Mafia. Genchi: Nel ’91 contatti tra Ciancimino Jr e governo

La notizia (vedi sotto) che Ciancimino nel 1991 avesse rapporti con la presidenza del consiglio non ci sorprende, anzi conferma i sospetti che tutti avevano.

Per tutto il 1991 il presidente del consiglio fu Giulio Andreotti (governi Andreotti VI e VII), dunque Ciancimino era il tramite tra lui e la cupola di Cosa Nostra. Che Andreotti fosse colluso con la mafia ce lo dice la sentenza che lo manda prescritto per concorso esterno in associazione mafiosa. Questi fatti però sono risalenti a 18 anni fa, e la prescrizione se non ricordo male è di 22 anni. Se si riuscisse a fare un processo rapido, forse si riuscirebbe ad avere una condanna, anche se simbolica, dato che vista l’età non credo che farebbe nemmeno un secondo di galera.

Secondo wikipedia al ministero di grazia e giustizia c’erano Vassalli fino al 2 febbraio e poi Martelli. Chi fosse il contatto di Ciancimino però è da scoprire.

Ministro Giuliano Vassalli (PSI) fino al 02/02/91
Claudio Martelli interim dal 02/02/91
Sottosegretari Franco Castiglione (PSI), Giovanni Coco (DC), Vincenzo Sorice (DC)

Per il ministero degli interni la situazione era quella indicata sotto. Anche in questo caso non sappiamo chi fosse il contatto.

Ministro Vincenzo Scotti (DC)
Sottosegretari Saverio D’Aquino (PLI), Franco Fausti (DC), Giancarlo Ruffino (DC), Valdo Spini (PSI)

Fonte: Mafia. Genchi: Nel ’91 contatti tra Ciancimino Jr e governo.

Palermo, 21 ott. (Apcom) – “Noi nell’indagine mafia e appalti, partendo dal ritrovamento di una agenda telefonica di un imprenditore arrestato per mafia, Benny D’Agostino, trovammo il numero di cellulare di Massimo Ciancimino segnato come ‘Massimo Rolex'”. Lo rivela al Tg3 Sicilia il consulente informatico Gioacchino Genchi che in passato si occupò anche delle stragi di Capaci e via D’Amelio. “Dall’analisi dei dati di traffico del 1991, cioè prima delle stragi, sono emersi contatti con utenze riservate della presidenza del Consiglio dei ministri e del ministero dell’Interno e con cellulari e utenze fisse del ministero della Giustizia“. Genchi rivela anche che vennero riscontrate “frequentazioni romane che davano il quadro completo dei rapporti, non solo imprenditoriali, politici e affaristici di Ciancimino, ma davano contatti con apparati dello Stato”. Per quanto riguarda la presunta trattativa tra Stato e Cosa nostra, Genchi ha sottolineato che “non ha mai riguardato lo Stato nella sua interezza, lo Stato, fortunatamente è un’istituzione sana e non può essere intaccata. Ci sono alcuni soggetti – sostiene – che per fare carriera nel corpo o istituzione di appartenenza o partito politico nel quale militano vengono di volta in volta in contatto con la mafia”. A proposito dei ricordi, dopo 17 anni, sopraggiunti a molti protagonisti della vita italiana del 1992, Genchi ha detto che “non c’è da meravigliarsi di questo festival degli smemorati, qualcun altro ancora non ricorda, ma lo ricorderà presto”.

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