Antonio Di Pietro: Masi: un Cavallo di Troia di Mediaset

Antonio Di Pietro: Masi: un Cavallo di Troia di Mediaset.

Travaglio va in onda come un ospite “abusivo” di Annozero: “se si comporterà bene”, pensa Masi, “magari gli firmerò il contratto per le prossime puntate,.. con clausola risolutiva espressa“. Il punto non è l’esito ma l’esistenza della querelle su Travaglio.
Soltanto per la puntata del 15 settembre di Porta a Porta è stata stimata una perdita superiore ai 500 mila euro, qualcuno afferma anche oltre il milione. Le responsabilità di questo autolesionismo mediatico, volutamente causato o frutto di negligenza che sia, deve essere vagliato da un tribunale per accertarne le responsabilità della dirigenza Rai. Se Mediaset voleva disfarsi della concorrenza ed accaparrarsi audience e soldi pubblicitari questo Cavallo di Troia con Masi & Co. a Viale Mazzini sta svolgendo egregiamente il compito assegnato.
I disoccupati crescono esponenzialmente, 400 mila in più negli ultimi tre mesi, l’erario si presenta a casa loro per incassare il canone Rai che in parte finisce nelle tasche di gente come Masi. Tra lui, Minzolini e Vespa non saprei scegliere chi dei tre brilla per maggior faziosità e servilismo politico. Il trio è la trasposizione della trilogia cinematografica horror: “Le Tre Madri” del regista Dario Argento applicata all’informazione. Dove passano loro crolla lo share, non crescono più talenti e si perdono soldi.
La triade deve essere radiata dalla televisione pubblica poiché affetta dal “vizietto”, un insano comportamento con sfumature da delirio di onnipotenza, per cui le tivvù di Stato sono uno strumento di cui disporre per fini politici a dispetto dei contribuenti più che un bene pubblico di cui hanno la responsabilità transitoria della buona gestione. Con il “vizietto” si spiegano le decisioni della dirigenza Masi che preme per cancellare programmi di punta, rimandarne l’avvio o boicottarli togliendo l’assistenza legale alle redazioni. E nel frattempo i dirigenti Rai bruciano milioni di euro pubblici mentre il suo CdA “bipartisan” rimane a guardare. In regia Confalonieri e Berlusconi si fregano le mani e riempiono i conti di società off-shore.
Tra qualche mese non ci sarà bisogno di invitare i contribuenti a dare disdetta del canone RAI, ci penseranno da soli schifati da questo teatrino e la responsabilità di questo degrado sarà ancora una volta politica e delle sue logiche spartitorie.
Nel nostro programma di governo, presentato a Vasto, il tema dell’informazione viene trattato ed affrontato in modo esaustivo e risolutivo rispetto la situazione attuale estremamente degradata.
Se solo applicassimo la metà delle soluzioni proposte dall’Italia dei Valori in tema di informazione non saremmo certamente al 47mo posto per libertà di stampa al mondo e non avremmo una televisione pubblica tappeto verde del gioco d’azzardo di politici senza scrupoli.

FLASH: Sabato 26 settembre a Roma ci sarà la “marcia delle agende rosse” a cui parteciperò. Mi associo all’invito di Gioacchino Genchi (video sopra) a partecipare rivolgendomi ai sostenitori dell’Italia dei Valori e a tutti i cittadini affinchè diano voce alla manifestazione con la loro presenza. Per ulteriori dettagli sull’agenda della giornata guarda la pagina: Manifestazione “Agenda rossa” – Roma – 26 settembre 2009

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