Archivi del giorno: 29 settembre 2009

Antonio Di Pietro: Processo Dell’Utri: la protezione di Cosa Nostra

Antonio Di Pietro: Processo Dell’Utri: la protezione di Cosa Nostra.

Riporto il servizio girato dell’ultima udienza del processo a Marcello Dell’Utri di venerdì 25 settembre. Le riflessioni del Procuratore Generale Gatto fanno accapponare la pelle al solo pensiero che uomini con tali relazioni mafiose siano oggi lo scheletro delle nostre istituzioni e addirittura in carica alla Presidenza del Consiglio. Se solo nei Tg nazionali avessimo fatto passare il nostro servizio, piuttosto che quelle quattro riprese mal commentate di cronisti al soldo del re, oggi gli italiani saprebbero qualcosa di più su chi sceglie per loro il futuro.

Testo dell’intervento

“La presenza del mafioso Vittorio Mangano ad Arcore rappresentava il simbolo della protezione accordata da Cosa Nostra a Silvio Berlusconi”.

Sono le parole del Procuratore Generale di Palermo, Antonino Gatto, che ha proseguito davanti ai Giudici della seconda sezione penale della Corte d’Appello di Palermo, la sua requisitoria nel processo che vede imputato il senatore del Popolo della Libertà, Marcello dell’Utri, per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per il quale ha già subito la condanna in primo grado a nove anni e sei mesi di reclusione.

“Perché – si domanda il Procuratore Generale – per trovare un uomo adatto alla gestione del parco di Villa Casati Stampa o dei cavalli del maneggio si deve andare dell’estremo nord della Brianza all’estremo sud della Sicilia? Non è credibile che in tutta la Pianura Padana non si trovasse uno stalliere”.

E meno che mai, ha proseguito il Procuratore Generale, è credibile che Mangano fosse “esperto di cavalli” considerato che negli anni ’70 “coltivava ben altri interessi”.

Nel corso dell’udienza a cui, a differenza di quella precedente, l’imputato Dell’Utri non ha assistito, il Procuratore Generale ha spiegato la genesi dei rapporti tra Marcello Dell’Utri ed i mafiosi Vittorio Mangano e Gaetano Cinà risalenti ai tempi della squadra di calcio dilettantistica Bagicalupo che Mangano seguiva perché, già allora, garantiva protezione ai figli delle famiglie bene di Palermo.

E di come, successivamente, Dell’Utri, stretto collaboratore di Silvio Berlusconi, abbia presentato a quest’ultimo mafiosi del calibro di Stefano Bontate e Francesco di Carlo.

Un elemento di novità che il Procuratore Generale introduce rispetto alla sentenza di primo grado riguarda l’individuazione del periodo storico in cui collocare il famoso incontro di Milano, avvenuto presso la sede della Edilnord in via Foro Bonaparte a Milano.
Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri ed i mafiosi Nino Grado, Stefano Bontate, Mimmo Teresi e Gaetano Cinà parlarono di edilizia, della costruzione di Milano2. Ma non solo.

Negli anni ’70 a Milano la mafia si dedicava ai sequestri di persona e Berlusconi temeva per sé ed i propri figli così grazie al suo amico Marcello Dell’Utri poté ottenere la protezione di “Cosa Nostra”.

Il 26 maggio del 1975 a Milano viene fatto esplodere un ordigno che danneggia i muri perimetrali e parte del primo piano di una villa in fase di ristrutturazione. Si tratta di una Villa di Silvio Berlusconi, che al telefono con Dell’Utri, in un primo momento, riconduce il gesto intimidatorio a Vittorio Mangano secondo loro in stato di libertà. Ma successivamente sarà Dell’Utri a comunicare all’amico Berlusconi di avere parlato con “Tanino” che gli ha assicurato che Mangano, a differenza di quanto all’epoca a conoscenza dei Carabinieri e della DIGOS di Milano, era in carcere.

Berlusconi sapeva benissimo chi fosse Tanino, ovvero Gaetano Cinà, eppure negherà la circostanza ai Giudici che lo interrogarono all’epoca come persona informata sui fatti.

La requisitoria è proseguita ripercorrendo la continuità dei rapporti tra Marcello Dell’Utri e mafiosi di notevole spessore. Perfino la partecipazione al matrimonio di Jimmy Fauci, a Londra, dove a fare da testimone dello sposo vi era un mafioso, Francesco Di Carlo, per giunta latitante.

Poi il Procuratore Generale ha ricordato il pizzo pagato da Fininvest per i ripetitori in Sicilia. Versamenti regolari di ingenti somme di denaro versate sui conti di Cosa Nostra.

