L’ intervento del Dr. Gioacchino Genchi in via D’ Amelio, il 19 luglio 2009.

L’ intervento del Dr. Gioacchino Genchi in via D’ Amelio, il 19 luglio 2009..

Grazie, grazie ragazzi. Devo confessare, non mi è mai capitato manco da Mentana a Matrix di essere così emozionato come sono in questo momento. Non solo per essere a via D’amelio ma perchè guardando l’orologio vedo che si approssima l’orario fatidico delle 16:58:20 secondi. Un orario che, da quando acquisimmo i tracciati dell’osservatorio meteorologico di Erice che rilevò il minuto e secondo esatto in cui fu fatto deflagrare l’ordigno, è rimasto impresso nella mia mente come quelle tragiche immagini di quei brandelli dei miei colleghi, del corpo fumante di Paolo Borsellino e dei brandelli di Emanuela Loi che cadevano ancora dal prospetto fra il primo, il secondo ed il terzo piano di questo palazzo. Potrà sembrare retorica dopo 17 anni,ma credetemi nella mente di un uomo anche dell’uomo più cinico e più insensibile quelle immagini non sono un ricordo che può cancellarsi con gli inciuci, con le logiche, gli opportunismi e gli arrivismi di chi su quei morti ha costruito carriere nella Polizia di Stato, nella Magistratura, nella politica, nelle Istituzioni fino a raggiungere i posti più alti della Repubblica e di chi invece continua a pagare, come me, l’emarginazione e l’ostracismo solo per avere tentato di fare il proprio dovere. Oggi ho ricevuto un ulteriore affondo aprendo il giornale di Repubblica nel leggere che il capo di Cosa Nostra, Salvatore Riina ha affidato al suo avvocato, l’ avvocato Cianferoni di Firenze, messaggi subliminali che sembrerebbero confermare le ipotesi investigative nelle quali io ero stato chiamato a lavorare con i magistrati di Caltanissetta. Dice salvatore Riina al suo avvocato: ” l’ ammazzarono loro”. E dà una spiegazione specifica sul tradimento che ha portato alla sua cattura che coincide perfettamente con la dinamica di quei giorni che ho vissuto io e la mia famiglia e i miei primi due figli che ancora pagano il prezzo di una famiglia distrutta sotto lo sconquasso di quelle vicende che hanno accompagnato le stragi del ’92. Dice Riina che se trattativa c’è stata, è stata ai miei danni perchè la trattativa è stata per farmi catturare, come in effetti sono stato catturato e questa trattativa l’hanno portata avanti Ciancimino e i carabinieri che con Ciancimino inciuciavano. Esattamente come le indagini che per tanti anni la procura di Palermo e la Procura di Caltanissetta hanno fatto e si accingono a dimostrare. Io sono sicuro che i tempi che verranno saranno ancora più difficili di quelli passati perchè si è imboccati una china, anche giudiziaria, che rischia di portare all’annullamento di sentenze di condanna all’ergastolo senza contributi nuovi sull’individuazione degli ulteriori responsabili e, cosa ancor più grave, sui mandanti effettivi che hanno organizzato e voluto la strage del 19 luglio del 1992, come quella del 23 maggio del 1992 per cambiare i destini dell’Italia.
Non è questo il momento per parlare del contributo che è stato dato, che ho dato e che continuerò a dare ai magistrati di Caltanissetta che mi hanno sentito e che mi sentiranno e con grande impegno e grande professionalità stanno cercando di evitare possibili strumentalizzazioni e derive ai processi che con tanti di sacrifici sono stati fatti.
Ragazzi,la vostra forza, il vostro aiuto, l’amicizia di Salvatore Borsellino, l’aiuto dei ragazzi di Antimafiaduemila, di Sonia Alfano quando ancora non era nemmeno deputato europeo, dell’ associazione familiari vittime della mafia, dei ragazzi di Ammazzatecitutti, di quanti sono stati vicino a quanti hanno combattuto per la legalità e la giustizia e nessun altro fine, forse con qualche limite, forse se vogliamo con qualche errore e l’inviterei però a dimostrarlo, oggi sono importanti più che mai perchè ne vale del vostro destino, ne vale del destino di questa Italia,ne vale del destino di questa città. Poco importa che oggi qui ci sono pochi palermitani, come tutti i giornali hanno precisato come notizia principale senza però precisare i palermitani che c’erano nel loro piccolo, per quel poco che potevano valere.
