Archivi del giorno: 3 ottobre 2009

Blog di Beppe Grillo – L’AntiStato

Blog di Beppe Grillo – L’AntiStato.

Se i cittadini sono lo Stato, allora questo è l’AntiStato. Se le leggi sono fatte per i cittadini, allora queste leggi sono fatte per i delinquenti. Se lo Stato deve tutelare la sicurezza dei cittadini, allora l’Antistato tutela solo sé stesso. Le tragedie dell’Aquila, di Viareggio, di Messina sono state accuratamente pianificate da anni di incuria, di propaganda, di interessi privati. Non sono tragedie, sono stragi di Stato. L’AntiStato pratica la sua sopravvivenza, o meglio, il suo bel vivere, con cura, ogni giorno, in Parlamento e nel Governo. Il Lodo Alfano è uno sberleffo, una presa per il culo, un insulto per qualunque cittadino italiano, onesto o meno. Il diversamente disonesto lodoalfanato non si può processare. Il 6 ottobre la Corte Costituzionale potrà far decadere la porcata firmata da Morfeo Napolitano, ma questo non ha alcuna importanza. In ogni caso Berlusconi resterà un corruttore che deve rassegnare le dimissioni e farsi processare come ogni altro italiano. Non c’è bisogno di un verdetto ulteriore, sono solo manfrine. L’uguaglianza di fronte alla legge non si può discutere, solo in un AntiStato può succedere.
L’impudenza dell’AntiStato considera il cittadino suddito, l’Italia un feudo. Lo fa in modo plateale con la sola accortezza di una finta opposizione. Il contribuente onesto, il cittadino non contiguo ai partiti, loro finanziatore o sodale, non appartenente a mafie o lobby, paga tutte le tasse, anche quelle degli altri, fino a fallire se imprenditore, o a saltare il pasto se dipendente. Chi ha esportato, o accumulato, 300 MILIARDI DI EURO all’estero, in qualche paradiso fiscale, soldi di mafia, di pagamenti estero su estero sottratti al fisco, di falsi in bilancio, frutto di bancarotta, potrà, PER LEGGE dell’AntiStato, farli rientrare in Italia pagando il 5%. Perché il contribuente dovrebbe continuare a pagare le tasse all’AntiStato? Per farsi sfottere dagli evasori? Di chi sono i 300 miliardi riciclati? I nomi non si potranno sapere. E allora nasce il dubbio che siano gli stessi che hanno proposto la legge, che l’hanno consentita con la loro assenza, ad avere interesse diretto o indiretto nell’approvazione della legge. Altrimenti perché lo farebbero? Di fronte all’AntiStato ogni azione pacifica di dissenso non solo è giustificata, ma può essere legittima, a partire dallo sciopero fiscale.
L’AntiStato lavora senza sosta per la sua piena affermazione. 30 senatori del PDL hanno presentato un disegno di legge per modificare l’articolo 21 della Costituzione sulla libertà di stampa, sempre presenti Gasparri e nonno Cossiga. L’AntiStato ha ormai solo due scelte di fronte a sé, trasformarsi in modo palese in dittatura o fuggire all’estero. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

NUOVA ENERGIA: Ron Paul: Governo Mondiale & Banche Centrali

NUOVA ENERGIA: Ron Paul: Governo Mondiale & Banche Centrali.

Non è mai abbastanza informare sulla criminalità delle banche attuali. Esse sono fondate sull’usurpazione del potere dei popoli, e nulla cambierà fino a quando i popoli non si accorgeranno della truffa.
E’ tutto talmente assurdo che molti stentano a crederci, ma capirlo è necessario se vogliamo avere un futuro.
Non c’è tanto da discutere, basta guardare i fatti (i debiti colossali dei paesi, la povertà, la morte per fame, la disoccupazione, le “crisi” create per spaventare e sottomettere, i politici corrotti, la mafia ormai ben integrata nel sistema, ecc.). C’è una soluzione per ogni problema, ma finché domineranno le stesse persone che hanno creato il sistema si avrà soltanto un’illusione di miglioramento.
Vedi anche:



Non dobbiamo farci confondere da nessuno, ricordiamo che, come diceva Confucio, “Se non riesci a convincerli, confondili”. E’ ovvio che qualcuno ha interesse a non far capire o a confondere, sta a noi non cascare nella trappola.
Cerchiamo di capire e di condividere con gli altri quello che abbiamo capito.

ComeDonChisciotte – IL VIRUS A/H1N1 E’ STATO ASSEMBLATO IN LABORATORIO

ComeDonChisciotte – IL VIRUS A/H1N1 E’ STATO ASSEMBLATO IN LABORATORIO.