Una serie di fatti inquietanti già cristallizzati nella sentenza di primo grado che il Procuratore Generale ha ripercorso evidenziando davanti alla Corte la loro valenza accusatoria a carico dell’imputato Dell’Utri che non poteva non conoscere la caratura criminale dei suoi amici con i quali continuava a mantenere stabili rapporti.

Lo ha detto a chiare lettere il Procuratore Nino Gatto nella sua requisitoria: Marcello Dell’Utri si è comportato come un mafioso.

Contrariati gli avvocati della difesa di Marcello Dell’Utri che in una nota hanno bollato come “mera riproposizione degli elementi d’accusa del giudizio di primo grado” le argomentazioni del Procuratore Generale il quale – secondo loro – non avrebbe tenuto conto di “rilevanti emergenze probatorie emerse in appello a favore dell’imputato”.

Dopo circa quattro ore il Presidente Carlo Dall’Acqua ha sospeso l’udienza.

Blog di Beppe Grillo – Primarie dei cittadini 2.0: Trasporti

Blog di Beppe Grillo – Primarie dei cittadini 2.0: Trasporti.

Il trasporto, da necessità, deve diventare una scelta. Un autobus elettrico da 150 posti è preferibile a 150 macchine in fila. Non inquina e arriva prima. Lavorare da casa o da un’area attrezzata vicino alla propria abitazione è meglio che percorrere cinquanta chilometri al giorno per recarsi in azienda. Ed è possibile oggi, non è utopia. Internet e il telelavoro consentono di rimanere FERMI per quasi tutti i lavori impiegatizi. Investire nei servizi pubblici e non nel traffico privato è possibile oggi, non è utopia. Incentivare l’automobile è antistorico. Un mezzo insicuro, inefficiente, costoso. L’automobilista ha l’opzione se schiantarsi subito (7000 morti stimati nel 2009) o se morire di inquinamento da CO2 un po’ più tardi. Il trasporto va ripensato, non può essere un business in sé. Tutto ciò che può essere prodotto localmente non deve essere trasportato. La forma più moderna di trasporto l’hanno inventata i nostri bisnonni: si chiama bicicletta. Tutti i centri urbani d’Italia devono poter essere percorribili in bicicletta, in sicurezza. Non servono i treni veloci, servono treni efficienti per tutte le tratte esistenti. Per migliorare la vita di milioni di pendolari che viaggiano come le bestie. Il Ponte di Messina e la Tav in Val di Susa sono Grandi Opere del Passato, come le Piramidi o il Colosseo. Servono solo a dilapidare i soldi pubblici. Gli unici a trarne beneficio sono i costruttori, le lobby, i partiti. Bicicletta, mezzi pubblici non inquinanti, telelavoro, collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici, produzioni locali.
Il 4 ottobre 2009 nascerà un Movimento di persone, in cui ogni persona avrà un peso, senza capibastone, mandamenti, sezioni, strutture provinciali, regionali, tessere, correnti. Sarà presentato il programma del Movimento in 7 punti: Energia, Salute,Trasporti, Economia, Informazione, Istruzione e Stato e cittadini. Oggi pubblico la proposta per i Trasporti per ricevere i vostri contributi.

TRASPORTI

– disincentivo dell’uso dei mezzi privati motorizzati nelle aree urbane
– sviluppo di reti di piste ciclabili protette estese a tutta l’area urbana ed extra urbana
– istituzione dii spazi condominiali per il parcheggio delle biciclette
– istituzione dei parcheggi per le biciclette nelle aree urbane
– introduzione di una forte tassazione per l’ingresso nei centri storici di automobili private con un solo occupante a bordo
– potenziamento dei mezzi pubblici a uso collettivo e dei mezzi pubblici a uso individuale (car sharing) con motori elettrici alimentati da reti
– blocco immediato del Ponte sullo Stretto e della Tav in Val di Susa
– proibizione di costruzione di nuovi parcheggi nelle aree urbane
– sviluppo delle tratte ferroviarie legate al pendolarismo
– copertura dell’intero Paese con la banda larga
– incentivazione per le imprese che utilizzano il telelavoro
– sistema di collegamenti efficienti tra diverse forme di trasporto pubblici
– incentivazione di strutture di accoglienza per uffici dislocati sul territorio collegati a Internet
– incentivazione dei mercati locali con produzioni provenienti dal territorio
– corsie riservate per i mezzi pubblici nelle aree urbane
– piano di mobilità per i disabili obbligatorio a livello comunale