Noi siamo abituati a una città che ha lasciato solo Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i magistrati antimafia e gli investigatori antimafia che li ha visti morire, da Beppe Montana al commissario Cassarà, al giudice Costa, al capitano D’aleo, al capitano Basile, a Giovanni Falcone e gli uomini di scorta, a Paolo Borsellino e gli uomini di scorta. Questa è una città che ha somatizzato l’immondizia di Cammarata, per cui non c’è da meravigliarsi se oggi la città di Palermo non è presente in modo massivo in questo luogo. Io confido più nella diretta streaming, confido più nella forza e nella potenza della rete, confido in quella rete che diffonderà in tutto il mondo quello che oggi voi qui avete detto, che non nell’opportunismo di chi ancora si lascia comprare con due soldi di assistenzialismo dei lavori socialmente utili, degli aiuti agli operai disoccupati o pseudo-disoccupati, di chi specula sul bisogno cercando affermare una libertà che libertà non potrà mai essere fino a quando il popolo siciliano, il popolo italiano non sarà effettivamente liberato e riscattato dal bisogno.
L’invito che io mi permetto di farvi però ragazzi è quello di guardare lontano e nello stesso tempo di aumentare la vostra capacità di tolleranza, di disponibilità e di controllo nei confronti di quanti vi si possono avvicinare, non tutti con intenti onesti. Molti in Italia hanno speculato sull’antimafia, abbiamo visto costruire carriere,tanto in politica quanto nelle Istituzioni, nel nome di una pseudo antimafia e alla fine del percorso costoro sono stati sventati miseramente.
Diamo forza, indipendentemente dalle appartenenze politiche, a chi effettivamente rappresenta un contributo alla ricerca e all’affermazione della verità e della legalità ma siamo vigili. Siamo vigili perchè il pericolo che la vostra spontanea iniziativa venga strumentalizzata a vantaggio di chi poi intende fare il contrario di quello che voi volete, è l’aspetto peggiore rispetto a quello di chi non ha voluto e ha impedito che si accertassero effettive responsabilità, di chi ha pensato di costruire i processi e le indagini nel nome di un pentito che si chiama Scarantino nel quale nessuno, persino il più sprovveduto tra gli investigatori e magistrati avrebbe creduto. Scarantino ha reso dichiarazioni che coinvolgevano persone di Palermo e mafiosi di Palermo e la Procura della Repubblica di Palermo non ha preso in considerazione nessuna dichiarazione di Scarantino, mentre un altra procura contemporaneamente ha valorizzato le dichiarazioni di Scarantino e ha costruito processi per affermare una pseudo-giustizia su quella strage che doveva servire a ricondannare all’ergastolo persone che già di ergastoli ne avevano a decine, che non hanno nemmeno fatto caso all’ ulteriore condanna e che non si sono nemmeno difesi perchè così queste persone hanno fatto carriera e vediamo e abbiamo visto in che posti abbiamo trovato queste stesse persone e anche qualche magistrato.
Quel magistrato che fu anche tanto applaudito dalla sinistra giudiziaria, dalla sinistra di questo paese quando inopportunamente devo dire, dal punto di vista strategico, pronunciò a Caltanissetta i nomi di alfa e beta, bruciando el indagini su alfa e beta, oggi è al gabinetto del Presidente del senato Schifani. Mi riferisco alla dottoressa Anna Maria Palma. Dottoressa Anna Maria Palma che mi ha pesantemente attaccato, il cui marito è stato nominato responsabile, direttore del Cerisdi. Perchè adesso Il Cerisdi se lo sono presi e se lo sono conquistati. Questa è Palermo, questa è la storia e la verità di questa città che è bene che il mondo intero sappia. Ognuno si assuma le sue responsabilità e ognuno si presenti per quello che è. Io non ho nulla, nè contro Schifani, nè contro Forza Italia, nè contro Alleanza Nazionale, né contro la Lega. Io faccio il mio lavoro, non mi interessa. Però ammiro le persone che sono coerenti nelle loro posizioni. Ammiro se vogliamo Marcello dell’Utri e Berlusconi che dicono che Vittorio Mangano è un eroe perchè come eroe se lo sono portati a casa, se lo sono tenuto a casa e se lo sono allevato e lo difendono fino a dopo morto. Non ammiro di certo il popolo dei pecoroni italiani che continuano a votare per gente che si onora e si inorgoglisce nel definire chi è Vittorio Mangano. Ma stiamo attenti, ma stiamo attenti a chi si infiltra nelle Istituzioni dandovi l’impressione di fare antimafia, di fare giustizia e di fare processi e poi finisce per goderne i profitti, i risultati e i vantaggi, e in termini economici, e in termini politici, e in termini istituzionali e in termini di carriera.
Io ho molto poco da perdere e molto da guadagnare perchè ho la ricchezza di avere tanti, tantissimi amici e perchè ho la pulizia della mia coscienza che fino ad ora mi ha aiutato e mi consentirà di andare avanti. Io non ho paura dei giudici di Roma inciuciati, che mi inquisiscono per avere fatto le indagini su Mastella e sui politici, con quei politici con cui loro parlavano al telefono per avere gli incarichi al Ministero della Giustizia, incarichi di capogabinetto.
