 miliardi, più di quanto abbiano ricevuto. Ci comportiamo come dei veri saccheggiatori, come ai bei vecchi tempi della colonizzazione.

Non ci sono solo i paesi in via di sviluppo, la Francia (come pure il resto del mondo) è totalmente sommersa dai debiti .L’ FMI (Fonndo Monetario Internazionale) prevede che il debito pubblico della Francia passerà a 95,5% del prodotto interno lordo nel 2014 . A titolo informativo, questa proporzione sarà del 119,7% per l’insieme dei paesi sviluppati. E ancora non valutano correttamente l’ampiezza dello tsunami che verrà.

Secondo me, la soglia del 100% sarà raggiunta alla fine del 2011 poiché il calcolo del debito non tiene conto degli impegni fuori bilancio della Francia; Sono da contemplare il debito della previdenza sociale che sta per esplodere e il pagamento delle pensioni dei funzionari pubblici, prelevate direttamente dalle casse dello stato.

Dunque una vera e propria bomba sta per scoppiare e noi assisteremo al riproporsi dell’esempio Lettone su grande scala e questo comporterà:
– disoccupazione di massa ( più del 20% in tutto il mondo)
-diminuzione delle pensioni di vecchiaia dal 20 al 30%
-diminuzione dei salari dei funzionari pubblici dal 30 al 50%
-smantellamento della previdenza sociale
-smantellamento dei servizi sociali

Naturalmente la terza guerra mondiale scoppierà a breve ( prevista per fine settembre) e la si renderà responsabile di aver distrutto l’economia mondiale che cominciava giusto a “riprendersi” ( petrolio a 200 dollari al barile). Questo concorderebbe con le tesi di Barton Biggs , managing partnes di Traxis Partners, un fondo di investimento di New York, dunque un grosso banchiere americano, che ci avverte con il suo libro “Wealth, War and Wisdom” di un possibile sgretolamento delle infrastrutture del mondo civilizzato.

Noi siamo in molti a tentare di risolvere i problemi in modo pacifico e proporre delle alternative come il progetto ECCE (ecce – homo) ma ho paura che quando il cittadino si renderà conto di aver perso lavoro, pensione e sicurezza sociale a vantaggio di qualcun altro , andrà a finire malissimo.

“ Il mondo è pericoloso da vivere. Non a causa di coloro che fanno del male ma piuttosto a causa di coloro che guardano e lasciano fare”.
Albert Einstein.

Gilles Bonafi
Fonte: http://www.mondialisation.ca
Link: http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=14613
3.08.2009

Antimafia Duemila – Uranio impoverito, la voce delle vittime

Antimafia Duemila – Uranio impoverito, la voce delle vittime.

di Laura Silvana Battaglia – 13 agosto 2009
È una delle inchieste più scomode degli ultimi anni. Scomode perché ci sono di mezzo lo Stato, la Nato, le forze armate e centinaia di militari italiani morti per una strana sindrome, il linfoma di Hodgkin.
All’origine di tutto questo ci sarebbe una sostanza chimica chiamata “uranio impoverito”, prodotta dalla fissione nucleare e utilizzata in ambito militare, sulla quale si sono affaccendati e si affaccendano ancora scienziati, studiosi, capi di stato maggiore, marescialli e commissioni parlamentari d’inchiesta (ben due, nel 2004 e 2006) per capire e dimostrare quanto l’esposizione a questa sostanza sia la causa principale delle malattie incurabili che militari e civili hanno contratto nei luoghi in cui è stato accertato il suo impiego: Iraq, Bosnia, Kosovo, Somalia e anche il poligono interforze di Salto di Quirra, in Sardegna. Il punto è che, rispetto a questa questione, si sono affaccendati poco i giornalisti, sia per la difficoltà di procedere fino in fondo con il metodo investigativo, sia perché la materia brucia sulla pelle di molti militari, la maggior parte dei quali già morti. Leonardo Brogioni, Angelo Miotto, Matteo Scanni, tre giornalisti giovani e indipendenti, invece, hanno realizzato L’Italia chiamò (Edizioni Ambiente, pagine 160, euro 16,90; con dvd di 60 minuti), un’inchiesta multimediale, comprensiva di tutti i linguaggi (video, fotografia, audio, scrittura) e, per risalire alla causa, sono partiti dall’effetto: hanno scelto di raccogliere le denunce dei soldati italiani colpiti dalla malattia e di ripercorrere a ritroso le loro vite e la loro attività, incrociando le valutazioni di medici e biologi sulle cartelle cliniche dei pazienti con i dati scientifici internazionali sui rischi da uranio impoverito e con i risultati dei test militari effettuati dagli americani. Il succo della questione – come bene rimarca la prefazione di Maurizio Torrealta, giornalista di Rainews24 – è sdoganare l’espressione “impoverito” per un tipo di uranio che sarebbe lo scarto del procedimento di arricchimento e che, se esploso, libererebbe comunque radioattività in forma di nanoparticelle. Una radioattività così pericolosa da non rendere ragione del termine con cui lo si definisce, se un memorandum segreto del dipartimento della Guerra degli Usa, datato 1943, poi reso noto negli anni Settanta, suggeriva l’uso di armi all’uranio impoverito <<perché in grado di penetrare i vestiti protettivi e la stessa pelle umana, contaminando sangue e polmoni>>. Il 28 marzo 1997 negli Stati Uniti viene pubblicato il rapporto Depleted Uranium che rende conto degli effetti delle armi “non convenzionali” sui veterani nella Guerra del Golfo. Ma nessuna notizia se ne ha in Italia e nulla ne sanno i nostri militari. Fino a che l’elicotterista Domenico Leggiero diventa il rappresentante dell’Osservatorio militare e pubblica per primo dati scomodi per i vertici delle forze armate, numeri che snocciola anche L’Italia chiamò: soldati morti per linfomi riconducibili alla presenza di nanoparticelle nell’organismo: tra 80 e 170. Soldati ammalati: tra 300 e 2540. da questa inchiesta, poi, le stime e le relazioni di causa-effetto tra le omissione dell’Esercito italiano e le confessioni dei nostri militari malati, ogni lettore potrà trarle da sé, perdendosi nella profondità degli occhi di Angelo Ciaccio, il caporalmaggiore di Napoli affetto da leucemia gravissima, una causa di servizio già presentata al ministero della Difesa; o ammirando la dolorosa dignità del padre di Luca Sepe, soldato dell’esercito, morto senza diagnosi certa (si scoprirà poi trattarsi di linfoma di Hodgkin) dopo cento giorni in Kosovo, maneggiando materiali contaminati senza protezioni; o ancora leggendo le speranze possibili nel sorriso sereno di Emerico Laccetti, comandante del Centro emergenza della Croce rossa italiana, sopravvissuto a un tumore mortale, dopo avere dormito in un campo vicino a Tirana, contaminato da bombardamenti americani. Tutti orgogliosi di essere soldati al servizio della patria, tutti indignati per non essere mai stati informati dai loro superiori sulle conseguenze gravissime a cui erano esposti. L’Italia chiamò dimostra con i fatti di non essere un’inchiesta a tesi, come qualcuno potrebbe pensare: piuttosto, aiuta a sollevare il velo giusto su tutte quelle guerre che diciamo giuste.

