Archivi del giorno: 20 settembre 2009

Gioacchino Genchi: “L’Italia nelle mani di un puparo indegno della P2”

Salvatore Borsellino: “Lo stato siamo noi”, “pulizia nelle istituzioni”

Navi dei veleni e scorie. Tutti i rischi dell’atomo | Terra – Quotidiano di informazione pulita

Navi dei veleni e scorie. Tutti i rischi dell’atomo | Terra – Quotidiano di informazione pulita.

di Massimo Serafini

Com’è possibile che la fede nuclearista del governo Berlusconi, in particolare quella del suo ministro dell’Industria Scajola, non sia stata scalfita dalla vicenda delle navi cariche di veleni e scorie radioattive, affondate dalla malavita nei mari calabresi? Nessuno pretende, ministro, né tanto meno ce l’aspettiamo dall’inesistente ministro dell’Ambiente, un ripensamento della decisione presa di riportare il Paese nell’incubo nucleare ma almeno una presa di posizione chiara sì. Il popolo italiano ha, pensiamo, il sacrosanto diritto di sapere dove metterete le scorie radioattive, inevitabilmente prodotte dalle nuove centrali nucleari che avete deciso di costruire in questo Paese.

Soprattutto di essere rassicurato, dopo il ritrovamento della nave dei veleni, che esse verranno invece smaltite nella legalità e soprattutto in sicurezza. Sono certo e con me lo è questo giornale, che farete nuovamente prevalere, cinismo omertà e silenzi. Farete, in poche parole, di tutto dimostrando il solito disprezzo per la salute pubblica, per impedire che le verità racchiuse in quelle navi affondate insieme ai veleni possano emergere. Quella ad esempio che non sapete come liberarvi delle vecchie scorie radioattive, visto che ancora non avete adempiuto, come prescrive la legge, a individuare quel sito nazionale unico in cui stoccarle.

Il fatto che i rifiuti delle vecchie centrali nucleari continuino ad essere ammassati insicuri nelle vecchie centrali nucleari, in particolare in Piemonte lungo l’asta del Po, non aiuta certo a convincere le italiane e gli italiani della bontà del nuovo nucleare. Così come non l’aiuta avere scoperto che una parte è illegalmente in fondo al mare o in Somalia, come stava per raccontarci Ilaria Alpi se non l’avessero, per questa ragione, uccisa insieme al suo operatore. Siamo certi che, per il medesimo motivo, l’inchiesta sulle navi radioattive affondate è stata per tanti anni insabbiata (la denuncia di Legambiente è del ’94) ed è riemersa solo grazie a un magistrato coraggioso e all’iniziativa del quotidiano il Manifesto.

Non voglio sostenere che questo governo condivida il metodo sbrigativo e assassino con cui la malavita ha individuato il sito in cui mettere le scorie radioattive. Il sospetto però che abbia fatto e faccia molto comodo a tanti, e soprattutto a qualcuno dei faccendieri coinvolti nella nuova avventura nucleare, è molto forte. Proprio per fugarlo sarebbe importante che questo governo prima di decidere i siti dove costruire le nuove centrali dicesse al popolo italiano dove e come verranno stoccate le scorie che esse produrranno. Siamo certi che questo esecutivo non seguirà il nostro consiglio e tacerà. Su questo vostro silenzio sono già al lavoro le menti di tanti criminali, che progettano come affondare nuove navi cariche di veleni e della vostra incapacità di smaltirli.

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L’ANALISI Dietro il ritrovamento del mercantile a Cetraro, la questione irrisolta dei rifiuti radioattivi. Proprio ora che Berlusconi ha decretato il ritorno al nucleare.

Antimafia Duemila – IDV: festa si infiamma per fratello Borsellino contro Premier

Antimafia Duemila – IDV: festa si infiamma per fratello Borsellino contro Premier.

“Noi resisteremo, noi vinceremo perché la società civile non può arrendersi a questo stato mafioso”.
Sono queste le parole pronunciate da Antonio Di Pietro a conclusione dell’intervento di Salvatore Borsellino, fratello del magistrato assassinato. Borsellino aveva concluso poco prima il suo discorso alzando in aria l’agenda rossa del fratello, simbolo della lotta alla mafia e urlando “noi resisteremo, noi resisteremo”. Le parole di Di Pietro sono state accolte con un’ovazione alla festa dell’Idv, dove questo pomeriggio c’é stato il “piatto forte” dei dibattiti, naturalmente sul tema caro a Di Pietro: “giustizia e sicurezza tra costituzione e poteri deviati”. A scaldare il confronto sono stati invitati, oltre a Borsellino, Luigi De Magistris, parlamentare europeo e Gioacchino Genchi, consulente dell’autorità giudiziaria e noto alle cronache giudiziarie. Borsellino ha rivolto un pesantissimo attacco a Silvio Berlusconi. “Piuttosto che vivere – è stato uno dei passi più soft del suo intervento – in questo paese guidato da Berlusconi preferisco andare a trovare mio fratello nella tomba”. Secondo De Magistris esiste un “disegno autoritario complessivo che passa per lo svuotamento del parlamento ridotto a mero organo di esecuzione delle volontà del governo, per l’aumento della componente politica del Csm, per il conferimento di massimi poteri al capo di stato, per la riduzione della stampa a mera propaganda di regime”. Secondo l’ex pm “Berlusconi vuole diventare capo dello stato, della polizia e del Csm. Per farlo deve chiudere il cerchio con la propaganda di regime deformando le coscienze dei più giovani”. Secondo Genchi “la persecuzione nei confronti dei magistrati si inserisce perfettamente nel piano di rinascita democratica e va anche oltre il sogno di Gelli”. Il consulente ha poi ricordato: “l’unico politico che mi ha difeso, quando ero solo, é stato Di Pietro che, essendo un magistrato e poliziotto non ha bisogno di leggere le carte per capire la mia onestà ” più in generale per Genchi “la mafia non è solo frutto di persone come Provenzano che scrivono i pizzini a macchina, ma è soprattutto il prodotto di menti raffinate che, utilizzando mafiosi di bassa lega, li hanno processati per dare un contentino all’Italia e rimanere ai loro posti. Ora l’Italia vuole la verità “.

Antimafia Duemila – ”Persecuzione toghe va oltre sogno Gelli”

Antimafia Duemila – ”Persecuzione toghe va oltre sogno Gelli”.

“La persecuzione nei confronti dei magistrati si inserisce perfettamente nel piano di Rinascita democratica, ma va anche oltre il sogno di Gelli”.
Lo ha affermato oggi, tra le ovazioni del pubblico, il consulente giudiziario Gioacchino Genchi, durante il dibattito su Giustizia e Sicurezza che si è svolto a Vasto alla festa dell’Idv. Genchi, in un lungo intervento che ha infiammato la platea dei dipietristi e che a più di un osservatore è parso la prova generale di una discesa in politica, anche se lo stesso Genchi ha smentito di “volersi candidare”, ha quindi ripercorso le principali tappe di formazione della P2. “Le prime riunioni della Libera Associazione Forza Italia – ha raccontato il consulente – sono state indette da pregiudicati e condannati. Il movimento doveva chiamarsi ‘Sicilia libera’ ed era fatto da emissari di Licio Gelli”, tra cui due parlamentari. ” Il partito del sud, o meglio del Suk, che minacciano di far nascere adesso – ha concluso Genchi – segue la stessa logica: il ricatto a Berlusconi da parte di Cicchitto e Dell’Utri per avere autonomia e potere”.