DI WAYNE MADSEN
WayneMadenReport.com

Un virologo che sta indagando sul virus A/H1N1 ha concluso, dopo mesi di ricerche, che la “nuova” influenza è stata riassortita in laboratorio da otto geni costituiti da virus dell’influenza di tipo A aviari, suini e umani.

Lo scienziato non ritiene, sulla base di approfonditi esami di laboratorio, che l’improvvisa comparsa del virus A/H1N1 in Messico la scorsa primavera sia dovuta a un’insorgenza naturale.

Il riassortimento dei virus si verifica quando uno o più geni completi vengono scambiati, consentendo al virus di adattarsi a un nuovo ospite. Un esempio si ha quando un virus aviario scambia i propri geni con un virus umano. Nel caso dell’A/H1N1 sono stati scambiati tre geni, da virus dell’influenza aviaria, suina e umana, dando come risultato il virus riassortante [“ressortant”] che ora si prevede diffonderà un’altra ferale ondata di infezioni all’inizio di ottobre.

Esistono anche segnali del fatto che nel ceppo A/H1N1 si sia verificato l’adattamento che conduce alla mutazione. In tutto il mondo sono stati riscontrati vari casi di una mutazione dell’A/H1N1 che rende inefficace il trattamento con farmaci antivirali e vaccini anti-A/H1N1.

L’adattamento ha luogo quando nel virus si verifica una piccola variazione, che talvolta può consistere nell’alterazione di un singolo aminoacido. Tale adattamento consente al virus di moltiplicarsi nel nuovo ospite. L’A/H1N1 è ritenuto un ceppo di laboratorio perchè è stato individuato uno specifico aminoacido che sembra sia stato coltivato in vari passaggi nelle uova. L’industria dei vaccini solitamente amplifica i virus isolandoli nelle uova, e in seguito a diversi passaggi, si consente l’individuazione della mutazione.

Il virologo che ci ha fornito le informazioni ha scoperto che la mutazione dell’A/H1N1 è stata più rapida di quanto sia possibile in natura. Quanto segue è la descrizione in termini scientifici del tasso di mutazione dell’A/H1N1:

“Una mutazione impiega del tempo per presentarsi, un tempo che arriva fino al tasso di sostituzione degli aminoacidi. Prendiamo ad esempio il gene HA, o “virus dell’anatra”: l’HA prevede un tasso di sostituzione di circa 3 x 10e-4 per sito/anno, che è più lento rispetto al virus HA umano e suino (circa 10e-3 per sito/anno). Se il numero totale di nucleotidi nel gene HA del virus dell’influenza di tipo A è pari a 1.700, ci vogliono tre anni perchè nel virus dell’anatra si manifesti una singola variazione, oppure 1,7 anni nel caso del virus umano e di quello suino”.

Il tasso di mutazione naturale per ottenere una mutazione genica completa, secondo il virologo, impiega “migliaia di anni a compiersi”.

Per quanto concerne il riassortimento del virus A/H1N1, vi è il timore che un essere umano sia stato usato come cavia da laboratorio per consentire lo scambio di geni tra uomini, suini e pollame. L’ipotesi è che un individuo sia stato infettato simultaneamente dai virus aviario, umano e suino, e che tali virus abbiano scambiato i propri geni all’interno dell’organismo di quell’individuo, creando un virus nuovo che presentava geni misti, che si è poi rapidamente diffuso ad altri individui.

Ecco perché si sospetta una creazione intenzionale dell’A/H1N1 e la sua infezione di un ospite umano.

Il virologo che ha riportato le proprie scoperte al WMR ha dichiarato: “L’ospite dovrebbe presentare recettori efficaci per quei virus derivati da tre ospiti diversi. Sinora, il virus umano tende a infettare gli esseri umani, perché è adatto a riconoscere un recettore umano. Il virus aviario tende a infettare gli uccelli, perché è adatto a riconoscere un recettore dei volatili. I suini hanno recettori di tipo sia umano sia aviario, e si ritiene quindi che fungano da ‘serbatoio di ricombinazione’. Alcuni ricercatori hanno tentato di provare la teoria del ‘serbatoio di ricombinazione’ infettando dei suini con virus umani e aviari per creare un virus riassortante”.

I test che implicavano l’infezione di suini con virus umani e aviari riassortanti non sono tuttavia andati a buon fine.

Mentre è comune che i suini vengano infettati dai virus umani e aviari, non è stato riportato che i suini abbiano propagato il virus A/H1N1 riassortante e che abbiano infettato nuovi ospiti, umani o aviari.

Ciò che sappiamo è che il primo virus A/H1N1 è stato trovato in un essere umano. Anche se alcuni maiali e tacchini sono stati infettati dal virus A/H1N1 a partire da operai delle aziende agricole, non vi è alcuna prova che si sia verificata un’infezione nel senso inverso.

