Antonio Di Pietro: L’indebitamento selvaggio

Fonte: Antonio Di Pietro: L’indebitamento selvaggio.

Il Capo dello Stato il 12 ottobre lancia l’allarme sul debito pubblico fuori controllo. Bankitalia incalza definendolo da record con una dimensione di 1.757 mld di euro, 100 mld in più rispetto lo stesso periodo del 2008. Il mare del debito pubblico è in secca, si sta asciugando anche il principale affluente: il gettito fiscale nei primi mesi del 2009 è crollato del 2,5% rispetto lo stesso periododo del 2008, e continuerà a crollare per due motivi.
Il primo: le imprese chiudono e riducono i fatturati, le strade si riempiono di disoccupati e quindi il gettito diminuisce. Il secondo: lo scudo fiscale, quello italiano, è stato il più colossale incentivo all’evasione che produrrà effetti devastanti sui contribuenti: chi pagava le tasse e non pensava all’evasione, dal 2 ottobre sta studiando a tavolino con il proprio commercialista come adeguarsi ai tempi. Rimarrebbero solo i dipendenti pubblici e privati a pagare fino all’ultimo cent.
Ma se si interrompe il gettito, anche chi amministra il valore esaurirà l’ossigeno, e la macchina dello Stato si fermerà. Non è complessa l’economia di un Paese, anche se ve lo vogliono far credere.

Se colleghiamo questi segnali all’appello di Draghi sull’età pensionabile e al giudizio degli industriali e dei rappresentanti dei lavoratori che etichettano come “insufficienti”, per la ripresa dell’economia, i provvedimenti presi dal Governo possiamo arrivare insieme ad un’unica conclusione: i soldi stanno finendo, e per tenere a galla il Governo, si stanno indebitando selvaggiamente i cittadini. Perché siamo a questa situazione? Perchè i politici stanno discutendo dei problemi personali di Silvio Berlusconi, “buono” ad evadere e “giusto” con i furbi.
Quali saranno gli effetti di questa negligenza? Devastanti e arriveranno inaspettati lasciando in mezzo ad una strada molti ignari cittadini, anche quelli che ora stanno sognando l’Itaglia dei berluscones.

Tre milioni di persone sono sotto la soglia di povertà in Italia, ma questo è un dato parziale: quante sono sul filo del rasoio del fine mese ? E quante, se dovesse accadere un minimo imprevisto nella loro vita, scivolerebbero sotto un ponte o ad una mensa della Caritas?

5,6,7,10 milioni? Qui parliamo di un valore tra il 10 ed il 15% della popolazione a serio rischio di sostentamento, un numero da far impallidire Obama, come direbbe Berlusconi. Un rischio che il governo ha affrontato con la Social Card e con i manganelli nei cancelli delle fabbriche in chiusura.

Il ministro dell’Economia conosce questi numeri, e sa che sono anche prudenziali, ma getta “bicchieri d’acqua su una foresta in fiamme” invece di “chiamare i pompieri” e sarà complice di questo silenzio se la situazione precipiterà nei prossimi mesi.

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