Blog di Beppe Grillo – La politica con la spesa

Blog di Beppe Grillo – La politica con la spesa.

La rivoluzione si fa con la spesa. Lo dicono anche i preti. Comprare meno, compare “giusto”, non sprecare. Se lo fate vi sentirete meglio. Ad esempio potete usare meno detersivo, bere latte fresco alla spina, mangiare cibi di stagione non importati. Risparmierete almeno il 16%. Le regole seguite dalla Comunità di 1200 famiglie di don Gianni Fazzini sono di puro buon senso e oltre a far risparmiare, fanno guadagnare tempo. Sono famiglie che fanno politica con la spesa e che ogni mese pubblicano il loro bilancio famigliare. In futuro, nel segreto del confessionale, chi inquina, spreca, distrugge attraverso la spesa riceverà l’assoluzione solo se si iscriverà ai “Bilanci di Giustizia” di don Fazzini. Dacci, o Signore, la nostra (giusta) spesa quotidiana!

“Sono don Gianni Fazzini. Sono un prete di Venezia e da alcuni anni seguo Beppe Grillo. Io vorrei oggi dare attraverso il blog una buona notizia. Ci sono in Italia 1200 famiglie che da un po’ di tempo stanno ripensando a come fanno la spesa. E liberano la propria testa da pubblicità e da offerte speciali e si domandano cosa davvero serve per loro e cosa è giusto acquistare.
Queste famiglie sono collegate con una rete. Si chiama “Bilanci di Giustizia”. Sono molto pignole. Ci mandano ogni mese il loro bilancio famigliare e ci dicono quante spese sono state in grado di fare pensandoci su.
In questi giorni abbiamo finalmente analizzato tutte le loro schede mensili e siamo in grado di darvi alcuni numeri che mi pare siano molto interessanti. Queste famiglie sono state in grado di cambiare i loro consumi e quindi di farli con accuratezza e consapevolezza, per il 31%. Il 31% di tutte le loro spese. E così facendo hanno ottenuto due risultati, mi pare molto importanti. Uno è che – loro dicono – hanno migliorato la qualità della loro vita. Siamo andati in Germania e ci siamo fatti aiutare dal Wuppertal Institute. Lì ci han detto che per misurare la qualità della vita, la cosa più sicura è questa: verificare quanto una persona ha tempo per le cose che ritiene più importanti. E quindi abbiamo usato questo indicatore per verificare. Bene, su una scala da uno a sette, la maggioranza di queste famiglie si sono collocate tra il cinque e il sei. Abbiamo anche domandato loro l’autopercezione della qualità della vita. Anche lì si sono collocate tra il cinque e il sei, in una scala da uno a sette.
Se noi ci pensiamo su un poco a quello che compriamo. Se ci domandiamo se comprando una cosa noi votiamo per chi lavora in modo corretto, salvaguardando l’ambiente e pagando in modo giusto chi lavoro, poi stiamo meglio anche noi.
Mettendo in moto questo meccanismo, queste famiglie hanno risparmiato il 16% sulla stessa fascia ISTAT della media degli italiani.
Tutto questo ci fa dire che un passo per guadagnare libertà e per una vera azione politica può iniziare davvero dalla spesa di ogni giorno.
Queste famiglie si troveranno insieme dal 27 al 30 di agosto a Oropa (BI). Si sono date un titolo interessante: “Gustare la bellezza e costruire la speranza”. Potete andare sul sito www.bilancidigiustizia.it. Lì trovate tutte le informazioni e trovate naturalmente i numeri che vi ho detto in modo più preciso e selezionato.
Grazie. Se provate anche voi a fare con giudizio le spese, vedrete che stareste meglio.”