I geni riassortanti necessitano anche di virus progenitori. Secondo il virologo, “Se si esamina l’albero filogenetico, questo mostra i geni NA e M derivati dal virus aviario, il PB1 dal virus H3N2 umano; altri geni (PB2, PA, HA, NP, NS) da un riassortante triplo suino, H1N2 suino e suino eurasiatico (H1N1/H3N2). Il riassortante triplo suino è in realtà derivato dall’H3N2 umano che ha infettato i suini, e che circola in Nordamerica da almeno 20 anni. Anche se ora si sta parlando di ‘virus suino’, si tratta in effetti di un virus umano”.

È stato scoperto anche che i virus che si sospetta siano i progenitori derivano da vecchi [virus] isolati. Il gene NA viene da un isolato del 1996-2001, il gene M da isolati del 1990-1993, e gli altri sono ancora precedenti, da isolati tra il 1979 e gli anni ’80 circa del secolo scorso. La comunità dei virologi è concorde nell’asserire che il virus A/H1N1 può essere stato presente per oltre 20 anni senza mai essere stato rilevato. Il virologo del WMR afferma che è impossibile che un virus esista da 20 anni senza essere scoperto, data l’approfondita sorveglianza virologica e medica che viene condotta in tutto il mondo.

Il virologo non ha trovato alcuna prova di una presenza di RNA/DNA dell’influenza spagnola del 1918 nel virus A/H1N1. Eppure la pandemia del 1918, come l’A/H1N1, era iniziata con una prima ondata durante la primavera, per ritornare in ottobre con rinnovata virulenza. Si stima che la pandemia del 1918 abbia provocato 50 milioni di vittime in tutto il mondo. Benché non sia stata scoperta dal virologo la prova genetica di un collegamento con l’influenza del 1918, quello stesso scienziato che ha condotto ricerche sul virus A/H1N1 e che è possibile che abbia ricevuto campioni di DNA dal corpo di una donna Inuit, esumata dal permafrost a Fort Brevig, in Alaska, che era deceduta a causa della pandemia del 1918, risulta essere inoltre legato finanziariamente a una società produttrice del vaccino contro l’A/H1N1.

Sull’A/H1N1, il virologo ha posto una domanda allarmante: “Com’è possibile mescolare i virus aviario, umano e suino in una sola volta? I virus sarebbero dovuti provenire dall’Europa, dall’America e dall’Asia senza essere mai rilevati?”.

E aggiunge: “Il virus è comparso improvvisamente in Messico. Non so fornire una spiegazione a questo. Vorrei poterlo fare. Dal mio punto di vista di virologo, è impossibile… E d’altronde, la tecnologia può creare qualsiasi tipo di virus si desideri”.

Pubblicato in precedenza sul Wayne Madsen Report.

Copyright © 2009 WayneMadenReport.com

Wayne Madsen è un giornalista investigativo di Washington, e i suoi editoriali sono pubblicati sulla stampa nazionale. E’ il redattore-editore di Wayne Madsen Report.

Titolo originale: “A/H1N1 was reassorted in a lab”

Fonte: http://onlinejournal.com
Link
16.09.2009

Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di SHEILA B.

Messina. Una tragedia preparata con cura.

Messina. Una tragedia preparata con cura.

Nota. Questo documento è stato scritto dalla Rete No Ponte una settimana prima della tragedia del 2 ottobre

Ruspe, lottizzazioni impressionanti su pendii fragili, copertura di impluvi naturali, sbancamenti enormi, sono continuati imperterriti, accelerando la fragilità intrinseca dei Peloritani, monti geologicamente giovani e pertanto soggetti più di altri a fenomeni franosi che la mano dell’uomo ha aggravato e reso pressocchè costanti. Messina ha scelto, come economia unica e sola, il cemento e le opere faraoniche.

Un territorio sano, non ferito da anni e anni di criminale edificazione, occupazione di prezioso suolo naturale, di sbancamenti, incendi che impoveriscono la vegetazione e rendono il suolo vulnerabile alla pioggia, forte o meno forte che sia, non reagirebbe come accaduto in questi giorni: frane, smottamenti, allagamenti, con i disagi che sono sotto gli occhi di tutti. Il passato anche recentissimo del nostro territorio avrebbe dovuto insegnare che…

la sua fragilità non va accentuata da irresponsabile edificazione in ogni dove, che le azioni illegittime vanno perseguite e non tollerate (vedasi aperture piste su pendii, occupazione di alvei di fiumare e torrenti e tanto altro), che gli incendi, anche se a bruciare sono “sterpaglie” per i più (che è invece preziosa prateria sub steppica) vanno comunque fermati d’urgenza e che la cronica carenza di vigili del fuoco deve essere risolta una volta per tutte.