Il magistrato che ha scritto la relazione della sentenza in Cassazione, il capogabinetto del Ministro Ferrero usciva dalle mie intercettazioni e ha avuto il coraggio di non astenersi e di pronunciare il giudizio in Cassazione, in quella sesta sezione che è la stessa sesta sezione che ha confermato l’archiviazione del procedimento nei confronti di Arcangioli su ricorso pronunciato dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. E’ bene che queste cose si comincino a sapere, è bene che si cominci a togliere il tappo a una delle latrine principali della storia di questa Repubblica che è la Corte di Cassazione con tutti gli inciuci con cui i potenti e gli avvocati dei potenti sono riusciti a comprare giudici, cancellieri e sentenze a danno di poliziotti, di magistrati e di carabinieri che sono morti perchè si tentasse di affermare giustizia in questa maledetta Italia.
Io, scusate, non so quello che ne sarà di me, io continuo nel mio lavoro, continuo ad andare avanti. So che molta gente per bene nelle Istituzioni e anche nella politica, su fronti diversi guarda con attenzione a quello che è accaduto e a quello che sta accadendo. Io non posso, per quello che è il riserbo del mio lavoro e il segreto a cui sono vincolato dirvi tutte le porcherie che ho visto in 25 anni del mio lavoro. Le ingiustizie negate su gente semplice, su poliziotti inermi, su mogli di poliziotti inermi che sono morti ammazzati che portavano in grembo anche il bimbo che avevano concepito dalla loro unione, nel nome di una giustizia che è stata sempre negata, su verità sull’ omicidio Agostino, su verità sull’attentato all’Addaura, sulla scomparsa di Emanuele Piazza. Affido però alla vostra riflessione un solo dato: dal 1993 quando abbiamo iniziato le indagini sui servizi segreti e sulle collusioni delle Istituzioni, quando abbiamo cercato di alzare questo velo e questo sipario su questi fatti facendo riaprire tutte le indagini archiviate, dall’omicidio Agostino all’attentato all’ Addaura in contemporanea con le stragi di capaci e via D’amelio, non vi sono state più stragi. Noi ci siamo garantiti l’immunità e abbiamo garantito l’immunità solo perchè grazie alla parola, grazie alla comunicazione abbiamo iniziato a diffondere il pericolo che non fosse solo la mafia quell’entità violenta e criminale che aveva infangato e aveva insanguinato la terra di Sicilia e altre parti d’Italia. Fateci caso, da quando quelle indagini e quelle iniziative sono state intraprese sono stati costretti a cambiare regime, sono stati costretti a cambiare metodo di azione. Non hanno più ucciso carabinieri, poliziotti e magistrati e hanno cercato l’erosione del mondo dell’informazione, conquistando l’informazione e conquistando i palazzi del potere e della politica. E’ lì che adesso vanno fatte le indagini, a partire dal Consiglio Superiore della Magistratura, alla Corte di Cassazione, ad altri palazzi di Giustizia per arrivare al palazzo del parlamento,per arrivare alla nostra assemblea regionale siciliana dove si nobilita la logica dell’inciucio con qualcosa di assurdo che oltraggia l’immaginario. Io penso quell’uomo che da bambino mi teneva fra le braccia e che mi spingeva in aria facendomi volare, che si chiamava Pio La Torre, io inviterei Pio La Torre a riflettere su quello che sta succedendo con i seguaci del suo partito all’assemblea regionale siciliana e al comune di Termini Imerese dove una giunta che si definisce di centro-sinistra porta Micciché, con tutto rispetto parlando, a vicesindaco. Signori miei la prima cosa che è richiesta non è nè la capacità né l’intelligenza, e se vogliamo nemmeno l’onestà, è la coerenza umana. Pretendiamo dai nostri politici e da chi ci rappresenta che siano delle persone coerenti, che accettino i meriti e i vantaggi dell’impegno sociale, della coerenza politica ma che paghino il prezzo dell’emarginazione e dell’isolamento allorquando il loro modo d’agire oltre ad essere inopportuno e sbagliato, infrange le regole più elementari della coerenza umana che qualunque essere onesto deve avere e deve mantenere. Con questo voglio chiudere nel quadro di una serie di confusioni che vedo all’orizzonte di questo grande movimento, di questo grande fronte che grazie alla forza di salvatore Borsellino, che ha avuto al capacità di unirci e di darci entusiasmo e carica vitale a tutti, anche a quelli che siamo molto meno giovani lui, anche ai ragazzi e alle ragazze che hanno un terzo della sua età se non un quarto, che adesso sono curiosi di verità e sono curiosi di giustizia, che iniziano a studiare, a leggere le sentenze, a leggere gli atti processuali perchè vogliono trovare in queste carte quelle verità che per tanti anni gli sono state negate. E’a questo popolo, è a questo mondo della verità e della giustizia che noi dobbiamo rivolgerci creando un confine affinché si possano assolutamente evitare confusioni di ruoli e di appartenenze e si possano evitare domani gli errori che purtroppo sono stati fatti nel passato.
Grazie a tutti, un forte abbraccio.

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