Dagli addosso ai nemici del capo!

Al tempo del duce, gli avversari venivano picchiati dalle squadracce e gli si dava l’olio di ricino. Oggi al tempo dell’utilizzatore finale, gli avversari vengono diffamati dalle televisioni e dei giornali controllati dal capo. Mi pare un metodo mafioso.

L’Italia è ancora un paese democratico?

Fonte: Maccartismo.

Il giudice dai calzini turchesi

Tutti sono avvertiti. Tutti.
Io, te, il fruttivendolo sotto casa, il barista, la parrucchiera, il fotografo.
Tutti.

Tutti quelli che possono anche solo pensare di dire o fare qualcosa che possa danneggiare lui.
Sono avvertiti. Tutti.
Perchè tutti, pensa lui… hanno qualche scheletro nell’armadio.

O al limite un paio di calzini turchesi.

Siete avvertiti.
Guardatevi le spalle e rifatevi il guardaroba.
Tutti.

10 ottobre – Berlusconi : “un giudice di cui se ne sentiranno venir fuori delle belle”. (video)
16 ottobre – Canale 5 a caccia del giudice

Pedina e infanga

Pensavo che il premio Porcheria Giornalistica dell’anno lo potesse vincere in scioltezza il servizio realizzato nottetempo tra i terremotati d’Abruzzo costretti a passare una nottata in automobile, ma mi sbagliavo.

Nella giornata di ieri, la trasmissione Mattino 5 (Canale 5) ha mandato in onda un filmato inquietante realizzato per screditare, e nella peggiore delle ipotesi intimidire, il magistrato Raimondo Mesiano autore del verdetto che impone a Fininvest di versare 750 milioni di Euro alla Cir di De Benedetti per la questione del lodo Mondadori. Il programma televisivo ha fatto pedinare il magistrato da una sua troupe televisiva alla ricerca di chissà quali scabrose evidenze, ma – nisba – Mesiano non fa nulla di particolare: fuma qualche sigaretta, attraversa un incrocio, va dal barbiere, si siede su una panchina.

Non avendo scoperto un bel niente, quelli di Mattino 5 decidono di improvvisare, di montare ugualmente il caso. Una incalzante musica di sottofondo accompagna la vocetta della giornalista, che farcisce il servizio di frasi allusive e generiche del tipo «Alle sue stravaganze siamo ormai abituati» senza specificare una singola circostanza “stravagante”. Il pezzo diventa tragicomico quando la giornalista ripete per un’infinità di volte «Non riesce a stare fermo: avanti e indietro» mentre il poveretto sta semplicemente attendendo il proprio turno dal barbiere. Una vera porcheria.

Sulla qualità infima del servizio in sé si può anche soprassedere, ma sul fine ultimo di questo teatrino certamente no. Il più grande gruppo televisivo privato del paese, di proprietà del presidente del consiglio, attraverso un proprio canale manda in onda un filmato dove un magistrato – che ha emesso un verdetto nei suoi confronti – viene pedinato e screditato sulla base di un pugno di mosche. E tutto ciò avviene, casualmente, ad alcuni giorni di distanza dall’ultima sparata del Cavaliere, che proprio su Mesiano disse: ne vedremo delle belle. Delle balle, semmai.

Ah, e naturalmente il servizio su un uomo spiato nella propria vita privata è andato in onda su una rete televisiva che delle scappatelle del suo capo ha sempre preferito non parlare, trincerandosi dietro la foglia di fico della privacy.

Non vi nascondo di essere inquieto. Anche un po’ schifato.

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