Questa volta è toccato alla fascia jonica a sud della città, ma Messina, ogni volta che piove, registra danni incalcolabili, e non dimentichiamoci anche le vittime del disastro precedente (28 settembre 1998). In molti da molto tempo chiedono al Comune la sospensione della variante al PRG alla luce delle nuove norme di tutela ambientale che vigono sul territorio, un’occasione d’oro per ridisegnare la città che a detta di tutti ormai, possiede una previsione urbanistica sovradimensionata. L’amministrazione, anziché rispettare norme nazionali e comunitarie e cogliere con intelligenza l’opportunità data dalla Zona a Protezione Speciale – che certo non impedirebbe di realizzare ciò che realmente serve alla città – si è accanita contro di essa, perdendo ad oggi tempo prezioso e tutti i ricorsi avviati contro di essa. Ruspe, lottizzazioni impressionanti su pendii fragili, copertura di impluvi naturali, sbancamenti enormi, sono continuati imperterriti, accelerando la fragilità intrinseca dei Peloritani, monti geologicamente giovani e pertanto soggetti più di altri a fenomeni franosi che la mano dell’uomo ha aggravato e reso pressocchè costanti. Quanto previsto con il ponte, non solo la struttura aerea ma le opere connesse e quelle che si sbandierano da mesi, come compensative, non farebbero che aggravare ulteriormente il già gravissimo dissesto idrogeologico.

Basti pensare alle sole aree di stoccaggio dello smarino (materiale di scavo), previsto in aree di impluvio e in quantità impressionanti, tanto da formare vere e proprie montagne di materiale al posto dei naturali percorsi di scorrimento delle acque meteoriche. La scellerata urbanizzazione della città ha reso questa, una trappola mortale in caso di eventi catastrofici, non solo in caso di pioggia ma anche di sisma. Il capo del Genio Civile, l’ing. Sciacca, ha lanciato ripetutamente l’allarme, chiedendo la sospensione della Variante del PRG e una sua rielaborazione alla luce della gravissima situazione esistente. A tutti gli allarmi lanciati è seguito il silenzio e il proseguo di proclami di nuove e scellerate edificazioni (si pensi al “centro benessere” allo Scoppo, alla cementificazione delle colline, del mare e della costa a Grotte, al Piano particolareggiato di Faro Superiore, villaggio già fortissimamente congestionato e impraticabile, dove si vorrebbero realizzare centinaia di nuovi insediamenti con un aumento della popolazione di circa 3000 abitanti ma l’elenco è infinito), facendo finta che il rischio sismico non esista e che quello idrogeologico sia solo un ricordo del passato.

Messina ha scelto, come economia unica e sola, quella del cemento e delle opere faraoniche, inutili e antieconomiche: un’amministrazione illuminata e attenta alla sicurezza dei cittadini,fermerebbe tutto, compreso il Ponte e deciderebbe di convogliare le maestranze e le economie in una seria riqualificazione ambientale del territorio e dell’edilizia esistente. Un’amministrazione che abbia veramente a cuore la cittadinanza, convoglierebbe risorse umane, professionali ed economiche non solo nel mettere in sicurezza il territorio massacrato irresponsabilmente, ma anche nella verifica antisismica ed eventuale adeguamento, dell’intera città, fermando però il sacco edilizio che continua imperterrito e che aggrava giorno dopo giorno l’instabilità dei pendii, la sofferenza delle fiumare invase da ostruzioni di ogni genere e coperte da asfalto.

Non si può continuare a pensare che non possa piovere più e che bastino muri di contenimento per fermare il dissesto idrogeologico, così come non è pensabile continuare a pianificare in modo illogico la città, costruendo ovunque, e costringendo i cittadini a vivere in una trappola mortale, per evitare la quale si immaginano ulteriori nuovi scempi che aggraverebbero ulteriormente la situazione già oggi drammatica.

Si colga l’allarme lanciato dal genio civile e si fermi tutto, si investa in ciò che rende più sicura e civile la vita a Messina, senza continuare a pontificare nel senso vero del termine, di ponte e opere connesse e compensative e fantomatici piani triennali che prevedono ulteriori valanghe di cemento Non è sottraendo per sempre suolo ancora naturale costruendoci sopra, non è realizzando siti di deposito di materiale, nuove cave, strade, nuove corsie autostradali che questa città e i suoi cittadini potranno acquisire sicurezza e benessere, ma è attraverso la ricostruzione della qualità ambientale ed edile che si potrà realmente porre fine ai disastri che giungono immancabili, ad ogni pioggia e che potrebbero essere incalcolabili in caso di sisma.